I patrimoni dell'umanità della Tunisia sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Tunisia, che è divenuta parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 10 marzo 1975.

Al 2026 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono dieci, mentre quindici sono le candidature per nuove iscrizioni. I primi tre siti iscritti nella lista sono stati nel 1979 la Medina di Tunisi, l'Anfiteatro di El Jem e il Sito archeologico di Cartagine durante la terza sessione del comitato del patrimonio mondiale. Gli altri siti furono aggiunti nel 1980, 1985, 1988 (due), 1997, 2023 e 2026. Nove siti sono considerati culturali, secondo i criteri di selezione, uno naturale.

Siti del Patrimonio mondiale FotoSitoLuogoTipo(; criteri)Descrizione Medina di Tunisi Tunisi Culturale(36; ii, iii, v) 1979 Sotto gli Almohadi e gli Hafsidi, dal XII al XVI secolo, Tunisi era considerata una delle città più grandi e ricche del mondo islamico. Circa 700 monumenti, tra cui palazzi, moschee, mausolei, madrase e fontane, testimoniano questo straordinario passato. Sito archeologico di Cartagine Cartagine Culturale(37; ii, iii, vi) 1979 Cartagine fu fondata nel IX secolo a.C. sul Golfo di Tunisi. Dal VI secolo in poi, si sviluppò in un grande impero commerciale che copriva gran parte del Mediterraneo e fu sede di una brillante civiltà. Nel corso delle lunghe guerre puniche Cartagine occupò i territori appartenenti a Roma, che infine distrusse la rivale nel 146 a.C. Una seconda Cartagine romana venne poi fondata sulle rovine della prima. Anfiteatro di El Jem El Jem Culturale(38; iv, vi) 1979 Le imponenti rovine del più grande colosseo del Nord Africa, un enorme anfiteatro che poteva contenere fino a spettatori, si trovano nel piccolo villaggio di El Jem. Questo monumento del III secolo illustra la grandezza e l'estensione della Roma Imperiale. Parco nazionale di Ichkeul Governatorato di Biserta Naturale(8; x) 1980 Il lago e la zona umida di Ichkeul sono un importante punto di sosta per centinaia di migliaia di uccelli migratori, come anatre, oche, cicogne e fenicotteri rosa, che vengono a nutrirsi e nidificare lì. Ichkeul è l'ultimo lago rimasto in una catena che un tempo si estendeva attraverso il Nord Africa. Città punica di Kerkouane e la sua necropoli Hammam Ghezèze Culturale(332; iii) 1985-1986 Questa città fenicia fu probabilmente abbandonata durante la prima guerra punica (250 a.C. circa) e di conseguenza non fu ricostruita dai romani. I resti costituiscono l'unico esempio sopravvissuto di città fenicio-punica. Le case sono state costruite seguendo una pianta regolare secondo una sofisticata nozione di urbanistica. Medina di Susa Susa Culturale(498; iii, iv, v) 1988 Susa fu un importante porto commerciale e militare durante il periodo aghlabide (800–909) ed è un tipico esempio di città risalente ai primi secoli dell'Islam. Con la sua casba, i bastioni, la medina (con la Grande Moschea), la Moschea Bou Ftata e il tipico ribat (sia un forte che un edificio religioso), Susa faceva parte di un sistema di difesa costiera. al-Qayrawan al-Qayrawan Culturale(499; i, ii, iii, v, vi) 1988 Fondata nel 670, Kairouan (al-Qayrawan) fiorì sotto la dinastia Aghlabide nel IX secolo. Nonostante il trasferimento della capitale politica a Tunisi nel XII secolo, al-Qayrawan rimase la principale città santa del Maghreb. Il suo ricco patrimonio architettonico comprende la Grande Moschea, con le sue colonne in marmo e porfido, e la Moschea delle Tre Porte del IX secolo. Dougga / Thugga Téboursouk Culturale(794; ii, iii) 1997 Prima dell'annessione romana della Numidia, la città di Thugga, sorta su un'altura che domina una fertile pianura, fu capitale di un importante stato libico-punico. Fiorì sotto il dominio romano e bizantino, ma declinò nel periodo islamico. Le imponenti rovine oggi visibili danno un'idea delle risorse di una piccola città romana ai margini dell'impero. Gerba: testimonianza di un modello insediativo in territorio insulare Ajim, Houmt Souk, Midoun Culturale(1640; v) 2023 Questo sito seriale è una testimonianza di un modello di insediamento che si sviluppò sull'isola di Gerba intorno al IX secolo d.C. in un ambiente semi-secco e povero d'acqua. La bassa densità era la sua caratteristica fondamentale: comportava la divisione dell'isola in quartieri, raggruppati insieme, economicamente autosufficienti, collegati tra loro e ai luoghi religiosi e commerciali dell'isola, attraverso una complessa rete di strade. Derivato da una miscela di fattori ambientali, socio-culturali ed economici, il caratteristico insediamento umano di Gerba dimostra il modo in cui le popolazioni locali hanno adattato il proprio stile di vita alle condizioni del loro ambiente naturale povero d'acqua. Villaggio di Sidi Bou Saïd Sidi Bou Said Culturale(1769; iii) 2026 Il sito è un pittoresco villaggio arroccato su un promontorio affacciato sul Mar Mediterraneo, armoniosamente integrato nella morfologia della scogliera. Si è sviluppato attorno alla tomba di un maestro sufi e santo, noto come Sidi Bou Saïd, vissuto tra il XII e il XIII secolo. Grazie al suo tessuto architettonico e all'assetto urbano in simbiosi con l'ambiente naturale, all'estetica distintiva caratterizzata da colori emblematici e all'aura mistica legata alla spiritualità sufi che pervade il luogo, il sito coniuga geomorfologia, architettura e spiritualità. Da tempo fonte d'ispirazione per gli artisti, continua ad attrarre visitatori alla ricerca di serenità spirituale.

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