La maleducazione è la mancanza di buona creanza, gentilezza e rispetto nei confronti del prossimo o di una cultura.

Descrizione Spesso accentuata da arroganza o scorrettezza, la maleducazione è intesa come un comportamento offensivo, mancanza di riguardo e/o violazione delle regole di buona condotta.

Sebbene la maleducazione possa in qualche modo intrecciarsi con l'immoralità, le due cose agiscono in modo diverso. Infatti, diversamente da quest'ultima, che riguarda più propriamente la salute o la proprietà della persona, la maleducazione è una violazione della dignità umana o del rispetto dovuto agli altri. La maleducazione può essere o meno intenzionale. Tra gli aspetti che portano ad essere maleducati possono esservi, ad esempio, l'ignoranza o il bisogno di provocare il mainstream; il maleducato può anche rivelarsi tale per identità popolare. Secondo Gabriele Kasper, la maleducazione è «costituita dalla deviazione da ciò che conta come politico in un dato contesto sociale ed è (pertanto) intrinsecamente conflittuale e dirompente per l'equilibrio sociale.» Il concetto di maleducazione è relativamente soggettivo e dipende di contesto in contesto. Alcune azioni giudicate moralmente accettabili possono essere considerate maleducate in una particolare situazione e perfettamente accettabili o addirittura previste in altre occasioni. La maleducazione va anche distinta dall'ineducazione. Se la prima è propria di chi non ha ricevuto una buona educazione e manca pertanto di buona creanza, la seconda di chi non ha letteralmente avuto alcuna educazione. L'aggettivo "maleducato" qualifica tendenzialmente delle persone, mentre "ineducato" fa più spesso riferimento a cose.

Sebbene la maleducazione generi spesso insofferenza, intolleranza e disgusto, il pedagogista Sergio Tramma afferma che sarebbe divenuta uno stile di vita con veri e propri "valori" a partire dalla crisi della cortesia della seconda metà del Novecento; stando alle sue parole, «il punto di partenza per un tentativo di analisi sensata della maleducazione è la consapevolezza che essa è densa di valori "altri" rispetto all'educazione, non di disvalori, ed è con questa alterità che è necessario confrontarsi, e farlo partendo dalla constatazione che l'educazione è un mero processo che genera apprendimenti riguardanti le diverse dimensioni della vita individuale e collettiva, riconducibili alle categorie del sapere, del saper fare e del saper essere».

Note

Bibliografia

Voci correlate Cafone Competenza interculturale Educazione civica Turpiloquio

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Categoria:Comportamento umano