Con dominium maris Baltici, ovvero letteralmente dal latino "dominio del Mar Baltico", si fa riferimento a uno degli obiettivi politici primari perseguiti dai regni della Danimarca e dalla Svezia nel Basso Medioevo e fino all'inizio del Settecento... L'ipotesi di acquisire la supremazia nelle acque del Baltico, fondamentale percorso commerciale per tutte le potenze situate sulle coste orientali e settentrionale dell'Europa, rappresentò un leitmotiv che si protrasse fino alle guerre del Nord, durante le quali le marine danese e svedese svolsero però un ruolo secondario, in quanto le principali manovre belliche avvennero sulla terraferma..
Etimologia Comunemente impiegato nella storiografia, il termine andò probabilmente coniato nel 1563 dal re di Polonia dell'epoca, Sigismondo II Augusto, riferendosi alle ambizioni egemoniche dei suoi avversari nella guerra di Livonia.. Il primo riferimento scritto deriva dal trattato olandese-svedese del 5 (secondo il calendario giuliano o 15 secondo quello gregoriano) aprile 1614 concluso a L'Aia.
Storia Guerre per il possesso del Baltico Praticamente ogni potenza europea che si affacciava sul Mar Baltico considerava preservarne il possesso una questione di vitale importanza. La presenza di beni ambiti come l'ambra e di altri materiali rendeva il predominio delle coste assai redditizio, considerata la crescita che per quei prodotti il mercato stava sperimentando in epoca tardo medievale. L'importanza della regione assunse una portata tale che stuzzicò anche l'interesse di potenze che non vi avevano un accesso diretto, tra cui ad esempio Austria e Francia. Per diversi secoli, Svezia e Danimarca furono le principali e assolute protagoniste che si contesero il predominio del mare, una strategia a cui altre potenze locali e internazionali si opposero tentando di contrastare le loro operazioni. Gli storici concordano nel ritenere il dominius maris Baltici una delle costanti perseguite in politica estera dalle due nazioni sopra menzionate a cavallo tra Medioevo ed età moderna.
Le potenze scandinave cercarono di trovare delle opportunità nei vuoti di potere creati dalla debole o inesistente potenza navale del Sacro Romano Impero e della Polonia-Lituania, adottando politiche espansionistiche che favorirono i conflitti sul Baltico.. Danimarca e Svezia sfruttarono il possesso di alcune sezioni delle coste per finanziare i rispettivi eserciti e ognuna delle potenze rivendicò le sue acque come proprie, promettendo di proteggere la navigazione di imbarcazioni straniere. L'unico punto su cui si trovavano d'accordo Danimarca e Svezia era la necessità di escludere la presenza di una terza nazione come la Polonia o la Russia. Le potenze scandinave cercarono di impedire l'ascesa dei loro rivali attraverso dei trattati diplomatici, i quali vietavano l'allestimento di proprie marine, e per mezzo di operazioni belliche, prendendo sia di mira le forze navali avversarie, sia assumendo il controllo dei porti baltici. In una delle azioni più importanti per mantenere il suo monopolio sul Baltico, la Danimarca nel 1637 distrusse, senza aver dichiarato guerra, la nascente marina della Confederazione polacco-lituana.
Le numerose guerre combattute per il dominium maris Baltici sono spesso denominate nel loro insieme con la denominazione guerre del Nord. Inizialmente la Danimarca ebbe il sopravvento, ma alla fine perse terreno contro la Svezia. Né Copenaghen né Stoccolma furono capaci di imporre il proprio controllo militare ed economico in maniera completa sul Baltico, malgrado la Svezia risultò la nazione che si avvicinò di più a tale obiettivo durante il suo periodo imperiale prima della grande guerra del nord del 1700-1721..
Il dominium maris Baltici danese
La storiografia impiega il termine dominium maris Baltici sia per riferirsi ai secoli di egemonia danese sulle acque del Baltico meridionale, coincisi con il Basso Medioevo, sia per indicare la fase di predominio dell'Impero svedese, avvenuta nella prima età moderna..
La Danimarca aveva sottomesso la costa baltica meridionale dall'Holstein alla Pomerania nel XII secolo, ma già nel Duecento ne perse il controllo dopo essere stata sconfitta dalle forze tedesche e anseatiche nella battaglia di Bornhöved del 1227, preservando solo il principato di Rügen. In seguito, fu la Lega anseatica a divenire la potenza economica dominante nel Mar Baltico. Robert Bohn identifica Valdemaro IV Atterdag (al potere dal 1340 al 1375) come il primo re danese a perseguire una politica di creazione di un dominium maris Baltici danese, con l'obiettivo di aumentare il dominio navale e l'egemonia economica della Danimarca a spese della Lega anseatica. Per raggiungere questo scopo, Valdemaro vendette l'Estonia danese allo Stato monastico nel 1346, consolidando le sue finanze e allestendo un esercito grazie alle entrate che erano giunte. Dopo la conquiste territoriali iniziali, Valdemaro combatté la battaglia di Visby per espugnare la città anseatica omonima (Gotland) nel 1361, da di vita a una guerra terminata con la vittoria della Lega nella pace di Stralsund nel 1370, che segnò il culmine del potere anseatico..
La figlia di Atterdag, Margherita, divenne la regina e operò de facto autonomamente, riuscendo a concentrare le corone di Danimarca, della Norvegia e della Svezia nell'Unione di Kalmar dal 1397.. Nel 1429, il re di Kalmar Eric di Pomerania iniziò ad alzare il costo del pedaggio del Sound per i mercanti che entravano o lasciavano il Mar Baltico, consentendo al tribunale di Copenaghen di beneficiare dei profitti commerciali giunti dalle dogane senza impegnarsi in riforme economiche rischiose.. Il pedaggio del Sound, rimasto in vigore fino al 1857 e costituente una fonte primaria di introiti per il tesoro reale, finì per diventare presto oggetto di controversia, con il risultato che la Danimarca entrò in conflitto con la Lega anseatica e le potenze vicine..
Dopo lo scioglimento dell'Unione di Kalmar all'inizio del XVI secolo, il Regno di Svezia divenne il principale rivale della Danimarca-Norvegia per l'egemonia nel Mar Baltico. La vittoria di Cristiano IV nella guerra di Kalmar nel 1613 segnò l'ultimo episodio in cui i danesi ebbero successo contro la Svezia. Anche il periodo della fase danese nella guerra dei trent'anni del 1618-1648 (la Kejserkrigen del 1625-1629) è considerato da alcuni autori come parte delle guerre per il dominium maris Baltici.. Tuttavia, in quell'occasione l'avversario non era il re di Svezia, ma l'ambizioso imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando II, che progettò temporaneamente di rendere il suo Stato una potenza navale nel Baltico. Per raggiungere tale fine assegnò ad Albrecht von Wallenstein l'incarico di concentrarsi contro la Danimarca e la Svezia nella battaglia di Stralsund del 1628, terminata però con una disfatta. La sconfitta danese nella battaglia di Wolgast (1628) e la successiva pace di Lubecca del 1629, tuttavia, allontanarono la Danimarca dal campo degli scontri in cambio della restituzione dei territori perduti durante il conflitto..
Il dominium maris Baltici svedese
Dopo che la Svezia acquisì l'autonomia e si separò dall'Unione di Kalmar, essa divenne la principale rivale della Danimarca per il dominium maris baltici. Il primo scontro per le acque territoriali viene fatto coincidere con la guerra del nord dei sette anni (1563-1570, associata alla guerra di Livonia), la quale anticipò di qualche decennio la summenzionata guerra di Kalmar del 1611-1613. I maggiori successi svedesi avvennero in concomitanza della cattura di Riga nel 1621, principale porto della Livonia, e dell'acquisizione svedese della Pomerania riconosciuta come legittima dal trattato di Stettino del 1630.. I guadagni ottenuti nel conflitto di Torstenson, teatro della guerra dei trent'anni, si tramutarono in innegabili ridimensionamenti per la Danimarca e la successiva pace di Westfalia confermò lo status della Svezia come superpotenza europea (stormaktstiden). Il controllo svedese del Baltico, tuttavia, non fu completo, poiché altre realtà marittime importanti, in particolare la Repubblica olandese, continuarono ad assumere un peso economico, militare e geopolitico anche superiore rispetto alla Danimarca e alla Svezia. La seconda guerra del nord, la guerra di Scania e la prima fase della grande guerra del Nord lasciarono immacolato il dominium maris Baltici della nazione scandinava, fino a quando il trattato di Nystad del 1721 non segnò il declino di Stoccolma e l'affermarsi di nuove realtà (nello specifico l'impero russo). La politica perseguita dagli svedesi aveva cercato di assicurarsi il suo ruolo di primo piano passando attraverso la trasformazione di molte città (ad esempio Riga, Narva e Wismar) in fortezze, spesso lasciate sotto l'egida del sapiente costruttore Erik Dahlberg.. A seguito della guerra dei trent'anni, la Svezia raccolse una quantità innumerevole di dazi doganali (Licenten) grazie al transito di navi mercantili nel Mar Baltico, sia in porti gialloblù che non.. Il pedaggio da elargire veniva calcolato in base al valore della merce trasportata, su cui veniva dedotta una specifica percentuale, e, una volta effettuato il pagamento in qualsiasi porto, la rispettiva ricevuta conservava la sua validità in tutto il dominium maris Baltici..