Il Santuario di Maria Santissima di Costantinopoli è un edificio religioso mariano, situato nel centro storico di Rende, in provincia di Cosenza.
La chiesa fa parte della parrocchia di Santa Maria Maggiore dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.
Storia La chiesa è stata edificata intorno al 1600 sulle rovine di una remota cappella diroccata ed abbandonata, ma la costruzione dell'edificio, così come si mostra attualmente, risale all’anno 1719.
La devozione mariana, con radici ben più antiche a Rende, si era affievolita con la decadenza del monastero basiliano dei Santi Pietro e Paolo di Arcavacata. La tradizione orale del posto narra che, in seguito alla peste del 1656, i rendesi acquistarono la statua della Madonna dal vicino paese di San FiliLa suddetta statua era precedentemente appartenuta al Monastero Basiliano di Rende, poi ceduta agli abitanti di San Fili.. Grazie all’opera di Giovanni da Procida, nel XVII secolo, si diede inizio all’attuale costruzione stabilita nel tratto della cinta muraria dove sorgeva un tempo un'antica cappella dedicata a San Sebastiano. La chiesa, successivamente, fu completamente distrutta e nel 1719 Francesco Belmonte e Raffaele De Bartolo con altri rendesi innalzarono l’attuale edificio. Nel 1747 vi sorse la Confraternita omonima ancora attiva.
La chiesa ha subito un grande intervento di restauro nel 1975, quando venne rifatta la copertura, la pavimentazione, vennero restaurate le cappelle laterali, la sagrestia, il coro e la statua della MadonnaDalla targa posta sotto la cantoria. Il 15 Maggio 1978 la Chiesa è stata innalzata al titolo di Santuario Diocesano dall'allora vescovo di Cosenza, Enea Selis
Il culto della Madonna di Costantinopoli a Rende La tradizione bizantina è presente ancora a Rende nel culto di Maria SS. di Costantinopoli, volgarizzazione di “Odighitria”, così detta dal monastero di Odighio a Costantinopoli. Questo culto sopravvisse alla soppressione del rito greco da parte dei Normanni, i quali vollero che tutte le chiese calabresi si uniformassero sempre più al rito di Roma. Il culto a Rende è legato in modo particolare ad un dipinto su rame che raffigura una Madonna in posa frontale del tutto diversa da quella della consueta iconografia mariana, ma comunque molto bella e in atteggiamento di un’accentuata compostezza, che viene comunemente indicato col termine “macchietta”. La sacra immagine è per tradizione ritenuta acheropita, “non fatta da mano umana”.
Descrizione
Esterno L'esterno della chiesa si mostra con una facciata a capanna con linee semplici. Su di essa è posto un portale in tufo a sesto ribassato con piedritti profilati da cornici sovrapposte e serraglia intagliata. Nella parte superiore risalta un finestrone racchiuso in una cornice con stipiti modanati. Al culmine della facciata è presente un timpano di coronamento triangolare delimitato da un'ampia cornice perimetrale. Sul lato destro della chiesa è posta la sagrestia, che termina nella parte superiore con un campanile a vela in cui sono poste le due campane, concluso da una struttura curvilinea con due elementi sferici ornamentali.
Interno
In contrapposizione all’esterno, lineare e privo di elementi caratteristici, l’interno, ad unica navata e a croce latina, si presenta barocco e ricco di opere d’arte. La navata è scandita da 3 campate per lato (di cui 5 cieche) con archi decorati, scandite da lesene con capitelli corinzi in foglia d'oro.
In controfacciata è posta una graziosa cantoria sulla quale è dipinta la Madonna col Bambino, opera del 1777 del Santanna. Di fronte alla Vergine è posto un angelo con uno scudo che reca la scritta: “Maria Dei Mater”. Sul parapetto della Cantoria, sono presenti angeli musici realizzati dallo stesso autore.
Sulla volta a botte lunettata abbiamo tre tele ad olio: Mosè che riceve le tavole della legge; Ester ed Assuero; Il Sacrificio di Abramo. Nel transetto si erge la splendida cupola emisferica di 5 metri di diametro, affrescata a tempera dall’artista rendese Achille Capizzano, nel 1949 raffigurante la Madonna di Costantinopoli in gloria.
Sulle pareti, negli archi delle campate (cominciando da destra) si ammirano tre opere olio su tela: La visita della Madonna a Santa Elisabetta (eseguito nel 1930 da Giovanni Greco); Lo sposalizio di MariaLa medesima opera dello stesso pittore è posta sulla cantoria di un'altra importante chiesa rendese, quella di Santa Maria della Consolazione in Arcavacata. (dello stesso autore, ripreso dalla celebre opera di Raffaello), L’incendio di Costantinopoli (di Francesco Fiore, 1905). Sul lato sinistro abbiamo: La presentazione di Gesù Bambino al tempio (di Giovanni Greco, 1930) e, più avanti, La disputa dei Vescovi ad Efeso sulla maternità divina di Maria (di Francesco Fiore, 1905).
Cappella della Madonna di Costantinopoli
Tra queste ultime due opere è posta, nella campata centrale di sinistra chiusa da un imponente cancello in ferro battuto, la cappella dove è custodita, sulla parete destra, l’immagine Acheropita dipinta ad olio su rame, meglio nota come "La Macchietta". Sulla parete di fronte è posta un'icona bizantina della Madonna, dono dell'Eparchia di Lungro nel 2025. Sull'altare della cappella, è inserita in una nicchia decorata da due colonne con capitelli, il venerato simulacro della Madonna di Costantinopoli. La statua, con un abito rosso ed intarsi dorati, è coperta da un manto azzurro riccamente decorato ed in braccio tiene Gesù bambino anch'esso decorato. Ai lati della cappella sono posti altri due dipinti eseguiti dal Greco nel 1924, Implorazione della Madonna di Costantinopoli e Implorazione alla Croce. Il soffitto, costituito da una piccola cupola semisferica, è decorato da alcuni angeli.
Cappella di Sant'Anna Nella cappella destra del transetto, su un altare si ammira Maria bambina sulle braccia di Sant’Anna di Cristoforo Santanna; sulla volta dello stesso ambiente, è presente una tempera su muro che ritrae la Sacra Famiglia. In questo spazio è posto il confessionale ligneo, l'organo elettrico e l'ingresso alla sagrestia.
Cappella di San Sebastiano Nel braccio sinistro del transetto, è posta sopra un altare laterale, la tela rappresentante Il Martirio di San Sebastiano dipinto Giuseppe Santanna (figlio di Cristoforo) nel 1790. Pare che il volto del Santo sia stato realizzato come fosse il suo autoritratto. Nella porzione di volta al di sopra di esso, è posto un affresco con La Fuga in Egitto. A lato dell'altare in una nicchia, è custodita la statua dell’Addolorata e Gesù nella bara.
Presbiterio Anticamente diviso dalla navata tramite un gradino e una balaustra marmorea, oggi si trova allo stesso livello del resto della chiesa. Il presbiterio ospita due stalli lignei del coro, il possente e antico altare in marmi policromi, il moderno altare realizzato con i marmi delle balaustre, l'ambone e un pulpito ligneo.L'altare maggiore, datato 1775, è stato realizzato da maestranze locali con impiego di marmi di colore diverso nello stile del barocco napoletano. Nella parte inferiore, il paliotto rappresenta l'arca con volute ornamentali e recanti il nome di Cristo. Il tabernacolo è riccamente scolpito a rilievo e presenta tre teste di angeli sopra la sua apertura. Dai suoi lati si sviluppano tre ordini di mensole sui gradini d'altare, destinate ad ospitare candelabri, fiori e suppellettili sacre. Dai lati dell'altare, in un'aggiunta successiva, sono posti due angeli in marmo con lanterna, dono della famiglia Magdalone di Rende.
Sull’altare maggiore, racchiusa da una imponente cornice barocca, è posta la suggestiva "Immacolata in gloria col Bambino", opera di Cristoforo Santanna del 1775. Sulla volta dell’abside, è affrescata la Natività. Ai lati, nell'abside, vi sono due dipinti incorniciati ritraenti San Luca pittore, opere del De Dominicis del 1891.
Sagrestia In sagrestia, sono conservati: Il Trionfo di Maria Santissima (del 1778) e Il Battesimo di Gesù entrambi di Santanna, poi un olio su tela che ritrae San Pietro ed uno dellAddolorata. Sul muro interno, appena entrati a destra, è murato un pezzo di tufo con incisioni bizantine che rappresentano un agnello che con la zampa sostiene una croce e una colomba. La sua forma ad arco potrebbe far pensare che, anticamente, facesse parte di una vecchia chiesa rendese.
Museo Liturgico Nel locale posto a sinistra della chiesa, è stato ricavato un piccolo spazio museale, con vetrine che proteggono e mostrano ai visitatori le antiche suppellettili sacre appartenute alla chiesa nei secoli. In questa stanza sono custoditi calici, statue, paramenti sacri, libri, cornici e le 14 cornici con le stazioni della Via Crucis, fino a pochi anni fa poste sulle lesene della navata.
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Note
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