L'origine del gioco degli scacchi è incerta: la possibile prima testimonianza scritta risale al VI secolo, quando vengono citati nel Kār-Nāmag,. racconto in prosa di epoca sasanide. Tuttavia è ritenuto unanimemente che siano nati in India attorno al VII secolo con il nome di caturaṅga, che a sua volta era l'evoluzione di un più antico gioco indiano. Dall'India si diffusero in Persia: a seguito della conquista islamica della Persia, gli scacchi furono adottati dal mondo islamico e successivamente si diffusero nell'Europa meridionale attorno all'anno 1000, per assumere la propria forma moderna attorno al XVI secolo..

Nel 1851 si disputò a Londra il primo torneo internazionale di scacchi, e nel 1886 si svolse negli Stati Uniti il primo campionato del mondo ufficiale. Il XX secolo vide l'istituzione della Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE). Nel 1997 un supercomputer IBM sconfisse l'allora campione del mondo di scacchi Garri Kasparov, nella famosa partita Deep Blue contro il campione, portando il gioco in un'era di dominazione dei computer. Da allora, l'analisi computerizzata (che ebbe origine negli anni settanta con i primi giochi di scacchi programmati sul mercato) contribuì a buona parte dello sviluppo nella teoria degli scacchi ed è divenuta una parte importante della preparazione in ambito agonistico e professionistico.

La successiva evoluzione nel XXI secolo rese l'uso dell'analisi computerizzata assai superiore all'abilità di gioco raggiungibile da chicchessia del genere umano. Divenne popolare anche il gioco in rete, apparso per la prima volta a metà degli anni novanta.

Origini

I precursori degli scacchi provenivano dall'India.Murray (1913), pp. 26-27, pp. 51-52 Lì, la sua primitiva forma nel VII secolo e.v. era nota come caturaṅga, che si traduce in "quattro branche (delle forze armate)": fanteria, cavalleria, (addetti agli) elefanti da guerra, e (addetti ai) carri da guerra. Queste forme sono rappresentate dai pezzi che sarebbero evoluti nei moderni pedone, cavallo, alfiere, e torre, rispettivamente.Murray, Davidson, Hooper & Whyld, e Golombek tutti espongono questa corrispondenza, con l'alfiere che corrisponde all'elefante e la torre che corrisponde al carro. Bird (pp 4, 46) scambia l'alfiere e la torre.

Gli scacchi furono introdotti in Persia dall'India e divennero parte dell'educazione principesca o cortigiana della nobiltà persiana.Meri 2005: 148 Intorno al 600 e.v. nella Persia sassanide, il nome del gioco divenne chatrang, che in seguito si trasformò in shatranj dopo la conquista islamica della Persia da parte del califfato dei Rashidun, per via della carenza dei suoni nativi ch e ng nella lingua araba.Shenk, David. "The Immortal Game." Doubleday, 2006. Le regole furono ulteriormente sviluppate in questo periodo; i giocatori iniziarono a chiamare "Shāh!" (persiano per "Re!") quando attaccavano il re avversario, e "Shāh Māt!" (persiano per "il re non ha scampo" — vedi scacco matto) quando il re era stato attaccato e non poteva sottrarsi all'attacco. Queste esclamazioni rimasero negli scacchi quando essi si spostarono in altre terre.

Il gioco fu adottato dal mondo islamico dopo che gli arabi musulmani ebbero conquistato l'impero sassanide, ed i pezzi conservarono largamente i loro nomi persiani. I mori del Nord Africa resero il persiano "shatranj" con shaṭerej, che diede origine agli spagnoli acedrex, axedrez e ajedrez; in portoghese divenne xadrez, e in greco zatrikion, ma nel resto dell'Europa fu sostituito da versioni del persiano ("re"). Pertanto, il gioco finì per essere chiamato ludus scacchorum o scacc(h)i in latino, scacchi in italiano, escacs in catalano, échecs in francese (eschecs in francese antico); schaken in olandese, Schach in tedesco, szachy in polacco, šahs in lettone, skak in danese, sjakk in norvegese, schack in svedese, šakki in finlandese, šah in slavo meridionale, sakk in ungherese, e șah in rumeno; ci sono due teorie sul perché avvenne questo cambiamento: Dall'esclamazione "scacco" o "scacco matto" come veniva pronunciata in varie lingue. Dai primi pezzi degli scacchi conosciuti nell'Europa occidentale (tranne nella Penisola iberica e Grecia) che erano re degli scacchi ornamentali fatti arrivare da mercanti musulmani curiosi.

I mongoli chiamano shatar il gioco, e in Etiopia è chiamato senterej; entrambe le parole sono evidentemente derivate da shatranj.

Gli scacchi si diffusero direttamente dal Medio Oriente alla Russia, dove divennero noti come шахматы (šachmaty, letteralmente "scaccomatti", un caso di pluralia tantum).

Il gioco raggiunse Europa occidentale e Russia perlomeno attraverso tre percorsi, di cui il primo fu nel XI secolo. Intorno al 1000 si era esteso in tutta Europa.Hooper and Whyld, 144-45 (first edition) Introdotti nella Penisola iberica dai mori nel X secolo, furono descritti in un famoso manoscritto del XIII secolo che trattava di shatranj, backgammon e dadi, dal titolo Libro de los juegos.

Gli scacchi si diffusero in tutto il mondo e presto presero forma molte varianti del gioco.Gollon, John. Chess Variations, Ancient, Regional, and Modern. Charles E. Tuttle Co.: Publishers, Rutland, Vermont and Tokyo, Japan, 1968. Sec. One, Sec. Two Pellegrini buddisti, mercanti della via della seta ed altri li portarono nell'Estremo Oriente dove furono trasformati ed assimilati ad un gioco praticato spesso sull'intersezione delle righe della scacchiera piuttosto che nei quadrati.Murray (1913), pp. 119ff.Remus, Horst, , The Silk Road journal, The Silkroad Foundation, v.1(1), January 15, 2003. Il Caturaṅga raggiunse l'Europa attraverso la Persia, l'Impero bizantino e l'Impero arabo in fase di espansione.Chess: Introduction to Europe (Encyclopædia Britannica 2007) I musulmani portarono gli scacchi in Nord Africa, Sicilia e Penisola iberica verso il X secolo.Murray (1913), p. 402

Il gioco si sviluppò largamente in Europa. Verso la fine del XV secolo sopravvisse ad una serie di divieti e sanzioni della Chiesa cristiana per assumere quasi la forma del gioco moderno.Riddler 1998 La storia moderna vide affidabili opere di riferimento,Chess: Development of Theory (Encyclopædia Britannica 2002) tornei di scacchi competitivi,Chess: The time element and competition (Encyclopædia Britannica 2002) e nuove attrattive varianti. Questi fattori contribuirono alla popolarità del gioco, ulteriormente esaltata da meccanismi segnatempo affidabili (introdotti per la prima volta nel 1861), regole efficaci, e giocatori carismatici.Chess: Chess composition (Encyclopædia Britannica 2002)

India

Il più antico precursore dei moderni scacchi è un gioco chiamato caturaṅga, che fioriva in India verso il VI secolo, e il più antico gioco conosciuto ad avere due caratteristiche essenziali che si ritrovarono in tutte le successive varianti di scacchi — pezzi diversi con diversi poteri (il che non avveniva nella dama e nel go), e la vittoria che dipende dalla sorte di un pezzo, il re degli scacchi moderni.Chess: Ancient precursors and related games (Encyclopædia Britannica 2002) Secondo una teoria comune lo sviluppo indiano della scacchiera e degli scacchi era probabilmente legato all'illuminismo indiano che comprendeva la creazione del numero zero. Altri pezzi da gioco (congetturalmente chiamati "pezzi degli scacchi") scoperti in ritrovamenti archeologici sono ritenuti provenire da altri giochi da tavolo, legati alla lontana, che potrebbero aver avuto scacchiere da 100 caselle ed oltre.

Gli scacchi furono progettati per un ashtāpada (in sanscrito, "che ha otto piedi", ossia una tavola quadrata 8×8), che potrebbe essere stata usata per un gioco di corsa tipo backgammon (forse collegato ad un gioco di corsa mosso dai dadi che ancora si pratica nell'India meridionale, in cui il tracciato inizia nel mezzo di un lato e converge a spirale verso il centro).Murray (1913), p. 40 Ashtāpada, la tavola senza riquadri 8×8 serviva come tavola principale per giocare il caturaṅga.Wilkins 2002: 46 Tra le altre tavole indiane c'erano la Dasapada 10×10 e la Saturankam 9×9. Le scacchiere tradizionali indiane hanno spesso delle X segnate su alcune o tutte le caselle a1 a4 a5 a8 d1 d4 d5 d8 e1 e4 e5 e8 h1 h4 h5 h8: queste potrebbero essere state delle "caselle sicure" in cui non era premessa la cattura in un gioco di corsa mosso dai dadi simile al backgammon giocato sull'ashtāpada prima che fossero inventati gli scacchi.Murray (1913), p. 42

La teoria Cox-Forbes, proposta verso la fine del XVIII secolo da Hiram Cox, e in seguito sviluppata da Duncan Forbes, asseriva che il gioco da quattro concorrenti chaturaji era la forma originaria di caturaṅga.Bell (1979) Vol. I, pp.52-57 Questa teoria non è più considerata sostenibile.Hooper 1992: 74

In sanscrito, "caturaṅga" (चतुरङ्ग) letteralmente significa "che ha quattro arti (o parti)" e nella poesia epica spesso significa "esercito" (le cui quattro parti sono elefanti, carri, cavalieri, fanti). Il nome venne da una formazione di battaglia menzionata nel poema indiano Mahābhārata. Il gioco caturaṅga era un gioco di simulazione di battaglia che rappresentava la strategia militare indiana del tempo.Kulke 2004: 9

Alcuni anticamente usavano un dado per decidere quale pezzo muovere. C'era una teoria indimostrata secondo cui gli scacchi sarebbero partiti come gioco di dadi e gli aspetti di scommessa ed alea sarebbero stati eliminati per obiezioni religiose induiste.Wilkins 2002: 48

Gli studiosi delle zone in cui poi si diffusero gli scacchi, per esempio l'arabo Abu al-Hasan 'Ali al-Mas'udi, descrissero l'uso degli scacchi come uno strumento per strategia militare, matematica, azzardo e perfino una vaga associazione con l'astronomia.Wilkinson 1943 Mas'udi nota che l'avorio in India era usato principalmente per la produzione di pezzi da backgammon, e afferma che il gioco era stato introdotto dalla Persia all'India, assieme al libro Kalīla wa-Dimna, durante il regno di Cosroe I.

In alcune varianti, la vittoria si raggiungeva mediante scacco matto, o stallo, o "re scoperto" (togliendo all'avversario tutti i pezzi tranne il re).

In alcune parti dell'India i pezzi al posto di torre, cavallo e alfiere furono ribattezzati con parole che significavano (in quest'ordine) Barca, Cavallo, ed Elefante, o Elefante, Cavallo e Cammello, ma mantenendo i rispettivi modi di muovere dei pezzi.Murray (1913), p. 27 Negli scacchi più antichi le mosse dei pezzi erano: Nome originaleNome modernoVersioneMossa originalereretuttecome oggiconsiglierereginatutteuna casella in diagonale, soloelefantealfierePersia e Occidentedue caselle in diagonale (nessuna in più o in meno), ma poteva saltare sopra un pezzo in mezzouna vecchia versione indianadue caselle di lato o aventi e indietro (nessuna in più o in meno), ma poteva saltare sopra un pezzo in mezzoAsia sudorientale e orientaleuna casella in diagonale, o una casella avanti, come quattro zampe e il tronco di elefantecavallocavallotuttecome oggicarrotorretuttecome oggifantepedonetutteuna casella avanti (non due), catturando una casella in diagonale avanti; promosso solo a regina Due viaggiatori arabi registrarono ciascuno una regola severa indiana contro lo stallo:Murray, H. J. R. A History of Chess (New York: Skyhorse Publishing, 2012, ristampa in brossura dell'edizione 1913) Un giocatore posto in stallo vince ipso facto. Un re in stallo può prendere uno dei pezzi avversari che porrebbero in scacco il re se movesse.

Iran (Persia)

Il Kar-Namag i Ardashir i Pabagan, un poema epico pahlavi circa il fondatore dell'impero persiano sasanide, menziona il gioco dello chatrang come una delle realizzazioni del leggendario eroe Ardashir I, fondatore dell'impero.Bell 1979: 57 La più antica partita a scacchi di cui si abbia notizia è nel X secolo tra uno storico di Baghdad ed un allievo.