Gli Ashanti o Asante sono una popolazione appartenente al gruppo etnico Akan stanziata principalmente nell’omonima regione del Ghana.

Eredi di un antico impero che combatté a lungo contro quello britannico, gli Ashanti vivono in parte in ambienti urbaniparlando inglese e praticando il cristianesimo o l’islamed in parte in villaggi rurali, nei quali la lingua utilizzata è il twi e viene osservata una religione tradizionale.

Organizzata in una società matrilineare che pone al centro la famiglia, la popolazione è fortemente votata alle attività economiche, in particolare commercio ed agricoltura. Le sue influenze culturali hanno raggiunto il mondo occidentale e le sue architetture tradizionali sono state riconosciute patrimonio dell'umanità.

Etimologia L'etimologia del termine è incerta, potrebbe derivare dalle parole in lingua akan osa-nti (in italiano bellicoso) o osa-nti-fo (in italiano a causa della guerra). Vengono indifferentemente utilizzate le dizioni Ashanti e Asante.

Storia

La storia degli Ashanti spazia dal XIV al XXI secolo.

Origini e organizzazione in clan Popolazioni akan migrarono nel XIII secolo dal Nordafrica alla regione guineana spinte dalla guerra, dall'espansione araba e dalla ricerca di terreno fertile: guidate da esploratori che costruivano capanne da caccia tra gli alberi, si stabilirono nelle zone boscose dell'attuale Ghana settentrionale. Nel secolo successivo si spostarono ancora più a sud dividendosi in molteplici gruppi etnici; gli Ashanti occuparono l'area dove ora sorge la città di Obuasi e stabilirono una società organizzata in 8 clan: Aduana, Agona, Asakyiri, Asene, Asona, Bretuo, Ekuona e Oyoko.

Dal XV secolo i clan Ashanti si espansero nell'attuale areain cui sorsero centri quali Mampong e Tafoavviando un periodo di frequenti guerre interne che resero la popolazione vulnerabile e finirono col porla sotto il giogo dei Denkyira. Nei due secoli successivi emerse tra i vari clan quello denominato Oyoko, che fondò Kumasi durante il regno di Oti Akenten ed avviò, sotto la guida del re Obiri Yeboa, l'unificazione degli Ashanti in una confederazione. Tale soggetto ebbe tuttavia vita breve, perché subito sconfitto militarmente dalla popolazione nemica dei Dormaa.

Il successore sul trono degli Oyoko, Osei Tutu I, riuscì ad ottenere la fiducia degli altri clan e ad essere eletto "re tra i re", guidando il neonato Regno ashanti ad una riscossa contro i Dormaa nel 1698. L'organizzazione dello stato unitario da parte di Osei Tutu I e la successiva campagna militare per l'affrancamento dai Denkyira portarono alla vittoria nella battaglia di Feyiase del 1701 ed alla fondazione dell'Impero ashanti.

Impero

L'Impero ashanti prosperò nel XVIII secolo, espandendosi a tutta l'area dell'attuale Ghana ed esercitandovi la propria influenza politica, culturale ed economica. La popolazione entrò in contatto con gli Europei attraverso i forti sulla costacome quello di Elminaavviando un florido commercio sostenuto da costanti campagne militari contro le popolazioni vicine.

In seguito alla fondazione della Costa d'Oro avvenuta nel XIX secolo da parte dell'Impero britannico, gli Ashanti combatterono una serie di guerre contro le British Armed Forces, terminate nel 1897 con l'assoggettamento agli Europei e l'esilio del re Prempeh I in Sierra Leone e quindi alle Seychelles.

Protettorato e Ghana

L'Impero britannico, che dal 1902 aveva costituito un apposito protettorato per gli Ashanti all'interno della Costa d'Oro, concesse a re Prempeh il rientro a Kumasi nel 1924, ma senza riconoscimento formale del ruolo. Nel 1935 il governatore Arnold Hodson permise invece il ripristino dell'antica confederazione eseppur in difetto del controllo territoriale e con il solo riconoscimento di "autorità indigena" che aveva il ruolo di mantenere l'ordine pubblicoPrempeh II venne eletto re. Il ripristino del sovrano fu un importante riconoscimento per gli Ashanti, facendo da traino ad una nuova e più ampia presa di coscienza culturale che coinvolse l'intera colonia, includendo anche le popolazioni precedentemente loro nemiche. La rinata confederazione si occupò inoltre di tematiche sociali, come la scolarizzazione e la creazione di infrastrutture, istituendo anche un fondo che operò tra il 1942 e il 1952.

Nel 1957, alla nascita del Ghana indipendente, sul territorio del protettorato venne creata la regione di Ashanti, con capoluogo Kumasi. Le autorità repubblicane istituirono un ministro con il compito di governare la regione, ma anche la figura reale venne mantenuta: in virtù della radicata identità culturale, i capi delle singole comunità Ashanti hanno da allora continuato a prestare fedeltà al proprio sovrano. Nel rapporto con la nazione i reincluso il sovrano Osei Tutu II eletto nel 1999hanno riconosciuto i confini esterni e quelli regionali, la pacifica convivenza delle singole popolazioni all'interno della nazione, il mandato di amministrazione politica e leadership del governo repubblicano e si sono impegnati ad astenersi dalla vita politica del paese.

In ambito economico, tra il XX e il XXI secolo la regione di Ashanti si è affermata per il suo significativo contributo alla produzione nazionale; è inoltre la più popolosa dello stato assieme a quella della capitale ed ha una forte influenza culturale su tutto il Ghana. In particolare gli Ashanti sono considerati depositari delle tradizioni culturali della nazione ed il loro re il custode delle stesse: gli attuali ruoli riconosciuti al sovrano sono infatti quelli della preservazione culturale e della promozione di iniziative caritatevoli e per lo sviluppo.

Distribuzione geografica Gli Ashanti sono stanziati nella parte centro meridionale del Ghanala maggior parte nella regione di Ashantie nelle zone limitrofe di Costa d'Avorio e Togo. Nel 1984 era stimato che gli Ashanti in Ghana fossero circa , mentre nel 2007 tale stima è stata portata a . Le stime di presenza in Costa d'Avorio ammontano a persone ed in Togo a persone.

Attraverso la tratta atlantica degli schiavi africani parte della popolazione ha nei secoli passati raggiunto l'America, lasciando un'eredità linguistica e culturale in Giamaicadove si stima che il 60% della popolazione abbia origini Ashantie Suriname, nazione in cui i Cimarroni originari della regione guineiana sono circa .

Lingua La lingua tradizionalmente parlata dagli Ashanti è il twi, dialetto appartenente alla lingua akan a sua volta suddiviso in altri dialetti locali, tra i quali vi è mutua intelligibilità. Negli anni 2010 era stato stimato che fosse parlato da un numero di persone tra gli 8 e i 9 milioni, nella regione ghanese di Ashanti ed in altre aree della nazione, con diffusione anche in Costa d'Avorio econ riferimento ad alcuni dialetti esportati con la tratta atlantica degli schiavi africaniin Giamaica e Suriname. Oltre che un'eredità culturale, la lingua twi è considerata dagli Ashanti anche un simbolo del loro antico Impero.

In Ghana l'unica lingua ufficiale è l'inglese, ma non tutti gli Ashanti qui residenti sono in grado di parlarla.

Spiritualità Gli Ashanti dispongono di una ricca tradizione spirituale ancora viva nella popolazione.

Mitologia

La tradizione orale di alcuni clan vuole che i primi Ashanti siano stati generati da un buco nella località di Ashantemeso, mentre per altri l'origine degli antenati verrebbe dal cielo. Anche la nascita dell'Impero ashanti è simboleggiata in un mito, legato alla visione che nel XVII il re del clan Oyoko Obiri Yeboa avrebbe avuto in sogno: la stessa sarebbe infatti stata interpretata da Okomfo Yemoafratello del re del clan Agonaed il significato emerso avrebbe portato all'unione dei clan in una confederazione.

Un ulteriore mito riguarda il successore di Obiri Yeboa, Osei Tutu I, che avrebbe ricevuto dal cielo il segno che gli antenati lo volevano a capo della costituenda nazione Ashanti: uno sgabello d'oro, che il sacerdote Anokye indicò contenesse lo spirito e l'anima di tutta la nazione Ashanti. L'elezione sarebbe stata suffragata dalla preparazione di una bevanda che conteneva la cenere del rogo dei frammenti di unghie e capelli di tutti i re dei vari clan unita ad olio di palma, che venne bevuta dai sovrani stessi. Il mito dello sgabello d'oro sopravvisse nel tempo e questo oggetto continua ad essere il simbolo del potere reale: quando nel 1900 il governatore della Costa d'Oro Frederick Hodgson ordinò di sequestrarlo per potercisi sedere, gli Ashanti organizzarono una ribellione armata. Lo sgabello è custodito al di sopra di una sedia affinché non tocchi mai terra e gli Ashanti ritengono che l'eventuale distruzione o conquista nemica dell'oggetto causerebbe la fine della loro nazione.

Religione Le prime popolazioni Akan che giunsero nella regione guineiana fuggendo dall'islamizzazione erano politeiste. Nel XVII secolo emerse la figura di un sacerdoteche veniva consultato per importanti decisioni politiche o legate alla guerrae praticava sacrifici umani, come avvenne per propiziare la campagna militare contro i Denkyira.

Tra gli Ashanti vi sono Cristiani e Musulmani, ma è ancora diffusa la religione tradizionale tipica delle popolazioni Akan bastata su un dio principale chiamato Nyame e dèi minori, come ad esempio la dea della fertilità Asase Ya. Ad un livello intermedio tra il culto per la divinità principale e quello per le divinità minori, vi è il culto degli antenati: gli Ashanti hanno la convinzione che il loro spirito monitori il comportamento delle persone e punisca le condotte sbagliate, nel corso della vita o nell'aldilà.

Superstizione Per invocare la fertilità, le donne Ashanti utilizzano una statuetta denominata akuaba; la medesima è successivamente portata sulla schiena durante la gravidanza affinché il nascituro sia di bell'aspetto. Alla nascita viene organizzata una cerimonia per infondere la saggezza al bambino, al riguardo del quale è ritenuto che incorpori il sangue della madre e lo spirito del padre. Se si tratta di una bambina, userà poi per giocare la stessa statuetta akuaba, come una bambola.

Altra credenza popolare degli Ashanti è quella che imporre la propria voce su quella di chi sta pronunciando il nome di una persona in orario notturno porti sfortuna. Porterebbero inoltre sfortuna cantare mentre si fa il bagno e ramazzare nelle ore notturne.

Società La maggior parte della popolazione Ashanti vive in villaggi, mentre gruppi residuali risiedono in centri urbani. Storicamente, gli Ashanti si ritengono parte di un gruppo con elevato livello di civiltà, vivendo questo aspetto con gratitudine ed impegno a migliorare il mondo. Tale impegno si traduce anche nell'attiva partecipazione alla vita di parenti e conoscentiriflettendosi in bassi livelli di privacye nell'interesse individuale per la proprietà privata, l'accumulo di ricchezza, il riconoscimento sociale e l'ottenimento di potere politico.

Gli Ashanti celebrano diverse feste tradizionali come l'Akwasidae, l'Odwiraraduno annuale in cui viene discussa la politica nazionalee l'Adae Kese, un festival che si tiene solo in occasione di eventi particolarmente importanti e ricorda l'affrancamento dai Denkyira avvenuto all'inizio del XVIII secolo.

Architettura

Nel XIV secolo gli Ashanti non costruivano edifici, vivendo in grotte riparate dagli alberi o direttamente sugli alberi stessi. Dal XV secolo passarono ad erigere abitazioni, in cui veniva utilizzata l'argilla rossa a scopo decorativo. Nel 1980 gli esempi superstiti di edifici tradizionali eretti della popolazionesiti nei pressi di Kumasivennero iscritti dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità.

Arte