De Lama, oppure de Lama come si trova scritto nelle carte più antiche, è una famiglia nobile di origine spagnola documentata a Madrid già alla fine del 1600, un ramo della quale alla metà del XVIII secolo si è trasferito in Italia dove poi alcuni suoi membri si sono distinti negli incarichi pubblici, nelle lettere, nelle scienze, nell'industria.
Joseph Domingo de Lama (fratello di un altro de Lama, Juan) sposa a Madrid donna Isabel Reyera. Da questa unione nascono due figli: Augustin (che sarà "criado del Rey en el oficio de Guardamanjiar"Bibliografia: (2) pag. 423. ovvero impiegato del Re col compito di Sovrintendente ai cibi, e dunque andrà da adulto a operare anch'egli in quell'enorme opificio che era in pratica il Palazzo Reale (come del resto così erano nel Sei - Settecento tutti i Palazzi Reali europei), poi nel 1700Bibliografia: (10) pag. 479. viene alla luce Joseph (o José) che rappresenta il capostipite di questo ramo italiano della Famiglia De Lama. Joseph dopo gli studi entra nel 1720 nella Real Botica (Farmacia Reale) di Madrid come apprendista e lì viene destinato alla chimica nel 1723Bibliografia: (3) pag. 182., durante il regno di Filippo V, il primo Re di Spagna della dinastia dei Borbone.
I locali della Farmacia (oggi visitabili dai turisti) erano situati nella gran parte dell'ala est del complesso del Palazzo Reale, prospiciente la Plaza de Armas, a destra superata la cancellata, e vi sono ancora conservati in antichi scaffali vasi di maiolica, alambicchi e storte, e anche ricettari con medicine prescritte alla famiglia reale.
Il 7 febbraio 1725 Joseph si sposaLa copia della Partida de matrimonio è conservata dalla Famiglia. Vedi anche Bibliografia: (2) p. 423. nella chiesa parrocchiale di San Giovanni BattistaLa chiesa di San Juan Bautista non esiste più, fu demolita nel 1810 (assieme a quella contigua di San Thiago) per volere di Giuseppe I Bonaparte (fratello maggiore di Napoleone I Bonaparte che l'aveva nominato re di Spagna) il quale voleva allargare la Plaza de Oriente, adiacente al Palazzo reale di Madrid. Gli archivi delle due chiese furono però trasportati, e sono tuttora conservati, nella chiesa di Santiago costruita nel 1811 in sostituzione delle due abbattute. (Fu invece perduta per sempre la tomba del pittore Diego Velazquez che si trovava in San Juan Bautista). di Madrid con Juana Munarriz, figlia di Joseph e di Maria Verrena, che gli porta una dote di 6000 reales de vellònCorrispondenti a 187 escudos d'oro., e vanno a stabilirsi in calle del Tesoro (luogo ancora esistente) di fronte alla Porta della Catena, non lontano dal Palazzo Reale.
Dall'unione nasce una figlia, Maria, e intanto Joseph diventa Aiuto nella Farmacia Reale nel 1734. Purtroppo resta prematuramente vedovo nel 1739.
Dopo essere stato nominato nel 1741 Primo Farmacista dell'Infante don Filippo di Borbone, Joseph affida la figlia Maria alle cure del proprio zio paterno Juan e accompagnato da un Assistente anch'egli proveniente dalla Botica Reale, tale Garcia Martin, parteBibliografia: (2) pag. 94. nel febbraio dell'anno seguente 1742 al seguito dello stesso Infante Don Filippo il quale, dopo aver atteso a Madrid la nascita della primogenita Isabella (che viene alla luce il 31 dicembre 1741), iniziava la spedizione militare verso l'Italia per prendere possesso del ducato di Parma, in conseguenza dell'improvvisa morte dell'imperatore Carlo VI d'Austria (avvenuta nell'ottobre del 1740), lutto che aveva dato inizio alla guerra di successione austriaca.
Entrambi non avrebbero mai più rivisto Madrid. E solo sette anni dopo, nel 1748, il Trattato di AquisgranaDetto anche di Aix-en-Chapelle. avrebbe definitivamente assegnato a don Filippo il Ducato parmense che era appartenuto per due secoli alla famiglia materna Farnese.
Negli anni di campagna militare, dopo essere giunti nel 1745 fino a Parma (occupata nel settembre) e a Milano, salvo doverle poi abbandonare l'anno seguente per la controffensiva austriaca, la piccola Corte di cui anche Joseph de Lama faceva parteBibliografia: (22) pag. 36. si stabilì per lo più nei territori savoiardi conquistati a Carlo Emanuele III di Savoia, ad Antibes e a Chambery, città che lascerà solo il giorno di Natale del 1748 per arrivare finalmente a Parma l'8 marzo 1749. Qui il duca Filippo verrà raggiunto alla fine dell'anno dalla moglie Luisa Elisabetta (figlia di Luigi XV di Francia) che si ricongiungeva così al marito, il quale andò a incontrarla a Piacenza il 19 novembre, dopo una separazione che era durata più di sette anniBibliografia: (6) alla voce Filippo di Borbone..
Joseph de Lama si stabilisce a ColornoBibliografia: (9) pag. 28., una cittadina della Bassa Parmense a circa venti chilometri da Parma. In questo luogo nasceranno tutti i suoi figli, e qui la Corte risiedeva per gran parte dell'anno preferendoBibliografia: (25) pag. 86-87. la Reggia che ivi si trovava al palazzo della Pilotta o a quello del Giardino in Parma, dato che questi ultimi erano in mediocri condizioni e ancor più sguarniti di mobilio dopo che Carlo I di Borbone (il fratello primogenito di Filippo) che era stato Duca di Parma dal 1731 al 1734, diventando Re di Napoli col nome di Carlo III, aveva portato con sé nella nuova capitale molti arredi e opere d'arte della famiglia materna FarneseCiò era normale per il diritto e l'etica del tempo, che considerava tali beni proprietà privata del Sovrano. In questo caso fu fatto anche per sottrarli agli Austriaci: Carlo infatti con la conquista del Regno di Napoli aveva dovuto cedere il Ducato di Parma all' Imperatore Carlo VI d'Asburgo, a cui poi succederà la figlia Maria Teresa d'Asburgo la quale regnerà fino alla conclusione della guerra di successione austriaca, che con la pace di Aquisgrana (1748) riporta i Borbone a Parma.. A Parma Joseph dirige la Farmacia Ducale, che era situata in vasti locali d'angolo al piano terra della Pilotta e con gli alloggi per sé e per l'assistente al piano superioreBibliografia: (15) pag. 81, 85, e 86-87. (come si vede nominato espressamente in una mappa dell'architetto Petitot degli anni 1749 - 1766 conservata all'Archivio di Stato), fino alla sua morte avvenuta il 20 aprile 1773.
A Colorno ben presto Joseph de Lama si sposa in seconde nozze con Petronilla DupuyBibliografia: (17) pag. 157. Talvolta è chiamata Dupuyg., una dama francese originaria di Chambery, la prima per dignità (e rilevanza di stipendio) fra le dame di camera, che era stata nominata dalla duchessa Luisa Elisabetta ancella cubiculariaPraticamente: la cameriera incaricata alle cure delle due figlie femmine di Filippo, la principessa Isabella, la quale andrà poi sposa all'arciduca d'Austria Giuseppe, il futuro imperatore Giuseppe II, ma che morirà di vaiolo nel 1763 e così non salirà al trono imperiale, e la principessa Maria Luisa (la prediletta Luison) che sposerà Carlo IV e che diventerà Regina di Spagna.
A seguito di questo secondo matrimonio italiano e nonostante l'età ormai matura di Joseph de Lama, dall'unione con Petronilla nascono sei figliBibliografia: (10) pag. 480 e 482.:
- Filippina (Filippa), che sarà per anni dama di camera insieme a sua mamma PetronillaBibliografia: (37)., nasce nel 1751.
- Isabella, che diverrà monaca, nasce nel 1753.
- Giovanni Battista, che viene alla luce nel 1754, sulla cui vita non si hanno notizie.
- Giuseppe, che nasce nel 1757.
- Antonio Giuseppe, nel 1759.
- Pietro Maria Antonio, nel 1760.
Alla morte del duca Filippo, avvenuta per vaiolo nel luglio del 1765 ad Alessandria dove si trovava sulla via del ritorno dall'aver accompagnato a Genova a imbarcarsi la figlia Maria Luisa in partenza per le sue nozze spagnole, gli succede il figlio Ferdinando di Borbone.
Da segnalare che consigliato anche dal primo ministro Du Tillot, in anticipo sui tempi e vincendo molte resistenze anche di esponenti della Chiesa, e la contrarietà dello stesso Archiatra di Corte conte Silvestro Antonio PonticelliBibliografia: (4), vol. III pag. 987-988., Filippo aveva fatto inoculare il vaccino antivaioloso (pratica allora chiamata variolizzazione) al figlio maschio Ferdinando che infatti sopravvisse al morbo, a differenza dei suoi genitori e della sorella Isabella a Vienna. L'inoculazione gli fu praticataBibliografia: (28) pag. 204. dall'allora notissimo medico Théodore Tronchin, fautore di una medicina innovativa e moderna e che già alcuni anni prima aveva vaccinato a Parigi i figli del duca D'Orléans. Questo medico fu fatto venire appositamente a Parma da Ginevra, dove esercitava, e in segno di gratitudine il Duca gli concesse il titolo di Patrizio di Parma.
Ferdinando al tempo della morte del padre aveva solo 14 anni, ma viene subito (il 18 agosto di quello stesso 1765) dichiarato maggiorenne dal primo ministro Guillaume du Tillot, sia con lo scopo di sventare eventuali pretese sul Ducato parmense da parte dello zio Carlo III di Napoli, sia perché così era anche esplicitamente stabilito nel testamento paterno, in modo da fargli assumere giuridicamente la pienezza del potere ducale.
Fra i suoi primi provvedimenti il nuovo duca Ferdinando I di Parma il 30 giugno 1766 concede "motu proprio ex certa scientia""per nostra iniziativa e con sicura conoscenza". a Joseph de Lama e ai discendenti maschi all'infinito il titolo di Nobile di Parma "per aver servito con fedeltà e diligenza per quarantasette anni i suoi augusti genitori" e (cosa inusuale, citandola espressamente) "per i meriti della moglie Petronilla ancella cubicularia al servizio delle sue sorelle Isabella e Eloijsia" (Maria Luisa).
Il decreto di nomina originale su pergamena firmata da Ferdinando e da Guillaume du Tillot è tuttora conservato dalla Famiglia De Lama.
Lo stemma della famiglia, sottostante la corona nobiliare a cinque punte, così si descrive: "troncato: nel primo un'aquila nera coronata in campo d'oro, nel secondo in campo azzurro un sole d'oro irradiante un cespuglio fiorito nascente su una campagna naturale nell'angolo sinistro".
Il motto è: "Transibo".
Dei citati figli di Joseph i tre più giovani hanno lasciato una tangibile memoria di sé.
Giuseppe
GiuseppeBibliografia: (4); (5); (9); (12); (14) pag. 11-23; e anche Bibliografia: (24) pag. 495. de Lama, il quartogenito, nacque a Colorno il 15 luglio 1757.
Studiò assieme ai fratelli Antonio e Pietro presso il Collegio Lalatta di Parma che dovettero però lasciare per la morte del padre nel 1773; proseguì allora gli studi a Reggio Emilia dove si laureò in Ingegneria. Nel 1779 fu nominato Ingegnere Straordinario col grado di sottotenente, poi divenne tenente d'Infanteria nel 1788.
Apprese lo studio del disegno avendo come maestro Giuseppe Baldrighi e nel 1778 riportò il premio di Nudo all'Accademia di Belle Arti di Parma.
Aspirando a perfezionare la sua preparazione tecnica, ottenne nel 1785 il permesso di trasferirsi a Parigi per tre anni, come solevano fare numerosi sudditi del Ducato nel periodo precedente la Rivoluzione francese, anche per compiacere i gusti filofrancesi dei Sovrani: colà in quel tempo si trovavano aristocratici, artigiani, medici, incisori, artisti. Tra questi il pittore Giuseppe Baldrighi, che gli era stato insegnante a Parma e che era allora allievo di Boucher, e l'incisore Pietro Martini, che divenne suo carissimo amico. Al riguardo va ricordato che anche lo stesso Giuseppe de Lama fu un egregio incisoreBibliografia: (10) pag. 480., tanto da ricevere l'incarico dal Gran Maestro dell'Ordine di Malta Emmanuel de Rohan, che in gioventù aveva risieduto a Parma, di incidere i ritratti dei Gran Maestri dell'Ordine.