Il Museo d'arte di Lima (Museo de Arte de Lima, MALI) è uno dei principali musei del Perù, situato nel Paseo Colón, di fronte al Museo d'arte italiana di Lima, nel distretto di Lima. La sua superficie espositiva totale è di e comprende sia le sale della collezione permanente che le sale per le esposizioni temporanee.

Circondato da statue, giardini e uno zoo, il Museo è di natura artistica e ha come tema l'arte peruviana nel corso della sua storia.

La collezione è organizzata secondo i periodi della storia peruviana: le sue collezioni comprendono ceramiche e tessuti delle varie culture precolombiane sorte nelle Ande, mobili coloniali, opere pittoriche di Pancho Fierro, José Gil de Castro, Francisco Laso, Ignacio Merino, Carlos Baca-Flor e altri pittori del periodo repubblicano, cosicché l'esposizione permanente racchiude anni di arte in Perù.

Il Museo organizza corsi di arti plastiche, espressione corporea, chitarra, aerobica e danza; dispone inoltre di servizi di cineteca. È uno dei principali musei del paese, con un percorso riconosciuto nella conservazione, ricerca e diffusione dell'arte peruviana.

Palazzo delle Esposizioni In occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell'indipendenza del Perù fu decisa l'apertura del Parco delle Esposizioni nel barrio di Santa Beatriz (tra Paseo Colón, avenida Inca Garcilaso de la Vega, Paseo de la República e avenida 28 de Julio). All'interno del Parco, tra gli altri, era previsto il Palazzo delle Esposizioni destinato a ospitare l'Esposizione nazionale del 1872.

L'edificio, progettato dall'architetto genovese Antonio Leonardi in stile neorinascimentale, è una costruzione pionieristica per l'America Latina, in quanto è una delle prime e più importanti opere realizzate in ferro, realizzato su due piani e con un cortile centrale, misura 80 metri di lunghezza per 54 di larghezza. Le colonne portanti di ferro, i marmi, i mobili e i preziosi oggetti d'arte sono stati portati dall'Europa.

Dopo l'Esposizione nazionale (Grande mostra di arti, scienze e industrie, 1º luglio 1872 – 5 ottobre 1872), il Palazzo divenne sede della Società di belle arti. Durante la Guerra del Pacifico fu utilizzato come ospedale e caserma delle truppe cilene. Nel 1889 venne destinato a sede del Consiglio provinciale di Lima. Dopo il 1905: Museo nazionale di storia, Ministero dello sviluppo, Camera dei deputati, Direzione del traffico e Ministero dell'agricoltura. Nel 1923, dopo l'incendio che rese inagibile il Palazzo comunale di Lima, divenne sede della Municipalità di Lima, sino al 1939.

Museo d'arte Nel 1954 un gruppo di 25 tra uomini d'affari, intellettuali e liberi professionisti costituirono il Patronato de las Artes, al quale la Municipalità di Lima affidò in comodato il Palazzo delle Esposizioni con lo scopo di organizzare un museo d'arte. Nel 1955 il Governo peruviano acquisì a Parigi la collezione del pittore peruviano Carlos Baca-Flor (1867 – 1941), assegnata al Patronato de las Artes e che consisteva di 86 dipinti ad olio, 6 acquerelli, 192 disegni e sculture varie, medaglie, diplomi, fotografie e altri cimeli personali. Con l'appoggio dell'UNESCO, nel 1956 venne presentato un progetto di ristrutturazione radicale dell'edificio. I lavori iniziarono nel marzo del 1956 con il sostegno del governo peruviano e del governo francese, arrivando a una prima inaugurazione con una grande esposizione dedicata all'industria e alla cultura francesi.

Il 10 marzo 1961, il presidente Manuel Prado Ugarteche inaugurò ufficialmente il Museo d'Arte di Lima con la donazione della collezione Memoria Prado, formata all'inizio del XX secolo dal professor Javier Prado Ugarteche, fratello del presidente, e che costituisce tuttora il nucleo delle collezioni del Museo. Nel 1966 venne aperto il laboratorio di restauro.

Nel 1973 l'Istituto nazionale della cultura (INC) dichiarò il Palazzo delle Esposizioni «Monumento storico e Patrimonio culturale della Nazione». Nel 1979 con la Resolución Suprema Nº 0047-79 ED, si dichiarava il Palazzo delle Esposizioni «intangibile e destinato esclusivamente a fini culturali».

Nel 1986, terminati i lavori al primo piano, vennero inaugurati l'auditorium e la biblioteca. Nel 1988 iniziò a funzionare il laboratorio di conservazione e restauro. Nel 1993 venne creato il Programma amici del museo (PAM) con lo scopo di favorire un legame più stretto tra la società civile e il Museo.

Nel 1998 la Municipalità Metropolitana di Lima sottoscrisse la proroga del contratto di comodato per 30 anni, arrivando al 2028. Sempre nel 1998 venne lanciato il programma Recuperando las Obras del Museo, con l'obiettivo di valorizzare le collezioni del Museo, e nel 1999 il primo Concurso Interescolar de Arte.

Nel 2003 la Fondazione Paul Getty concedeva una donazione alla Biblioteca del Museo per l'acquisto di libri mentre il Fondo dell'Ambasciatore degli Stati Uniti finanziava il Progetto di stabilizzazione e valorizzazione della collezione tessile precolombiana.

Nel 2003 è partito il progetto di riqualificazione del Museo con l'inaugurazione della Sala dell'argenteria coloniale e repubblicana, sponsorizzata dalla Compañía de Minas Buenaventura. Nel 2004 veniva istituito l'Istituto superiore pedagogico per la formazione pedagogica professionale con specializzazione artistica, mentre il Servizio postale del Perù, per il cinquantennale del Patronato de las Artes emetteva un francobollo celebrativo. Nel 2005 la Fondazione Mapfre ha finanziato il Progetto per la catalogazione e conservazione della collezione di disegni, incisioni e acquerelli. Nel 2006 veniva inaugurata la Sala della fotografia, nel 2007 la Sala del disegno e dei costumi e la riorganizzazione della Sala dei tessuti precolombiani, con il sostegno dell'Ambasciata della Germania e delle aziende tessili Creditex, Cía. Industrial Nuevo Mundo e Tejidos San Jacinto.

L'8 aprile 2010, terminata la prima parte dei lavori di riqualificazione, il Museo d'arte di Lima ha riaperto al pubblico con tre esposizioni temporanee ospitate al primo piano. Nel 2012 il Museo d'arte di Lima ha aderito al Google Art Project, con il quale sono disponibili circa 300 immagini di opere dalle collezioni del Museo.

Il 7 gennaio 2014, con il Museo chiuso per i lavori di riqualificazione, la direttrice Natalia Majluf ha annunciato l'apertura della piattaforma internet dedicata alla collezione permanente, con lo scopo di «diffondere l'arte peruviana e sostenere il processo di educazione all'arte in Perù». Il 9 settembre 2015, terminati i lavori di riqualificazione finanziati dal Ministero del commercio esterno e del turismo (MINCETUR), il Museo ha riaperto al pubblico le 34 sale che occupano il secondo piano del Palazzo delle Esposizioni.

Il 10 marzo 2016 il Museo d'arte di Lima e Telefónica hanno presentato MALI App, applicazione di audio e videoguida bilingue (spagnolo e inglese) per dispositivi mobili, per consultare la collezione virtuale del Museo, che ha anche una copertura wireless gratuita. I visitatori senza dispositivo mobile possono noleggiare un tablet alla biglietteria museo. Nello stesso periodo la direzione del MALI ha fatto tradurre in lingua quechua le targhette con le didascalie, già disponibili in spagnolo e inglese, per aumentare l’accessibilità alle collezioni. Sempre nel 2016 il Museo d'arte di Lima e il Ministero della cultura hanno presentato l'Archivio digitale di arte peruviana (ARCHI), una piattaforma che presenta immagini ad alta risoluzione che coprono la storia artistica e culturale del Perù dall'epoca preispanica ai giorni nostri.

Nel maggio del 2016 veniva indetto il Concorso per la progettazione di una nuova ala di arte contemporanea ed è stato aggiudicato a Burgos & Garrido Arquitectos y Llama Urban Design, che ha pure ricevuto il Premio de Arquitectura Española Internacional 2017. Presumibilmente la nuova ala non potrà essere inaugurata in tempo per le manifestazioni del Bicentenario.

Nel 2017 il Museo d'arte di Lima, in collaborazione con il Museum Rietberg di Zurigo, ha presentato Nasca, la più grande mostra dedicata alla civiltà preincaica sorta nel bacino del Rio Grande, completata dal ricorso a tecnologie innovative come video, la simulazione 3D di una divinità antropomorfa, e il sorvolo simulato dei geoglifi di Nasca (progetto Vuela Nasca).Sempre nel 2017, il MALI ha ricevuto dal Ministero nazionale della cultura il Premio nazionale della cultura nella categoria Buone pratiche istituzionali.

Le chiusure conseguenti alla Pandemia di COVID-19 sono state affrontate dal MALI, come nel resto del mondo, con l'ausilio dei social network con gli hashtag: #QuédateEnCasa, #MALIEnCasa («Se non puoi venire al MALI, il MALI viene da te»), #QuédateEnCasaChallenge, #SubastaMAL. In un secondo tempo si è deciso di aprire due mostre on line: Khipus. Nuestra historia en nudos e Flavia Gandolfo. De un punto a otra. Secondo Bartomeu Marí, direttore esecutivo del MALI dal 1º luglio 2019 al 15 dicembre 2021: «Il digitale può essere un alleato molto potente se sappiamo usarlo bene e oggi abbiamo una grande opportunità per farlo, tra l'altro perché non abbiamo altra scelta».

Il 16 febbraio 2022 sono terminati i lavori di restauro delle facciate, eseguiti dal World Monuments Fund Peru su commissione dell'Unione europea, per il Bicentenario dell'indipendenza del Perù.

Esposizioni permanenti Nel settembre del 2015, al termine dei lavori di rinnovamento, è avvenuta la riapertura delle esposizioni permanenti nelle 34 sale del secondo piano del Palazzo, suddivise in nove sezioni tematiche, che presentano oltre pezzi degli oltre che fanno parte delle collezioni del Museo e che percorrono anni di storia dell'arte peruviana, dall'epoca precolombiana al periodo contemporaneo.

Sala d'arte precolombiana Questa sala, dedicata alle culture pre-incaiche e incaica, è composta da oggetti di ceramica, tessuti e opere di oreficeria, principalmente da corredi funerari che sono stati trovati in tutto il Perù.

Periodo arcaico (1800-1000 a.C.) Durante la lunga fase che abbraccia il processo di addomesticamento e il passaggio che porta agli insediamenti nelle Ande, gli oggetti ritrovati costituiscono principalmente le immagini che decoravano i primi templi monumentali, i mates burilados,Frutti della Lagenaria siceraria utilizzati a scopo ornamentale. le statuine di argilla, i primi tessuti con disegni geometrici, come quelli ritrovati nel sito di Huaca Prieta, sulla costa settentrionale del Perù.

Periodo formativo (1200-200 a.C.) Nel Periodo formativo predominano le immagini di animali ed esseri divinizzati con zanne, che compaiono principalmente nelle ceramiche e negli ornamenti in metallo, era un sistema iconografico legato a un influente movimento religioso e ideologico controllato dalle élite della cultura Cupisnique (sulla costa settentrionale) e della cultura Chavín (Sierra di Huaraz). Le realizzazioni artistiche di questo periodo sono caratterizzate dal felino, dal serpente, dai rapaci, dalle lucertole o dai caimani, rappresentati in modo naturalistico o stilizzato. Nelle ceramiche la decorazione era eseguita con l'incisione dei disegni. La forma più comune di ceramica era la bottiglia con manico a staffa.

Nella regione meridionale, il Periodo formativo è rappresentato principalmente dalla cultura Paracas, che si era sviluppata sulla costa tra le valli del Pisco e dell'Ica. Secondo l'archeologo Julio César Tello, due sono gli stili associati a Paracas: lo stile delle Caverne di Paracas che si distingue per la decorazione delle sue ceramiche, i cui suggestivi colori sono stati ottenuti con resine minerali applicate dopo la cottura; lo stile della Necropoli di Paracas che si distingue per i tessuti cerimoniali, i più pregiati dell'epoca, realizzati con tessuti semplici ricamati con colori vivaci.

Periodo intermedio temprano (200 a.C.-600 d.C.)