La sezione Hieracium sect. Villosa (Griseb.) Gremli è una sezione di piante angiosperme eudicotiledoni del genere Hieracium della famiglia delle Asteracee...
Etimologia Il nome del genere deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato inizialmente dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.. Il nome della sezione (Villosa = villoso) si riferisce alla particolare pelosità della pianta.
Il nome scientifico della sezione è stato definito dai botanici August Heinrich Grisebach (1814-1879) e August Gremli (1833-1899).
Descrizione
Habitus. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee (e aromatiche), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso hanno l'asse fiorale eretto e privo di foglie (piante scapose), oppure le foglie basali sono assenti alla fioritura. Queste piante sono anche provviste di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati), ma sono prive di stoloni. Le specie di questo gruppo sono piante di tipo fillopode (raramente sono hypofillopode). Tutte le parti di queste piante sono ricoperte di peli sericei abbondantissimi.......
Radici. Le radici sono secondarie da rizoma.
Fusto. La parte aerea del fusto è eretta o ascendente con ramosità scarsa. La superficie può essere sia glabra che pelosa (in preferenza). Le piante di questa sezione possono raggiungere un'altezza massima di 2 - 4 dm. La parte sotterranea spesso è un fittone.
Foglie. Le foglie si dividono in basali e cauline disposte in modo alternato. Le foglie basali sono attenuate più o meno brevemente picciolate; hanno delle forme da obovato-lanceolate a lanceolato-spatolate con bordi continui e colorazioni glauche. Le foglie cauline (poco numerose e progressivamente decrescenti) sono sessili con base arrotondata e forme più strette rispetto alle basali; la colorazione è verde-glauca.
Infiorescenza. La sinflorescenza è del tipo forcato o racemoso con 1 - 3 rami con un capolino (capolini totali 1 - 4). L'acladio è di 3 – 8 cm. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato. I capolini sono formati da un involucro composto da diverse brattee (o squame) disposte su 2 serie in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro ha delle forme emisferiche. Le brattee si dividono in esterne e interne; quelle esterne sono divaricate (formano quasi un calice) e sono più larghe di quelle interne che si presentano lungamente acuminate. Sul peduncolo e sull'involucro sono presenti dei peli ghiandolari, mentre le brattee involucrali hanno dei peli stellati sui margini. Il ricettacolo è nudo, ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori e con la base alveolata (gli alveoli sono lungamente dentati). Dimensione dell'involucro: 15 – 20 mm.
Fiori. I fiori (da 6 a 150) sono tutti del tipo ligulato, tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e zigomorfi. In alcuni casi i fiori femminili sono "stilosi".
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: le corolle sono formate da un tubo e da una ligula terminante con 5 denti; il colore è giallo o giallo pallido. Le ligule sono lunghe oltre l'involucro e spesso sono glabre o sparsamente cigliate. Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le antere alla base sono acute. Il polline è tricolporato.. Gineceo: Lo stilo è giallo (o più o meno scuro), è filiforme e peloso sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. La superficie stigmatica è posizionata internamente (vicino alla base)..
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono scuri (color castano) a forma colonnare-obconica (o più o meno cilindrica) e sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 8 - 10 coste che nella parte apicale confluiscono in un orlo anulare. Il pappo è formato da 20 a 80 setole biancastre (o giallastre) semplici disposte su due serie (quelle interne sono più lunghe e più rigide, quelle esterne sono fragili). Dimensione degli acheni: 3 – 5 mm.
Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat In Italia si trovano nelle Alpi e negli Appennini su rupi, pietraie e pascoli sassosi in prevalenza calcarei.
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.
Filogenesi Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Hieraciinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Hieraciinae fa parte del "quinto" clade della tribù; in questo clade è posizionata alla base ed è "sorella" al resto del gruppo comprendente, tra le altre, le sottotribù Microseridinae e Cichoriinae. Il genere Hieracium (insieme al genere Pilosella) costituisce il nucleo principale della sottotribù Hieraciinae e forma (insieme ad altri generi minori) un "gruppo fratello" posizionato nel "core" delle Hieraciinae..
Il genere Hieracium è un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa specie sessuali e oltre specie apomittiche, delle quali oltre 250 sono presenti nella flora spontanea italiana.
I caratteri distintivi per il genere Hieracium sono: le piante non sono tutte vischiose; i fusti e le foglie hanno peli semplici o ghiandolari; i capolini sono numerosi; il colore dei fiori in genere è giallo carico; i rami dello stilo sono lunghi; le coste dell'achenio confluiscono in un anello; il pappo è formato da due serie di setole.
Le specie di questo genere, provviste di molte sottospecie, formano degli aggregati o sezioni con diverse specie incluse, altre sono considerate "intermediare" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Qui in particolare viene seguita la suddivisione in sezioni del materiale botanico così come sono elencate nell'ultima versione della "Flora d'Italia".
La sezione XVII Villosa comprende specie il cui baricentro è nelle Alpi (specie che si sono formate nelle aree di rifugio durante le glaciazioni europee) e mostra alcune affinità con la sezione Drepanoidea. La pubescenza delle specie di questa sezione è estremamente variabile. Il feltro di pelosità setosa è soggetto ad una ampia variazione genetica. A volte la copertura è totale, in altre la pagina superiore delle foglie è glabrescente, oppure solamente alcune specifiche parti della pianta solo pelose. In questa serie si riscontra una variazione quasi continua nelle sue specie principali secondo la sequenza: H. villosum ⇒ H. dentatum ⇒ H. pallescens ⇒ H. bifidum (quest'ultima specie appartiene alla XXI sezione Bifida).
I caratteri distintivi per le specie di questa sezione sono: la pubescenza in queste piante è più o meno globale ed è fatta di peli sericei abbondantissimi; le specie di questo gruppo sono piante di tipo fillopode (raramente sono hypofillopode); le foglie basali sono attenuate più o meno brevemente picciolate; le foglie cauline in genere sono poco numerose, spesso sessili ma non sono abbraccianti; la fioritura è tardo-primaverile (fino a estiva).
Il numero cromosomico delle specie della sezione è: 2n = 27 e 36 (specie diploidi, triploidi, tetraploidi e pentaploidi).
Specie della flora italiana Nella flora spontanea italiana, per la sezione di questa voce, sono presenti le seguenti specie (principali e secondarie o derivate):
Specie principale. Hieracium villosum Jacq., 1762 - Sparviere del calcare: l'altezza massima della pianta è di 20 – 30 cm (massimo 40 cm); il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Orofita / Sud Est Europeo; l'habitat tipico sono le rupi, le pietraie e i pascoli alpini (su calcare); in Italia è una specie comune e si trova nelle Alpi e negli Appennini (fino all'Abruzzo) fino ad una quota compresa tra e . Di questa specie 10 sottospecie sono presenti sul territorio italiano.
Caratteri principali: la forma delle foglie basali è gradualmente confluente in un picciolo (oppure sono attenuate e sessili); il peduncolo è sotteso da 3 - 5 larghe brattee (sono simili a delle foglie ridotte) colorate di verde scuro; le brattee involucrali esterne hanno delle forme da ellittiche a lanceolate e sono divaricate.
Specie principale. Hieracium pilosum Froel., 1838 - Sparviere di Moris: l'altezza massima della pianta è di 20 – 30 cm (massimo 40 cm); il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap); il tipo corologico è Orofita / Sud Est Europeo; l'habitat tipico sono le rupi, le pietraie e i pascoli alpini (su calcare); in Italia è una specie comune e si trova nelle Alpi e negli Appennini (più rara) fino ad una quota compresa tra e . Di questa specie circa 12 sottospecie sono presenti sul territorio italiano.
Caratteri principali: la forma delle foglie basali è gradualmente confluente in un picciolo (oppure sono attenuate e sessili); il peduncolo è sotteso da 3 - 5 larghe brattee (sono simili a delle foglie ridotte) colorate di verde scuro; per ogni pianta è presente un solo capolino; l'involucro, minore, ha le dimensioni di 12 - 18 mm; le brattee involucrali sono tutte lineari-lanceolate.
Specie principale. Hieracium dentatum Hoppe, 1815 - Sparviere dentato: l'altezza massima della pianta è di 30 – 40 cm (massimo 50 cm); il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ma anche emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Orofita / Sud Est Europeo; l'habitat tipico sono i prati sassosi (su calcare); in Italia è una specie comune e si trova nelle Alpi e negli Appennini (più rara) fino ad una quota compresa tra e . Di questa specie una trentina circa di sottospecie sono presenti sul territorio italiano.