La nozione del purgatorio ha radici che risalgono all'antichità. Una sorta di protopurgatorio chiamato l'Ade celeste appare negli scritti di Platone ed Eraclide Pontico, fra i molti altri scrittori pagani. Questo concetto si distingue dall'Ade degli inferi descritto nelle opere di Omero ed Esiodo. Al contrario, l'Ade celeste era inteso come un luogo intermedio dove le anime trascorrevano un tempo determinato dopo la morte prima di passare a un livello superiore di esistenza o di reincarnarsi di nuovo sulla terra. La sua posizione esatta variava da autore ad autore. Eraclide del Ponto pensava che fosse nella Via Lattea; gli accademici, gli stoici, Cicerone, Virgilio, Plutarco, gli scritti ermetici lo collocavano tra la Luna e la Terra o attorno alla Luna; mentre Numenio e i neoplatonici latini pensavano che si trovasse tra la sfera delle stelle fisse e la Terra.Adrian Mihai,"L'Hadès céleste. Histoire du purgatoire dans l'Antiquité"(Garnier: 2015), pp.185-188
Negli ultimi secoli antecedenti la nascita di Cristo, lo stato intermedio è entrato nel pensiero religioso ebraico, forse sotto l'influenza del pensiero ellenistico. Fra i Maccabei troviamo la pratica della preghiera per i defunti in vista della loro purificazione dopo la vita, pratica accettata da alcuni cristiani. La stessa pratica appare in altre tradizioni, come la pratica buddhista cinese medievale di fare offerte in favore dei morti, che si dice subiscano numerose prove.. papa Gregorio I lo interpretò in senso reale, ma anche come metafora dell'amore purificatore di Dio Tra le altre ragioni, l'insegnamento cattolico del Purgatorio si basa sulla pratica precristiana (giudaica) della preghiera per i morti.Catechismo della Chiesa cattolica, 1032 Descrizioni e dottrina sul purgatorio si sono sviluppate nel corso dei secoli.Isabel Moreira, Heaven's Purge (Oxford University Press, 2010) pp. 3-13 I cristiani cattolici romani che credono nel Purgatorio interpretano passaggi come , , , , , ed a sostegno della tesi per la quale sia necessario pregare a favore delle anime del Purgatorio e che queste vivano in uno stato intermedio attivo, immerse in un fuoco purificatore fino al momento del loro ingresso in Paradiso. In particolare, la Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi luoghi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore, radicalmente diverso dalla condizione delle anime dannate nell'Inferno., citato in CCC 1032.
I primi cristiani non svilupparono convinzioni coerenti e universali sullo stato provvisorio. A poco a poco, i cristiani, specialmente in Occidente, si interessarono alle circostanze dello stato provvisorio tra la propria morte e la futura risurrezione. I cristiani sia dell'est che dell'ovest iniziarono a pregare per i morti in questo stato provvisorio, sebbene i teologi dell'est si fossero astenuti dal definirlo un luogo fisico con un nome proprio e distinto. Agostino d'Ippona operò una distinzione tra il fuoco purificatore che salva e il fuoco eterno che consuma gli impenitenti. Gregorio Magno stabilì un nesso tra la penitenza terrena e la purificazione dopo la morte. La festività di Ognissanti, istituita nel X secolo, rivolse l'attenzione popolare alla condizione delle anime defunte.
Solamente alla fine dell'XI secolo, l'idea del Purgatorio come luogo fisico -al pari del Paradiso e dell'Inferno- divenne parte dell'insegnamento cattolico romano.Jacques Le Goff, ‘’The Birth of Purgatory’’ (University of Chicago Press, 1984) I teologi medievali conclusero che le punizioni del purgatorio consistessero in un fuoco materiale. La formulazione occidentale del purgatorio si rivelò un punto critico nel Grande Scisma tra Oriente e Occidente. La Chiesa cattolica romana crede che i vivi possano aiutare coloro la cui purificazione dai loro peccati non è ancora completata non solo pregando per loro, ma anche ottenendo indulgenze per loro come atto di intercessione.Cross, F. L., ed., The Oxford Dictionary of the Christian Church (Oxford University Press 2005), articolo indulgences
Nel tardo Medioevo, ciò diede luogo allo scandalo delle indulgenze per la ricostruzione della Basilica di San Pietro a Roma. Questi abusi furono uno dei fattori che portarono alla Riforma protestante. La maggior parte delle religioni protestanti rifiutava l'idea del purgatorio poiché era in conflitto con la teologia protestante della "Salvezza per sola grazia" (). Il canone biblico di Lutero escludeva i libri deuterocanonici. I teologi cattolici moderni hanno ammorbidito gli aspetti punitivi del purgatorio ed enfatizzato invece la disponibilità dei morti a sottoporsi alla purificazione come preparazione alla felicità del cielo.
Lo studioso anglicano inglese John Henry Newman sostenne, in un libro che scrisse prima di diventare cattolico, che l'essenza della dottrina sul purgatorio è individuabile nella tradizione antica e che la coerenza fondamentale di tali credenze è la prova che il cristianesimo è stato «dato a noi dal cielo fin dalle origini».John Henry Newman, An Essay on the Development of Christian Doctrine, capitolo 2, sezione 3, paragrafo 2.
Antichità cristiana
Preghiera per i morti
Le preghiere per i morti erano note all'antica pratica ebraica ed è stato ipotizzato che il cristianesimo possa averle ereditate dalla tradizione kaddish.George Cross, "The Differentiation of the Roman and Greek Catholic Views of the Future Life", in The Biblical World (1912) p. 106 Nel cristianesimo la preghiera per i defunti è attestata almeno dal II secoloGerald O' Collins and Mario Farrugia, Catholicism: the story of Catholic Christianity (Oxford: Oxford University Press, 2003) p. 36; George Cross, "The Differentiation of the Roman and Greek Catholic Views of the Future Life", in The Biblical World (1912) p. 106; cf. Pastor I, iii. 7, e anche sant'Ambrogio, De Excessu fratris Satyri 80, testimoniata in parte dall'iscrizione tombale di Abercio, vescovo di Ierapoli di Frigia (200 d.C.).Gerald O' Collins, Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edinburgh: T&T Clark, 2000) p. 217 La celebrazione dell'Eucaristia per i defunti è attestata almeno dal III secolo.Gerald O' Collins and Mario Farrugia, Catholicism: the story of Catholic Christianity (Oxford: Oxford University Press, 2003) p. 36; George Cross, "The Differentiation of the Roman and Greek Catholic Views of the Future Life", in The Biblical World (1912) p. 106
Purificazione dopo la morte Esempi specifici di fede nella purificazione dopo la morte e di comunione dei vivi con i morti attraverso la preghiera si trovano in molti padri della Chiesa.Gerald O'Collins, Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27. sant'Ireneo (c. 130-202) menziona una dimora dove le anime dei morti sono rimaste fino al giudizio universale, processo che è stato descritto come un processo che "contiene il concetto di... purgatorio".<ref>Christian Dogmatics vol. 2 (Filadelfia : Fortress Press, 1984) p. 503; cf. Irenaeus, Against Heresies’' 5.31.2, in The Ante-Nicene Fathers eds. Alexander Roberts, James Donaldson (Grand Rapids: Eerdmans, 1979) 1:560 cf. 5.36.2 / 1:567; cf. George Cross, "The Differentiation of the Roman and Greek Catholic Views of the Future Life", in The Biblical World (1912) p. 107</ref> Sia Clemente d'Alessandria c. 150-215) che il suo allievo Origene (c. 185-254) svilupparono una visione della purificazione dopo la morte;Gerald O'Collins and Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27; cf. Adolph Harnack, History of Dogma vol. 2, trans. Neil Buchanan (Londra, Williams & Norgate, 1995) p. 337; Clemente di Alessandria, Stromata 6:14 questo punto di vista si basava sull'idea che il fuoco è uno strumento divino fin dall’Antico Testamento, e che esso sia compreo nel contesto degli insegnamenti del Nuovo Testamento, come il Battesimo di fuoco e la prova purificatoria dopo la morte di cui parla san Paolo.Jacques Le Goff, The Birth of Purgatory (University of Chicago Press, 1984) p. 53; cf. , , Origene, argomentando contro il sonno dell'anima, affermò che le anime degli eletti entravano immediatamente in paradiso a meno che non fossero ancora purificate, nel qual caso passavano in uno stato di punizione, la pena di un fuoco, che è da intendere come luogo di purificazioneAdolph Harnack, History of Dogma vol. 2, traduzione a cura di Neil Buchanan (Londra: Williams & Norgate, 1905) p. 377. versione online. Per entrambi, il fuoco non era né un’entità materiale né una metafora, bensì un “fuoco spirituale”.Jacques Le Goff, The Birth of Purgatory (University of Chicago Press, 1984) pp. 55-57; cf. Clemente di Alessandria, Stromata 7:6 and 5:14
Secondo Tertulliano, esiste una purificazione dopo la morte:Gerald O'Collins, Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27; cf. Adolph Harnack, History of Dogma vol. 2, trans. Neil Buchanan (Londra, Williams & Norgate, 1995) p. 296 n. 1; George Cross, "The Differentiation of the Roman and Greek Catholic Views of the Future Life", in The Biblical World (1912); Tertulliano, De Anima mentre le anime dei martiri entrano subito nella beatitudine eterna,A. J. Visser, "A Bird's-Eye View of Ancient Christian Eschatology", in Numen (1967) p. 13 i morti entrano a far parte di un generico regno dei defunti. Qui i peccatori sperimentano un assaggio delle loro punizioni eterne, mentre i buoni vedono vari stadi e luoghi della beatitudine dove “l’idea di un Purgatorio si trova quasi implicitamente”, un’idea rappresentativa di un punto di vista ampiamente diffuso nell’antichità.Adolph Harnack, History of Dogma vol. 2, trans. Neil Buchanan (Londra: Williams & Norgate, 1905) p. 296 n. 1. read online; cf. Jacques Le Goff, The Birth of Purgatory (University of Chicago Press, 1984) pp. 58-59
Elaborazioni successive sono presenti in: san Cipriano,Cipriano, Lettere 51:20; Gerald O'Collins and Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27 san Giovanni Crisostomo (c. 347-407)Giovanni Crisostomo, Omelia su 1 Corinzi 41:5; Omelia sulla Lettera ai Filippesi 3:9-10; Gerald O'Collins and Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27 e sant'Agostino d'Ippona (354-430).Agostino, Sermoni 159:1, 172:2; Città di Dio 21:13; Manuale di Fede, Speranza e Carità 18:69, 29:109; Confessioni 2.27; Gerald O' Collins, Mario Farrugia, Catholicism: the story of Catholic Christianity (Oxford: Oxford University Press, 2003) p. 36; Gerald O'Collins, Edward G. Farrugia, A Concise Dictionary of Theology (Edimburgo: T&T Clark, 2000) p. 27
Stato intermedio La nozione cristiana di uno stato provvisorio delle anime dopo la morte si sviluppò solo gradualmente. Ciò potrebbe essere in parte dovuto al fatto che fu di scarso interesse finché i cristiani cercavano una fine imminente del mondo. La Chiesa orientale giunse ad ammettere l'esistenza di uno stato intermedio, ma si astenne dal definirlo, pur mantenendo la fede nella preghiera per i morti che era una caratteristica costante delle liturgie sia orientali che occidentali, e che risulta incomprensibile senza la fede in uno stato provvisorio in cui i morti possono trarne beneficio. I cristiani in Occidente hanno mostrato molta più curiosità per questo stato provvisorio rispetto a quelli in Oriente: La passione dei santi Perpetua e Felicita e le osservazioni occasionali di sant'Agostino danno espressione alla loro convinzione che i peccati possono essere purificati dalla sofferenza nell'aldilà e che il processo può essere accelerato mediante la preghiera.Oxford Dictionary of the Christian Church (Oxford University Press 2005 ), articolo Purgatory