L'incoronazione del monarca francese o, più propriamente, la consacrazione del re di Francia (in francese: sacre du roi de France) era la cerimonia nella quale il monarca del Regno di Francia veniva formalmente consacrato, incoronato e investito delle regalie. La cerimonia si svolgeva nella cattedrale di Nostra Signora di Reims ed era presieduta dall'arcivescovo di Reims con la partecipazione di tutti i maggiori membri della parìa di Francia.

La cerimonia ebbe origine già in epoca carolingia e fu ereditata, tramite il Regno dei Franchi Occidentali, dai re di Francia. Nonostante la grande importanza che si attribuiva a questa cerimonia, il nuovo sovrano francese non aveva tecnicamente bisogno di essere investito per ascendere al trono, poiché guadagnava automaticamente il titolo di re alla morte del proprio predecessore. Questo evento veniva simbolicamente riconosciuto nel momento in cui il feretro del precedente re veniva calato nella cripta della basilica di Saint-Denis, quando il duca d'Uzès, primo pari di Francia, proclamava «Le roi est mort, vive le roi!».

La parte più importante della cerimonia non era tuttavia l'atto di incoronazione, ma la consacrazione tramite unzione del corpo del re (nota in francese come sacre). Quest'ultimo dettaglio differenziava la cerimonia di incoronazione dei re di Francia dalle analoghe cerimonie degli altri monarchi europei, nelle quali l'apposizione della corona sulla testa del sovrano era il momento culminante.

Il primo sacre di un re in Francia fu quello di Pipino il Breve, che sfruttò questo privilegio concessogli dalla Chiesa cattolica, sua alleata, per legittimare la propria ascesa al trono. Fu consacrato una prima volta nel marzo del 752 da un'assemblea di vescovi franchi riunitasi a Soissons e presieduta dall'arcivescovo di Magonza, Bonifacio, e una seconda volta il 28 gennaio 754 a Saint-Denis da papa Stefano II, che nell'occasione unse anche i suoi due figli Carlo e Carlomanno e benedisse sua moglie Bertrada di Laon.

I dettagli della cerimonia possono essere ricostruiti con precisione grazie agli Ordines ad consecrandum et coronandum regem, una collezioni di manoscritti liturgici redatti nella loro versione definitiva a Reims negli ultimi anni di regno di Luigi IX il Santo.

Le regalie dell'incoronazione, come il trono e lo scettro di Dagoberto I o la corona e la spada di Carlo Magno, erano custodite presso la basilica di Saint-Denis, mentre gli oggetti liturgici, come la santa Ampolla e il Calice di San Remigio, erano custoditi a Reims. Oggi solo alcuni di questi oggetti sopravvivono e sono conservati in vari musei parigini, tra cui il Louvre.

Storia La pratica della consacrazione dei sovrani non trova un corrispondente né nelle istituzioni romane né nelle tradizioni germaniche, ma ha bensì origini cristiane e trae ispirazione dalle analoghe cerimonie dei sovrani israeliti descritte nell'Antico Testamento.

Nonostante la consacrazione più nota sia quella dei sovrani franchi (e poi francesi), non furono essi i primi in Occidente a praticare questo genere di rito. L'esistenza di una pratica assimilabile a una consacrazione è già attestata infatti presso i re visigoti di Spagna: nel canone 75 del quarto concilio di Toledo del 633, probabilmente redatto sotto la forte influenza del pensiero politico di Isidoro di Siviglia, i re vengono assimilati agli "unti del Signore" veterotestamentari a partire dalla conversione al cattolicesimo di Recaredo I; la prima consacrazione di un re visigoto di cui abbiamo notizia esplicita è quella di Vamba nel 672, menzionata da Giuliano di Toledo.. Nel contesto della società visigota, nella quale spesso non era l'ereditarietà a dettare la successione reale, il rito di consacrazione e il conseguente status di "unto del Signore" avevano il compito di garantire stabilità al sovrano, sancendone la legittimità e l'inviolabilità. In seguito alla conquista islamica della penisola iberica, le ondate di profughi cristiani che si riversarono in Gallia, portando con sé anche gli scritti di Isidoro di Siviglia, contribuirono probabilmente a diffondere la concezione sacrale dei sovrani di origine biblica anche in quelle terre.

Quando Pipino decise, col supporto della Chiesa, di proclamarsi re, ricorse all'eredità biblica per sacralizzare la funzione del sovrano e darle legittimità, in modo analogo a quanto accadeva nel regno visigoto. Dal regno di Pipino il Breve a quello di Carlo IX, la protezione contro il regicidio si dimostrò efficace e la linea di successione sostanzialmente stabile, mentre i re Merovingi, in un periodo significativamente più breve, furono assassinati in ben tre occasioni (Sigeberto I, Teodeberto II e Dagoberto II)..

Il primo monarca a essere incoronato e consacrato nella cattedrale di Reims fu Ludovico il Pio nell'816,. legando simbolicamente l'incoronazione con il battesimo di Clodoveo I, primo re di tutti i Franchi, che avvenne nel medesimo luogo per mano di San Remigio, arcivescovo di Reims, nel 496. Nell'896 nella tomba del santo fu riscoperta la santa Ampolla, che divenne in seguito parte integrante del rito di consacrazione. Tradizione voleva che l'olio miracoloso in essa contenuto fosse stato portato dal cielo da una colomba il giorno del battesimo di Clodoveo. A partire dal 1027, l'olio dell'Ampolla unse tutti i re franchi, e poi francesi, durante la loro consacrazione, divenendo un importante strumento di rivendicazione e giustificazione del loro potere per diritto divino.

Dai Robertingi in avanti, la cattedrale di Reims divenne la sede definitiva e ufficiale della cerimonia e tutti i re di Francia successivi, salvo poche eccezioni (vedi sezione Luoghi della consacrazione), furono consacrati in essa. Complessivamente la cattedrale ospitò trentatré consacrazioni regali in poco più di mille anni, l'ultima delle quali fu quella di Carlo X del 29 maggio 1825, l'unica svoltasi dopo la Rivoluzione e la Restaurazione. La decisione di Carlo di ripristinare numerosi costumi dell'Ancien Régime, tra cui la stessa cerimonia di consacrazione (alla quale il suo predecessore, Luigi XVIII, aveva preferito rinunciare) fu una delle cause che portarono alla sua deposizione. Il suo successore, Luigi Filippo, ultimo re di Francia, abolì definitivamente la cerimonia.

Luoghi della consacrazione Prime consacrazioni (751-816) Sebbene la prima consacrazione, quella del primo re carolingio Pipino il Breve, si svolse nel novembre 751 a Soissons, capitale dei Merovingi, la cerimonia fu ripetuta il 28 luglio 754 a Saint-Denis. Anche i principi ereditari Carlo e Carlomanno furono consacrati nella stessa occasione. I due fratelli furono consacrati re il 9 ottobre 768, due settimane dopo la morte del padre, rispettivamente a Noyon e Soissons, ciascuno come sovrano della sua parte di regno. Il maggiore dei due, Carlo Magno, ricevette dal papa il titolo di imperatore e una corona il 25 dicembre 800 a Roma. Fu suo figlio e successore, Ludovico il Pio, già incoronato imperatore nel settembre 813 ad Aquisgrana quando suo padre era ancora in vita, il primo sovrano a farsi consacrare a Reims il 5 ottobre 816.

Nel Regno dei Franchi Occidentali (848-987) Sotto il regno del figlio di Ludovico il Pio, Lotario I, l'impero fu diviso tra lui e i suoi fratelli come stabilito nel trattato di Verdun dell'843. Nella Francia Orientalis, Aquisgrana sarebbe diventata la sede di un nuovo rito un secolo più tardi con l'incoronazione di Ottone I del 7 agosto 936. In Francia Occidentalis, invece, la cerimonia di consacrazione fu mantenuta dagli ultimi carolingi, ma fu solo con l'avvento dei Robertingi, che avevano necessità di affermare una legittimità che andasse oltre la linea dinastica, che Reims divenne la sede designata della consacrazione.

Carlo II il Calvo, ultimogenito di Ludovico il Pio, fu consacrato il 6 giugno 848 a Orléans seguendo un rito ideato dall'arcivescovo Incmaro di Reims che includeva l'unzione con il sacro crisma; Luigi II il Balbo, figlio di Carlo il Calvo, fu consacrato l'8 dicembre 874 a Compiègne nell'abbazia di Saint-Corneille; Luigi III e Carlomanno II furono consacrati il 4 settembre 879 a Ferrières; Carlo il Grosso, già incoronato imperatore a Roma il 12 febbraio 881, fu probabilmente incoronato rex in Gallia il 20 maggio 885 a Grand; Oddone, eletto re dei Franchi il 29 febbraio 888 a Compiègne, fu consacrato il 13 novembre 888 a Reims; Carlo III il Semplice fu consacrato re dei Franchi il 28 gennaio a Reims; Roberto I fu consacrato re dei Franchi domenica 30 giugno 922 a Reims; Rodolfo di Borgogna fu consacrato re dei Franchi il 13 luglio 923 a Soissons nell'abbazia di San Medardo; Luigi IV d'Oltremare fu consacrato il 19 giugno 936 a Laon; Lotario di Francia fu consacrato il 12 novembre 954 a Reims; Luigi V l'Ignavo morì il giorno prima del processo che aveva intentato contro l'arcivescovo Adalberone di Reims che doveva consacrarlo.

Nel Regno di Francia (987-1848) Dall'ascesa al trono della dinastia capetingia in avanti, la quasi totalità dei re di Francia fu consacrata a Reims, con pochissime eccezioni:

Ugo Capeto fu consacrato re di Francia il 3 luglio 987 nella cattedrale di Noyon per mano di Adalberone di Reims, al quale risparmiò il processo; Roberto II fu consacrato il 25 dicembre 987 nella cattedrale di Santa Croce di Orléans dallo stesso Adalberone di Reims; Luigi VI fu consacrato il 3 agosto 1108 anch'egli nella cattedrale di Orléans e ricevette la «l'unzione santissima» dalle mani dell'arcivescovo di Sens, Daimberto, poiché temeva che il suo fratellastro, Filippo di Mantes, potesse tentare di impedirgli di entrare a Reims; Enrico VI d'Inghilterra si fece consacrare re di Francia il 16 dicembre 1431 nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi, seguendo un rito simile a quello stabilito dal suo bisnonno materno Carlo V; Enrico di Navarra fu consacrato re di Francia il 27 febbraio 1594 nella cattedrale di Nostra Signora di Chartres per mano del vescovo locale Nicolas de Thou, poiché Reims era nelle mani dei suoi nemici; non potendo utilizzare l'olio della santa Ampolla per l'unzione, Nicolas de Thou si servì di quello conservato nell'abbazia di Marmoutier, vicino Tours; Luigi XVIII fu re di Francia ma non fu mai consacrato, benché ne avesse intenzione, poiché preferì non ripristinare questa cerimonia per evitare controversie; Luigi Filippo rinunciò alla pratica della consacrazione al momento della sua ascesa al trono.

Partecipanti Secondo il protocollo definitivo del cerimoniale, alla consacrazione prendevano parte i più antichi membri della parìa di Francia, noti come pari primigeni, che svolgevano diversi ruoli nel corso della cerimonia.

Pari ecclesiastici Il re era consacrato e incoronato dall'arcivescovo di Reims, che era assistito da quattro vescovi suffraganei della sua provincia ecclesiastica, dal vescovo di Langres e dal capitolo della cattedrale di Reims. Ciascuno dei sei vescovi aveva il compito di presentare al re un'insegna regale e il loro ordine di protocollo era il seguente:

l'arcivescovo di Reims, che incoronava il re con la corona di Carlo Magno e lo consacrava con il crisma della santa Ampolla; il vescovo di Laon, che portava la santa Ampolla; il vescovo di Langres, che portava lo scettro; il vescovo di Beauvais, che portava il mantello regale con le armi del sovrano; il vescovo di Châlons, che portava l'anello regale; il vescovo di Noyon, che portava il balteo.

A questi si aggiungevano l'abate dell'abbazia di Saint-Remi, custode della santa Ampolla, e l'abate dell'abbazia di Saint-Denis, custode delle altre regalie.

Pari laici