Lo Sturmpanzer IV, il cui numero d'identificazione era Sd.Kfz. 166, noto anche come Brummbär (rendibile in italiano come "orso scontroso", "brontolone") è stato un cannone d'assalto prodotto dalla Germania nazista a partire dal 1943 e impiegato dall'Esercito tedesco sui fronti orientale, occidentale e italiano sino alla fine delle ostilità in Europa.
Fu creato per colmare la mancanza di un cannone d'assalto dedicato, dopo che i mezzi della serie Sturmgeschütz III si erano specializzati nella lotta anticarro e dopo il fallimentare progetto dello Sturminfanteriegeschütz 33B: fu basato sul versatile carro armato medio Panzer IV, sul cui scafo fu aggiunta una massiccia casamatta ben corazzata ospitante un obice StuH 43 da 150 mm. Il veicolo esordì in circa 50 esemplari nella feroce battaglia di Kursk del luglio 1943 e, sebbene generalmente apprezzato, subì perdite gravi. Ciò convinse i vertici dell'esercito a richiederne una versione meglio progettata, seguita da due ulteriori varianti nel 1944, che si distinguevano soprattutto per interventi di rafforzamento al treno di rotolamento e l'aggiunta di una mitragliatrice. Una volta messo a punto dimostrò di essere un corazzato di valore. Lo Sturmpanzer IV fu prodotto in poco più di 300 unità, compreso una versione comando.
Storia Sviluppo A poca distanza dallo scoppio del conflitto la Germania introdusse nelle file della sua arma corazzata gli Sturmgeschütz III per fornire supporto pesante alle truppe, seguiti poi dallo Sturmgeschütz IV. I due tipi di blindati dimostrarono che gli obici da 75 mm di cui erano dotati difettavano di sufficiente potenza per abbattere gli edifici più grandi durante le lotte urbane. Perciò fin dal 9 giugno 1941 era stato richiesto un semovente che impiegasse lo scafo del Panzer IV per montarvi un obice pesante da 150 mm e migliorare così le prestazioni dell'appoggio ravvicinato.
I lavori iniziarono durante il 1942 suddivisi tra la Krupp, che si occupò di ridisegnare lo scafo, e la Alkett, che si dedicò alla progettazione della sovrastruttura: ciononostante l'elaborazione dei disegni di massima andò a rilento per gli altri molteplici impegni delle due ditte. Dopo aver preso visione dei progetti in una conferenza del 2 ottobre 1942, Albert Speer li mostrò ad Adolf Hitler il 14 ottobre, che ne rimase favorevolmente colpito: il Führer ordinò la produzione di 40 unità entro il 12 maggio 1943 e di ulteriori 20 veicoli subito dopo; Hitler richiese altresì che l'armamento fosse portato a un mortaio da 210 mm o 220 mm, ma un simile pezzo d'artiglieria non fu mai utilizzato. A febbraio la Škoda completò un simulacro in legno del nuovo semovente cui fu data la denominazione provvisoria di Sturmgeschütz IV mit 15 cm StuH 43 che, nel gennaio 1944, fu definitivamente cambiata in "Sturmpanzer IV": nell'ambiente militare, tuttavia, era più spesso indicato con la formula Sturmpanzer 43 o anche soltanto Stupa. Al contrario il soprannome "Brummbär", con il quale questo mezzo divenne noto in seguito, non fu mai ufficializzato o formalmente usato all'interno della Wehrmacht. Sembra che sia stato dato dall'intelligence alleata negli anni del conflitto, che lo utilizzò erroneamente come traduzione in tedesco di "orso grizzly". In realtà, nella lingua tedesca, Brummbär è una contrazione dell'espressione completa brummiger Bär e indica una persona scontrosa o ruvida, un brontolone.
Produzione Il primo lotto di 60 esemplari fu ordinato nel febbraio 1943: l'azienda Bismarckhütte fornì le sovrastrutture e le industrie Nibelungenwerke di Sankt Valentin si occuparono degli scafi. Furono consegnati 52 nuovi telai di Panzer IV Ausf. G e altri 8 di Ausf. E ed F opportunamente ricostruiti. L'assemblaggio avvenne allo Heereszeugamt ("deposito dell'Esercito") di Vienna con la partecipazione della Saurer e della Simmering-Graz-Pauker. Sei veicoli furono pronti entro marzo, 40 ad aprile e gli ultimi 14 furono costruiti a maggio completando l'ordinazione. Fu programmato di iniziare una produzione massiccia proprio a Vienna per la fine dello stesso maggio 1943, ma i ritardi nelle consegne degli scafi la fecero slittare fino a novembre: a dicembre riprese con la fabbricazione della seconda serie, conclusasi nel maggio 1944 con 80 unità. A partire da giugno l'incarico passò alle Deutsche Eisenwerke di Duisburg dove furono assemblate la terza e quarta serie, composte rispettivamente da 24 e 142 unità, queste ultime tutte sullo scafo dell'Ausf. J: la produzione in questa sede ebbe termine nel marzo 1945 totalizzando 166 veicoli. Complessivamente furono messi in campo 306 o 313 esemplari. Una fonte indica 298 veicoli distinguendo quelli provvisori su scafo Ausf. E ed F dai successivi modelli standard.
È interessante sottolineare come la prima parte del ciclo produttivo sia avvenuta in un impianto dell'Esercito invece che in stabilimenti di aziende specializzate, una pratica comune per i tedeschi quando si dovevano fabbricare cannoni d'assalto o comunque mezzi modificati.
Impiego operativo
I primi Brummbär furono presentati il 14 e il 15 maggio 1943 ai vertici del Terzo Reich e dell'Esercito sul terreno di prova di Arys, nella Prussia Orientale. La distribuzione alle truppe era comunque iniziata fin da aprile: gli Sturmpanzer IV sarebbero stati organizzati in Sturmpanzerabteilungen, ognuno con una forza teorica di 45 veicoli, 85 altri mezzi blindati (ad esempio Sd.Kfz. 9) e 611 uomini. Il primo reparto a esserne dotato fu lo Sturmpanzerabteilung 216 che, dopo un periodo d'addestramento ad Amiens, il 10 giugno si mise in viaggio per il fronte orientale: qui giunto fu integrato al 656. schwere Panzerjäger-Regiment nel Gruppo d'armate Centro, con il quale prese parte alla battaglia di Kursk (5-13 luglio). Durante i feroci scontri una buona parte dei 50 Brummbär di prima serie andò distrutta e altre perdite furono registrate nel mese di agosto nei combattimenti intorno Kharkhov e a Dneprstroy. La decimata unità fu ritirata e riorganizzata, per poi tornare in prima linea da settembre a dicembre 1943 operando presso Zaporož'e; fu dunque inviata in Germania, ove fu riequipaggiata. Dirottato in Italia nel febbraio 1944, il battaglione fu attivo nell'area di Anzio-Nettuno e rimase nella penisola fino alla fine della guerra, quando nell'aprile 1945 gli ultimi Brummbär furono fatti saltare in aria dagli equipaggi sulle rive del Lago di Garda.
Tra aprile e giugno 1944 fu costituito lo Sturmpanzerabteilung 217, che il mese successivo fu inviato a sud-est di Caen in Normandia. Ebbe il battesimo del fuoco in occasione delle battaglie per Falaise e a ottobre, menomato, contribuì alla difesa di Aquisgrana. Nel dicembre 1944 fu impegnato nell'offensiva delle Ardenne, ma in seguito al suo fallimento arretrò insieme alle altre unità tedesche nella Ruhr dove si arrese nell'aprile 1945. Sempre nel 1944, a settembre, fu creato a Döllersheim lo Sturmpanzerabteilung 219. A dicembre fu trasferito in Ungheria, presso il lago Velencei, e a gennaio 1945 fu inserito nella 23. Panzer-Division con la quale prese parte al disperato tentativo di salvare le divisioni rimaste accerchiate a Budapest: la battaglia provocò la distruzione di tutti i cannoni d'assalto e quel che rimaneva dell'unità si ritirò in Cecoslovacchia, dove ricevette 10 Brummbär di rimpiazzo e alcuni carri armati sovietici di preda bellica. Il reparto fu spostato a Waidhofen ad aprile senza l'equipaggiamento pesante e integrato nella neocostituita Panzer-Jagd-Brigade "Trumpa". Un terzo battaglione pesante, lo Sturmpanzerabteilung 218, cominciò a essere messo insieme durante il gennaio 1945 e due mesi più tardi fu attivato con un organico di 43 Brummbär; ad aprile fu convertito in Panzer-Jäger-Verband ma non si hanno informazioni circa il suo destino.
Nel mese di agosto del 1944 furono infine organizzate le due compagnie indipendenti Sturmpanzer-Kompanie z.b.V. 218 e 2/218, ognuna con 10 Sturmpanzer. Il primo reparto fu assegnato al Kampfgruppe Reinefahrt e utilizzato per sopprimere la rivolta di Varsavia. Continuò a operare in Polonia e al gennaio 1945 si pensò di fonderlo assieme allo Sturmpanzerabteilung 218: il progetto fu tuttavia frustrato dalla massiccia offensiva sovietica attraverso il fiume Oder, che causò la quasi totale perdita della compagnia. I resti confluirono nel Kampfgruppe Grossdeutschland. Riguardo alla seconda compagnia, si sa che fu inviata nella zona di Parigi ma non si conoscono i dettagli sul suo servizio.
Caratteristiche Lo Sturmpanzer IV era il risultato dello sviluppo e continuo affinamento dell'idea di cannone d'assalto pesante, già concretatasi con il predecessore Sturminfanteriegeschütz 33B. La squadrata sovrastruttura era dotata di piastre anteriori spesse 100 mm e inclinate a 40° rispetto alla verticale; i fianchi erano protetti da corazzature variabili tra i 20 e i 60 mm con inclinazione da 65 a 88° o da 50 mm a 15º secondo altre fonti. Il retro era stato coperto con un singolo pezzo da 30 mm modellato, con inclinazione compresa tra 64 e 90°, mentre il tetto orizzontale arrivava a 20 mm.
Un poco decentrata sulla destra era stata ricavata un'apertura circolare con affusto a sfera per un obice 15 cm StuH 43 da 150 mm L/12, un derivato del sIG 33 progettato espressamente per l'uso su veicoli. I proiettili ad alto esplosivo adoperati pesavano ognuno 38 chili: potevano colpire i bersagli a una distanza massima di metri circa e raggiungevano una velocità iniziale pari a 240 m/s. Erano altresì disponibili granate anticarro del peso di 25 chili con carica separata, nell'eventualità piuttosto probabile di imbattersi in blindati avversari. Il brandeggio del pezzo, pesante chili, era limitato a 10° a sinistra e a destra, l'alzo arrivava a +30° e la depressione a -5°. Per la difesa sulle brevi distanze contro la fanteria era presente solo una pistola mitragliatrice MP 40, utilizzabile dall'interno della sovrastruttura grazie ad apposite feritoie ricavate sui fianchi e nel retro. L'equipaggio poteva contare su un sistema di intercomunicazione ed era composto da quattro elementi: il pilota sedeva nello scafo anteriore a sinistra, dove era stato inserito un visore con portellino scorrevole (Fahrersehklappe 80) ripreso dal Panzer VI Tiger I; il comandante trovava posto più dietro e usufruiva di un periscopio montato sul tetto per l'osservazione dell'esterno. Ai lati della culatta stavano il cannoniere e il servente, il quale era inoltre addetto all'impiego di un ricevitore USW FuG 2 coadiuvato da un trasmettitore FuG 5 da 10 watt. All'interno non c'era molto spazio libero e l'equipaggio riscontrò difficoltà nel manovrare le grosse munizioni dell'obice, disponibili in numero di trentotto, un problema che persistette lungo tutta la vita operativa del mezzo.