Biografia Figlio di un fabbro, intraprese con profitto gli studi di medicina laureandosi in breve tempo all'Università di Padova. Tornato a Brescia e accusato della morte di numerosi pazienti, corse il pericolo di essere lapidato. Fuggì, per ritornare a Brescia presso l'abate Ascanio Martinengo come lettore di filosofia, venendo accolto col nome di Solingo nell'Accademia degli Occulti. Morì di peste a Brescia nel 1577.

Opere Bartolomeo Arnigio compose numerose Rime petrarchesche (Venezia, 1555), la Lettera, Rime et Oratione, in lode della bellissima e gentilissima signora Ottavia Bajara Venezia, 1558), Il Dialogo della medicina d'amore (Brescia, 1566), il Discorso intorno al disprezzo della morte (Padova, 1575), I sette salmi della penitenza del profeta David (Brescia, 1568), due Canzoni per celebrare la battaglia di Lepanto (Venezia, 1572) e le Dieci veglie de gli ammendati costumi dell'humana vita (Brescia 1577; Treviso 1602), che ebbe una notevole diffusione e fu tradotta in francese da Pierre de Larivey (Les Veilles de Barthelemy Arnigio, de la correction des costumes..., Troyes 1608)

Bibliografia

Ottavio Rossi, Elogi istorici de' Bresciani illustri, Brescia 1620, pp. 390-392; Girolamo Ghilini, Teatro d'homini letterati, Venezia 1647, pp. 22 s.; Leonardo Cozzando, Libraria Bresciana, Brescia 1694, pp. 49-51; Giovanni Cinelli Calvoli, Biblioteca volante, I, Venezia 1734, p. 60; Giammaria Mazzuchelli, Gli Scrittori d'Italia, I, 2, Brescia 1753, pp. 1109-1112; Giambattista Passano, I novellieri italiani in prosa, Torino 1878, pp. 28 s.; Michele Rosi, Scienza d'amore, Milano 1904, pp. 73-75; Francesco Flamini, Il Cinquecento, Milano s. d., p. 203; Alberto Tenenti, Il senso della morte e l'amore della vita nel Rinascimento, Torino 1957, pp. 334 s.

Collegamenti esterni