Presidente del Consiglio d'amministrazione di Belgazprombank dal 2000 al 2020 e figura politica di opposizione, si è candidato nel 2020 alle elezioni presidenziali. È considerato un "prigioniero politico". Dopo la sconfitta è stato detenuto dal governo bielorusso per attività finanziarie illegali e condannato a 14 anni di reclusione in un processo ritenuto politicamente motivato. È stato liberato nel 2025 dopo un accordo con gli Stati Uniti.
Biografia Babaryka è nato nel 1963 a Minsk e nel 1982 si è diplomato alla scuola secondaria n. 92 di Minsk. Nel 1988, si è laureato presso la Facoltà di Meccanica e Matematica dell'Università Statale Bielorussa, nel 1995 all'Accademia della Pubblica Amministrazione sotto l'egida del Gabinetto dei Ministri della Repubblica di Bielorussia. Cinque anni dopo ha terminato i corsi di master presso l'Università economica statale bielorussa.
Babaryka ha lavorato nel sistema bancario della Bielorussia dal luglio 1995. Nel luglio 2000 è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione di Belgazprombank. Il 12 maggio 2020 si è dimesso volontariamente da presidente del consiglio di amministrazione di Belgazprombank e ha dichiarato la sua intenzione di partecipare alle elezioni presidenziali bielorusse del 2020.. Il 19 giugno 2020, Babaryka è stato arrestato. Si ritiene che la detenzione fosse politicamente motivata. Amnesty International considera Babaryka, suo figlio e altri membri dell'opposizione arrestati come prigionieri di coscienza.
Babaryka è stato tenuto a lungo in isolamento e senza possibilità di comunicazione; nel 2023 è stato ricoverato per un possibile pestaggio; Babaryka ha detto di essere svenuto e di essersi svegliato con diverse fratture, un trauma cranico e un problema polmonare senza ricordare nulla, e venne poi operato. In seguito Raman Pratasevič ha rivelato che ha lavorato in un panificio per la colonia penale e ha pubblicato una sua foto. Anche suo figlio Eduard è stato arrestato e condannato a 10 anni.
Babaryka è stato rilasciato il 13 dicembre 2025 assieme ad altri 122 detenuti tra cui Maryja Kalesnikava e Ales' Bjaljacki in seguito ad un accordo diplomatico sulla rimozione di sanzioni economiche al regime bielorusso tra Lukašėnka e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la Bielorussia, John P. Coale. Quasi tutti i prigionieri sono stati consegnati alle autorità ucraine.
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