Beni Hasan (scritto anche Bani Hasan, Beni Hassan o Beni-Hassan) () è un sito funerario dell'Antico Egitto ricavato nella falesia calcarea di Beni Hasan, la ripida parete rocciosa che delimita a oriente la valle del Nilo. Situato nel Medio Egitto, sulla sponda orientale del fiume e a circa 20 chilometri a sud di Minya, il complesso comprende tombe monumentali scavate a nord del villaggio, all'incirca a metà altezza della falesia e affacciate sulla valle.

Durante il Medio Regno Beni Hasan fu la principale necropoli del sedicesimo nomo dell'Alto Egitto, cioè della circoscrizione amministrativa nota come nomo dell'Orice. Ne era capoluogo la città egizia di Hebenu, identificata con Zawyet Sultan, sulla sponda orientale del Nilo e circa 7 chilometri a sud di Minya; la stessa località è indicata anche con i nomi Zawyet el-Maiyitin, Zawyet al-Amwat e Kom el-Ahmar. Nelle iscrizioni funerarie ricorre anche Menat Khufu, toponimo egizio traducibile come "la città nutrice di Cheope", nel quale risiedevano alcuni dei nobili sepolti nella necropoli, benché l'ubicazione dell'abitato non sia stata identificata.

Il complesso funerario raccoglie sepolture costruite tra la fine del III e l'inizio del II millennio a.C., dalla tarda fase dell'Antico Regno al Medio Regno; le tombe monumentali della necropoli superiore appartengono soprattutto all'XI e alla XII dinastia. Alla base del pendio si trovano le tombe più antiche del gruppo principale, datate alla fine della VI dinastia o al passaggio verso il Primo periodo intermedio; più in basso, la necropoli inferiore comprende circa 900 sepolture, 888 delle quali furono registrate durante gli scavi condotti tra il 1902 e il 1904.

La necropoli superiore comprende 39 tombe rupestri, dodici delle quali conservano scene dipinte con attività agricole e artigianali, cacce, giochi, combattimenti e l'arrivo di gruppi stranieri. Nella tomba BH3 di Khnumhotep II le decorazioni comprendono la processione di un gruppo di Aamu, la raccolta dei fichi e scene di pesca e caccia agli uccelli nelle paludi.

A sud della necropoli, entro una gola che si apre a est del villaggio, sorge un tempio rupestre della XVIII dinastia, dedicato alla dea locale Pakhet e fatto costruire da Hatshepsut. La denominazione "Grotta di Artemide" (Speos Artemidos) deriva dal nome greco del santuario e dall'identificazione di Pakhet con Artemide.

Tombe

Le sepolture si distribuiscono fra una fascia superiore, occupata dalle tombe rupestri monumentali, e una necropoli inferiore, costituita soprattutto da tombe a pozzo, nelle quali la camera funeraria era raggiunta attraverso un'apertura verticale. Nella fascia superiore furono registrate 39 tombe, dodici delle quali recavano iscrizioni: otto appartenevano a governatori del nomo dell'Orice, due a principi, una al figlio di un principe e una a uno scriba reale. Sette tombe appartengono ai governatori succedutisi nel tempo, affiancate da sepolture decorate e non decorate di altri funzionari provinciali di alto rango.

I governatori provinciali, tradizionalmente chiamati nomarchi, si fecero seppellire in tombe rupestri scavate nella falesia calcarea; fra gli esempi più noti figurano quelle di Amenemhat, Khnumhotep II, Baqet III e Khety. Durante l'Antico Regno e la prima metà del Medio Regno la carica di nomarca sembra essere stata spesso ereditaria e dinastie locali poterono mantenersi alla guida delle stesse province per più generazioni; i nomarchi rimanevano tuttavia rappresentanti del sovrano e direttamente sottoposti alla sua autorità. La situazione sembra mutare all'epoca di Sesostri III, quando i dignitari e gli eredi delle grandi famiglie provinciali cessano di farsi costruire o scavare immensi complessi funerari. Connor osserva tuttavia che questa impressione può dipendere in parte dalla natura delle fonti disponibili e che, più che un cambiamento strutturale o un declino del potere delle famiglie provinciali, potrebbe riflettere un mutamento nelle modalità di espressione del potere e nelle pratiche funerarie.

Pitture e iscrizioni, conservate in numerose tombe, permettono di riconoscere l'identità, il rango sociale e gli incarichi amministrativi dei defunti. Le cappelle rupestri variano per dimensioni e disposizione degli ambienti, comprendendo, nei casi più articolati, cortili o portici esterni, sale sorrette da pilastri o colonne, nicchie o piccoli vani sacri detti sacrari e pozzi diretti alle camere funerarie.

Necropoli superiore

Il settore superiore comprende 39 tombe monumentali, tutte scavate nello stesso strato di calcare all'incirca a metà altezza della falesia; i loro ingressi si susseguono quasi senza interruzione lungo una terrazza naturale, ampliata durante l'apertura delle cappelle, per un tratto di circa un quarto di miglio. Le sepolture maggiori appartenevano ai governatori del nomo dell'Orice e ad altri funzionari provinciali di alto rango.

Disposte lungo un asse nord-sud, le 39 sepolture sono separate da un'interruzione naturale della terrazza in un gruppo settentrionale di tredici tombe e in uno meridionale di ventisei. La divisione corrisponde in parte anche a una successione cronologica, sebbene la datazione di alcuni monumenti rimanga incerta: le tombe meridionali sono generalmente considerate più antiche, mentre i proprietari di alcune tombe settentrionali, come Khnumhotep I, Amenemhat e Khnumhotep II, possono essere collocati con maggiore precisione nella XII dinastia. Procedendo dall'estremità meridionale verso nord, gli esempi dell'XI dinastia lasciano infatti il posto a tombe via via più grandi e complesse, fino alle costruzioni della XII dinastia.

Le tombe dei funzionari di alto rango comprendevano una cappella scavata nella roccia, talvolta preceduta da un cortile o da un portico, dalla quale uno o più pozzi, oppure più raramente corridoi inclinati, scendevano verso le camere funerarie sotterranee. Nei complessi maggiori file di pilastri o colonne dividevano lo spazio interno, conducendo verso una piccola nicchia o un sacrario ricavato nella parete orientale, mentre i pozzi verticali si aprivano di norma nel pavimento della cappella.

Decorazioni e iscrizioni

Dodici delle 39 tombe della necropoli superiore conservano scene dipinte sulle pareti; i dipinti mostrano attività agricole e artigianali, cacce, giochi, combattimenti e l'arrivo di gruppi stranieri, mentre le iscrizioni tramandano nomi e titoli dei proprietari.

Documentando le cappelle, la Ricognizione archeologica dell'Egitto (Archaeological Survey of Egypt) realizzò riproduzioni, tavole a colori, disegni e trascrizioni delle pitture e delle iscrizioni, confluiti nei quattro volumi di Beni Hasan pubblicati fra il 1893 e il 1900. Nella tomba BH14 di Khnumhotep I le pitture sono oggi fortemente degradate: alcune parti sono state alterate dal tempo, dagli interventi umani, dall'esposizione agli elementi e dalle incrostazioni saline, mentre alcuni particolari registrati da Newberry non sono più visibili sulle pareti.

La parte inferiore delle quattro pareti della camera funeraria della tomba BH33 di Baqet II è coperta da testi in ieratico e in geroglifico corsivo, documentati come un manuale rituale. La sequenza inizia sulla parete occidentale con una versione abbreviata di una liturgia attestata nei Testi delle piramidi, prosegue sulle pareti meridionale e orientale con le formule PT 221 e PT 222 e termina sulla parete settentrionale con la formula CT 225 dei Testi dei sarcofagi.

Necropoli inferiore Nella necropoli inferiore Garstang scavò 888 tombe, destinate soprattutto a funzionari, cortigiani e persone di rango meno elevato rispetto ai proprietari delle sepolture monumentali. Riprendendo lo studio dei materiali distribuiti fra musei e altre raccolte dopo le campagne del 1902-1904, l'Università Macquarie ha ricostruito un settore di circa 900 tombe e rintracciato oltre 2.000 reperti in 114 istituzioni.

Circa 800 delle 888 sepolture seguivano un modello semplice e ricorrente, formato da un pozzo verticale, generalmente a pianta quadrangolare, e da una piccola camera o nicchia aperta sul lato meridionale della base, dove venivano deposti il sarcofago e il corredo funerario. I pozzi raggiungevano in media una profondità compresa fra 5 e 7 metri, con quelli meno profondi che si fermavano a circa 3 metri e i maggiori che arrivavano a circa 10, mentre le camere più semplici offrivano appena lo spazio necessario al sarcofago e alle offerte.

Tombe principali

Sono visitabili quattro tombe di Beni Hasan: quelle di Amenemhat (BH2), Khnumhotep II (BH3), Baqet III (BH15) e Khety (BH17).

Tomba BH2 - Amenemhat, chiamato anche Ameny, fu l'ultimo governatore conosciuto del nomo dell'Orice e mantenne la carica per circa venticinque anni durante il regno di Sesostri I. La sua cappella, raggiunta da una rampa e preceduta da un cortile con portico a due colonne, ospita nella parete orientale un sacrario contenente un gruppo statuario del governatore, della moglie Hetepet e della madre Henu, mentre le pitture mostrano lavori agricoli e artigianali, pesca e cattura degli uccelli; il soffitto imita travi e stuoie mediante motivi geometrici multicolori. Tomba BH3 - Khnumhotep II, sovrintendente del Deserto orientale durante il regno di Sesostri II, fece precedere la cappella da un cortile e da un portico con due colonne scanalate. All'interno, la cappella contiene due pozzi funerari e una sala che in origine poggiava su quattro colonne e conduceva al sacrario destinato alla statua del proprietario, mentre un'iscrizione distribuita su 222 colonne ne ripercorre la vita. Sulla parete settentrionale compare una delegazione di trentasette Aamu, termine egizio con cui erano indicate genti che vivevano a est e a nord-est dell'Egitto: il gruppo, formato da uomini, donne e bambini e guidato da Abishai, reca una sostanza cosmetica per gli occhi.

Tomba BH4 - Compresa nel gruppo settentrionale, la cappella rimase incompiuta e apparteneva probabilmente a Khnumhotep IV. La sua costruzione è collocata nel regno di Sesostri II o di Sesostri III, oppure in un periodo di poco successivo. Tomba BH13 - Khnumhotep, funzionario insignito del titolo di scriba reale, fece ricavare nella roccia una cappella della quale rimangono soltanto parti delle iscrizioni e della decorazione.

Tomba BH14 - Khnumhotep I, primo governatore conosciuto del nomo dell'Orice all'inizio della XII dinastia, ricevette da Amenemhat I diversi incarichi di rilievo nella regione. Le iscrizioni e le pitture della tomba comprendono il racconto della sua carriera e immagini di attività quotidiane, cacce nel deserto e azioni militari.

Tomba BH15 - Baqet III, figlio di Ramushenti e governatore del nomo dell'Orice, apparteneva al gruppo meridionale della necropoli, generalmente considerato il più antico e attribuito alla fase iniziale del Medio Regno. Disponeva di una cappella preceduta da un cortile e provvista, nell'angolo sud-orientale, di un piccolo sacrario con una falsa porta e una tavola destinata alle offerte funerarie. Le pareti uniscono scene di caccia e pesca, artigiani al lavoro, riscossione delle imposte, animali, una battaglia e l'assedio di una fortezza a un ciclo di lotta che occupa la parete orientale con 220 coppie di contendenti; in ogni coppia il rosso e il bruno scuro distinguono i due lottatori, rendendo chiaramente visibile l'interazione fra i due uomini.

Tomba BH17 - Khety, governatore del sedicesimo nomo dell'Alto Egitto, fu sepolto in una tomba datata approssimativamente al 2055-1956 a.C.; la cappella, in origine sostenuta da due file di tre colonne con capitelli a forma di fiore di loto, conserva integralmente una sola colonna per fila. Sulla parete orientale si susseguono esercitazioni militari, l'assalto a strutture fortificate e 122 coppie di lottatori; le altre pareti mostrano cacce nel deserto, lavorazione del legno, filatura, tessitura, giochi da tavolo, acrobazie, produzione del vino e attività musicali e sportive.