Il SOMUA S35 fu un carro armato di produzione francese impiegato durante la seconda guerra mondiale.
Prodotto fra il 1936 e il 1940 per equipaggiare le divisioni corazzate della cavalleria, era un carro medio veloce, relativamente agile, affidabile, dotato di buon raggio d'azione, con armamento e corazzature equivalenti a quelli Alleati o tedeschi, come il Panzer III.
Durante l'invasione tedesca del maggio 1940, il SOMUA S35 dimostrò di essere all'altezza dei carri avversari; tuttavia esso fu mal utilizzato dai comandi francesi, che lo utilizzavano come unità di supporto alla fanteria anziché come unità a sé stante e non poté mai esprimere appieno il suo potenziale. Dopo la sconfitta della Francia nel giugno dello stesso anno, i SOMUA catturati furono riutilizzati dalle Potenze dell'Asse. Un modello derivato, il SOMUA S40, con sospensioni migliorate e modifiche sia allo scafo che alla torretta, sarebbe dovuto entrare in produzione nel luglio 1940.
Storia Agli inizi degli anni trenta l'Armée de terre, l'esercito francese, era equipaggiato con vecchi carri, spesso risalenti alla prima guerra mondiale, come il Renault FT ed oramai considerati obsoleti nel teatro di un'ipotetica guerra. Venne quindi deciso di avviare un programma di ammodernamento del parco mezzi da destinare ai propri reparti.
Sviluppo Nel giugno 1934 l'Armée de terre emise una specifica per la fornitura di un nuovo mezzo corazzato, designato Automitrailleuse de combat (AMC), destinato ai reparti di cavalleria. Le caratteristiche richieste erano.: peso a vuoto di almeno di 13 tonnellate equipaggio di tre uomini armamento composto da mitragliatrice 7.5 mm e cannone 47 mm dotato di torretta Puteaux APX-1 corazzatura spessa almeno 40 mm
Al concorso rispose, nel 1935 la Société d'Outillage Mécanique et d'Usinage d'Artillerie (SOMUA), filiale di Schneider, realizzando un primo prototipo, denominato AC2, derivato dagli Char D1 e D2.. Il modello attrasse subito l'attenzione dei militari per le buone prestazioni. Un secondo prototipo denominato AC3, fu valutato delle autorità militari competenti. La commissione incaricata lo apprezzò per le sue caratteristiche che, nonostante la massa di 19 t dovuta alla corazzatura da 40 a 55 mm di spessore, si rivelò dotato di ottima velocità e manovrabilità, e per il suo armamento, basato sul cannone automatico L32 calibro 47 mm combinato alla mitragliatrice con funzione contraerea calibro 7,5 mm.
Fu così avviata alla produzione una preserie di quattro veicoli, migliorati rispetto al prototipo e denominati AC4. Questi primi veicoli erano dotati della torretta standard APX-4, munita di cannone 47 mm SA 34. Il 25 marzo 1936, il modello venne accettato come carro medio standard in dotazione alla Cavalleria, con il nome di "Automitrailleuse de Combat modèle 1935 S" (o AMC 1935 S), e fu impartito un primo ordine di 50 esemplari. Il carro, già all'epoca, fu più comunemente conosciuto con il nome "SOMUA S35".
Produzione Per la metà del 1938 ne erano già stati prodotti un centinaio. Alla data del 1º settembre 1939 gli esemplari prodotti erano 270. Di questi, 191 erano già in servizio, 51 in deposito e 4 in fabbrica per delle operazioni di revisione. Con lo scoppio della guerra fu impartito un nuovo ordine di 200 unità, portando l'ordinativo totale a 700 esemplari. Più tardi fu deciso che dal 451º veicolo in avanti si sarebbe passati alla produzione del modello migliorato S 40. La produzione, terminata alla fine di maggio 1940 con la sconfitta della Francia, si attestò su un totale di 427 esemplari costruiti.1935 AMC SOMUA S 35 in Chars français. I veicoli prodotti in serie vennero dotati del cannone SA 35, al posto del SA 34.
Impiego operativo
Al momento dell'invasione l'S35 armava le divisioni di cavalleria meccanizzata; 288 esemplari erano sulla linea del fronte all'inizio dell'invasione, suddivisi in tre divisioni. Ogni divisione aveva un organico di otto squadroni da dieci S35 ciascuno. Inoltre, ogni squadrone aveva in riserva 2 carri ed ogni comandante di reggimento e brigata era munito di un carro personale; il totale era quindi di 88 veicoli per divisione.
Altri 31 esemplari erano tenuti di riserva, 49 erano ancora nei magazzini dello stabilimento di produzione e 26 stavano per essere ultimati.Histoire de Guerre, Blindés & Matériel, N° 75, p.46 Questi veicolo furono più tardi dislocati in unità ad hoc, come la 4° DCR (Division Cuirassée, in italiano "Divisione Corazzata"), comandata da Charles De Gaulle, che ricevette 39 veicoli, la 4° DLM (Division Légère Mécanique, in italiano, "Divisione Meccanizzata Leggera") che ne ricevette 10; altre unità ne ricevettero complessivamente 25. Alcune unità distrutte (1°, 2° e 3° DLM) furono ricostituite utilizzando qualcuno di questi S35 non subito utilizzati al fronte: la 1° e la 2° ne ricevettero 10 mentre la 3° ne ottenne 10. L'S.35 servì anche con la 7ª Cuirassiers (25 esemplari) e un plotone di tre esemplari era presente nella 3ª DLC (Division Légère de Cavalerie, in italiano, "Divisione Leggera di Cavalleria")
Nel maggio 1940, durante la campagna di Francia, alle divisioni DLM fu affidato il difficile compito di insidiare le truppe tedesche avanzando rapidamente nei Paesi Bassi. La 2° e 3° DLM furono concentrate a Gembloux, tra Lovanio e Namur, dove erano assenti ostacoli naturali che potessero impedire l'avanzata alle truppe tedesche. Tra il 13 e il 15 maggio la 3° e 4° Panzer-Division ingaggiarono le divisioni francesi nella Battaglia di Hannut. L'esito della battaglia fu favorevole alle truppe tedesche; tuttavia gli S35 si comportarono bene, dimostrandosi superiori ai carri tedeschi. La 1° DLM, che nel frattempo era stata mossa verso nord, fu riportata rapidamente verso sud di 200 km. Nella confusione e disorganizzazione che ne seguirono, la divisione fu incapace di esprimere il suo potenziale, e fu distrutta dalla 5ª Panzer-Division tedesca il 17 maggio. Le altre divisioni DLM rimasero sulla difensiva; parteciparono alla Battaglia di Arras, durante la quale furono completamente annientate.
Il carro, benché superiore a quasi tutti i corrispettivi tedeschi, non ebbe alcun vero peso nella campagna francese a causa di errori strategici e tattici. I francesi utilizzavano piccoli gruppi di carri, sparpagliati tra le divisioni di fanteria; ciò costituiva un notevole svantaggio nel contesto della guerra lampo tedesca. Nonostante questo, il mezzo si rivelò talmente buono da essere immediatamente riutilizzato dalle forze tedesche, sotto la designazione di Panzerkampfwagen 35-S 739(f). I tedeschi modificarono la cupola per l'osservazione, tagliandola ed installandovi un portellone. Già nel dicembre del 1940 i tedeschi avevano creato un'unità equipaggiata con carri francesi: il 201° Panzerregiment, armato con 36 S35 e 82 Hotchkiss H-38. Durante il febbraio 1941 venne creato il 202° Panzerregiment. I due reggimenti vennero uniti all'interno della 100ª Panzerbrigade. Nel gennaio dello stesso anno fu anche creata il 301° Panzerabteilung, armato con veicoli francesi. Questo battaglione fu inviato in Finlandia durante giugno, e fu l'unica unità tedesca dotata di S35 a combattere sul fronte orientale. Nel 1943 la 21° e 25° Panzerdivision − quasi totalmente distrutte dagli Alleati in Tunisia ed in Russia − furono riformate in Normandia utilizzando alcuni S.35. Alla data del 30 dicembre 1944 erano ancora segnalati venti S.35 in servizio nell'esercito tedesco.
Una parte dei SOMUA catturati furono distribuiti fra gli alleati della Germania nazista. Alcuni esemplari furono ceduti agli italiani che li dislocarono in Sardegna; in seguito all'armistizio questi esemplari furono regalati alla Francia libera, dato che non potevano essere ormai di nessuna utilità. Sei furono ceduti al Regno di Bulgaria che li utilizzò all'interno di unità di polizia, e 2 esemplari furono dati all'Ungheria.
Alcuni S.35 furono ceduti al Governo di Vichy che li trasferì in Nord Africa, inseriti nel 12° RCA (régiment de Chasseurs d'Afrique, in italiano, "reggimento di Cavalleria d'Africa"). In seguito al cambio di fronte delle truppe francesi nordafricane, che si unirono agli Alleati nel 1943, i SOMUA operarono durante la Campagna di Tunisia contro italiani e tedeschi. Dopo aver sfilato durante la parata per la vittoria in Tunisi, la 12° RCA fu dotata di carri americani M4 Sherman, e gli S35 furono dismessi. Successivamente alla liberazione della Francia nel 1944, fu creata un'unità corazzata, la 13° Régiment de Dragons, usando materiale di produzione francese, fra il quale 17 S35.
Descrizione tecnica
Il SOMUA S.35 fu un carro armato di concezione moderna, le cui caratteristiche verranno riprese in seguito da carri quali l'M4 Sherman americano.
L'equipaggio era composto da tre componenti (capocarro, operatore radio e pilota), disposti in un'unica compartimentazione sprovvista di separazioni. L'equipaggio accedeva al carro attraverso una botola situata sul lato sinistro del carro. Era presente anche un'altra botola d'emergenza sul fondo del carro. Il capocarro sedeva su una seggiola imperniata sul fondo del compartimento e in grado di ruotare. Le mansioni di caricamento e puntamento delle armi in torretta erano altresì compito del capocarro, essendo la torretta progettata per ospitare una sola persona. Le munizioni erano stivate in apposite rastrelliere disposte all'interno delle fiancate. Il pilota sedeva nella parte anteriore sinistra del carro; la visione esterna era possibile attraverso una finestrella corazzata frontale, richiudibile in battaglia. Quando tale finestrella era abbassata, la visuale era ridottissima: un episcopio frontale e due fessure a destra e sinistra. L'operatore radio sedeva alla destra del pilota: a sua disposizione erano installati due set radio. Davanti alla sua postazione era presente una fessura per la visione esterna..
Lo scafo e la torretta erano ricavati entrambi attraverso fusione; lo scafo era composto da tre sezioni saldate insieme. Una parte, a forma di "ciotola", formava la base del carro; le altre due parti creavano la sovrastruttura. Di queste due parti, una formava la parte anteriore del carro, ospitando la torretta e il compartimento per l'equipaggio; l'altra ospitava il compartimento destinato al motore e alla trasmissione. Questa soluzione, fortemente innovativa per l'epoca, garantiva un'elevata protezione. Il punto debole della corazzatura era costituito dalla saldatura che univa le sezioni superiori a quella inferiore; in quella zona un solo colpo di scarsa potenza poteva facilmente squarciare lo scafo. Tutte le aperture dello scafo e della torretta, compresi gli organi per la visione esterna e l'anello della torretta, erano dotati di materiali sigillanti; ciò permetteva l'isolamento completo dell'ambiente interno, proteggendo l'equipaggio dall'eventuale utilizzo di gas tossici.. Sul parafango destro, in posizione anteriore, era situato un fanale protetto da corazzatura.
La torretta monoposto APX-4, la medesima utilizzata sul Char B1, era a brandeggio elettrico, ma per l'aggiustamento della mira era anche disponibile il classico sistema di rotazione manuale. Nella parte posteriore destra della torretta vi era installata una botola per il capocarro. A sinistra e destra erano presenti delle fessure per la visione esterna, dotate di episcopi. Al di sopra della torretta era installata una cupola, in grado di ruotare di 360°. All'interno di questa si trovavano i principali strumenti d'osservazione del capocarro: un periscopio binoculare e due episcopi. Poco a destra rispetto alla cupola era presente una piccola apertura che poteva essere utilizzata per esporre bandiere di comunicazione senza bisogno di aprire il portellone della torretta..