Lanzo Torinese (Lans in piemontese e in francoprovenzale) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.
Si trova all'imbocco delle Valli di Viù, di Ala, e Grande, che prendono collettivamente il nome di Valli di Lanzo, e fa parte dell'Unione dei comuni montani delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, che ha sede a Ceres.
Geografia fisica Territorio Lanzo si trova ai piedi delle Alpi Occidentali (sezione Alpi Graie). Il centro storico della città è costruito sul monte Buriasco, mentre il resto dell'abitato si trova più in basso. È attraversato dal fiume Stura, e dai torrenti Tesso ed Uppia.
Clima Classificazione climatica: zona F, 3197 GG
Origini del nome Le origini del nome Lanzo sono incerte. Secondo Milone. l'etimologia deriverebbe dalla forma a lancia (da qui lanceum) del borgoAnche il teologo Bricco sostiene tale ipotesi: "Aptius hinc nomen Lancis forma dedit, anche se l'omonimia con altri due comuni francesi oltre il Moncenisio, Lanslebourg e Lanslevillard rende dubbia questa origine.
Secondo altre fonti, invece, il nome Lanzo deriva dalla parola tedesca Lanzman, che nell'antichità significava "paese", e che pare fosse una sorta di saluto che i soldati tedeschi si scambiavano tra di loro. Il nome Lanzo potrebbe anche derivare dal tedesco lands freies ("terre libere").
Il termine "Lanzo", che compare nel Diploma di Occimiano (che ne confermava il possesso al vescovo di Torino) come de Lances, diventa, nel 1203, Delancius, nel 1211 Lanz, e nel 1296 Lanzeus.
Storia Dall'antichità alla fine del Medioevo Lanzo fu centro politico ed amministrativo molto importante sin dalle prime testimonianze che si hanno su di esso: pare che già in epoca romana, i pascoli ubertosi che si potevano trovare nella zona, attrassero coloni che costruirono delle abitazioni in cima al Monte Buriasco. Il nome di Lanzo si trova indicato in un atto del 9 luglio 1029 con il quale il vescovo di Asti dota il monastero di San Giusto di Susa di molti beni tra cui dei terreni nella zona del mathiese ove sorgeva il borgo lanzeseMonumenta Hist. patr. n° CCLXXVII. Nel 1159 Federico Barbarossa, con il Diploma di Occimiano, conferma a Carlo I, vescovo di Torino, tutte le terre già in possesso della diocesi di Torino, tra cui, appunto, la Curtis del Lancia ("corte di Lanzo").Il castello di Lanzo fu costruito da Landolfo, vescovo di Torino dal 1011 al 1037.. Era circondato da una cinta muraria, con alcune porte fortificate che permettevano l'accesso al borgo; questo era attraversato da una via, detta contrada, la quale collegava il castello alla porta principaleQuella che sarà poi chiamata "Torre di Aymone di Challant". Dalla contrada si dipartiva, trasversalmente, una serie di strette viuzze chiamate chintan-e (alcune ancor oggi esistenti), talvolta sormontate da archi e lunghi voltoni che le fanno somigliare a gallerie pedonali e, parallelamente alla contrada, sia verso Torino che verso Germagnano, si snodavano due strade strette, che correvano sulla sommità delle mura di difesa, conosciute come "Strade di Corserio".
Successivamente, con vari toponimi, diventa, con alcuni borghi delle Valli, feudo di diverse casate: il primo signore di Lanzo di cui si ha memoria scritta. è un tale Robaldo, i cui successori, tra cui Abbone, Giacomo e Giovanni, ricevettero il 15 gennaio 1219 il beneficio di tenere a Lanzo il mercato settimanale del martedì in cambio della terza parte dei proventi dello stesso.
Il 7 novembre 1246 l'imperatore Federico II concesse a Tommaso II di Savoia varie parti del Piemonte, tra le quali le città di Ivrea, Castellamonte e Lanzo, consentendogli di costruire castelli e torri nei luoghi che gli sembrassero più consoniArch. di Stato, Dip. Imp. Maz. I. Tale concessione venne poi ribadita da Guglielmo il Grande del Monferrato allo stesso Tommaso, costringendo il Vescovo di Torino ad accettare tale decisione. Il principe Tommaso ne fece dono al fratello Amedeo IV di Savoia, il quale lo investì come signore di Lanzo.
Sotto il governo della marchesa Margherita, vedova del marchese Giovanni I del Monferrato, e figlia di Amedeo IV di Savoia, signora di Lanzo, Cirié e Caselle, nel 1305 Lanzo divenne una castellania, con tutti i privilegi che ciò prevedeva, tra i quali la CredenzaUna sorta di Consiglio comunale alla quale partecipavano i membri maschi anziani delle maggiori famiglie lanzesi, oltre al Signore di Lanzo, e che decideva su tasse, commercio, giustizia e politiche verso gli altri Castelli, e l'esonero per i lanzesi dal partecipare alla guerre al di là dei monti. Alla sua morte, avvenuta per la peste nera nel 1349, non avendo eredi maschi, Lanzo passò a Teodoro Paleologo, che lo trasmise alla figlia Violante, sposa di Aimone,e quindi, definitivamente, alla Casa di Savoia con Amedeo VI. Proprio nel 1377, sotto la guida del Conte Verde, la Credenza di Lanzo fece erigere il Ponte del Diavolo in modo da permettere l'apertura di una via rapida tra Torino e Lanzo senza dover passare per le terre canavesane, allora non più sotto il controllo diretto dei Savoia..In seguito alle guerre franco-spagnole combattute in Italia nella prima parte del cinquecento, quando Carlo III fu costretto alla fuga a Vercelli carico di debiti, furono i lanzesi che dovettero pagare i 4000 scudi d'oro di riscatto, ai Medici di Firenze, per la sua liberazione.. Quando però i francesi occuparono il Piemonte verso la metà del secolo XVI il castello di Lanzo, considerato uno dei più importanti del Piemonte, venne assediato, espugnato il 28 novembre 1551, e successivamente distrutto (1556-1557)Per rendere il castello più inespugnabile, agli inizi del 1500 venne abbattuta la chiesa parrocchiale di Lanzo; soltanto nel 1591 venne poi ricostruita nello stesso punto in cui si ergeva quella originaria dal duca Carlo di Brissac, eccezion fatta per la porta di accesso al borgo, la torre civica di Aymone di Challant, ancor oggi esistente e ben conservata.
Dal Medioevo all'Ottocento In seguito alla pace di Cateau-Cambrésis, il borgo tornò in mano ai Savoia con Emanuele Filiberto (1559), che affidò la castellania ai Provana e, nel 1577, a sua figlia (naturale) Maria, sposa di Filippo I d'Este, dei marchesi di San Martino in Rio, insieme a tutte le Valli, eccezion fatta per Lemie ed Usseglio. In tale occasione Lanzo venne eretta a marchesato. Il governo degli Este fu rovinoso per Lanzo, che perdette molti privilegi nei confronti dei paesi limitrofi, come quello di ottenere il dazio per ogni persona che transitava sul ponte del Diavolo, che all'epoca era l'unica strada di collegamento tra Torino e le Valli.
In seguito all'assedio di Torino ed alla vittoria piemontese sui francesi, Vittorio Amedeo II, per ripianare i debiti del ducato, nel 1720 dichiarò nulle tutte le concessioni ottenute dai lanzesi negli anni passati, esautorò gli Estensi dal loro feudo e, dopo averle suddivise in castellanie, vendette le sue terre al migliore offerente.. Fu così che il 1º luglio 1725 il marchesato di Lanzo venne venduto al conte Giuseppe Ottavio Cacherano Osasco della Rocca per 65000 lire. Il Cacherano fondò l'ospedale di Lanzo, costruito nel borgo vecchio in sostituzione dell'ospizio trecentesco in funzione nell'attuale chiesa di Santa Croce. Alla sua morte, il feudo passò al nipote, e, nel 1792, non essendoci altri eredi, tornò alla Curia regia.
In seguito alla Rivoluzione francese, nel 1798 Carlo Emanuele IV decise di abbandonare i suoi territori in Piemonte per rifugiarsi in Sardegna e Lanzo passò prima in mano francese, poi in mano austriaca, occupato, infine, dai russi di Suvorov. In seguito alla battaglia di Marengo, il Piemonte tornò in mano francese, e Lanzo divenne capoluogo di arrondissement, poi declassato a capo distretto (mandamento). Fu nel 1820 che venne costruito il ponte sul Tesso su progetto dell'ing. Mosca, permettendo un transito più agevole e sicuro attraverso il borgo e verso le ValliPrima vi era un ponte a livello più basso rispetto a quello progettato dal Mosca, soggetto ad inondazioni frequenti in concomitanza con le piene del torrente.
Dall'Ottocento ai giorni nostri
Nella seconda metà dell'Ottocento, sotto il regno di Vittorio Emanuele II, da centro prettamente agricolo e commerciale, Lanzo divenne una meta di villeggiatura per molti cittadini torinesi; questa vocazione turistica si accrebbe via via, dapprima con la costruzione della strada verso Torino (attuale SP1), e in seguito con l'arrivo della ferrovia, il 6 agosto 1876. A testimonianza di questa nuova vocazione vi sono le numerose residenze di villeggiatura edificate in quel periodo, coincidente, pressappoco, con l'insediamento nel territorio delle prime manifatture meccaniche, tessili e cartarie.
Nella seconda metà dell'Ottocento, Lanzo vide la presenza, tra le sue vie, di due dei "santi sociali" torinesi dell'epoca. Nel 1864 don Bosco, vi fondò, sui resti del vecchio monastero benedettino in abbandono, che aveva preso il posto dell'antico fortilizio in cima al monte Buriasco, il primo oratorio per ragazzi al di fuori di TorinoDon Bosco, infatti, aveva sino ad allora fondato soltanto l'oratorio di Valdocco; in esso avviò corsi professionali per dare maggiori prospettive di lavoro ai giovani delle Valli.
A Lanzo operò anche San Giuseppe Benedetto Cottolengo, la cui presenza fu testimoniata, fino alla fine del '900, dalla Piccola casa della Divina Provvidenza di LanzoLa via che dalla torre civica sale sino alla piazza Albert, ove era edificato il collegio salesiano; venne intitolata a San Giovanni Bosco dopo la II guerra mondiale.
Negli stessi anni la cittadina conobbe l'opera di un altro illustre uomo di Chiesa: Federico Albert, parroco di Lanzo dal 1852 al 1876, proclamato beato nel 1984: egli fondò l'asilo infantile, l'orfanotrofio per le fanciulle, e, nel 1866, l'educandato femminile, per preparare le ragazze a diventare maestre. Fu lo stesso Albert a convincere don Bosco..
Dopo l'unità d'Italia le sorti di Lanzo seguirono quelle dell'Italia: molti giovani lanzesi vennero mandati nelle trincee del Carso nella prima guerra mondialeTra cui si distinse il pluridecorato generale Ottavio Rolle., Al termine della guerra nei pressi della stazione ferroviaria venne edificato il monumento ai caduti.
Durante la seconda guerra mondiale, in seguito all'armistizio dell'8 settembre, le forze nazifasciste che occupavano il nord Italia installarono un presidio nel collegio Salesiano; da lì, in posizione dominante, potevano controllare le vie di accesso alle Valli, in cui si formarono, come nel resto della regione, brigate partigiane, tra cui l'11ª Brigata Garibaldi "Gardoncini". Il 26 giugno 1944, sull'onda del progressivo avanzamento degli alleati, i partigiani tentarono senza successo di liberare il paese dai tedeschi e dai repubblichini nella "battaglia di Lanzo".
Solo il 26 aprile 1945 la guarnigione tedesca che occupava il collegio si arrese, grazie alla mediazione del vicario parrocchiale, teologo Frasca, e del direttore del collegio salesiano, don Ulla. Nel 1976, per il sostegno dato alla lotta di liberazione, Lanzo è stata insignita della Medaglia d'argento al Valor Militare.
Cronistoria Queste sono alcune delle date più importanti della storia di Lanzo Torinese: 1011-1037 - Costruzione del castello di Lanzo 1159 - Citazione del nome di Lanzo nel diploma di Occimiano 15 gennaio 1219 - Primo mercato settimanale del martedì 1357 - La torre civica di Aymone di Challant viene terminata 1378 - Il ponte del Diavolo viene ultimato 28 novembre 1551 - Il borgo ed il castello vengono occupati dai francesi comandati dal maresciallo Brissac 1557 - Il castello di Lanzo viene completamente distrutto 1679 - Invenzione del grissino 1876 - La ferrovia raggiunge il comune valligiano 26 aprile 1945 - Liberazione di Lanzo dai nazi-fascisti 30 settembre 1984 - Beatificazione di Federico Albert, parroco di Lanzo dal 1852 al 1876
Simboli Stemma