Casa Slovo () è un edificio residenziale situato nel quartiere retrostante Deržprom, nel distretto Shevchenkivskii a Charkiv.

L'edificio, costruito nel 1927-1930, era inizialmente popolato dagli scrittori, ma c'erano anche alcuni pittori e musicisti, che formarono l'élite del mondo letterario ucraino sovietico. Molti di loro furono successivamente arrestati, processati giustiziati dall'Unione Sovietica a Sandarmoch: questa campagna di repressioni è stata successivamente denominata Rinascimento fucilato.

Fra gli abitanti dei 66 appartamenti, 40 persone subirono repressioni: 33 furono giustiziati, 5 condannati a morte, uno si suicidò e uno morì in circostanze sospette. Caratteristiche dell'edificio La Casa Slovo è un edificio alto cinque piani, con 66 appartamenti, realizzati con i migliori materiali disponibili all'epoca. Sul tetto sono stati realizzati un solarium e una doccia, con una scuola materna nel seminterrato. Ogni appartamento era dotato di bagno, riscaldamento centralizzato e telefono. Agli artisti furono assegnati anche i propri studi. Dopo la seconda guerra mondiale fu installato un ascensore, sebbene fornisse l'accesso solo al piano terra e al quinto piano.

L'edificio fu costruito in stile costruttivista caratteristico per il quartiere circostante. La semplici forme geometriche esterne contennero appartamenti più ampi rispetto alla media dei palazzi cooperativi del periodo. Ogni appartamento aveva 3 o 5 stanze: questa configurazione era riservata alle categorie sociali più prestigiose della società sovietica.

I corpi di fabbrica furono disposti di modo da formare la lettera "C", che allude alla parola ucraina слово ("slovo" - "parola"). Tale forma dell'edificio, oltre ad essere funzionale, riflette la sua destinazione: era stato costruito da una cooperativa di scrittori ucraini.

Contesto storico La Casa Slovo fu completata negli ultimi anni del periodo in cui Kharkiv era la capitale della Repubblica socialista sovietica ucraina. Fra il 1919 e il 1934 la città divenne il centro dell'economia ucraina in rapida crescita demografica. Dal 1920 al 1927 la popolazione aumentò da 285.000 nel 1920 a 423.000, causando una grave carenza di alloggi.

In parallelo il governo sovietico ucraino stava implementando una politica di rapida ucrainizzazione, proclamata nel 1923 ed effettuata nel quinquennio successivo. Questa strategia, atta a controllare meglio gli ucraini ed indirizzarli verso l'ideologia dominante, si espresse in azioni che permettevano una rapida crescita culturale:

"In cinque anni, dal 1923 al 1928, il potere sovietico pubblicò due volte e mezzo più libri in lingua ucraina di quanti erano stati pubblicati in centoventi anni (dal 1789 al 1917) di pubblicazioni in ucraino. La stampa in ucraino all'inizio degli anni Trenta costituiva il 30% di tutta la tiratura dei giornali: fu la percentuale più alta nella storia dell'Ucraina."

La crescita della città moderna ed industriale e la politica del partito che incoraggiava l'ucrainizzazione, e di conseguenza lo sviluppo della cultura, determinarono il trasferimento degli scrittori ucraini a Kharkiv da altre città, incluse Kyiv e Lviv.

Ma non ci furono condizioni adeguate per alloggiarli tutti e permettere di occuparsi di creatività. Gli scrittori si trovarono a vivere in condizioni precarie o pagare affitti esorbitanti. Le condizioni di vita furono talmente scarse, che alcuni scrittori, per impedire ai topi di rosicchiare la carta dei loro manoscritti, conservavano le loro opere dentro le pentole.

Storia del cantiere Così, a metà degli anni '20, Ostap Vyšnia, che all'epoca fece parte di organizzazione di scrittori Плуг (Pluh) (aratro in Ucraino), chiese al governo sovietico di costruire un complesso di appartamenti che potesse ospitare i più importanti intellettuali ucraini. L'idea fu quasi immediatamente approvata dal governo sovietico, che la videro come un mezzo per sorvegliare più facilmente gli intellettuali ucraini, aggregati in un solo edificio. Il nuovo complesso fu progettato nel settembre 1927 dall'architetto Mytrofan Dashkevych.

Quando il cantiere si fermò per mancanza di fondi, Vyshnia approfittò di "Settimana della letteratura ucraina" a Mosca nel febbraio 1929 per chiedere tramite una nota scritta a mano durante una riunione, a Iosif Stalin di finanziare il completamento dei lavori. Stalin acconsentì e fece consegnargli il denaro lo stesso giorno, direttamente nella stanza d'albergo, senza alcun impegno scritto ma a condizione che i residenti lo restituissero entro 15 anni). Casa Slovo fu completata il 25 dicembre 1929.

Alla fine del 1929, cominciarono a trasferirvisi i primi residenti, anche se il riscaldamento centralizzato non fu installato fino a dopo il Capodanno 1930. Pochi anni dopo, la casa cominciò a svuotarsi a causa delle repressioni, e dopo un periodo di abbandono, ai creativi arrestati subentrarono persone comuni.

Rinascimento fucilato

Subito dopo l'insediamento, l'edificio diventò oggetto di attenzioni da parte del apparato repressivo. A partire dal 1931 iniziarono le repressioni e i primi arresti degli abitanti della Casa Slovo con pretesti fittizi. Furono spiati grazie alle intercettazioni telefoniche, denunciati dai loro stessi vicini. il 20 gennaio 1931 accadde il primo arresto: l'attrice Halyna Mnevska, si rifiutò di denunciare suo marito, Klym Polishсhuk, che fu fucilato in Carelia. Dopo l'arresto l'attrice fu condannata a 5 anni di reclusione ed esiliata a vita dall'Ucraina. Il 2 marzo 1931 fu arrestato Pavlo Chrystiuk, il 16 marzo 1932 Ivan Bahrianyi. Nel 1932 gli arresti furono sempre più frequenti.

Un caso particolare fu quello di Ostap Vyshnya, arrestato il 25 dicembre del 1933 e accusato di attività controrivoluzionarie e terrorismo. Dopo dieci anni di GULAG, nel 1943 fu rilasciato e tornò al lavoro letterario.

Lo scrittore Mychailo Yalovyi fu arrestato il 12 maggio 1933 con l'accusa di spionaggio e assassinio di Pavel Postyšev e fu giustiziato l'11 marzo 1937. Il 13 maggio 1933, Il giorno successivo all'arresto di Yalovyi, Mykola Chvyl'ovyj, Mykola Kuliš e Oles Dosvitnij si riunirono per discutere su come risolvere la situazione. Dopo la conversazione, Chvylovyj tornò nella sua stanza e si suicidò .

Questi eventi causarono crisi esistenziale per molti scrittori e aprirono la strada ad un’ondata di arresti che di fatto cancellarono l'autonomia culturale dei letterati ucraini. Nel 1933 furono arrestati e trasportati nei GULAG Mykola Kulish, Valerian Pidmohylnyi, Hryhoriy Epik, Ivan Kulyk.

Serhii Pylypenko fu giustiziato senza processo il 23 febbraio 1934.

Dopo gli arresti di massa gli ex-residenti di Casa Slovo furono condannati come spie, terroristi e cospiratori contro il governo. I processi si basarono su confessioni estratte sotto tortura e su prove falsificate. I loro manoscritti, collezioni e archivi furono requisiti e distrutti. Nel 1935–1936 gli scrittori arrestati furono tenuti nei campi di lavoro forzato, in particolare, nel campo di Solovki. Il 5 agosto 1937 entrò in vigore la risoluzione del Politburo "Sugli elementi antisovietici". Due settimane dopo, il 18 agosto, Mike Johansen fu arrestato. In conseguenza di questa risoluzione furono fucilati a Sandarmokh (Carelia) gli scrittori Mykola Kulish, Les Kurbas, Valeryan Pidmohylnyi, Mykhailo Yalovyi, Hryhoriy Epik, Ivan Kulyk, Oleksa Slisarenko, Mike Johansen.

Trasferimento dei residenti a Kyiv In seguito allo spostamento della capitale dell'Ucraina da Kharkiv a Kyiv, avvenuto nel 1934, gli scrittori sopravvissuti furono trasferiti in un palazzo simile, costruito nella capitale nel 1934 sull' sull'esempio di Casa Slovo. La struttura residenziale per gli scrittori si chiama RoLit (abbreviazione del nome "Cooperativa dei Lavoratori della letteratura) e si trovava in via Bohdan Khmelnytskyi, 68 a Kyiv. In vari periodi, ci vissero circa 130 scrittori e attori, pertanto, Rolit detiene il record assoluto in Ucraina per il numero di targhe commemorative sulla facciata.

Anche a Kyiv, il cantiere fu segnato da lungaggini e mancanze di fondi, che causarono i rallentamenti dei lavori e richiesero l'aiuto dei futuri residenti. Durante la seconda guerra mondiale, quando i tedeschi iniziarono a bombardare Kyiv nel 1941, si diceva, con amara ironia, che "basterebbe una bomba su RoLit, e la letteratura ucraina cesserà di esistere".

Casa Slovo negli anni successivi Durante la Seconda Guerra Mondiale, vista la qualità degli alloggi, Casa Slovo fu occupata da alti ufficiali tedeschi.

Dopo la guerra, letterati e artisti tornarono dall'evacuazione e iniziarono a ripristinare la vita culturale dell'Ucraina a Kharkiv. Dopo la liberazione di Kyiv, la maggior parte di loro si trasferì lì. La poetessa Natalya Zabila, a capo dell'Associazione degli Scrittori, reclamò la maggior parte degli appartamenti occupati da alcuni intrusi. Negli anni '50 e un per paio di decenni successivi, la Casa Slovo rimase uno dei centri della vita culturale di Kharkiv.

Ora è un condominio comune, anche se alcuni discendenti di scrittori di spicco ci vivano ancora. Per ricollegarlo con la sua funzione originaria di spazio creativo, l'appartamento 40, che apparteneva in precedenza allo scrittore Petro Lisovii, è stato trasformato in una residenza creativa. Dal 2020 la residenza, gestita dal Museo della letteratura di Kharkiv e PEN club ucraino, ospita scrittori, traduttori e ricercatori ucraini e stranieri, offrendo loro uno spazio per il lavoro creativo durante tutto l'anno. L'appartamento, messo a disposizione dalla famiglia dell'imprenditore Andriy Naboka, funge da spazio artistico. Anche negli anni della invasione russa in Ucraina, nella residenza soggiornano gli ospiti e si tengono conferenze, presentazioni e letture.

Ricordo

L'edificio fu inserito nel Registro statale dei Luoghi di interesse ucraini inamovibili il 21 agosto 2019.

Una targa commemorativa fu inaugurata nel maggio 1991 sul muro affacciato su via della Cultura. La targa scomparve nel 2000 e fu ripristinata nell'agosto 2003.

Ijeremija Ajzenštok Ivan Bahmut Ivan Bahrjanyj Mykola Bažan Pavlo Bajdebura Jakiv Baš Dmytro Bedzyk Boris Bezdomnyj Mychajlo Bykovec' Serhij Borzenko Hennadij Brežn'ov Dmytro Buzko Rafaïl Brusylov'skyj Oleksa Varavva Ivan Virhan Davyd Vyšnevs'kyj Ostap Vyšnja Vasyl' Vražlivyj Jurij Vuchnalʹ Lev Halkin Juchym G'edz' Hrygorij Hel'fandbejn Jurij Herasimenko Volodymyr Gžic'kyj Andrij Holovko Illja Honimov Kost' Hordijenko Jaroslav Hrimajlo Oles' Hromiv Mykola Daškijev Oleksa Desnjak Antin Dykyj Ivan Dniprovs'kyj Mychajlo Dolenho Oles' Dosvitnij Oles' Dončenko Mykola Dukyn Hryhorij Epik Natalja Zabila Majk Johansen Ivan Kaljannyk Jakiv Kal'nyc'kyj Jevhen Kasjanenko Zel'man Kac Lejb Kvitko Іvan Kirilenko Pylyp Kozyc'kyj Oleksandr Kopylenko Aron Kopštejn Volodymyr Korjak Hryhorij Kostjuk Borys Kotljarov Hordij Kocjuba Stepan Kryžanivs'kyj Antin Krušel'nyc'kyj Ivan Kulyk Mykola Kuliš Oleksa Kundzič Les Kurbas Ivan Lakiza Chana Levina Oleksandr Lejtes Mykola Ledjanko Petro Lisovyj Arkadij Ljubčenko Іvan Malovičko Jakiv Mamontov Teren' Masenko Varvara Masljučenko Vadym Meller Іvan Mirošnikov Ivan Mykytenko Ihor Muratov Mykola Nahnybida Halyna Orlivna Ivan Padalka Andrij Paniv Petro Panč Leonid Pervomajs'kyj Anatol' Petryc'kyj Marija Pylyns'ka Serhij Pylypenko Valer"jan Pidmohyl'nyj Mychajlo Pinčevs'kyj Ljuciana Piontek Ivan Plachtin Valerian Poliščuk Oleksij Poltorac'kyj Andrij Ričyc'kyj Marija Romanivs'ka Vasyl' Sedljar Mychajlo Semenko Ivan Senčenko Mykola Skazbuš Oleksa Slisarenko Jurij Smolyč Helij Snjehirʹov Vasyl' Sokil Volodymyr Sosjura Semen Sumnyj Pavlo Tyčyna Robert Tret'jakov Mykola Trublaïni Natalja Užvij Pavlo Usenko Mykola Fukljev Oleksandr Chazin Mykola Chvyl'ovyj Pavlo Chrystjuk Leonid Černov Маrk Černjakov Valentina Čistjakova Mykola Šapoval Antin Šmyhel's'kyj Jurij Šovkopljas Mykyta Šumilo Ivan Šutov Samijlo Ščupak Volodymyr Jurezans'kyj Leonid Juchvid Mychajlo Jalovj Jurij Janovs'kyj

Nella cultura di massa