L'annata 1897: diario e tabelle Il diario Gli avvenimenti 1897MeseAvvenimentogennaioPreannunciata il 31 ottobre dell'anno precedente, la prima corsa per veicoli a motore di questo 1897 aveva luogo in Francia, in Costa Azzurra. Volendosi correre in gennaio, la scelta non poteva che cadere su queste località dal clima particolarmente mite. Il percorso originariamente previsto era Marsiglia, Fréjus, Nizza, La Turbie, Montecarlo, ma alla fine si decideva di porre il traguardo finale a La Turbie, onde evitare che i concorrenti dovessero affrontare in corsa la pericolosa discesa che da La Turbie scendeva a precipizio su Montecarlo. La gara era divisa in tre frazioni: Marsiglia-Frejus, Frejus-Nizza e Nizza-La Turbie, da disputarsi tra venerdì 29 e domenica 31 gennaio. La terza tappa, consistente nei 17 chilometri della salita de La Turbie, rappresenta dunque la prima corsa in salita (o cronoscalata che dir si voglia) della storia delle corse automobilistiche. Alla gara partecipavano 38 concorrenti, in due categorie: tricicli (10 in tutto) e veicoli a 4 ruote (28, di cui 2 a vapore). La prima tappa era appannaggio del grosso De Dion a vapore del Conte De Chasseloup. Laubat, che precedeva la Panhard & Levassor 8 hp di Prévost, la Peugeot 6 hp di Lemaitre e, a seguire, altre 3 Panhard & Levassor e 2 Peugeot. Solo 9º il migliore dei tricicli, il De Dion-Bouton di Chesnay, che precedeva il triciclo/tandem Léon Bollée di De Soulier. Il secondo break De Dion-Bouton a vapore, condotto da Pary, era invece in difficoltà e giungeva a Frejus con quasi 3 ore di ritardo. La seconda frazione, assai breve, vedeva il notevole recupero di Pary, che si aggiudicava la tappa e risaliva al 14º posto assoluto. Malgrado alcune noie al ponte posteriore del suo break a vapore, il Conte De Chasseloup. Laubat riusciva comunque a mantenere il primato nella classifica generale per somma di tempi. Domenica 31 gennaio, i 31 superstiti affrontavano, in una giornata fredda, la salita de La Turbie. Ancora una volta erano i due De Dion-Bouton a vapore a spiccare i tempi migliori: 31'50" per Pary, 37'55" per De Chasseloup Laubat. Solo due tricicli De Dion-Bouton riescono a mantenersi sotto la barriera dei 40' (Mouter in 39'08" e Marcellin in 39'28"), mentre la più veloce tra le vetture a benzina era la Peugeot di Lemaitre, che segnava l'8º tempo (52'55"). La classifica finale generale assoluta vedeva dunque, alle spalle del vincitore Conte De Chasseloup Laubat e del suo grosso veicolo a vapore De Dion-Bouton, Lemaitre al 2º posto (Peugeot), Prévost (Panhard & Levassor) al 3º, De Knyff (Panhard & Levassor) al 4º, Chesnay (triciclo De Dion-Bouton) al 5º. Il secondo De Dion-Bouton a vapore, quello di Pary (che recava a bordo André Michelin), riusciva a conquistare l'8º posto. Trionfo del vapore, dunque: un veicolo a vapore coglieva la vittoria assoluta, veicoli a vapore si aggiudicavano tutte e tre le tappe, un veicolo a vapore (per la cronaca quello vittorioso del Conte De Chasseloup) raggiungeva la massima velocità lungo il tratto pianeggiante di 5 chilometri tra Ollioules e Toulon, dove impiegava, secondo il respondo dei cronometristi, meno di 6 minuti, realizzando una velocità media di circa 52 km/h.marzoUn nuovo modo di gareggiare, mediante un confronto diretto "testa a testa", veniva inaugurato lunedì 1º marzo da due "triciclisti", Fernand Charron e Morin. Per l'originale sfida i due, di comune accordo, optavano per il tragitto Parigi-Versailles e ritorno. Morin si trovava col motore grippato e doveva compiere gran parte del tragitto di ritorno senza l'ausilio del motore, con la sola forza delle sue gambe. Naturalmente il match andava a Charron, che impiegava, tra andare e tornare, 52 minuti: Morin giungeva, comprensibilmente affaticato, 10 minuti dopo.

Il 16 marzo, a Milano, si costituiva il primo sodalizio automobilistico italiano, denominato "Club Automobilisti italiani"aprileSabato 3 aprile si svolgeva una gara per motocicli (peso fino a 200 kg) lungo i 60 chilometri da Puget-Théniers a Nizza, andata al mattino e ritorno al pomeriggio. Solo 9 i concorrenti in gara. Tanto all'andata quanto al ritorno, i più veloci erano Garin e Nicodémi, alla guida degli ormai celebri tricicli De Dion-Bouton

Per i cosiddetti "motociclisti", un importante appuntamento era fissato per domenica 4 aprile a Montgeron, alla periferia di Parigi, località dalla quale prendeva il via il Criterium des motocycles, una prova su un percorso di 100 chilometri (50 km all'andata, da Montgeron ad Ozoir La Ferrière, altrettanti ovviamente al ritorno). Questo "criterium" era considerata un sorta di prova per il conseguimento di record sui "cento chilometri su strada". La battaglia per le prime posizioni era subito aspra e combattuta: erano soprattutto Charron e Mouter a lottare fianco a fianco in testa alla corsa. A metà percorso Charron aveva un vantaggio di meno di un minuto sull'avversario. In terza posizione marciava intanto velocemente Faray, che però doveva guardarsi le spalle da uno scatenatissimo Viet il quale, dopo un inizio in sordina stava rinvenendo fortissimo. Negli ultimi venti chilometri, Viet sferrava un attacco poderoso ai due che lo precedevano e, dopo aver sorpassato con estrema facilità Mouter, si lanciava all'inseguimento di Charron: quest'ultimo, anche perché costretto a fermarsi per qualche minuto per provvedere all'ingrassaggio del suo veicolo, veniva raggiunto proprio in vista del traguardo. Viet si aggiudicava la corsa, Charron doveva accontentarsi della piazza d'onore per un solo quinto di secondo. Terzo, molto più staccato, era Mouter. Feray, dopo un brillante inizio, si vedeva sopravanzare anche da Girardot e si classificava così in quinta posizione. Le migliori prestazioni ottenute sulle distanze di 50 e di 100 chilometri, erano rispettivamente ottenute da Charron (50 km in 1 ora 32'40", media km/h 32,374) e da Viet (100 km in tre ore 09'40"4/5, media km/h 31,729)

Il 14 aprile 1897 l'intero mondo automobilistico apprendeva con sgomento la notizia della morte di Émile Levassor, sopravvenuta per le conseguenze del grave incidente di cui il grande pioniere francese era rimasto vittima durante la disputa della Parigi-Marsiglia-Parigi nel settembre 1896. Nato nel 1843 a Marolles-en-Hurefoix, a Levassor andava riconosciuto il merito di aver fondato una delle prime fabbriche automobilistiche del mondo intero. Non potevano naturalmente essere dimenticati anche gli ottimi risultati ottenuti da Émile Levassor nelle sole tre corse alle quali aveva potuto partecipare: 5º nella Parigi-Rouen 1894, 1º assoluto alla Parigi-Bordeaux-Parigi 1895 e primo in classifica, fino al momento dell'incidente, alla Parigi-Marsiglia-Parigi 1896.

La terza manifestazione francese di questo aprile 1897 si svolgeva il 25 al velodromo del Prado di Marsiglia. Si trattava di una corsa per motocicli, ed era la prima nella storia ad articolarsi in due "serie" eliminatorie ed una prova "finale". Nella prima "serie" si affermava Roche, nella seconda Marcellin. I due si affrontavano nella "finale", alla quale partecipava anche una vetturetta, condotta da Guillard: malgrado a quest'ultima fosse stato accordato un intero giro di pista di vantaggio, Marcellin riusciva a recuperare l'handicap ed a vincere, impresa che non riusciva invece a Roche, che si classificava terzo.maggioNel giorno del « Memorial Day », il 30 maggio, la pista in terra battuta di Glenville a Cleveland (Ohio, Stati Uniti d'America) ospitava una corsa automobilistica nella quale si metteva in luce una nuova vettura americana, la Winton. Condotta dal suo costruttore, Alexandre Winton, la vettura riusciva a compiere un giro di pista, pari ad un miglio, in 1'48" alla bella media di 53,644 chilometri all'ora. Winton, un ingegnere navale scozzese trasferitosi negli Stati Uniti una ventina di anni prima, dopo aver fondato, proprio a Cleveland, una fabbrica di biciclette era da poco passato alla costruzione automobilistica

Il 31 maggio, a Meulan, si teneva la seconda edizione del Raduno organizzato dall'Automobile Club de France, cui partecipavano 38 tra vetture e tricicli (18 Panhard & Levassor, 8 Peugeot, 6 De Dion-Bouton, 2 Delahaye, 2 Léon Bollée, 1 Georges Richard, 1 Mors).giugnoIl Concorso indetto dal giornale inglese "L'Engineer" per martedì 1º giugno si risolveva in un fiasco clamoroso. Malgrado l'impegno degli organizzatori e la interessante formula del regolamento (che prevedeva una classifica di merito in funzione delle qualità e delle prestazioni delle macchine), il concorso non aveva luogo per la eccessiva scarsità di partecipanti. Su 70 iscritti, solo 7 si presentavano al Crystal Palace di Londra dove era fissata la partenza. E il concorso veniva annullato.

11 giugno 1897: un'altra data da ricordare negli annali del motorismo. In quella giornata, un venerdì, veniva disputato il Championnat des chauffeuses, cioè la prima corsa al mondo riservata alle dame alla guida di veicoli a motore (nella fattispecie i tricicli muniti di motore a petrolio). Otto le ardite "guidatrici" che si presentavano, tutte in sella ai diffusissimi tricicli a motore De Dion-Bouton. Il programma prevedeva tre serie eliminatorie ed una prova finale disputata dalle tre concorrenti affermatesi nelle prime tre prove. La prima corsa era vinta da Léa Lemoine, la seconda andava alla Bossu, la terza, con due sole dame in gara, vedeva la vittoria della De Grandval. L'andamento di questa "finale" rispettava le previsioni degli intenditori: vittoria schiacciante della Lemoine, mai impensierita dalle sue avversarie, le quali comunque lottavano strenuamente tra loro sorpassandosi più volte vicendevolmente: alla fine prevaleva la De Grandval, che precedva di una cinquantina di metri la Bossu. Rimarchevole il tempo ottenuto dalla Lemoine al secondo giro: 5'03"3/5, media km/h 41,501, che (ovviamente) rappresentava la velocità- record per le "dame motorizzate

Domenica 23 giugno aveva luogo la I Coupe des Motocycles: la gara veniva effettuata lungo i 10 chilometri compresi tra i cippi chilometrici 24 e 34 della strada tra Saint-Germain ed Ecquevilly, 5 volte, avanti e indietro. Era dunque la prima corsa a disputarsi su di un circuito stradale. In questo modo, inoltre, la distanza complessiva raggiungeva esattamente i 100 chilometri, il che, oltretutto, consentiva al vincitore di battersi per eventualmente migliorare il "record" su tale distanza, appartenente a Viet a 31,730 km/h di media oraria.