Il Finlandese universale è una razza equina originaria della Finlandia; viene chiamato "universale" in quanto è molto versatile e di conseguenza può svolgere un grande numero di attività in diversi ambiti. Questi soggetti sono di tipo meso-brachimorfo e vengono identificati in quattro gruppi morfologici: da sella, da tiro, trotter e taglia pony.
Storia Origini L’origine del cavallo Finlandese universale si attribuisce a diversi ipotesi.
In origine si pensava che il Finnico fosse il risultato dell’adattamento di una specie equina selvatica, ma la teoria ha col tempo avuto sempre meno seguito, giustificata dall’importazione massiccia di cavalli ad uso domestico iniziata secoli prima.
Una seconda teoria sul finnico si rifà al periodo vichingo, si pensa infatti che gli antenati del Finnico universale originassero da est, e fossero stati portati in terra finlandese dalle spedizioni vichinghe in altri paesi.
L’ultima teoria propone invece che il Finnico universale sia arrivato in Finlandia a seguito delle migrazioni delle popolazioni da sud e sud est, arrivate in terra proprio grazie ai cavalli, questi ultimi provenienti dalla regione del fiume Volga e degli Urali.
Sicuramente il Finnico universale ha delle origini che si rifanno a storie di migrazione di popoli provenienti da Est: dalla seconda metà del 1800 vari archeologi hanno studiato la razza e confermato la teoria di geni provenienti da oriente, in particolare dalla regione del Volga, fino alle coste del golfo di Finlandia.
In seguito, lo storico naturale Pehr Adrian Gadd propose un’ipotesi di genetica ripresa anche in tempi più moderni in cui si afferma che con ogni probabilità i parenti più vicini del Finnico universale fossero il cavallo Estone, il cavallo Yakut, o il cavallo Mongolo.
Verso la fine del 1800, l’argomento del Finnico universale interessò l’agronomo Axel Alfthan e il veterinario Kaarlo Gummerus, i quali ripresero la teoria inizialmente proposta della migrazione dei popoli da est discutendola e concludendo che col tempo la razza si differenziò in due sottospecie:
Il tipo orientale, caratterizzato da un medio garrese, collo corto e grande testa; Il tipo finnico, più nobile, caratterizzato da un corpo molto più lungo, collo e testa più proporzionati e definiti.
Il tipo orientale e quello finnico sono rimasti distinti fino alla fine del XX secolo.
Declino Attorno al 18 esimo secolo con la Grande Guerra del Nord, la popolazione del Finnico universale attraversò un periodo di devastazione: i cavalli venivano usati a scopo militare, di fanteria, ma anche per il trasporto di armi, e quelli che vennero trasportati in Svezia a decine, non tornarono più alla loro terra originaria.
L’occupazione russa in Finlandia, con Pietro I, causò ulteriore deperimento della popolazione del Finnico universale, in parte per esportazione , in parte per un’epidemia che si scatenò con l’arrivo dell’invasione, la quale si trascinò dietro povertà e la disperazione di un popolo che non ancora si era ripreso dalla precedente guerra.
In Russia, la quota di cavalli esportata si incrociò con specie russe ed estone, mischiando cosi le razze, e perdendo la purezza del Finnico universale.
Alla fine dell’occupazione russa, la razza era a tutti gli effetti rovinata, i russi si erano appropriati degli animali considerati migliori, incrociandoli con proprie e vicine razze, dando meticci senza curarsi del miglioramento genetico.
Pur di recuperare la razza in qualità e in numero, il Finnico universale venne spesso incrociato troppo giovane e addirittura tra consanguinei.
Nel 1761 uno dei primi ricercatori nel campo della chimica agraria definì la popolazione del finnico come "discendente della razza tartara, raramente più alto di 1.30m [al garrese], di buona conformazione, usato come cavallo da tiro e con un mantello di colore variabile dal castano ai baio".
In risposta al declino di una razza cosi importante per i finlandesi, e a seguito degli studi eseguiti dell’etnologa Kustaa Vilkuna che riguardarono le differenze di finnici in termini di peso, altezza al garrese, e conformazioni zoognostiche generali (date dal periodo di crisi, e degli incroci incontrollati che vennero fatti), il governo finlandese decise di introdurre un programma di miglioramento genetico in tutta la penisola finnica, scegliendo otto province e dividendo l’intera Finlandia in distretti genetici; ogni provincia possedeva uno stallone a servizio delle forze locali.
I cavalli risultato del programma divennero un punto di riferimento per gli incroci futuri, cercando di riportare il vero Finnico universale.
Declino post seconda guerra mondiale Da quando fu stabilito il libro genealogico del Finnico, si stimarono circa 300.000 puri Finlandesi universali, e la consistenza rimase stabile per circa 50 anni.
Con l’arrivo della seconda guerra mondiale la domanda di cavalli aumentò vertiginosamente, e si arrivarono a contare circa 410.000 cavalli.
A seguito della meccanizzazione in agricoltura e selvicoltura, in cui il Finnico era principalmente usato come cavallo da tiro, la domanda iniziò a diminuire drasticamente e i cavalli appena ritornati ad assomigliare ai puri antenati, si ritrovarono ad essere in un numero talmente superiore all’effettivo richiesta, a questo si sommarono una serie di leggi e tasse che scoraggiarono sempre di più la detenzione di cavalli, e parte di questi furono, per queste ragioni, mandati al macello e usati a scopo alimentare.
Il numero di cavalli inizio a diminuire sempre di più fino ad arrivare al 1987, data in cui la Finlandia contava solo 12.800 animali.
A fine 1900 il Finnico universale vide un leggero incremento, in quanto si stava assistendo sempre di più ad una repentina estinzione della razza, contando quasi 20.000 animali; più o meno il numero è rimasto attuale ad oggi, ed il Finnico è mantenuto per motivi folkloristici e di affezione, nonché utilizzato per hobby, giochi equestri.
L'uso militare Gustav Vasa ed altri avevano come obiettivo quello di aumentare l’altezza del Finnico universale, tuttavia gli archivi della cavalleria finlandese, del secondo decennio del 1600, mostrano che questo obiettivo non è mai stato raggiunto. L’altezza, dei cavalli analizzati nel 1623, la quale veniva misurata non al garrese ma al punto più alto della groppa, variava dai 105 ai 130 centimetri. Ovviamente questa misurazione comportava delle misurazioni molto diverse dal metodo standard. I cavalli più alti venivano assegnati agli ufficiali e l’ufficiale con gli esemplari aventi l’altezza maggiore era il colonnello Herman Fleming, i suoi esemplari arrivavano a misurare alla groppa dai 135 ai 140 centimetri. L’altezza media, degli esemplari appartenenti alle truppe di Hollola, Pori e Raseborg, era di soli 115 centimetri. Negli anni seguenti però questo dato nei sondaggi cambiò e si stabilizzò a 125 centimetri. Nel complesso non erano presenti esemplari pony con una misura alla groppa inferiore a 110 centimetri e i cavalli usati dalla cavalleria erano in media alti 120 centimetri.
I cavalli usati dalla cavalleria finlandese durante la Guerra dei trent’anni erano bassi e di poca rappresentanza, considerati inferiori pure ai cavalli da traino usati dall’esercito reale Svedese. Tuttavia questi animali avevano una grande resistenza, una qualità fondamentale nelle campagne militari lunghe ed estenuanti. Prima della Seconda guerra mondiale, quasi tutti gli esemplari appartenenti all’esercito Finlandese e alla polizia a cavallo, erano Finnici universali. Mentre gli ufficiali cavalcavano varie razze straniere di cavalli leggeri, il Finnico veniva usato per gli arruolati alla cavalleria.
Impatto nella seconda guerra mondiale I cavalli furono di rilevante importanza per le forze militari Finlandesi durante la Guerra d’Inverno (1939-40) e la Guerra di Continuazione (1941-44), proprio perché rappresentavano la forza motrice principale, data la mancanza di automobili.
Gli esemplari venivano procurati da proprietari privati con una procedura sistematica ma per assicurarsi della adeguata continuazione della razza finnica né stalloni né cavalle incinte furono eleggibili per l’uso militare. Tutti i cavalli procurati da privati ed usati dall’esercito venivano marcati per l’identificazione e una volta finito il servizio riportati al proprietario o nel caso veniva comunicato il decesso dell’esemplare. Il programma ebbe successo nel preservare la razza e nel 1945 si ritornò allo stesso numero di 380.000 esemplari di inizio guerra.
Il grande numero di cavalli russi catturati come bottino di guerra, divenne una minaccia per il purosangue Finnico per il rischio di incroci tra queste due razze. Per ragioni pratiche e politiche la Russia sovietica non si riprese questi cavalli come parte della grande indennità di guerra della Finlandia. Mentre il Finnico veniva accettato come pagamento e un totale di 18.000 esemplari vennero venduti a basso prezzo alla Russia tra il 1947 e 1948. Non vennero ceduti i migliori esemplari e secondo delle testimonianze del tempo vennero ceduti molti esemplari deboli.
XXI secolo Quasi tutti i puledri Finnici dal 1971 in poi sono stati registrati. Durante la prima decina d’anni del XXI secolo il numero di esemplari Finnici si è stabilito intorno ai 20.000 animali e approssimativamente all’anno nascono 1000 puledri. La razza rappresenta a fatica circa un terzo della popolazione totale dei cavalli in Finlandia. Nel XXI secolo, la maggior parte dei Finnici sono allevati per essere trottatori ma la razza è popolare pure alle scuole di equitazione e anche per equitazione ricreativa.
Il Finnico Universale è relativamente sconosciuto fuori dalla Finlandia, ciò è dovuto anche alla mancanza di sforzi per promuoverlo all’estero. La parola stessa “Finnico Universale” è stata coniata di recente ed è diventata un nome standard solo dopo il 1990. Tuttavia piccoli numeri di esemplari sono stati esportati a nazioni come Germania e Svezia. Il progresso nel far conoscere questa razza all’estero è complicato, dato dalla bassa popolazione e dalla mancanza di conoscenza internazionale della razza.
I punti di forza considerati della razza sono la sua buona salute e le sue qualità lavorative. Le razze universali come quella Finnica possono avere pro e contro. Un contro potrebbe essere la mancanza di vantaggio su altre razze magari specializzate su una certa disciplina mentre un pro della razza potrebbe essere che le stesse razze specializzate sono limitate alle poche discipline sulle quali sono specializzate.
Libro genealogico e incroci Il primo documento scritto sul Finlandese universale risale al 1229 attraverso una lettera papale.
Il primo piano di miglioramento genetico sulla qualità del cavallo venne svolto nel XVI secolo da Gustav Vasa, attraverso la selezione riproduttiva in Finlandia. Lui, aveva un ampio interesse sulla riproduzione dei cavalli e per questo fondò la sua prima scuderia nella Finlandia occidentale e successivamente altre in centro Europa, soprattutto nella regione della Frisia. Gustav Vasa importò molte fattrici di razza Frisone da molte regioni confinanti al Mare del Nord per poter raggiungere il suo obbiettivo che era quello di migliorare geneticamente la razza Finlandese universale per incrementare la taglia e il peso di esso. Gli allevamenti sotto il governo della linea Vasa, durarono circa 100 anni fino a che Eric XIV, successore di Gustav, dimostrò l'importanza dei cavalli, soprattutto del Finlandese universale, all'interno della Finlandia.
In Finlandia, oltre a questi allevamenti, il Finlandese universale veniva lasciato nelle condizioni semi-selvagge fino alla metà XIX secolo. Questo perché Kustaa Vilkunia , etnologo, descrisse queste pratiche come un'importante opportunità di marketing della razza illustrandola come semplice da mantenere e resistente.