Le elezioni parlamentari in Australia del 2022 si sono tenute il 21 maggio per eleggere il 47° Parlamento federale; erano da rinnovare tutti i 151 seggi della Camera dei rappresentanti e 40 seggi su 76 del Senato).

La Coalizione in carica, guidata dal Primo ministro Scott Morrison e costituita dal Partito Liberale e dal Partito Nazionale, cercava una riconferma elettorale, ma è stata sconfitta, avendo subito molte perdite ed ottenuto la percentuale più bassa di seggi alla Camera dei rappresentanti sin dalle elezioni del 1946, dall'opposizione del Partito Laburista, guidato da Anthony Albanese. Hanno partecipato alle elezioni anche i Verdi, il Partito Australia Unita e One Nation.

Ciononostante, l’elezione rimase per molto tempo incerta, visto che, sebbene solo il Partito Laburista potesse realisticamente costituire un governo, non è stato subito chiaro questo avesse avuto la maggioranza assoluta alla Camera dei rappresentanti, con una conseguente differenza nel tipo di strategia politica da adottare.

Tutti gli stati ed i territori, ad eccezione della Tasmania, hanno mostrato uno spostamento dei voti dalla Coalizione ai Laburisti, in maniera più forte nell'Australia Occidentale. Diversi ex-seggi considerati sicuri per la Coalizione nelle aree urbane e suburbane, inclusi molti che non erano detenuti da laburisti da decenni, sono stati ottenuti da indipendenti. I Verdi hanno ottenuto più di un seggio alla Camera per la prima volta nella loro storia, per via dell'incremento dei voti nel centro di Brisbane. In definitiva, dunque, pur essendo stato un risultato negativo per la Coalizione, il voto non ha portato ad una vittoria eclatante dei laburisti a causa del successo dei verdi e degli indipendenti.

A causa del fallimento elettorale, infine, Scott Morrison ha annunciato le sue dimissioni da leader liberale, mentre Albanese ha giurato come nuovo Primo ministro il 23 maggio 2022, appena due giorni dopo.

Sistema elettorale

Il sistema elettorale australiano varia in base alla Camera, essendo la Camera dei rappresentanti più rilevante politicamente del Senato, ma sempre seguendo il principio base del Voto di preferenza.

Camera dei Rappresentanti Per l’elezione della Camera dei Rappresentanti, la legge elettorale prevede l’applicazione di un sistema uninominale a ballottaggio istantaneo (anche detto Voto alternativo), noto localmente come “voto preferenziale completo”.

Nello specifico, al momento del voto, gli elettori elencano i candidati in ordine di preferenza nelle schede elettorali, numerandoli. In questo modo, al momento dello spoglio, contate le preferenze, queste vengono ridistribuite finché non venga determinato il candidato eletto per quel collegio, eliminando contestualmente, in ordine di preferenza (dal meno votato al secondo più votato), i candidati non soddisfacenti tali requisiti.

Senato Per l’elezione dei membri del Senato, invece, la legge elettorale prevede l’applicazione di due sistemi, voto singolo trasferibile e allocazione secondo un sistema di rappresentanza proporzionale, all’interno di collegi unici plurinominali di sei membri ciascuno (sottoponendosi solo la metà dei senatori) nel caso degli Stati, e di due membri ciascuno nel caso dei Territori.

Disposizioni generali e peculiarità Tra le varie disposizioni, ne esistono alcune peculiari:

Ad esempio, la registrazione nelle liste elettorali del proprio collegio non è automatica, sebbene obbligatoria per tutti i cittadini australiani maggiorenni. La mancata partecipazione al voto per ragioni "non valide" (eccetto alcune limitate esenzioni), infatti, comporta una sanzione di circa 20A$ (circa 12€).

Inoltre, ulteriore peculiarità è nel processo di conteggio delle schede, che nei fatti avviene, per legge, minimo due volte: una al seggio elettorale e, a partire dal lunedì sera dopo il giorno delle elezioni, nei centri di conteggio.

Sondaggi politici Voto primario

Two-party-preferred vote

Risultati Camera dei rappresentanti

Two-party-preferred vote

Senato

NOTA: Dei 76 seggi componenti il Senato, sono stati esclusi da questa elezione 36 seggi — rappresentati in grigio scuro al centro del grafico di riepilogo — poiché quest’ultimi non sono stati costituzionalmente soggetti ad un rinnovo a questo turno elettorale: difatti, essendo la camera alta sottoposta a rinnovo parziale ogni tre anni, ma avendo i senatori spettanti agli Stati (per un totale di 72 seggi) un mandato di sei anni, solo la metà vi si sottopone, insieme ai senatori dei territori (per un totale di 4 seggi), che invece hanno un mandato di soli tre anni. Pertanto, ad ogni tornata (salvo una c.d. Doppia dissoluzione), sono rinnovati complessivamente solo 40 seggi.

Note

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