Roseto o la Montagna di Roseto (lat. Mons o Montanea Roseti) è stata un'antica unità amministrativa dell’Abruzzo Ulteriore Primo, oggi individuata in parte dai territori dei comuni di Cortino e Crognaleto. Il nome come comunemente accadeva per i comuni abruzzesi, non identificava una località, ma tutto il territorio che era interamente montagnoso e confinava a nord con il Tordino e lo stato vescovile di Rocca Santa Maria, a sud con il Vomano e con la Valle Siciliana, ad ovest con il contado aquilano per mezzo dei castelli di Charino e Rocca delle Vene, con il massiccio della Laga e con lo stato di Amatrice e ad est con le università di Teramo, Montorio al Vomano e la signoria di Poggio Umbricchio e Senarica. Al momento della sua cessazione agli inizi del XIX secolo, era composta dalle località o ville di: Cervaro., San Giorgio, Crognaleto, Cesacastina, Aiello, Figliola, Alvi, Fràttoli, Macchia Vomano, Nerito, Piano (di Roseto)Da non confondere con i prati con la taverna o Casino nei pressi della Rocca poi Piano Vomano, Tottea., Valle Vaccaro, Cortino, Pagliaroli, Agnova, Altovia, Caiano, Casagreca, Comignano, Elce, Lame, Macchiatornella, Padula, Pezzelle, Piano Fiumata, Servillo, VernescaLorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, 1797, vol. 6, p. 58., poste a un'altitudine media di oltre . Altri piccoli abitati come Zingano, Morelli, Castroni, Magninano, Prataglia, Romagnano, risultavano già disabitati nel XVII secolo.

Storia Preistoria ed età classica

Attraversata sin dall'antichità da percorsi che valicavano i passi delle catene montuose dell'Appennino centrale colleganti la conca aquilana e l'alta valle del Vomano, popolate dai sabini montaniAdriano La Regina, Il guerriero di Capestrano e le iscrizioni paleosabelliche. Pinna Vestinorum e il popolo dei Vestini, a cura di Luisa Franchi dell'Orto, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2011, pp. 235-236 dediti sin dall'antichità alla transumanzaFabrizio Pesando, L'Italia antica, 2005, p. 135, quali la via CaeciliaNiccolò Persichetti, Alla ricerca della Via Caecilia, Roma, 1898, II parte, della quale rimane il cippo miliario conservato nella chiesa di Poggio Umricchio con altri ritrovamenti di epoca romanaEdizione archeologica della carta d'Italia al 100.000. Foglio 140, a cura di Giuseppina Cerulli Irelli, Istituto geografico militare, Firenze 1971, pp.60-61; lungo di esse e le loro diramazioni come quella della Via detta del BatinoNotizie dell'Economia, Teramo, nn. 3-4, anno 1993 o nei loro pressi, sorsero manufatti come i resti murari dell'edificio templare di Colle del Vento di origine safina e in tempi più tardi il tempio di Giove o di Minerva a Pagliaroli i cui numerosi resti sono conservati nel Museo Archeologico di Teramo.

Medioevo ed età moderna

Le prime notizie risalgono alla metà del X secolo in una concessione del vescovo aprutino Landolfo a Rainiero di Teutone di un territorio a nord del Vomano che confinava con la Matrice e la montanea de RosetoFerdinando Ughelli, Italia sacra, vol 1, p. 390.. Probabilmente il nucleo originario dell’area era di pertinenza della comunità benedettina di S. Benedetto o Lorenzo a Paterno o Caterno. presso Montorio, mediante la antica prepositura di San Silvestro di Aiello, testimoniata sin dall'XI secolo, sotto il cui decimario era storicamente situato il pianoro di Roseto.

Al suo interno erano presenti le pievi di S. Giorgio di Roseto, di S. Salvatore di PagliaroliFerdinando Ughelli, Italia sacra, vol 1, p. 396 e di S. Martino di Rocca Campanea, a queste si aggiungevano le più recenti di S. Salvatore di Crognaleto e S. Pietro di Valle VaccaroPietro Sella, Rationes Decimarum Italiae - Le decime dei secoli XIII- XIV, Aprutium-Molisium, 1936.. A questi enti ecclesiastici si aggiungevano le pertinenze dell'abbazia di San Giovanni in Pergulis presso Frunti. Dopo questa data il territorio, sin dalle origini associato feudalmente a Montorio, conteso sul finire del secolo XIII e inizi del XIV tra Amatrice e TeramoArchivio di Stato di Teramo, Archivio privato Delfico - Pergamena n.19, a.1297; Andrea Di Nicola, Un patto del 1297 tra Teramo e Amatrice, in Il Territorio nn.2 e 3, 1990; si trattava delle località di Rocca Tagliata, Valle Vaccara, Cesacastina, Crognaleto, Frattoli, Alvi e Cervaro cui Amatrice rinuncia alle sue pretese nel 1305, Antonio Ludovico Antinori, Corografia storica degli Abruzzi, v. Roseto, vol. XXXIV., era passato sotto il dominio di vari feudatari, tra i quali i primi furono forse i signori omonimi, che nel 1239 tennero in custodia uno dei prigionieri catturati da Federico II nelle guerre contro i comuni lombardi, ai quali forse appartenne il ghibellino Giacomo costretto a fuggire all'arrivo degli Angioini. A questi seguirono Riccardo de Bellovidere, Matteo de Plexiaco, Giovanni d'Eppe figlio dell'omonimo Giovanni e Carlo d'Artus. Passata nella seconda metà del XIV secolo, ai Camponeschi conti di Montorio, divenne agli inizi del secolo XV dominio degli Acquaviva i quali, unitamente ai territori di Scalellis e Padula già appartenenti alla confinante università di Frunti, insieme ai territori di Rocca Tagliata, rivendicata da Amatrice ancora sul finire del XIV secoloAndrea Massimi, Amatrice e le sue ville. Notizie storiche, 1958E. D'Abbondanza, Le ville cit., e Rocca Campanea, ne faranno la università di montagna di Roseto, raggiungendo la sua massima estensione che rimarrà invariata fino alla sua cessazione nel primo ventennio del secolo XIX quando, ormai estinto il ducato di Atri, e divenuta allodiale passando nell'amministrazione demaniale della Corona con i Regi Stati allodiali di Atri, al pari degli Stati mediceo farnesiani, assumendo talvolta la denominazione di "Serenissima regal corte di Roseto"Archivio di Stato di Teramo, Fondo Intendenza Francese. Lo "Stato" di Roseto verrà scisso, al termine dell'occupazione francese, nel 1816 nei due nuovi comuni di Cortino "in Roseto" e CrognaletoOttavio Di Stanislao, Dalla Montagna di Roseto al comune di Crognaleto: la circoscrizione contrastata, in Bullettino della Deputazione abruzzese di storia patria, a. CXI (2020).. È da rimarcare che a seguito della volontaria sottomissione dell'abate di San Benedetto a Paterno al patronato del Capitolo Lateranense avvenuta nel XV secolo, le parrocchie da esso dipendenti vennero sottratte al vincolo della visita pastorale del vescovo aprutino fino al Concilio di Trento. Sin dalla fine del secolo XVI e fino alla data della sua scissione fu sempre sede di forania ecclesiastica. La località di Nerito, divenuta sede comunale di Crognaleto nel 1880, era la sola rispetto a tutte le altre poste nella diocesi aprutina, ad essere dipendente dalla diocesi di Penne fino al 1950Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale - Sacra Congregatio Consistorialis - Teramensis et Pinnensis - Piscariensis Decretum de finium dioecesium immutatione, p.554.

Organi di governo e amministrativi erano oltre al governatore, al mastrodatti e al castellano di nomina feudale, il Parlamento generale convocato su licenza del governatore, retto dal Sindaco generale e costituito dai sindaci delle singole località a loro volta eletti dai parlamenti locali, costituiti dai capifamiglia del luogoAA. VV., Cortino nella Montagna di Roseto. Tali elezioni erano ab antiquo concentrate nei mesi estivi per consentire a tutti di essere presenti dopo essere tornati dai pascoli e dai lavori invernali sul litorale abruzzese o in Puglia o nella Campagna romana. Non era tuttavia infrequente che in caso di necessità durante i mesi invernali, le funzioni di sindaco o di camerlengo venissero assunte da persone di sesso femminileAA. VV., Cortino nella Montagna di Roseto, p. 57.

Dell'antico culto delle "sette Madonne sorelle"G. Profeta, Le Sette Madonne Sorelle e la magnificazione del nume, Japadre, L'Aquila-Roma 1997, p.34 diffuso nella alta valle del Vomano, la cui devozione locale è testimoniata almeno sin dalla fine del XVI secolo, quattro edifici sacri ad esse dedicate erano la Madonna della Tibia presso Crognaleto, santa Maria Apparens di Alvi, la Madonna del Carmine di Frattoli e la Madonna del Monte Calvario presso Piano Vomano.

Fu nei monti di Roseto e precisamente nei dintorni di Vallevaccaro che iniziarono sul finire del XVIII secolo, le prime semine di patata e conoscersi nella provincia l'importanza alimentare di tale prodottoGiovan Francesco Nardi, Saggi sull’agricoltura arti e commercio della provincia di Teramo, 1789, p.LXIII.

Particolarmente frequente fu nel territorio, a causa della sua collocazione geografica prossima al confine dello Stato Pontificio e delle caratteristiche orografiche, la presenza di fuorusciti, banditi e briganti almeno sin dal XIV secolo., non di rado protetti dagli stessi feudatari del luogo, tra i quali, il più famoso, Marco Sciarra sul finire del XVI secolo, le cui scorrerie incisero sull'assetto demografico di numerosi dei villaggi causandone anche lo spopolamento e la scomparsa di alcuni di essi, quali Zingano, Morelli e Castroni che risultavano già disabitati agli inizi del secolo XVII, e di Titta Colranieri e Santuccio di Froscia sul finire del secolo XVII...

Nel 1799 e anni successivi, piano Roseto e luoghi circostanti furono teatro di scontri armati tra truppe francesi e masse insorgenti sanfediste che coinvolsero le popolazioni locali, vedendo protagonisti anche capimassa locali e briganti come Donato De Donatis parroco di Pezzelle, noto come il Generale dei ColliCorrado Santoro, Prete brigante, 1999., Matteo Manodoro di PietracamelaBerardino Giardetti, Memoria su Matteo Manodoro Generale dei briganti (1762-1812), 1981 e Giuseppe CostantiniLuigi Coppa Zuccari, L'invasione francese negli Abruzzi: (1798-1810), 1928, 2 voll.. Il fenomeno perdurò fino a tutto il secolo XIXBerardo Pio, Il comune di Crognaleto nel dramma del brigantaggio postunitario, in Aprutium. Organo dell'Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, XVI (1998), pp. 25-44.

Dalla seconda metà del secolo XVIII con l'abbandono della rocca, nella località di Cervaro faceva la ordinaria residenza il Regio Governatore di Roseto (avente giurisdizione anche su Valle Castellana) che nel 1804 contava abitanti ed era superata per popolazione nell'Abruzzo Ulteriore primo, solo dalle grandi università di Teramo, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Penne e Città Sant'Angelo..

Fu patria tra gli altri dell'avvocato Domenico de Rubeis di Tottea noto come il "Cicerone degli Abruzzi"Autore del celebre Forensium certaminum specimen. Accesserunt in prima quatuor Certamina paraphrases hexametris illigatae pubblicato a Napoli nel 1668; Vincenzo Bindi, Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi, 1889, p.14; ., dello scultore Carlo Riccioni o Riccione di FràttoliE. D'Abbondanza, Le ville di Roseto, p.145, artefice del baldacchino ligneo conservato nella Chiesa di Santa Reparata di Atri, vissuti nel sec. XVII, e della famiglia Nardi di Cervaro che diede i natali a Gianfrancesco, autore dei Saggi sull’agricoltura arti e commercio della provincia di Teramo e del nipote omonimo Gianfrancesco pioniere della fotografia nella provincia di Teramo e nella regione.

Non vi è alcuna relazione storica con la località di Roseto degli Abruzzi, già Rosburgo, che assunse tale denominazione solo dal 1927.

La rocca di Roseto