La chiesa arcipretale di San Michele Arcangelo, nota anche con il titolo di collegiata, è la parrocchiale di Contigliano, in provincia e diocesi di Rieti; fa parte della zona pastorale del Montepiano Reatino.

Storia Verso il 1680, con lo sviluppo del paese in seguito a una condizione favorevole e la sua crescita di importanza, i contiglianesi decisero di costruire una nuova chiesa più grande e più bella.

La prima pietra della collegiata barocca venne posta nel 1683 con la benedizione del vescovo Ippolito Vicentini; l'edificio, sorto in sostituzione della precedente parrocchiale dedicata al medesimo santo, fu consacrato nel 1747 dal vescovo di Rieti Antonino Serafino Camarda. Il progetto fu realizzato daGiovanni Antonio De Rossi.

Nel 1750 l'artista Nicola Gennaro eseguì le opere che adornano la cripta.

Descrizione Esterno La facciata a salienti della collegiata, non intonacata e rivolta a nordovest, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da paraste; quello inferiore è caratterizzato dal portale d'ingresso, mentre quello superiore, affiancato da volute, presenta centralmente una finestra rettangolare ed è coronato dal timpano triangolare.

Annesso alla chiesa è il campanile a base quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora ed è coperta da tetto a quattro falde.

Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano tre cappelle laterali su ogni lato, ognuna decorata dallo stemma della famiglia committente. Le pareti della navata sono scandite da lesene sorreggenti il cornicione sopra cui si imposta la volta decorata da stucchi bianchi associati agli stucchi dorati nell’abside.

Al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, a sua volta chiuso dall'abside semicircolare. Dietro l'altare maggiore barocco, realizzato in marmi policromi, si trova la pala d'altare eseguita da Filippo Zucchetti e raffigurante San Michele Arcangelo.

Nella chiesa sono conservate diverse opere di pregio, tra cui la tela ritraente il Miracolo di San Vincenzo Ferreri, dipinta nel 1707 da Onofrio Avellino, il ciborio in legno scolpito e dorato ed il coro ligneo della sagrestia.

Cappelle laterali La 3 cappelle a sinistra rappresentano il percorso dei sacramenti: nella prima si trova il fonte battesimale, la seconda è dedicata allo Spirito Santo e la terza al Santissimo Sacramento. Le 3 cappelle a destra rappresentano il percorso della santità: la prima è dedicata ai Santi Francesco e Filippo Neri, la seconda a San Giuseppe e la terza alla Madonna del Rosario.

Organo L'organo a 31 canne, la cui mostra (facciata) misura 12 piedi, fu costruito nel 1748 da Adriano e Ranuzio Fedeli e si trova incastonato in una cantoria in legno intagliata dall’artigiano Venanzio di Nunzio, autore anche del coro in noce locale, con intarsi in olivo e ciliegio.

L'imponente cassa dell'organo in noce è caratterizzata da grandi colonne classiche a lato della mostra. La tastiera, di grande estensione (Do1 - Do6) ha 57 tasti in ebano e la prima ottava scavezza è in avorio finemente lavorata con chioccioline e intarsi cromatici e ornata da modiglioni.

Lo strumento è stato oggetto di restauro negli anni '70. L'organo si è ulteriormente degradato nel tempo e nel 2021 fu necessario un ulteriore intervento di manutenzione, ma i gravi problemi del somiere permangono.

Note

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