Expedition 68 è stata la 68ª missione di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale che iniziò il 29 settembre 2022 e si concluse il 28 marzo 2023. L'equipaggio era composto per i primi dieci giorni dai membri della SpaceX Crew-4 e della Sojuz MS-22, e per i restanti sei mesi da quelli della Sojuz MS-22 e SpaceX Crew-5. La prima parte della missione è stata comandata dall'astronauta italiana Samantha Cristoforetti che poco prima del suo ritorno sulla Terra cedette il comando al cosmonauta Sergej Prokop'ev.

Equipaggio Astronauta 29 set - 6 ott 2022 6 ott - 14 ott 2022 14 ott 2022 - 3 mar 2023 3 mar - 11 mar 2023 11 mar - 28 mar 2023Crew-4 Samantha Cristoforetti, ESA Secondo voloComandanteNon a bordo Kjell Lindgren, NASA Secondo voloIngegnere di voloNon a bordo Robert Hines, NASA Primo voloIngegnere di voloNon a bordo Jessica Watkins, NASA Primo voloIngegnere di voloNon a bordoMS-22 Sergej Prokop'ev, Roscosmos Secondo voloIngegnere di voloComandante Dmitrij Petelin, Roscosmos Primo voloIngegnere di volo Francisco Rubio, NASA Primo voloIngegnere di voloCrew-5 Nicole Mann, NASA Primo voloNon a bordoIngegnere di voloNon a bordo Josh Cassada, NASA Primo voloNon a bordoIngegnere di voloNon a bordo Koichi Wakata, JAXA Quinto voloNon a bordoIngegnere di voloNon a bordo Anna Kikina, Roscosmos Primo voloNon a bordoIngegnere di voloNon a bordoCrew-6 Stephen Bowen, NASAQuarto voloNon a bordoIngegnere di volo Warren Hoburg, NASAPrimo voloNon a bordoIngegnere di volo Sultan Al Neyadi, MBRSCPrimo voloNon a bordoIngegnere di volo Andrej Fedjaev, RoscosmosPrimo voloNon a bordoIngegnere di volo

Le missioni spaziali Sojuz MS-22 e SpaceX Crew-5 sono le prime ad avere sia membri statunitensi che russi nei propri equipaggi dal ritiro dello Space Shuttle del 2011. Tra il 2011 e il 2020 l'unico veicolo spaziale in grado di trasportare astronauti sulla Stazione spaziale internazionale era il veicolo russo Sojuz; dal 2020, a seguito dell'entrata in servizio della Crew Dragon, si è ottenuta una ridondanza per il trasposto degli equipaggi sulla ISS. Nel 2023 anche il veicolo Starliner dovrebbe entrare in servizio, portando a tre i veicoli spaziali in grado di offrire questo servizio. Il 15 luglio 2022 Roscosmos ha acconsentito di far partecipare un proprio cosmonauta, Anna Kikina, alla missione Crew-5. Lo scambio di seggiolini comporta la presenza, a bordo di ogni veicolo, di astronauti e cosmonauti in grado di gestire entrambi i segmenti della Stazione spaziale internazionale. Sul veicolo Sojuz per il primo scambio ha viaggiato Francisco Rubio. Dei sette membri dell'equipaggio della seconda parte della missione, solo due, Prokop'ev e Wakata, hanno precedenti esperienze di voli spaziali.

Eventi della missione

Lancio e docking della SpaceX Crew-5 Il veicolo Crew Dragon Endurance per la missione SpaceX Crew-5 con il comandante Nicole Mann, il pilota Josh Cassada e gli specialisti di missione Koichi Wakata e Anna Kikina venne lanciato dal Kennedy Space Center il 5 ottobre 2022. Per la prima volta dal 2002 un cosmonauta russo (Anna Kikina) partì con un veicolo spaziale statunitense a seguito di un accordo per lo scambio di seggiolini tra NASA e Roscosmos. Il veicolo eseguì un docking autonomatico al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale il giorno successivo dove rimase agganciato fino a marzo 2023.

Cambio di comando Cristoforetti – Prokop'ev Il 12 ottobre il comandante della prima parte dell'Expedition 68 Samantha Cristoforetti passò il comando della Stazione Spaziale Internazionale al cosmonauta Sergej Prokop'ev per i restanti cinque mesi dell'Expedition 68.

Undocking della SpaceX Crew-4 L'equipaggio formato dal comandante Kjell Lindgren, il pilota Bob Hines e le specialiste di missione Samantha Cristoforetti e Jessica Watkins della missione SpaceX Crew-4 a bordo del veicolo Crew Dragon Freedom effettuarono un undocking con la ISS il 14 ottobre. Alcune ore dopo ammararono nell'Oceano Atlantico, al largo della costa della Florida, completando una missione di 170 giorni.

Undocking della Progress MS-19 La Progress MS-19 effettuò un undocking autonomamente dalla Stazione Spaziale Internazionale il 23 ottobre dopo una permanenza in orbita di otto mesi. Il giorno successivo si distrusse al rientro in atmosfera terrestre insieme al suo carico di rifiuti sopra l'Oceano pacifico. Mentre era attraccata sulla ISS i propulsori della Progress vennero usati per le correzioni dell'orbita della ISS in vista dell'arrivo di veicoli spaziali.

Primo PDAM della missione Il 24 ottobre i propulsori della Progress MS-20 vennero accesi per cinque minuti e 5 secondi per eseguire un Pre-Determined Debris Avoidance Maneuver (PDAM), una correzione dell'orbita per aumentare la distanza tra il percorso previsto di un detrito spaziale del satellite russo Cosmos 1408 e la ISS. Senza l'esecuzione del PDAM la ISS sarebbe passata a poco meno di 5 km di distanza dal detrito.

Lancio e docking della Progress MS-21 Il 26 ottobre venne lanciata la Progress MS-21 dal Cosmodromo di Bajkonur. Portava con sé un carico di 2500 kg da consegnare alla ISS tra cui 1360 kg di provviste e vestiario per l'equipaggio, hardware e esperimenti scientifici e i restanti 1200 kg carburante di rifornimento, acqua e azoto compresso. Il veicolo eseguì un docking automatico due giorni dopo al modulo Poisk del segmento russo.

Lancio e berthing della Cygnus NG-18 Il veicolo di rifornimento Cygnus NG-18 della Northrop Grumman venne lanciato il 7 novembre dal Wallops Flight Facility della NASA, carico di 3720 kg di esperimenti, rifornimenti per l'equipaggio e hardware. Il veicolo era soprannominato S.S Sally Ride in onore della prima astronauta statunitense ad andare nello spazio. A seguito del lancio il veicolo spaziale avrebbe dovuto dispiegare i suoi due pannelli solari per ricevere dal sole l'alimentazione necessaria per il viaggio verso la ISS ma solo uno dei due si dispiegò. Il centro di controllo del veicolo Cygnus provò a mandare dei comandi al veicolo per forzare il dispiegamento del secondo pannello ma tutti i tentativi furono vani. Northrop Grumman e NASA decisero di interrompere i tentativi di dispiegare il pannello sostenendo che un solo pannello sarebbe bastato per il viaggio verso l'ISS e le procedure di avvicinamento, confermando l'arrivo alla ISS per due giorni dopo. Il 9 novembre la Cygnus raggiunse la ISS dove venne catturata con il Canadarm 2 dagli astronauti Mann e Cassada. Poco dopo venne effettuato un berthing al modulo Unity dal Centro di controllo missione di Houston.

EVA 1 (USOS 81) Gli astronauti Cassada (EV1, strisce rosse) e Rubio (EV2) svolsero un'attività extraveicolare (EVA) il 15 novembre. Durante oltre sette ore di EVA gli astronauti passarono i cavi sul canale di alimentazione 3A e iniziarono a installare una struttura sul canale di alimentazione 1B sulla quale verranno montati i nuovi pannelli solari International Space Station Rollout Solar Arrays (iROSA). Per mancanza di tempo vennero rinviate alcune attività, tra cui il passaggio dei cavi nel canale di alimentazione 1B, che saranno svolte in future EVA.

EVA 2 (VDK-54) Il 17 novembre i cosmonauti Sergej Prokop'ev (EV1, strisce rosse) e Dmitrij Petelin (EV2, strisce blu) svolsero la prima EVA russa dell'Expedition 68. Lasciarono la ISS per preparare lo scambiatore di calore di raffreddamento in vista del suo spostamento dal modulo Rassvet al modulo Nauka, l'installazione del bloccaggio sul braccio meccanico Strela-2 e del dispositivo di fissaggio del carico ingombrante su Nauka. Da dentro la ISS la cosmonauta Kikina manovrò il braccio robotico ERA per aiutare i cosmonauti impegnati nell'EVA.

Malfunzionamento al canale 1B del sistema elettrico Il 23 novembre il Controllo Missione di Houston eseguì un cambiamento nell'instradamento dell'energia elettrica per saltare il canale 1B, uno degli otto canali (1A, 1B, 2A, 2B, 3A, 3B, 4A e 4B) di alimentazione della Stazione Spaziale Internazionale. Questo venne fatto in risposta a delle letture inaspettate e al funzionamento intermittente del canale nelle ore notturne. Dopo il malfunzionamento le batterie del canale non riuscirono più a ricaricarsi ai livelli previsti e i controllori di volo dovettero disattivare il canale 1B. Al posto del canale 1B venne usato il canale 1A per il caricamento delle batterie e il funzionamento dei sistemi che normalmente erano alimentati dall'1B.

Lancio e docking della Dragon CRS-26 La successiva missione di rifornimento per la Stazione spaziale internazionale avvenne il 26 novembre con il veicolo Cargo Dragon per la missione SpaceX CRS-26. Il lancio inizialmente previsto per venne rinviato di alcuni giorni per il passaggio dell'uragano Nicole in prossimità del sito di lancio. Il veicolo consegnò 3528 kg di ricerca scientifica, hardware e provviste dell'equipaggio dell'Expedition 68 alla Stazione spaziale internazionale. Tra il carico arrivato si ricordano un paio di pannelli solari di nuova generazione ISS Roll Out Solar Arrays (iROSA) che sostituiranno i pannelli solari della ISS e gli esperimenti scientifici Veg-05, Moon Microscope, Extrusion e BioNutrients-2. Il veicolo eseguì un docking automatico il giorno successivo al modulo Harmony sotto la supervisione degli astronauti Mann e Cassada.

EVA 3 (USOS 82) Cassada (EV1) e Rubio (EV2) uscirono nuovamente dalla ISS il 3 dicembre per installare una coppia di pannelli solari IROSA (ISS Rollout Solar Array) nel segmento S4 dell'ITS per il canale 3A e disconnettere un cavo per riattivare il canale 1B del sistema elettrico della ISS a seguito del malfunzionamento del 23 novembre. Isolando una sezione del pannello interessato che conteneva numerose stringhe danneggiate i controllori di volo riuscirono a ripristinare il 75% delle funzionalità del pannello e riottenendo la ridondanza del sistema elettrico.

Perdita alla Sojuz MS-22 Il 15 dicembre 2022 alle 00:45 UTC, durante le operazioni di preparazione dell'attività extraveicolare russa VDK-55, il Centro di controllo missione di Roscosmos ricevette valori provenienti da diversi sensori di pressione nel circuito di raffreddamento esterno della Sojuz MS-22 più bassi di quelli nominali. I dati indicavano la presenza di una perdita di liquido del circuito causato probabilmente da un foro; l'espulsione del liquido proveniente dal modulo di servizio della Sojuz MS-22 venne osservato visivamente dai cosmonauti stessi poco dopo. La perdita di liquido continuò per alcune ore fino allo svuotamento del circuito. L'EVA russa venne rimandata a data da destinarsi e i cosmonauti si concentrarono nell'assistere il Centro di controllo per valutare la natura del liquido e i potenziali impatti sull'integrità della Sojuz. Inoltre, l'EVA non era ancora iniziata perciò il boccaporto dal quale sarebbero dovuti uscire i cosmonauti non era stato ancora aperto; questo permise di non contaminare la zona abitabile della ISS o le tute Orlan del cosmonauti a causa del contatto con il liquido. Intorno alle 04:35 UTC Anna Kikina manovrò il braccio robotico ERA per eseguire una prima valutazione visiva della locazione della perdita. Nel frattempo NASA e Roscosmos iniziarono a pianificare l'utilizzo del Canadarm2 nei giorni successivi per analizzare con maggiore precisione la posizione della perdita. Il compito del sistema termico e del refrigerante che passa lungo esso è quello di mantenere le temperature interne alla Sojuz (sia del modulo orbitale che quello di servizio) nei limiti di accettabilità, raffreddando le apparecchiature elettroniche in uso che producono calore.