Per autoscopia s'intende il fenomeno psicologico per il quale un individuo ha visione del proprio corpo (o delle vicinanze) al di fuori di esso. Il termine deriva dalle parole greche αὐτός (sé) e σκοπέω (osservo), quindi è definibile come l'atto di "osservare sé stessi".
Secondo le ricerche neurologiche, le esperienze di autoscopia sono allucinazioni.Brugger, P; Regard, M; Landis, T. (1997). Illusory reduplication of one's own body: phenomenology and classification of autoscopic phenomena. Cognitive Neuropsychiatry 2: 19–38.
L'autoscopia fu descritta inizialmente dal filosofo greco Aristotele nel trattato MeteorologicaSpecificatamente, Aristotele ne parla nel III libro dell'opera., ma viene anche illustrata da Ovidio ne Le metamorfosiPiù precisamente, tramite il mito di Narciso. Quest'ultimo, rimirandosi attraverso lo specchio d'acqua, pensa di osservare una persona diversa da sé. e da Plauto nella commedia AnfitrioneNell'opera l'autoscopia è rappresentata dal fatto che il dio Mercurio assume l'aspetto di Sosia, creando una copia visibile dal personaggio. In questo caso l'individuo (Sosia) ha una visione esterna del proprio corpo pur non essendosene distaccato.. Fëdor Dostoevskij contribuì nella divulgazione del fenomeno attraverso la sua opera Il sosia.
Note
Categoria:Fenomeni psicologici