Il Type 95 Ha-GoPer il sistema di designazione dei carri giapponesi fino al 1945 vedi questa fonte fu un carro armato leggero giapponese della seconda guerra mondiale, che fece parte sia dei reggimenti corazzati dell'Esercito imperiale, sia delle unità blindate distaccate presso le forze da sbarco speciali della Marina imperiale giapponese. Nacque come unità addetta alla difesa della fanteria motorizzata, capace di operare alla stessa velocità e di fornire supporto tattico alle truppe: fu armato con un cannone Type 94 da 37 mm e due mitragliatrici da 6,5 mm. Divenne il principale veicolo nipponico di questa categoria e ne vennero fabbricati circa due migliaia fino al 1943, compreso un modello riarmato con un cannone Type 98 da 37 mm (dotato di maggiore velocità iniziale) e due mitragliatrici Type 97 da 7,7 mm, più affidabili delle precedenti.

Il Type 95 era superiore a quasi tutti i mezzi coevi in velocità e armamento e, quando cominciò a essere impegnato in battaglia all'inizio della seconda guerra sino-giapponese, non incontrò ostacoli che potessero seriamente minacciarlo: le forze nazionaliste, infatti, non possedevano che una trascurabile quantità di mezzi corazzati ed erano carenti di efficienti armi anticarro. Nel 1941 e 1942 il Type 95 formò il grosso delle formazioni corazzate poste alle dipendenze delle armate che conquistarono il Sud-est asiatico e le Filippine, potendo in genere operare liberamente. Proprio nell'arcipelago sotto controllo statunitense, però, furono evidenziati i limiti del carro: corazzatura inefficace nella lotta contro altri veicoli (nello specifico l'M3/M5 Stuart) e armamento principale d'insufficiente potenza. A dispetto di tali constatazioni le caratteristiche del Type 95 non furono migliorate ed esso rimase in pratica identico sino alla fine della seconda guerra mondiale, continuando a combattere sulle isole fortificate dai giapponesi e via via espugnate dagli Stati Uniti; in generale tali scontri si risolvevano con la distruzione completa dei reparti corazzati nipponici. Una volta che l'Impero giapponese si arrese agli Alleati consistenti numeri di Type 95, rimasti in Cina e Corea, caddero nelle mani dei nazionalisti e/o delle forze comuniste.

Il Type 95 fornì la piattaforma ideale per lo sviluppo di altri carri armati leggeri, ad esempio il Type 98 Ke-Ni e il Type 2 Ke-To, quest'ultimo impiegabile anche con le truppe paracadutiste. Un'estesa rielaborazione dello scafo portò inoltre al mezzo anfibio Type 2 Ka-Mi. In genere tutte le varianti derivate dal Type 95 furono prodotte in numeri molto contenuti e quasi nessuno di tali veicoli fu trasportato al fronte e testato in azione.

Storia Sviluppo La creazione nei primi anni trenta di brigate meccanizzate miste all'interno dell'esercito imperiale rese evidente come i carri armati Type 89 Yi-Go fossero troppo lenti per poter esservi compresi, oltre a dover sopportare lunghi periodi di marcia dannosi per le meccaniche. Fu dunque richiesto un mezzo leggero veloce, dall'ampia autonomia e con armi e corazza paragonabili ai veicoli stranieri della stessa categoria, il cui compito precipuo fosse la protezione delle truppe trasportate sugli autocarri.

Un primo prototipo fu completato nel giugno 1934 all'arsenale di Sagami, sotto la giurisdizione dell'esercito; pesava 7,5 tonnellate, raggiungeva i 43 chilometri orari e disponeva di un vasto raggio d'azione, ben 250 chilometri. Ritenuto ancora troppo pesante, fu alleggerito di una tonnellata e la velocità salì a 45 chilometri orari. Le prove iniziarono a ottobre sia nella scuola di fanteria che in quella della cavalleria e ottennero critiche sensibilmente opposte: mentre la seconda si disse soddisfatta del carro, agile e veloce, la prima insistette perché fosse aumentata la corazzatura e potenziato l'armamento, affinché il mezzo potesse effettivamente appoggiare in azione le truppe. Altri test vennero condotti nella Manciuria settentrionale, nei ranghi della 1ª Brigata mista indipendente lì dislocata, tra la fine del 1934 e l'inizio del 1935, e confermarono il giudizio dei comandanti di cavalleria: il nuovo veicolo fu denominato Type 95 Ha-Go, espressione traducibile in italiano come "terzo modello di carro leggero tipo 2595".

La denominazione Kyū-Go, spesso attribuita al Type 95, non è del tutto corretta: infatti in lingua giapponese tale nome significa "95", quindi è come se si ripetesse il numero di modello del carro armato e non implica una qualifica del mezzo; ciò accade invece con l'espressione non canonica e mai usata dall'esercito Ke-Go, ovvero "mezzo/modello leggero".

Produzione Sebbene pronto dal 1935, il nuovo carro cominciò a essere fabbricato e distribuito in piccole quantità dall'anno successivo, ma solamente a partire dal 1938 la produzione aumentò a ritmi più rapidi, raggiungendo una punta di 705 esemplari costruiti durante il 1941 e terminando nel 1943. Il numero di unità completate non è sicuro e le fonti ne indicano alternativamente -/circa //.

La principale ditta preposta alla produzione era la Mitsubishi, coadiuvata dagli arsenali di Sagami e Kokura (controllati dall'Esercito), ma contribuirono anche la Hitachi, la Niigata Tekkosho e la Kōbe Seikosho.

Impiego operativo Cina e Mongolia Dopo la scoppio della seconda guerra sino-giapponese l'esercito imperiale aveva mobilitato la 1ª Brigata mista indipendente del maggior generale Sakai, forte di dodici Type 89 Yi-Go, dodici Type 94 TK, quattro veicoli corazzati del genio e tredici Type 95. Dopo aver combattuto presso Pechino e Hebei, la formazione giunse nella provincia di Quhar, dove venne suddivisa tra le unità di fanteria per appoggiarne l'avanzata: la deficienza cinese in armi controcarro e mezzi blindati rese la missione dei Type 95 relativamente facile.

Circa due anni più tardi, nell'estate del 1939, Giappone e Unione Sovietica si affrontarono nell'ultima guerra di confine non dichiarata presso Nomonhan, terminando la lunga serie di simili conflitti iniziata nei primi anni trenta. I nipponici inviarono due reggimenti carri, dei quali il 4º (colonnello Tamada) schierava trentasei Type 95: nel primo combattimento tra corazzati i veicoli giapponesi dimostrarono di essere inadeguati per le sottili protezioni e i cannoni a canna corta; in dieci giorni di battaglia furono persi più del 40% degli effettivi totali.

1941-1942 All'entrata in guerra dell'Impero giapponese il Type 95 era un carro vecchio di sei anni e già obsoleto se paragonato a diversi blindati dei belligeranti: ciononostante fu adoperato con successo durante la fulminea espansione nel Pacifico.

Malesia e Birmania

Le truppe giapponesi sbarcarono in Malesia l'8 dicembre 1941, appoggiate da tre formazioni corazzate: il 1º Reggimento carri con diciassette Type 95 (colonnello Mukaida), il 6º con dodici Type 95 (colonnello Kawamura) e infine il 14º (colonnello Kita), composto esclusivamente da quarantacinque Type 95. La loro inaspettata presenza fece crollare una dopo l'altra, senza soverchie difficoltà, tutte le linee di difesa frettolosamente allestite dalle truppe indo-britanniche che, sprovviste di appoggio corazzato, non ritenevano possibile l'impiego di carri armati nella fitta giungla locale: essa però non frenò affatto le avanzate dei Type 95. Conquistata l'intera penisola malese, le truppe nipponiche sbarcarono l'8 febbraio a Singapore, seguite dai carri del 1º e 14º Reggimenti che si rivelarono utili per abbattere la resistenza britannica.

La situazione era invece differente in Birmania, dove i britannici poterono opporre la 7ª Brigata corazzata alla 1ª Compagnia del 2º Reggimento carri: la piccola unità, inviata durante il gennaio 1942, contava solo dodici Type 95 al comando del primo tenente Okada. I mezzi giapponesi persero quasi tutte le battaglie sostenute contro i carri leggeri M3 Stuart, che però rimanevano vulnerabili agli attacchi di fanteria: alla fine le truppe indo-britanniche furono costrette a ritirarsi dalla Birmania.

Filippine e Indie olandesi

Le Filippine, possesso statunitense dal 1898, furono attaccate poco dopo Pearl Harbor dalla 14ª Armata giapponese, appoggiata da due formazioni di carri: il 4º Reggimento del tenente colonnello Kumagaya riuniva trentotto Type 95, il 7º del colonnello Sonoda ne contava quattordici. I mezzi giapponesi ebbero gioco facile contro i difensori in quasi tutte le occasioni, ma la disponibilità da parte statunitense di due battaglioni di M3 Stuart dette luogo al primo combattimento tra corazzati della guerra del Pacifico: il 22 dicembre 1941 i mezzi nipponici del 4º Reggimento attaccarono i meglio corazzati avversari che però, guidati da equipaggi inesperti, non seppero frenare i Type 95, la cui inadeguatezza nella lotta controcarri non fu dunque evidenziata. In seguito i blindati nipponici ebbero poca parte negli scontri, svoltisi nella penisola di Bataan fittamente ricoperta di giungle, tanto che il 4º Reggimento fu presto inviato a occidente per prendere parte alla conquista delle Indie orientali olandesi.

Tali territori, assoggettati ai Paesi Bassi, erano l'obiettivo primario dell'espansione giapponese a causa dei ricchi giacimenti petroliferi. Oltre all'unità proveniente dalle Filippine, fu schierato anche il 2º Reggimento carri del colonnello Mori, forte di trentuno carri medi Type 97 Chi-Ha e di sei Type 95, che poté agire impunemente contro le simboliche resistenze alleate.

Isole Aleutine Mentre la battaglia aeronavale a Midway volgeva al termine, distaccamenti giapponesi erano sbarcati nelle due isole più occidentali delle Aleutine, Attu e Kiska, conquistandole il 10 giugno 1942;. al loro seguito vi erano alcuni Type 95, che divennero così gli unici carri armati appartenenti a una nazione nemica degli Stati Uniti ad averne percorso il suolo in tempo di guerra. Non si hanno però ulteriori informazioni sul loro destino.

Nuova Guinea e Salomone

Nel luglio del 1942 l'iniziativa era passata in mano statunitense dopo le vittorie riportate nella battaglia del Mar dei Coralli e a Midway. Ad agosto Guadalcanal era stata attaccata e allo stesso tempo, in Nuova Guinea, truppe alleate resistevano tenacemente a Port Moresby. Proprio per sopprimere le truppe australiano-statunitensi qui dislocate, i comandi nipponici elaborarono un ardito piano di avanzata terrestre, affiancata da uno sbarco accessorio nella Baia di Milne. L'operazione ebbe inizio a fine agosto e reparti della 5ª Forza da sbarco "Kure" misero piede a terra incontrastate, con l'appoggio di un plotone di due Type 95; i mezzi finirono però impantanati nonostante il peso contenuto e furono abbandonati, non prendendo parte alla battaglia contro gli australiani che sconfissero dopo alcuni giorni le truppe giapponesi.

Sull'isola di Guadalcanal giunse a ottobre la 1ª Compagnia carri indipendente, composta da dieci carri medi Type 97 Chi-Ha e due Type 95: agli ordini del capitano Maeda, era stata ottenuta convertendo la 4ª Compagnia del 2º Reggimento dopo la conquista dei possedimenti olandesi. Durante lo scarico due Type 97 rimasero danneggiati ma gli altri mezzi avanzarono con le truppe del 4º Reggimento fanteria fino al delta del fiume Matanikau, a ovest delle posizioni statunitense a difesa dell'aeroporto Henderson. Un primo assalto fu lanciato la sera del 21 ottobre, durante il quale il Type 95 di testa fu disintegrato dal fuoco di obici da 155 mm, fatto che convinse il colonnello Oka comandante le truppe nipponiche a rimandare l'attacco. L'offensiva sul Matanikau riprese alle 18:00 del 23 ottobre, quando i carri giapponesi aprirono la strada al 4º Reggimento e iniziarono a penetrare nella prima linea statunitense. Improvvisamente il capofila fu centrato dal fuoco di un cannone anticarro che lo fece saltare in aria, ribaltandolo; in poco tempo i carri nipponici furono bersagliati mentre tentavano di districarsi e tutti furono distrutti..

1943-1945