Il Prefetto di Palazzo è stato il gentiluomo della Real Casa a capo del cerimoniale della Corte reale sabauda.
Aveva anche la funzione di introduttore degli ambasciatori, tranne tra il 1890 e il 1922 e dal 1939, anni in cui tale funzione fu affidata al Gran Maestro delle Cerimonie, figura alle dipendenze del Prefetto di Palazzo.
Funzioni All'interno dell'organizzazione della Real Casa, il Prefetto di Palazzo rappresentava inizialmente una figura chiave per il funzionamento quotidiano della Corte. Il suo compito non era politico in senso stretto, bensì amministrativo, organizzativo e cerimoniale, collocandosi in una zona di confine tra la vita privata del sovrano e la dimensione pubblica della monarchia.
Secondo l'ordinamento stabilito nel 1865, il Prefetto di Palazzo era il capo della Casa civile di S.M. il Re. Ciò significava che egli sovrintendeva all'insieme dei servizi necessari alla vita del re e della Corte: dalla gestione degli appartamenti reali alla tavola, dalla pulizia dei palazzi all'organizzazione dei viaggi ufficiali. Era, in sostanza, il garante dell’ordine materiale e logistico della residenza sovrana. Un aspetto particolarmente significativo del suo incarico riguardava la direzione dei palazzi e delle ville reali, comprese le competenze sulle belle arti: il Prefetto si occupava infatti della tutela, disposizione e, in alcuni casi, dell'acquisto di opere d'arte destinate alle residenze della Corona.
Con l'ordinamento del 1871, il ruolo del Prefetto di Palazzo si arricchì ulteriormente di responsabilità cerimoniali. A lui facevano capo le presentazioni ufficiali, i ricevimenti, gli inviti di Stato e, più in generale, il complesso rituale che regolava la visibilità pubblica del sovrano. In tale veste, il Prefetto manteneva rapporti diretti con alte cariche civili e militari, coordinando la macchina del cerimoniale.
Col passare del tempo, tuttavia, il peso istituzionale del Prefetto di Palazzo subì una progressiva riduzione. La crescente centralizzazione delle competenze nella figura del Ministro della Real Casa (che nel 1884 divenne capo della Casa civile) comportò una ridefinizione dei poteri, e alcune attribuzioni tradizionalmente proprie del Prefetto vennero assorbite da altri uffici o delegate a cariche affini, come quella del Gran Maestro delle Cerimonie. Il Gran Maestro poteva persino sostituirlo in caso di assenza, segno di una sovrapposizione funzionale che indica un indebolimento dell'autonomia originaria dell'incarico. A seguito dell'armistizio, la carica di Prefetto non risultava assegnata, a differenza di quelle di Ministro della Real Casa e di Primo aiutante di campo.
Cronotassi N° Prefetto di Palazzo Mandato Sovrano Inizio Fine 1 Pietro Pasqua Vivaldi(-) 1850 1857Vittorio Emanuele II(1849-1878) 2 Alessandro Canera di Salasco(-) 1857 1862 3 Ferdinando Arborio Gattinara di Breme(1807-1869)già Gran Maestro delle Cerimonie (dal 1861) 1862 1869 4 Federico Morozzo della Rocca(?-?) 1869 1870 5 Maurizio Gerbaix de Sonnaz(1816-1892)(Facente funzioni in qualità di Primo Aiutante di Campo del Re) 1870 1871 6 FIlippo Andre Doria-Pamphili-Landi(1813-1876) 1871Malatesta, Storia elité, p.95-96 1872Nomen Nescio 7 Marcello Panissera di Veglio(1830-1886)(Facente funzioni dal 1874 al 1876) 1876 1886Vittorio Emanuele II(1849-1878)Umberto I(1878-1900)Nomen Nescio 8 Cesare Federico Gianotti(?-?)(Facente funzioni in qualità di Gran Maestro delle Cerimonie dal 1888) 1897 1913Umberto I(1878-1900)Vittorio Emanuele III(1849-1878) 9 Giovanni Battista Borea d'Olmo(1831-1936) 1913 1936Vittorio Emanuele III(1900-1946)Nomen Nescio 10 Ascanio Colonna di Paliano(1883-1971)Gran Maestri delle Cerimonie:1 - Luigi Arborio Mella di Sant'Elia (1936-1941)2 - Umberto Ruffo di Calabria di Scilla (1936-1941) 1942 1943
Note
Categoria:Incarichi della corte italiana