Biografia Nata a Genova il 25 settembre 1897.
Mariù Gleck fu primattrice e capocomica della scena dialettale napoletana. I primi passi nel mondo dello spettacolo incominciarono con alcuni numeri d'arte in taluni caffè-concerto, seguendo la tournée del caratterista comico Nicola Maldacea, sotto lo pseudonimo di « Hermosita »Almanacco della donna italiana, rivista, 1925, p.136.. L'esordio vero e proprio come attrice risale al 1916 all'Olimpia di Palermo nella compagnia Compagnia Amodio - Raspantini. Nello stesso anno è nella Compagnia napoletana di Raffaele Viviani dove si affianca a nomi come la primattrice Ada Berti, Marietta Del Giudice, e accanto ad attori squisitamente vivianei quali Amalia Raspantini, Francesco Corbinci e Alberto Pascal, impegnati in una tournée per tutta la SiciliaValentina Venturini, Raffaele Viviani: la compagnia, Napoli e l'Europa, Roma, Bulzoni, 2008, p.186. ISBN 978-88-7870-332-2. Per la prima volta al cinema lavora con Elvira Notari, a partire dal lungometraggio Carmela, la sartina di Montesanto (1916)Una copia è conservata e visionabile presso la Cineteca di Bologna, vedi scheda:.
Nel 1918 si mise a capo di una sua compagniaValentina Venturini, Raffaele Viviani, cit., p.151, nota 109., ottenendo una recensione di Silvio D'Amico per la messinscena di Testamento bizzarro (vecchia farsa), Nuttat' 'e neve e Ll'uocchie cunzacrate di Roberto BraccoSilvio D'Amico, Cronache 1914-1955, antologia a cura di Alessandro d'Amico e Lina Vito; introduzioni di Gianfranco Pedullà; note, bibliografia e indici a cura di Lina Vito, Palermo, Novecento, 2001, vol. 1-2, p. 289. ISBN 88-373-0375-0. Propose in dialetto napoletano Viva il re in tre atti al Metastasio di Roma (22.11.1918)Annuario del teatro italiano 1952, p. 123.. Nel 1919 viene definita da Tito Alacci, alias Alacevich, biografo delle dive del muto, « la più formosa » del cinema italiano « fra tanto imperversare di magrezze »Tito Alacci, Le nostre attrici cinematografiche: studiate sullo schermo, Firenze, Bemporad, 1919, p.133.·
Nel 1920 si costituisce la compagnia Mariù Gleck - Francesco (detto Franz) Raspantini, diretta da Libero BovioPaola Daniela Giovanelli (a cura di), La Società teatrale in Italia fra Otto e Novecento, Roma, Bulzoni, 1984, p. 1439.. Porta in scena Luciella Catena di Ferdinando Russo il 9 maggio del '20 a Napoli senza molto successoEnciclopedia dello spettacolo, volume 8, p.1331.. Fu nel cast della rivista Chiò chiò paparacchiò (1921) nella Compagnia MolinariCast completo: Mariella Gioia, Mariù Gleck, Gennaro Di Napoli, Napoli, Gennaro Della Rossa, Rescigno, Migliatico, Pascal, Pisacane, Ceccatelli, Lyon, De Marco, Cesarano, Gaglianone. Cfr. Teatrografia (di Rocco e Michele Galdieri) di Marita Bartolazzi, in « Ariel: quadrimestrale di drammaturgia dell'Istituto di studi pirandelliani e sul teatro italiano contemporaneo», anno 17, nn. 2-3, maggio-dicembre 2002, p.52..
Nel 1927 entrò nella Compagnia Nazionale di Prosa che ebbe contemporaneamente fra gli scritturati Armando Falconi, Camillo Pilotto, Luigi CariniEugenio Manzato, Il sipario di carta: manifesti teatrali dalla raccolta Salce 1849-1951, Venezia, Marsilio, 1994, p.115. ISBN 88-317-5925-6. Si unisce al Teatro Sperimentale degli Indipendenti di Anton Giulio BragagliaAlberto Cesare Alberti, Sandra Bevere, Paola Di Giulio, Il teatro sperimentale degli indipendenti, 1923-1936, p.30.·
Nel 1934 prende parte ai film La serva padrona di Giovan Battista Pergolesi, Paraninfo di Amleto Palermi. Nello stesso anno si cimenta ne La Gioconda di Gabriele D'Annunzio con la compagnia del Dopolavoro dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni per la regia di Nino Meloni«Il dramma: rivista mensile di commedie di grande successo», 1934, p.45.·
Subito dopo, presso la Sala Maddaloni di Napoli, con la regia di Gastone Venzi, partecipa alla commedia rusticale della Congrega dei Rozzi, L'Assetta di Francesco Mariani (secolo XVII), ridotta da Luigi BonelliIl testo teatrale scritto da Francesco Mariani, detto l'Appuntato della Congrega dei Rozzi, era stato rappresentato a Siena per la prima volta dai Rozzi nel 1635; negli anni '30 del Novecento fu presentato dal Gruppo universitario fascista senese "Arnaldo Mussolini" in onore dei littoriali della cultura e dell'arte in Roma. Interpreti: Gastone Venzi, Mariù Gleck, Renato Bertolani, Loretta Rajani, Delia Cardilli, Luigi Da Fano, Giuseppe Naselli.. Nel 1940 la Pisorno di Tirrenia produsse il film Sei bambine e il Perseo, scritto e diretto da Giovacchino Forzano, tratto da un episodio della vita di Benvenuto Cellini, dove recitò accanto ad Augusto Di Giovanni ed Elena Zareschi.
La studiosa Scaturro la inquadra fra le pioniere del dramma giallo assieme ai colleghi Pilotto, Carini, Camillo De Riso, Esperia Sperani.
Filmografia Carmela, la sartina di Montesanto, regia di Elvira Notari (1916) Il nano rosso, regia di Elvira Notari (1917) Mandolinata a mare, regia di Elvira Notari (1917) Il barcaiuolo d'Amalfi, regia di Elvira Notari (1918) Pusilleco addiruso, regia di Elvira Notari (1918) (cortometraggio) Gnesella, regia di Elvira Notari (1918) Chiarina la modista, regia di Elvira Notari (1919) La serva padrona, regia di Giovan Battista Pergolesi (1934) Paraninfo, regia di Amleto Palermi (1934) I due sergenti, regia di Enrico Guazzoni (1936) (non accreditata) Sei bambine e il Perseo, regia di Giovacchino Forzano (1940) (come Mariù Glek) Miseria e nobiltà, regia di Corrado D'Errico (1940) Il prigioniero di Santa Cruz, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1941) (come Maria Gleck) Il bacio di una morta, regia di Guido Brignone (1949) Siamo ricchi e poveri, regia di Siro Marcellini e Roberto Amoroso (1953) Due soldi di felicità, regia di Roberto Amoroso (1954) Donatella, regia di Mario Monicelli (1956) (come Mariù Glek) Guaglione, regia di Giorgio Simonelli (1956) Addio per sempre!, regia di Mario Costa (1958) Nella città l'inferno, regia di Renato Castellani (1959) (non accreditata) Un canto nel deserto, regia di Marino Girolami (1959)
Note
Bibliografia Eugenio Manzato, Il sipario di carta: manifesti teatrali dalla raccolta Salce 1849-1951, Venezia, Marsilio, 1994. Valentina Venturini, Raffaele Viviani: la compagnia, Napoli e l'Europa, Roma, Bulzoni, 2008. Antonio Sciotti, Almanacco del Teatro d'Arte Napoletano 1880-1910, Napoli, Abe (Arturo Bascetta Editore), 2024.
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