È ricordato soprattutto per aver guidato nel 1515-1516 la prima spedizione europea di cui si abbia notizia certa ad aver esplorato il Río de la Plata.

Biografia Le origini di Juan Díaz de Solís sono controverse. La documentazione spagnola lo associa a Lebrija, nell'attuale provincia di Siviglia, dove risulta aver risieduto come vecino, mentre alcune fonti e documenti dell'epoca lo indicano come portoghese.Arquivo Nacional da Torre do Tombo, Alguns documentos do Archivo Nacional da Torre do Tombo açerca das navegações e conquistas portuguezas, Lisbona, 1892, pp. 262-263; Archivo General de Indias, INDIFERENTE, 419, L.6, F.602R-602V, «Orden a los oficiales de la Casa de la Contratación», 21 gennaio 1517. Il portale PARES degli Archivi di Stato spagnoli indica come luogo di nascita Lebrija e come anno approssimativo il 1471, pur ricordando l'esistenza delle ipotesi che lo vogliono nato in Portogallo.

Secondo alcune ricostruzioni, prima di entrare al servizio della Corona di Castiglia Solís avrebbe navigato per il Portogallo con il nome di João Dias de Solis e avrebbe acquisito esperienza nelle rotte oceaniche portoghesi. José Toribio Medina riferisce inoltre di un periodo trascorso al servizio di navi corsare francesi prima del definitivo passaggio alla Castiglia.José Toribio Medina, Juan Díaz de Solís. Estudio histórico, Santiago del Cile, J. T. Medina, 1897.

Nel 1508 Solís partecipò a Burgos a una riunione convocata da Ferdinando II d'Aragona alla quale presero parte anche Vicente Yáñez Pinzón, Juan de la Cosa e Amerigo Vespucci. L'obiettivo era rilanciare la ricerca di una rotta occidentale verso le isole delle Spezie. Il 23 marzo dello stesso anno furono stipulate le capitolazioni per una spedizione affidata a Pinzón e Solís; quest'ultimo comandava la nave La Magdalena. La spedizione esplorò le coste dell'America centrale, comprese quelle degli odierni Honduras, Guatemala, Belize e Messico, senza tuttavia trovare il passaggio cercato, e rientrò in Spagna nell'agosto 1509.

Dopo la morte di Amerigo Vespucci, nel febbraio 1512 Solís gli succedette come pilota maggiore della Casa de la Contratación di Siviglia. Tra i suoi compiti figuravano l'esame dei piloti e l'aggiornamento delle conoscenze cartografiche della Corona. Insieme a Juan Vespucci, nipote di Amerigo, ricevette l'incarico di contribuire all'aggiornamento del Padrón Real, la carta nautica ufficiale sulla quale venivano registrate le nuove scoperte geografiche.Archivo General de Indias, «Comisión a Juan Díaz de Solís y Juan Vespucci», ES.41091.AGI/16404.46.5.1//CONTRATACION,5784,L.1,F.20-21.Edward L. Stevenson, «The Geographical Activities of the Casa de la Contratacion», Annals of the Association of American Geographers, vol. 17, n. 2, giugno 1927, pp. 39-59.

Dopo che nel 1513 Vasco Núñez de Balboa ebbe raggiunto il Mare del Sud attraversando l'istmo di Panama, la Corona castigliana organizzò una nuova spedizione con l'obiettivo di individuare un passaggio marittimo che permettesse di raggiungere quell'oceano aggirando le terre americane. Il 14 novembre 1514 Ferdinando II concluse con Solís una capitolazione per l'esplorazione delle terre situate a sud della Castilla de Oro.

La spedizione, composta da tre piccole navi e da circa settanta uomini, salpò da Sanlúcar de Barrameda l'8 ottobre 1515. Dopo aver attraversato l'Atlantico, Solís raggiunse le coste del Brasile e le seguì verso sud, proseguendo lungo quelle degli attuali Brasile meridionale e Uruguay.

All'inizio del 1516 le navi raggiunsero il grande estuario formato dai fiumi Paraná e Uruguay. Colpito dalla bassa salinità delle sue acque, Solís lo chiamò Mar Dulce, «mare dolce». Dopo la sua morte l'estuario divenne noto agli spagnoli anche come Río de Solís, prima che si imponesse definitivamente il nome di Río de la Plata.

Grazie al ridotto pescaggio delle imbarcazioni, Solís poté addentrarsi nell'estuario seguendone la costa settentrionale. Durante l'esplorazione una delle isole venne chiamata Martín García, dal nome di un membro dell'equipaggio morto durante il viaggio e lì sepolto.

Nel corso della navigazione Solís avvistò alcuni indigeni sulla costa e decise di sbarcare con un piccolo gruppo di uomini. Poco dopo lo sbarco, il gruppo venne assalito e Solís e quasi tutti i suoi compagni furono uccisi. L'esatta localizzazione dello scontro e l'identità degli aggressori non sono conosciute con certezza. La tradizione storiografica li identificò a lungo con i Charrúa, mentre altri studiosi hanno proposto che si trattasse di gruppi guaraní, talvolta identificati con i cosiddetti chandules.

Le cronache europee riferirono inoltre che i membri della spedizione rimasti a bordo avrebbero assistito allo smembramento e al consumo dei corpi degli uomini uccisi. L'attendibilità di questo racconto e la sua attribuzione a una specifica popolazione indigena sono tuttavia oggetto di discussione storiografica e non possono essere considerate accertate.

Dopo la morte di Solís la spedizione fu posta sotto il comando del cognato Francisco de Torres, che decise di interrompere l'esplorazione e fare ritorno in Spagna. Le navi superstiti raggiunsero Siviglia nel settembre 1516.

Intitolazioni Numerosi luoghi e infrastrutture dell'Uruguay portano il nome di Juan Díaz de Solís. Tra questi figurano l'Arroyo Solís Chico, la località balneare di Balneario Solís, la cittadina di Solís de Mataojo, il Teatro Solís di Montevideo e la strada nazionale Ruta 10 Juan Díaz de Solís.

Note

Bibliografia

José Toribio Medina, Juan Díaz de Solís. Estudio histórico, Santiago del Cile, J. T. Medina, 1897.

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