Il Fit for 55 (in italiano: Pronti per il 55%) è un pacchetto di riforme e regolamenti economici e sociali promulgate dall'Unione europea, incentrate sulla lotta al cambiamento climatico e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Storia Nell'ambito dell'iniziativa Green Deal europeo, il 17 settembre 2020 la Commissione europea ha presentato il piano per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Il Consiglio europeo nel vertice del 10-11 dicembre 2020 ha approvato un obiettivo «vincolante di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990».

Il 14 luglio 2021 la Commissione europea ha presentato il pacchetto per la neutralità climatica "Pronti per il 55%", composto da dodici direttive e regolamenti volti a ridurre le emissioni di carbonio dell'Unione europea di almeno il 55% entro il 2030, un obiettivo essenziale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Il 29 giugno 2022 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato gli orientamenti generali su importanti proposte legislative del pacchetto "Pronti per il 55%", che gettano le basi per i negoziati da avviare con il Parlamento europeo.

Il 18 dicembre 2022 il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio su importanti proposte legislative del pacchetto "Pronti per il 55%" per ridurre ulteriormente le emissioni e affrontarne le conseguenze sociali. L'accordo è provvisorio in attesa dell'adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

Descrizione Il pacchetto "Pronti per il 55%" è composto da dodici direttive e regolamenti: sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione europea regolamento sulla condivisione degli sforzi uso del suolo e silvicoltura (LULUCF) infrastruttura per combustibili alternativi meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere Fondo sociale per il clima ReFuelEU Aviation e FuelEU Maritime norme sulle emissioni di CO₂ per autovetture e furgoni tassazione dell'energia energia rinnovabile efficienza energetica prestazione energetica nell'edilizia

Sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione europea

Il sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione europea (EU ETS) è un mercato del carbonio basato su un sistema di limitazione e scambio di quote di emissione per le industrie ad alta intensità energetica e per il settore della produzione di energia. È lo strumento principale dell'Unione per affrontare la riduzione delle emissioni; dalla sua introduzione nel 2005, le emissioni dell'Unione sono diminuite del 41%.

La proposta della Commissione europea, presentata il 14 luglio 2021, mira a riformare il mercato europeo delle emissioni rendendolo più ambizioso. Il 29 giugno 2022 il Consiglio dell'Unione europea ha confermato di mantenere l'ambizione generale di ridurre le emissioni del 61% entro il 2030 nei settori coperti dal sistema EU ETS, come proposto dalla Commissione.

Il 18 dicembre 2022 il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno concordato di accrescere l'ambizione generale, portando al 62% la riduzione delle emissioni entro il 2030 nei settori coperti dal sistema EU ETS. Gli impianti che beneficeranno delle quote assegnate a titolo gratuito dovranno rispettare requisiti di condizionalità e, per alcuni impianti, di piani in materia di neutralità climatica. Un'assegnazione supplementare a titolo gratuito per un periodo transitorio può essere concessa a determinate condizioni al settore del teleriscaldamento in taluni Stati membri, al fine di incoraggiare gli investimenti nella decarbonizzazione di tale settore. I colegislatori hanno convenuto di sopprimere la deroga per gli impianti di produzione di energia elettrica e di trasferire le quote rimanenti al Fondo per la modernizzazione per sostenere la modernizzazione, la diversificazione e la trasformazione sostenibile del settore energetico.

Il 28 marzo 2023 il Consiglio dei ministri dell'energia ha adottato una decisione che modifica la riserva stabilizzatrice del mercato; tale decisione mantiene anche dopo il 2023 l'accresciuto tasso di immissione annuale delle quote (24%).

Il 25 aprile 2023 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato cinque atti legislativi che prevedono di portare al 62% l'ambizione di riduzione delle emissioni entro il 2030 nei settori coperti dal sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione (EU ETS) rispetto ai livelli del 2005: per la prima volta le emissioni prodotte dal trasporto marittimo saranno incluse nell'ambito di applicazione dell'EU ETS; è stato istituito un nuovo sistema di scambio di quote di emissione distinto per i settori degli edifici e del trasporto stradale e per altri settori (principalmente la piccola industria); le quote di emissione a titolo gratuito per il settore del trasporto aereo saranno eliminate gradualmente e, a partire dal 2026, sarà attuata la messa all'asta integrale. regolamento che istituisce il Fondo sociale per il clima; regolamento che istituisce il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere

Il «meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere» (CBAM) ha lo scopo di evitare che gli sforzi di riduzione delle emissioni dell'Unione europea siano compensati da un aumento delle emissioni al di fuori dei suoi confini con la delocalizzazione della produzione in paesi terzi che hanno standard ambientali meno severi rispetto a quelli dell'Unione o un aumento delle importazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio.

Il 13 dicembre 2022, il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo «hanno raggiunto un accordo di natura provvisoria e condizionale» sul "meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere".

Il 25 aprile 2023 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato un regolamento che istituisce il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

Il 1º ottobre 2023 è entrato in vigore il regolamento che istituisce il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

Uso del suolo e silvicoltura (LULUCF)

Le attività connesse all'uso del suolo, ai cambiamenti di uso del suolo e alla silvicoltura (LULUCF) sono in linea con le altre iniziative contro il cambiamento climatico, con l'obiettivo di conseguire assorbimenti netti di gas serra per almeno 310 milioni di tonnellate di CO₂ entro il 2030 nell'Unione europea.

L'11 novembre 2022, il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio per cui le attuali norme che prevedono che le emissioni non superano gli assorbimenti, continueranno ad applicarsi sino al 2025, mentre nel periodo 2026-2030, quando gli assorbimenti dovrebbero superare le emissioni, ciascuno Stato membro dovrà perseguire un obiettivo nazionale vincolante assegnatogli.

Il 28 marzo 2023 il Consiglio dei ministri dell'energia ha adottato il nuovo regolamento che stabilisce un obiettivo generale a livello dell'Unione di 310 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente di assorbimenti netti nel settore LULUCF entro il 2030. Per il periodo 2026-2030 ciascuno Stato membro avrà un obiettivo nazionale vincolante relativo a maggiori assorbimenti netti di gas serra, che contribuirà a realizzare l'obiettivo collettivo dell'Unione europea.

Obiettivi di riduzione delle emissioni degli Stati membri Il regolamento sulla condivisione degli sforzi fissava obiettivi annuali vincolanti in materia di emissioni di gas serra per gli Stati membri in settori che non rientrano nel sistema di scambio di quote di emissione o nel regolamento LULUCF.

La proposta della Commissione europea, presentata il 14 luglio 2021, aumenta l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra dell'Unione europea dal 29% al 40% rispetto al 2005 e aggiorna di conseguenza gli obiettivi nazionali. Il metodo di calcolo per determinare gli obiettivi nazionali rimane basato sul PIL pro capite.

L'8 novembre 2022 il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio che approva un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra nell'Unione del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005 e concordato un aggiornamento nel 2025 della traiettoria lineare delle emissioni stabilita per ciascuno Stato membro. L'accordo provvisorio consente inoltre di acquistare e vendere le assegnazioni di emissioni tra gli Stati membri, fino al 10% delle loro assegnazioni annuali di emissioni per gli anni dal 2021 al 2025 e sino al 15% per gli anni dal 2026 al 2030.

Il 28 marzo 2023 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato un nuovo regolamento sulla condivisione degli sforzi che stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra a livello dell'Unione del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, per i settori interessati.

Norme sulle emissioni di CO₂ per autovetture e furgoni La Commissione europea ha proposto di rivedere le norme sulle emissioni di CO₂ per autovetture e furgoni, introducendo obiettivi di riduzione nell'Unione più ambiziosi, stabilendo un nuovo obiettivo del 100% per il 2035; in pratica, a partire dal 2035 non sarà più possibile immettere sul mercato dell'Unione europea autovetture o furgoni con motore a combustione interna.

Il 27 ottobre 2022, il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su livelli più rigorosi di prestazione in materia di emissioni di CO₂ delle autovetture nuove e dei furgoni nuovi. In attesa di un'adozione formale, i colegislatori hanno concordato quanto segue: - obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ del 55% per le autovetture nuove e del 50% per i furgoni nuovi entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021, - obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ del 100% sia per le autovetture nuove che per i furgoni nuovi entro il 2035.

Il 28 marzo 2023 il Consiglio dei ministri dell'energia ha adottato una decisione che fissa livelli più rigorosi in materia di emissioni di CO₂ per le autovetture e i furgoni nuovi. Le nuove norme puntano a ridurre le emissioni prodotte dal trasporto su strada, che detiene la percentuale più elevata di emissioni prodotte dai trasporti, e forniscono all'industria automobilistica la spinta a progredire verso una mobilità a zero emissioni, garantendo nel contempo la continua innovazione nell'industria. Le nuove norme fissano i seguenti obiettivi: riduzione delle emissioni di CO₂ del 55% per le autovetture nuove e del 50% per i furgoni nuovi dal 2030 al 2034 rispetto ai livelli del 2021, riduzione delle emissioni di CO₂ del 100% sia per le autovetture nuove che per i furgoni nuovi dal 2035. Il regolamento include un riferimento agli elettrocarburanti e prevede che, previa consultazione dei portatori di interessi, la Commissione presenti una proposta relativa all'immatricolazione di veicoli che funzionano esclusivamente con combustibili neutri in termini di emissioni di CO₂, dopo il 2035, in conformità del diritto dell'Unione europea, al di fuori dell'ambito di applicazione delle norme relative al parco veicoli, e in linea con l'obiettivo della neutralità climatica dell'Unione.

Ridurre le emissioni di metano nel settore dell'energia Il 15 dicembre 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta per la riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia.

Il 19 dicembre 2022 il Consiglio dell'Unione europea ha raggiunto un orientamento generale sulla proposta di monitorare e ridurre le emissioni di metano nel settore dell'energia, conseguente all'impegno preso in sede di COP26 a ridurre le emissioni di metano del 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020.

Il 15 novembre 2023 il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo su nuove norme per ridurre le emissioni di metano nel settore dell'energia.