Biografia

Egidio Boccanegra nacque a Genova, figlio di Iacopo di Lanfranco e di Ginevra SaraceniLa sua ricca famiglia borghese discendeva del magistrato italiano (nominato nel 1257) Guglielmo Boccanegra, avvocato e ammiraglio che a Genova inaugurò la carica di "Capitano del Popolo". ed era fratello di Simone, primo Doge della Repubblica di Genova, di Bartolomeo e Niccolò.

Conseguì risultati importanti come la conquista dell'isola di Chio e la vittoria sui tatari di Feodosia.

Al servizio della Francia Nel 1340 passò al servizio di re Filippo VI di Francia per collaborare nella lotta contro una potente flotta inglese inviata da Edoardo III.

Egidio Boccanegra si mise al comando di tre galee. e si unì ad una flotta di circa 200 navi.

Battaglia di Sluys I francesi avevano deciso di adottare una strategia difensiva, bloccando alle navi inglesi l'accesso della costa fiamminga. Nel frattempo la flotta inglese, al comando di Edoardo III d'Inghilterra, era salpata il 22 giugno 1340.. A quanto pare il re non si aspettava di trovare la flotta francese allo sbocco del fiume Zwyn e non gli rimase altra opzione che attaccare.

La flotta francese era al comando dell'ammiraglio Hugo Quiéret e del connestabile Nicolas Béchuchat, che non avevano molta fiducia nella capacità di combattimento delle loro navi e decisero di disporre le navi in tre file per bloccare l'accesso all'estuario.

Egidio Boccanegra avvertì del pericolo di rimanere in uno spazio così ristretto, senza capacità di manovra e con il vento che soffiava verso l'entroterra, ma Quiéret e Béchuchat non presero in considerazione i suoi avvertimenti.

Il 24 giugno 1340, ebbe luogo la battaglia navale di Sluys nella quale la flotta inglese conseguì una clamorosa vittoria. Gli inglesi non ebbero misericordia e uccisero tutti gli equipaggi che avevano catturato. Nella battaglia morirono tra 16.000 e 18.000 marinai francesi., compreso Nicolas Béchuchat, che morì in combattimento, e Hugo Quiéret che venne catturato e poco dopo impiccato all'albero maestro della propria nave poiché Eduardo III lo ritenne responsabile degli attacchi che erano stata realizzati contro il sud dell'Inghilterra.

Egidio Boccanegra fu uno dei pochi comandanti che riuscì a fuggire da Sluys, con due delle navi inglesi che era riuscito a catturare.

Al servizio di Castiglia Il 4 aprile 1340., nei dintorni di Algeciras, ebbe luogo la battaglia di Getares, nella quale la flotta castigliana venne distrutta da quella merinide e l'ammiraglio Alonso Jofre Tenorio vi trovò la morte. Le conseguenze della sconfitta furono devastanti per la marina castigliana che vi perse gran parte della sua forza navale.

Alfonso XI di Castiglia aveva bisogno di ricostruire la sua flotta e pertanto ricorse all'aiuto di altri stati. Oltre ad ordinare ai cantieri navali di Siviglia la costruzione di nuove galere, in sostituzione delle unità catturate dai merinidi, il Re chiese a sua moglie, doña Maria del Portogallo, figlia di Alfonso IV, di scrivere al padre pregandolo di inviare una spedizione di soccorso.

Altrettanto fece Alfonso XI scrivendo a Pedro IV d'Aragona chiedendo il noleggio di 12 galee per un periodo di tre mesi, e questi ordinò di salpare immediatamente in aiuto di Alfonso XI, con una flotta al comando dell'ammiraglio Pedro di Moncada e del viceammiraglio Galcerán Marquet.

Alfonso XI chiese aiuto anche alla Repubblica di Genova I Genovesi avevano la reputazione di essere "muy sabedores de la guerra de la mar",,scrivendo al Doge di Genova, Simone Boccanegra che accettò di inviare dodici galere al comando di suo fratello Egidio, che venne nominato ammiraglio da Alfonso XI.. Per il servizio Alfonso avrebbe dovuto pagare 800 fiorini d'oro mensili per ogni galea, tranne per la galea ammiraglia, che ne avrebbe percepiti 1.500..

Mentre arrivavano le navi chieste al Regno del Portogallo, al Regno d'Aragona e a Genova, Alfonso XI affidò il comando dei resti della flotta, 15 galee e 12 nau, al priore dell'Ordine di San Giovanni in Castiglia, Alfonso Ortiz di Calderón, che non fu designato ammiraglio ma "Mayoral".

Egidio Boccanegra giunse in Castiglia nell'agosto del 1341, quasi un anno dopo la vittoria castigliana nella Battaglia del rio Salado, quando il Re finì di conquistare Alcalá la Real. Il nuovo ammiraglio aspettava con le sue navi a Siviglia, dove ricevette l'ordine di iniziare immediatamente il controllo dello stretto di Gibilterra per impedire il transito di navi merinidi.

Agli inizi del 1342, Alfonso XI convocò le Cortes a Burgos per ottenere fondi con l'obiettivo di conquistare Algeciras. Prima di veleggiare verso sud era imprescindibile che la flotta castigliana dominasse le acque dello Stretto di Gibilterra.

La battaglia di Bullones All'inizio della prima settimana di maggio dell'anno 1342, Egidio Boccanegra avvisò il re Alfonso XI che Abu A il-Hassan Alí, congiuntamente con Yusuf I di Granada, aveva riunito ottanta galee e altre navi da guerra. Le intenzioni dei merinidi non potevano essere altre che scontrarsi con l'armata cristiana, alla fonda nella baia di Getares, vicino ad Algeciras.

La flotta si stava riunendo nel porto di Bullones, ad ovest di Ceuta. Egidio Boccanegra agì con rapidità e al comando di dieci galee si scontrò contro dodici galee merinidi finché gli equipaggi di queste sbarcarono a terra inseguiti dai castigliani. Quattro galee merinidi vennero incendiate, due affondate e le sei restanti furono catturate.

Dopo il combattimento la flotta cristiana fece ritorno a Getares per contribuire all'assedio di Algeciras.

Alfonso XI, nonostante la vittoria, non smise di diffidare delle forze di Abu Al-Hassan Ali e volle rafforzare ulteriormente la sua flotta, inviando uno dei suoi tesorieri a Siviglia per far sì che le galee presenti fossero inviate il prima possibile.

Battaglia di Guadalmesí Dopo aver ottenuto la vittoria nella battaglia di Bullones, Egidio Boccanegra vide aumentare la sua flotta con l'arrivo delle galee portoghesi, comandate da Carlos Pessanha.

La flotta castigliano-portoghese si trovava nel fiume Barbate e Abu Al-Hassan Ali cercò di sfruttare la situazione affinché la sua flotta potesse attraversare lo Stretto di Gibilterra e andare ad Algeciras. Tuttavia, quando la flotta castigliano-portoghese vide partire quella merinide la inseguì e riuscì a circondarla alla foce del fiume Guadalmesí.

Egidio Boccanegra inviò un messaggio ad Alfonso XI facendogli capire che se ci fosse stato un attacco combinato via terra e mare avrebbe potuto bruciare e affondare l'intera flotta merinide. Ad Algeciras, consapevoli della delicata situazione, inviarono forze di terra per proteggere le navi merinidi.

Alfonso XI riescì a riunire con rapidità un esercito con le milizie di Córdoba, Écija e Carmona e con le forze degli ordini religiosi di Santiago, Calatrava e Alcántara oltre a quelle della nobiltà.

Per rompere l'assedio castigliano, i merinidi inviarono tredici galee che si trovavano ad Algeciras. Boccanegra inviò contro di loro dieci delle sue galee e dopo un furioso confronto i castigliani ottennero la vittoria. Sette delle imbarcazioni merinidi vennero distrutte, quattro furono affondate e altre due catturate dai castigliani.

Gli ammiragli merinidi decisero di rompere l'assedio castigliano-portoghese per dirigersi verso Algeciras, così attaccarono la flotta cristiana per inviarla in alto mare. Tuttavia, questa non si arrese, ma accettò la battaglia distruggendo sei galee merinidi.

A causa della spinta castigliana, tre galee si arenarono sulla riva, attaccate dai marinai delle galee vicine e da coloro che erano a terra. Il resto della flotta castigliano-portoghese cercò di difendere queste navi, ma altre due navi subirono la stessa sorte. Il combattimento in queste galee si prolungó fino a quando l'alta marea consentì alle galee insabbiate di uscire in alto mare, ad eccezione di una che dovette essere incendiata.

Dopo questi eventi, gli ammiragli merinidi attaccarono le flotte di Boccanegra e Pessanha.

La battaglia di Guadalmesí (27 maggio 1342) terminò con la vittoria castigliano-portoghese. Gli ammiragli merinidi vennero uccisi in combattimento o impiccati agli alberi delle loro navi. Le poche galee merinidi che riuscirono a fuggire si rifugiarono a Ceuta.

Dal lato castigliano andarono perdute solo le tre imbarcazioni che si erano incagliate sulla costa. Non appena il combattimento finì, gli ammiragli di Castiglia e Portogallo, con le rispettive flotte e le navi catturate, tornarono a Getares per continuare a bloccare Algeciras.

L'assedio di Algeciras Le conseguenze della battaglia di Guadalmesí furono importanti, tanto più se si tiene conto che il 31 maggio 1342 l'ammiraglio d'Aragona Pedro de Moncada incontrò tredici galee merinidi provenienti dal Marocco all'altezza della città di Estepona. Di fronte alle due forze navali, i merinidi andarono incontro alla sconfitta. La battaglia di Estepona si concluse con quattro galee merinidi distrutte e due incagliate vicino a Estepona. Il resto della flotta si rifugiò nel porto di Vélez della Gomera.

La situazione nello Stretto di Gibilterra favorì gli interessi castigliani, che si concentrarono sulla conquista di Algeciras, il porto attraverso il quale potevano entrare le nuove invasioni nordafricane. L'unica perdita importante fu quella della flotta portoghese di Carlos Pessanha, che decise di tornare con le sue navi in Portogallo dopo la battaglia di Guadamesí.

Alfonso XI giunse a Getares nei primi giorni del mese di luglio 1342. per rendersi conto dello stato della flotta castigliana e parlò con Egidio Boccanegra il quale lo informò che Algeciras era molto a corto di rifornimenti perché le galee sconfitte nella battaglia di Estepona erano cariche di grano diretto ad Algeciras.

La flotta musulmana aveva perso fino a 57 galee delle 80 che aveva riunito per operare nell'estate di 1342. Molte di queste galee finirono nelle mani della Castiglia, la cui flotta era ancorata nella baia di Getares.

Alfonso XI, visti i risultati dei combattimenti e lo stato della flotta, volle iniziare senza ulteriore indugio l'assedio di Algeciras, avendo radunato a Getares un centinaio di navi da guerra. Tuttavia, lo convinsero a radunare più uomini a terra e quindi l'assedio non iniziò fino ai primi giorni di agosto.

Il 3 agosto 1342 ebbe inizio l'assedio e le truppe castigliane erano accampate vicino al fiume Palmones, luogo che successivamente venne chiamato Torre degli Adalides.

Il 2 settembre 1342 , Alfonso XI, donò ad Egidio Boccanegra la città di Palma del Río, in riconoscimento dei suoi eccezionali servizi.

Egidio Boccanegra completò il blocco marittimo di Algeciras. Le grandi navi cantabriche formavano una linea esterna e le pinaza e zabra un'altra interna, che di notte si restringeva per impedire il passaggio di piccole imbarcazioni che cercavano di portare sollievo alla piazzaforte assediata. Le galee furono poste tra i due schieramenti come una forza di combattimento mobile, pronta ad andare ovunque la situazione lo richiedesse. Tuttavia, il pericolo maggiore che dovettero affrontare durante l'inverno del 1343 furono le pericolose tempeste che scoppiarono in quelle acque, ribaltando 3 galee e 2 nau cariche di vettovaglie, che furono sfruttate dagli assediati.

Il sultano Abu A il-Hassan Alí a febbraio del 1343 cominciò a riarmare la flotta con l'aiuto degli hafsidi tunisini, del Sultano d'Egitto al-Salih Imad-a il-Din Ismail e di Yusuf I di Granada, concentrandola a Ceuta. La sua intenzione non era sbarcare ad Algeciras bensì ad Almería, delegando la guida delle operazioni a suo figlio il principe Abu Amir Abd Allah.