Presidente del Partito Liberale Democratico dal 4 ottobre 2025, ne è membro dal 1996. In precedenza ha ricoperto diversi ruoli ministeriali nei governi di Shinzō Abe e dal 2005 è membro della Camera dei Rappresentanti.
Takaichi è un'esponente dell'ala più rigorosamente conservatrice del partito, in continuità con Shinzō Abe. Si è candidata per tre volte alla guida del PLD, risultando eletta leader nel 2025, a seguito delle dimissioni di Shigeru Ishiba, diventando la prima donna a ricoprire tale ruolo.
Biografia Nata e cresciuta nella città di Yamatokōriyama, Takaichi si è laureata, in ordine, prima alla Unebi Senior High School, poi all’Università di Kobe, ed infine al Matsushita Institute of Government and Management. Nel 1987 si è poi trasferita negli Stati Uniti d'America per lavorare per la rappresentante democratica Patricia Schroeder. Quando è tornata in Giappone nel 1989, ha attirato l'attenzione dei mass media come analista legislativa con esperienza al Congresso degli Stati Uniti e ha contestualmente scritto libri basati sulla sua esperienza. Nel 1992 ha formato il Kansai Hi-Vision Consortium e ne è stata la prima presidente.
Vita privata Takaichi ha sposato Taku Yamamoto, altro membro della Camera dei rappresentanti, nel 2004. I due hanno deciso di divorziare nel luglio 2017, con Takaichi che ha citato opinioni e aspirazioni politiche diverse come motivo del divorzio. Nel dicembre 2021, tuttavia, i due si sono sentimentalmente riavvicinati e si sono risposati.
Carriera politica Gettatasi anche nella politica attiva, Takaichi è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nelle elezioni generali giapponesi del 1993 come Indipendente, ma si è presto unita alla scissionaria fazione interna dei "Liberali" del Partito Liberal Democratico (PLD), guidata da Koji Kakizawa, per fondare il “Partito della Nuova Frontiera”.
Nel 1996 Takaichi si è candidata dunque con il nuovo partito politico ed è stata rieletta alla Camera dei Rappresentanti. Ciononostante, il collasso della formazione a livello nazionale l’ha presto portata, in data 5 novembre, a rispondere positivamente al reclutamento da parte del Segretario generale del PLD Koichi Kato e, quindi, si è unita al PLD. La sua decisione di cambiare partito, due mesi dopo aver vinto le elezioni con voti “anti-PLD”, ha tuttavia provocato pesanti critiche.
Nel PLD, Takaichi apparteneva alla “fazione Mori” (formalmente Seiwa Seisaku Kenkyū-kai) ed è stata vice ministra per il Ministero del commercio internazionale e dell'industria sotto il gabinetto di Keizō Obuchi, ricoprendo nel mentre anche il ruolo di Presidente del comitato per l'istruzione e la scienza.
Nel 2000, alle elezioni della Camera dei Rappresentanti, ha vinto facilmente il suo terzo mandato nel collegio plurinominale del Kansai. Nel 2002 è stata poi nominata Vice ministra Senior del Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria sotto Junichiro Koizumi.
Alle successive elezioni generali giapponesi del 2003, è stata sconfitta nel 1º distretto di Nara dal parlamentare del Partito Democratico Sumio Mabuchi e si è dunque trasferita nella vicina città di Ikoma, vincendo vinto un seggio in rappresentanza del 2º distretto di Nara alle successive elezioni generali giapponesi del 2005. Nel 2004, mentre era fuori dalla Dieta, ha altresì ottenuto un incarico nella facoltà di economia presso l’Università del Kansai.
Rientrata in parlamento, Takaichi fu a capo di un gruppo PLD che si opponeva alla legislazione che avrebbe consentito alle coppie sposate di mantenere cognomi separati dopo il matrimonio, sostenendo che avrebbe minato il tradizionale sistema familiare giapponese. In più, in qualità di capo delle comunicazioni, ha suscitato polemiche quando ha suggerito "che le emittenti televisive potrebbero vedersi revocare la licenza se trasmettono programmi che il governo considera politicamente partigiani, un'osservazione ampiamente criticata come equivalente alla repressione della libertà di espressione".
Così come il predecessore, è un membro di punta del Nippon Kaigi, lobby e organizzazione di estrema destra ultranazionalista e negazionista del massacro di Nanchino.
Sotto Shinzō Abe, con cui si è presto trovata in sintonia per la comunanza delle idee politiche, Takaichi ha assunto vari incarichi ministeriali, giungendo a diventare Ministra degli affari interni e delle comunicazioni tra il 2014 ed il 2017 e tra il 2019 ed il 2020. Nell'agosto 2007, è stata l'unico membro del gabinetto Abe a unirsi all'ex primo ministro Junichiro Koizumi nella visita al Santuario Yasukuni per l'anniversario della fine della seconda guerra mondiale.
Primo ministro del Giappone
Avendo vinto le elezioni interne del partito, il 4 ottobre 2025 ne è stata eletta presidente. Il successivo 21 ottobre, anche grazie ad un accordo di appoggio esterno con Nippon Ishin no Kai, è stata eletta Primo ministro del Giappone.
Nel gennaio 2026 ha annunciato l'indizione di elezioni anticipate per l'8 febbraio, con lo scopo di allargare la risicata maggioranza della coalizione nella camera bassa nel contesto di previsioni sondaggistiche favorevoli. La tornata elettorale ha confermato Takaichi come capo del governo, con un PLD esteso a una maggioranza di due terzi della camera. È stata ufficialmente re-investita dell’incarico in data 18 febbraio 2026.
Posizioni politiche Takaichi rappresenta l'ala più conservatrice e nazionalista del partito. Ha guidato vari dicasteri durante diversi governi di Shinzō Abe, e nelle primarie del partito si è presentata come la candidata di continuità con le politiche economiche e militari di Abe. Al di fuori del Giappone ammira e si ispira a Margaret Thatcher.
Promuove una sostanziale continuazione delle politiche economiche di Shinzō Abe, ovvero l'utilizzo interventista e reflazionista della spesa pubblica volto a stimolare l'economia tramite incentivi fiscali e monetari.
Nelle questioni civili mantiene una linea conservatrice e tradizionalista, opponendosi al matrimonio tra persone dello stesso sesso e difendendo la legge che favorisce i cognomi dei mariti. Si è comunque esposta a sostegno di iniziative per la salute delle donne, in particolare in materia di fertilità.
In politica estera favorisce una maggiore assertività del Giappone e un rafforzamento delle sue forze armate. Mira all'espansione dell'esercito e alla revisione dell'articolo 9 della costituzione giapponese, che proibisce la guerra. Diffidente nei confronti della Cina, sostiene maggiori legami e sintonia con Taiwan.
Note
Voci correlate Governo Takaichi
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