La preistoria dell'Australia è il periodo che intercorre tra l'arrivo dei primi esseri umani sull'isola e il 1788, quando l'avvio della sua colonizzazione portò alla produzione di consistente documentazione scritta. Sono state formulate diverse ipotesi in merito alla datazione dell'inizio di questo periodo, la maggior parte delle quali indica che abbia preso il via tra i e i anni fa.
Quest'epoca è considerata preistorica stante l'assenza di documenti scritti al riguardo dell'attività umana; in mancanza dello sviluppo della lavorazione dei metalli, l'intero periodo rientra nella fase evolutiva definita età della pietra. Si considera che in Australiaa differenza ad esempio che in Nuova Guineanon vi sia stato un periodo neolitico e, sebbene via siano tracce di insediamenti permanenti e di pratiche quali l'agricoltura, l'itticoltura ed il fuoco prescritto, il sistema di alimentazione tipico dei cacciatori-raccoglitori sia perdurato fino all'arrivo degli Europei.
Popolamento Le stime sulla prima presenza di esseri umani in Australia indicano diversi periodi storici: la maggior parte di esse è riferita ad un periodo compreso tra e anni fa.
Rotte migratorie
Il tema della rotta intrapresa dai primi esseri umani giunti in Australiaconsiderati gli antenati degli attuali aborigeniè ampiamente dibattuto nella comunità archeologica. È ritenuto che la migrazione sia avvenuta nelle fasi finali del Pleistocene, quando ripetute glaciazioni portarono il livello del mare in Australasia a livelli inferiori anche di a quelli attuali.. A quel tempo la Nuova Guineaattraverso un ponte continentale che riempiva gli attuali mar degli Alfuri, golfo di Carpentaria e stretto di Torrese la Tasmania erano unite all'Australia, formando la piattaforma di Sahul che si estendeva per diversi kilometri anche nel mar di Timor.
La fascia marittima da attraversare era comunque di notevoli dimensioni e per questo si ritiene che sia stata affrontata con un itinerario che fece approdo in diverse isole, attraverso due possibili rotte: una sfruttante la catena di isole sita tra Sulawesi e la Nuova Guinea, l'altra che raggiungeva l'Australia nord-occidentale da Timor.. Il notevole tratto di mare attraversato ascriverebbe i rappresentanti di queste popolazioni al gruppo dei primi marinai al mondo..
Una teoria alternativa alla migrazione volontaria è quella della colonizzazione accidentale in seguito a dei maremoti. Risale al 2013 l'ipotesi che la prima ondata possa essere stata provocata dalla catastrofe di Toba: spostandosi all'incirca anni fa, le popolazioni avrebbero potuto attraversare il mar di Timor grazie al basso livello dell'acqua, mentre un transito successivoattorno a anni fasarebbe con maggior probabilità passato per le Molucche e la Nuova Guinea. La difficoltà di fornire una datazione esatta è causata anche dal fatto che le possibili regioni di approdo sono sommerse da almeno di acqua da anni.
In merito alla successiva migrazione interna all'Australia, uno studio del 2021 ne ha identificato le probabili rotte basandosi su dati antropologici, archeologici, climatici, ecologici, genetici, geomorfologici e idrologici confrontati con l'arte, la tradizione oraleinclusi i racconti del Tempo del Sognoe la linguistica aborigene. Nel modello, considerato dai ricercatori dell'Università Monash come base per collaborare con le popolazioni aborigene nel ricostruire la loro storia, gli itinerari migratori sono definiti "strade principali" e ricalcano in larga parte le principali vie di comunicazione del XXI secolo. Dal modello emerge che i primi esseri umani sarebbero giunti nella regione di Kimberley anni fa e da lì avrebbero poi impiegato anni per popolare tutta l'Australia.
Datazione
È comunemente accettato che i primi esseri umani siano giunti in Australia non più recentemente di anni fa. Tra i siti archeologici oggetto di scavi, il rifugio in roccia Madjedbebe (noto anche come Malakunanja II) ubicato nella Terra di Arnhem è stato datato a circa anni fa. Una ricerca sul DNA mitocondriale indica che gli aborigeni raggiunsero successivamente la penisola di Eyre in Australia Meridionale sia da oriente, percorrendo dal nord dell'Australia la costa in senso orario, sia da occidente in senso antiorario, tra i e i anni fa. Al riguardo dell'area di Sydney, il metodo del carbonio-14 ha suggerito attività umana vecchia di almeno anni, con la scoperta presso il sobborgo di Parramatta dell'utilizzo da parte di popolazioni aborigene di carbone vegetale, strumenti in pietra e probabili tracce di fuochi da bivaccco. La possibilità di insediamenti nell'area ancora precedenti deriva dai sedimenti di ghiaia di Cranebrook Terracesnei pressi di Penrithdove sono stati reperiti numerosi strumenti di pietra datati tra e anni fa.
In altre zone dell'Australia, scavi hanno indicato datazioni a circa come nel corso superiore del fiume Swan in Australia Occidentalee anni fa, ad esempio in Tasmania.. Fino agli anni 1990 le datazioni a circa anni fa non erano universalmente accettate., fenomeno che ancora coinvolge le prove palinologiche condotte nella parte sud-orientale dell'Australia che indicherebbero presenza crescente di fuochi attorno a anni fa, possibile indicatore di attività umana.. Nel 1999 strumenti di selce e scaglie di calcare rinvenuti sull'isola Rottnest in Australia Occidentale sono stati datati a anni fa. Tale datazione è coerente con quella di uno strumento di selce trovato nell'eolianite sottoposto al metodo del carbonio-14 ed alla datazione uranio-torio, oltre che con gli studi sulle differenze genetiche tra gli aborigeni australiani e altre popolazioni basati sul DNA mitocondriale e sul cromosoma Y.
Ricerche genetiche suggeriscono che gli Australo-Papuani discendano da due diversi gruppi, fusisi in Oceania circa anni fa: la combinazione tra questi dati e le evidenze archeologiche indica che uno dei due gruppiindicato come "Eurasiatico meridionale"era simile a quello degli Africani, mentre l'altro era "Eurasiatico orientale", come gli Andamanesi o il cosiddetto "uomo di Tianyuan" rinvenuto in Cina. Gli Australo-Papuani sarebbero quindi un gruppo separatosi dagli altri eurasiatici tra e anni fa, successivamente riavvicinatosi geneticamente alle popolazioni eurasiatiche orientali.
È stato scoperto che un gruppo di cacciatori-raccoglitori dell'Olocene in Sulawesi Meridionale aveva un genoma a metà strada tra gli Eurasiatici orientali e gli Australo-Papuani, correlato all'incirca per metà ai Papuani e per l'altra metà agli Asiatici orientali, come gli Andamanesi o l'"uomo di Tianyuan". Ne deriverebbe una diffusione del gruppo asiatico orientale ed un quadro di popolamento della parte insulare del sud-est asiatico e dell'Oceania piuttosto complesso.
Tecnica del fuoco prescritto ed estinzione della megafauna
Evidenze archeologiche legate ai depositi di cenere presenti nel mar dei Coralli indicano che ampi fuochi si diffusero in Australia oltre anni fa. Negli ultimi anni i fuochi divennero ancora più estesi in quanto utilizzati dai cacciatori-raccoglitori per indirizzare le proprie prede, permettere alla vegetazione di crescere nuovamente attirando gli animali e per accedere a foreste impenetrabili: si diffusero ampie praterie e le specie resistenti al fuococome acacia, banksia, casuarina ed eucaliptodivennero predominanti.
Anche nel regno animale vi furono importanti cambiamenti, con l'estinzione di numerose specie, principalmente afferenti alla megafauna: tra le 60 specie di vertebrati scomparse figurano i diprotodonti, gli ekaltadeta e le meiolania, oltre ad alcuni uccelli appartenenti al superordine palaeognathae ed ai serpenti della famiglia madtsoiidae. La causa diretta delle estinzioni di massa è incerta: potrebbe essere legata al fuoco, alla caccia, al cambiamento climatico o ad una combinazione di questi fattori, con la reale incidenza del fattore umano ancora oggetto di discussione. Il fatto che l'assenza di grandi erbivori avrebbe causato la crescita del sottobosco e facilitato gli incendi è dibattuto: le tecniche utilizzate degli aborigeni australiani avrebbero infatti permesso la gestione degli incendi boschivi, considerati di portata inferiore a quelli avvenuti dopo l'arrivo degli Europei.
Periodi Successivi Non è noto quante popolazioni si stabilirono in Australia prima della colonizzazione europea e sia le ipotesi sull'unica origine sia quelle legate ad ondate successive sono state ampiamente dibattute. I fautori della teoria che la preistoria australiana sia politicizzata sostengono che l'assunzione dell'arrivo di un'unica popolazione è dettata dalla solidarietà etnica e l'ipotesi opposta di più ondate non sarebbe stata sufficientemente studiata perché potrebbe portare alla giustificazione del sequestro delle terre aborigene da parte degli Europei.
Lo studio delle differenze genetiche non ha al momento portato a definire l'esattezza di una delle due ipotesi tra quella di un'origine unica e quella opposta di ondate successive.
XIX-X millennio a.C.
Il periodo compreso tra e anni fa fu particolarmente arido, con temperature e precipitazioni inferiori a quelle del XXI secolo. Entro anni fa il livello del mare si innalzò di 15 metri ogni 300 anni. Al termine del Pleistocene lo stretto di Torres cominciò ad essere sommerso, mentre la Tasmania e l'isola dei Canguri si trovarono distaccate dal resto dell'Australia.
Tra i racconti orali di alcuni gruppi aborigeni vi sarebbero quelli dell'innalzamento del livello del mare nell'Australia settentrionale ed attorno all'isola Rottnest: il ritrovamento di un deposito di selce nello stretto tra quest'ultima e la terraferma ha permesso di stabilire la datazione dell'evento attorno a anni fa. Entro anni fa gli aborigeni della Tasmania furono geograficamente isolati, mentre le isole nello stretto di Bass e l'isola dei Canguri divennero disabitate.
III-II millennio a.C. Una ricerca sul tema delle migrazioni partite dall'India anni fapubblicata nel 2012evidenziò che tra il III e il II millennio a.C. si verificarono diversi eventi in Australia: la comparsa del dingo, la diffusione di una tradizione microlitica locale, la comparsa di tecnologie per la coltivazione delle piante inclusa la disintossicazione delle cicadi e l'espansione delle lingue pama-nyunga nella quasi totalità dell'isola. Test del DNA mitocondriale condotti sui dingo hanno tuttavia mostrato una stretta connessione degli stessi non con i cani pariah indiani, bensì con cani dell'Asia orientale e del Nord America, suggerendone l'introduzione a seguito dell'espansione austronesiana avvenuta dalla Cina meridionale a Timor nel corso degli ultimi anni. La scoperta nel 2007 della presenza di zecche tipiche dei canguri su cani pariah in Thailandia ha suggerito che questa espansione genetica possa essersi svolta in entrambe le direzioni.
L'analisi di dati genetici umani a supporto di un flusso dall'India all'Australia ha riscontrato nel genoma degli aborigeni australiani analizzato attraverso il polimorfismo a singolo nucleotidetracce di componenti di quello dell'Asia meridionale, oltre all'esistenza di un lignaggio del cromosoma Y con un antenato comune precedente a anni fa: l'aplogruppo C. La prima di queste ricerche risale al 2013 e utilizzò dati di genotipizzazione su larga scala da gruppi di aborigeni australiani, neoguineani, abitanti delle isole del sud-est asiatico e indiani, scoprendo che i gruppi della Nuova Guinea e delle Filippine si discostarono dagli aborigeni australiani circa anni fa. Questo sarebbe a supporto delle teorie di una migrazione dall'Africa anticipata e soprattutto del contatto tra le popolazioni indiane e quelle australiane anni fa, millenni prima dell'arrivo degli Europei. I ricercatori giunsero alla conclusione che gruppi di Indiani potrebbero aver raggiunto l'Australia, o che il genoma potrebbe essere qui arrivato tramite contatti in comune con abitanti dell'Indonesia.