Biografia Allievo del pittore Ettore Tito all'Accademia di belle arti di Venezia, partecipa già negli anni Dieci del XX secolo alle mostre di Ca' Pesaro con Gino Rossi, Tullio Garbari e Felice Casorati.

Avvicinatosi al futurismo, se ne allontana dopo breve tempo, spostando la sua attività su formule figurative tradizionali ("ritorno all'ordine"). Si accosta quindi al Realismo magico.

Intorno al 1920 definisce il suo stile più caratteristico: una forma compatta e precisa che, oltre che con la Nuova Oggettività, ha contatti con il Novecento al quale però non aderisce mai.

Stile e influenze Comincia a farsi conoscere in varie mostre e nel 1924 espone alla Biennale di Venezia, assumendo il nome d'arte di Cagnaccio, a cui aggiunse di San Pietro in onore del piccolo borgo marinaro di San Pietro in Volta, nell'isola di Pellestrina dove visse la sua infanzia.Il soprannome di "Cagnaccio" venne attribuito ai nonni dell'artista per via di un loro cane piuttosto aggressivo e lunatico che per anni disturbò i vicini.

Ribelle, anticonformista, Cagnaccio si sente un outsider e agisce come tale, apprezzato e amato più dai colleghi che dalla critica che, in vita, non lo comprende. La Tempesta, datata 1920, segna "la riconquista della bellezza classica da parte di Cagnaccio" dopo una giovanile infatuazione futurista e il recupero dei capisaldi della tradizione pittorica, un “ritorno all’ordine” che non lo porta tuttavia sul carro del novecentismo sarfattiano per il rifiuto sistematico di Cagnaccio d’aderire a manifesti e movimenti e, infine, per la sua avversione al fascismo: un’avversione viscerale prima ancora che ideologica. Alla Biennale del 1928, ove siede in commissione Margherita Sarfatti, propone provocatoriamente l’opera Dopo l’orgia – respinta – in cui fustiga la deriva morale del regime e qualche anno dopo rifiuta platealmente la tessera del Partito fascista.Deve fingersi squilibrato e accettare talvolta il ricovero al manicomio di San Servolo o all'ospedale del Lido di Venezia.

Durante la Resistenza dà rifugio a partigiani e altri antifascisti ricercati, tra cui i fratelli Armando e Danilo Gavagnin, Giovanni Ponti e Gigetto Tito, figlio di Ettore e suo amico fraterno. Per quanto appartato e refrattario a ogni aggregazione artistica, Cagnaccio è tuttavia membro riconosciuto di una pattuglia – i Realisti magici – minoritaria ma quotata. Casorati è – come scrive Biagi – il primo dei suoi modelli.

Anche il Virgilio Guidi di In Tram, ammirato nella sua prima Biennale del 1924, suggestiona profondamente Cagnaccio che risulta subito vicino ai "nordici" Leonardo Dudreville, Ubaldo Oppi e Antonio Donghi. Affiora poi anche una parentela con i pittori veneziani del XV secolo: i “più spigolosi” – Bartolomeo Vivarini, Carlo Crivelli, Jacopo da Valenza, Andrea da Murano – e altrettanto evidenti sono i rimandi (specie nei dipinti di soggetto religioso) a Bellini, Mantegna e Dürer. Con Astolfo de Maria, Bortolo Sacchi e Dino Martens, Cagnaccio rappresenta dunque il corrispettivo lagunare della Nuova Oggettività.

La sua salute è minata da un male incurabile che lo consumerà progressivamente e lo porterà alla morte a quarantanove anni. È un male di cui Cagnaccio è ben consapevole e che lo spinge a staccarsi dalla vita sociale e artistica, anche se continua a dipingere anche negli anni di guerra e spesso si ispira alla realtà dell'ospedale: malati, dottori, infermiere, medicine. Dal 1940, comunque, mosso da uno slancio mistico, aggiunge alla sua firma la sigla S.D.G (Soli Deo Gloria, "La gloria solo a Dio").

Opere Ritratto della madre, 1922 La sera, 1923 Inverno, 1924 Bambini che giocano, 1925 Donna allo specchio, 1927 La bolla di sapone, 1927 Dopo l'orgia, 1928 Primo denaro, 1928 Zoologia, 1928 Le lacrime della cipolla, 1929 Ritratto della signora Wighi, 1930 (MART Rovereto) Estuario, 1931 Il randagio, 1932 (MART Rovereto) La ragazza e lo specchio, 1932 Operaia, 1932 Preghiera, 1932 Ritorno dal Monfenera, 1932 I Naufraghi, 1934 (MART Rovereto) La sorgente o Alla fonte, 1935 (MART Rovereto) Il trionfo dello spirito sulla materia, 1935 La rosa del mare, 1935 Rosario, 1936 Maternità II, 1937 Autoritratto, 1938 (Cà Pesaro Venezia) Consummatum est, 1943

Note

Bibliografia Cagnaccio di San Pietro. Prima mostra retrospettiva (catalogo della mostra Galleria del Levante, Milano), Milano, 1971. Dario Biagi, Cagnaccio di San Pietro, Roma, Gaffi, 2013, ISBN 978-88-6165-127-2

Voci correlate Antonio Donghi

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