Il Teatro Principal di Barcellona (in catalano Teatre Principal), già Teatro de la Santa Cruz e anche Teatro de l'Hospital, è il teatro più antico della città e uno dei più antichi della Spagna. Situato al numero 27 della Rambla, è rimasto in attività dalla seconda metà del XVI secolo fino al 2006. Riaperto nel 2013, è stato chiuso definitivamente nel febbraio 2017. Tra il 1919 e il 1986 fu usato soprattutto come cinema. Dal 1872 al 1906, nei locali del piano superiore, ospitò la sede dell'Ateneo Barcelonés.
Storia Gli antecedenti e il Teatro de la Santa Cruz Il primo teatro, la Casa y Corral de las Comédias, fu costruito in seguito alla donazione da parte di Joan Bosch di un terreno e di alcuni fabbricati situati alla fine della Rambla a favore dell'Hospital de la Santa Creu. L'assemblea governativa cittadina decise poco dopo di sfruttare il luogo per ospitare rappresentazioni teatrali i cui proventi avrebbero contribuito alle spese dell'ospedale, mettendolo all'asta al miglior offerente insieme all'esclusiva su ogni rappresentazione teatrale. La concessione fu assegnata il 30 aprile 1579 e poi ratificata dal re Filippo II il 25 luglio 1587, che rese l'esclusiva perpetua, confermando il monopolio per "dar vita a funzioni di musica e declamazione, con il diritto di concedere il permesso, su retribuzione, alle compagnie o persone che facciano richiesta di realizzare tali tipi di funzioni"..
Le rappresentazioni si svolsero fin dal momento della concessione del privilegio, inizialmente dentro un recinto in legno con un corridoio e sei camere costruito negli orti delle case donate all'ospedale. Nel 1591 il vescovo Juan Dimas Loris pubblicò un editto che condannava le farse e le commedie ivi rappresentate, considerandole immorali e pericolose. Nel 1597 i consiglieri della città fecero demolire il teatro in legno, con il pretesto che i gestori dell'ospitale non avevano ancora presentato alcuna richiesta di permesso. Nello stesso anno, l'Ospedale iniziò a costruire un teatro permanente, appellandosi al privilegio reale come giustificativo.. Durante la costruzione del nuovo teatro, gli spettacoli continuarono a tenersi in una struttura in legno. Alla morte di Filippo II nel 1598 tutte le rappresentazioni teatrali furono sospese per due anni in segno di lutto. Lo sfruttamento del teatro si rivelò un'attività attraente per i mercanti e gli artigiani più ricchi, spesso uniti in società, che vi investivano soldi come impresari per contrattare con le compagnie teatrali.
Il nuovo edificio fu completato nel 1601 ma per difetti di costruzione crollò in parte e fu ricostruito nel 1603.Fructuós Bisbe i Vidal, nel suo Tratado de las comedias (Barcellona, 1618), scrisse che l'Ospedale "aveva avuto entrate non solo per edificare un teatro tanto costoso come quello sulla Rambla, ma anche per tornare a costruirlo una seconda volta quando crollò mentre si stata terminando la prima" (p. 99) Il nuovo teatro aveva un cortile, tre piani e tredici palchi e a quanto pare era coperto e illuminato da grandi finestroni, a differenza dei luoghi di commedia del resto della Spagna. Si tratterebbe quindi del teatro coperto più antico della penisola iberica. Alla fine del XVII secolo aveva un piano terra con il cortile, con otto file di panche di fronte al palcoscenico e cinque a ogni lato; il primo piano ospitava undici palchi (camere o camerini nei documenti dell'epoca) separati da gelosie e il secondo piano, il "pollaio", era a gradini con separazione tra uomini e donne. Un secondo tavolato ospitava i musicisti. Da allora sul luogo è presente il teatro e la piazza antistante fu chiamata "Piazza delle Commedie", oggi Plaça del Teatre che dall'inizio del XX secolo ospita un monumento a Frederic Soler, padre della drammaturgia in lingua catalana.
I lavori rappresentati cambiavano ogni uno o due giorni coprendo un repertorio molto vasto, il che favoriva l'affluenza del pubblico e il successo economico. Ad esempio, nel 1673 la compagnia di Josep Torras si impegnò a rappresentare venticinque spettacoli diversi nell'arco di cinquanta giorni; nel 1674 Fulgencio López mise in scena cinquanta titoli differenti e nel 1687 e 1699 singole compagnie rappresentarono sessanta lavori ciascuna. Il repertorio era pressoché esclusivamente in spagnolo e comprendeva le opere più recenti che avevano appena debuttato a Madrid, in particolare quelle di Pedro Calderón de la Barca, di Agustín Moreto e di altri autori dell'epoca (tra cui Francisco de Rojas Zorrilla, Antonio Solís y Rivadeneira e Andrés Claramonte).. Nel 1689 il banchiere Pedro Tort si aggiudicò l'affitto del teatro per tre anni al prezzo totale di lire barcellonesi.. Nel 1714, dopo aver conquistato la città, Filippo V ordinò la chiusura del teatro, ordine che non fu mai eseguito.
Il primo edificio, principalmente di legno, subì diversi incendi e ristrutturazioni. Tra il 1728 e il 1729 fu ampliato e ricostruito in pietra; nel 1760 vi fu un ulteriore ampliamento che innalzò la capienza a oltre mille spettatori. Nel 1776 fu realizzata una nuova facciata concava che, sia pure molto rimaneggiata e modificata, è alla base di quella attuale. Il 27 ottobre 1787 un incendio distrusse completamente la sala e l'interno, lasciando solo la facciata. Grazie alle donazioni dei nobili, soprattutto del marchese Francisco de Paula Gassol de Sentmenat y de Clariana e di Francisco González de Bassecourt, primo conte d'El Asalto, il nuovo teatro, molto piacere sontuoso del precedente, riaprì i battenti il 4 novembre 1788. Durante i lavori, per consentire la prosecuzione degli spettacoli, fu innalzato a lato un teatro provvisorio in legno. Noto come il Corral de las Comédias e poi come Casas de la Òpera, assunse infine il nome di Teatro de la Santa Cruz (Teatre de la Santa Creu in catalano).
Nel 1725, una cedola reale di Filippo V regolò le rappresentazioni teatrali che stabiliva che uomini e donne dovevano occupare posti separati, così come l'ingresso degli artisti doveva essere separato dal quello del pubblico; fissava inoltre l'orario d'inizio degli spettacoli alle 14.30 in inverno e alle 16 in estate. Questi orari tuttavia non erano rispettati in modo rigoroso: nel 1793 le commedie iniziavano alle 17 e le opere alle 18. Nel 1735 fu costituita una cooperativa di attori responsabile della gestione del teatro, che nella seconda metà del XVIII secolo ospitò spettacoli d'opera principalmente italiana e dal 1750, oltre alla stagione ordinaria di prosa, era prevista una stagione annuale di opera con una compagnia contratta esclusivamente per questo. Alla fine del secolo si tennero anche concerti e recital vocali e strumentali (denominati "accademie") e stagioni di danza.
Nei primi tre decenni del XIX secolo furono molto popolari le commedie magiche (che prevedevano effetti scenici, macchinari e costumi spettacolar) e la zarzuela e soprattutto l'opera come spettacolo di massa. Nel 1827 si iniziò a usare la stampa per i manifesti che pubblicizzavano gli spettacoli, fino ad allora realizzati a mano. Nel 1833 terminò il monopolio delle rappresentazioni teatrali in città e il teatro iniziò ad avere dei concorrenti; già nel 1820 in Plaça dels Gegants aveva aperto il Teatre dels Gegants, a cui seguirono il Teatre de Montsió (1837-1844), il Teatre Nou (1843-1848) e infine il Gran Teatre del Liceu (1847). La rivalità tra questi teatri, specialmente il Nou e il Liceu che mettevano entrambi in programma opere, fece sorgere "fazioni" cittadine: prima "crociati e cappuccini" (i "cappuccini" erano i sostenitori del Teatre Nou) e poi "liceisti e crociati" (fino agli anni settanta del XIX secolo). Quest'ultima rivalità ispirò direttamente la commedia satirica Liceístas y cruzados di Frederic Soler.
Teatre Principal
Il teatro a partire dal 1840 cambiò il suo nome in Teatro Principal per sottolineare la distanza da tutti gli altri teatri nuovi, in particolare rispetto al Liceu. Al cambio di nome corrispose una ristrutturazione architettonica con la realizzazione nel 1847 dell'attuale facciata su progetto di Francesc Daniel Molina i Casamajó. La rivalità col Liceu fu accesa: entrambi i teatri puntavano a essere i primi a far debuttare i titoli di maggior successo o a mettere sotto contratto i cantanti migliori. Il Principal mantenne la sua supremazia fino agli anni quaranta del XIX secolo ma in seguito fu il Liceu, più innovativo ed economicamente ricco, a diventare il primo teatro cittadino. Il Principal riuscì comunque a essere il primo a rappresentare lAida di Verdi ad aprile 1876 e il Lohengrin di Wagner nel maggio 1882, un anno prima del Liceu. Alcune stelle del momento, come Enrico Tamberlik e Adelina Patti, cantarono al Principal ma mai al Liceu.
Nel 1866 nel teatro fu installata l'illuminazione a gas e furono ristrutturate la sala principale e il palcoscenico, ma pochi anni dopo iniziò il declino del teatro, che non si arrestò. Nel 1877 l'Hospital de la Santa Creu lo mise in vendita per la sua scarsa resa economica, senza successo, e nel 1889 solo una campagna popolare ne impedì la demolizione. La programmazione di opere, richiedendo spese elevate, fu abbandonata a favore del teatro di prosa in catalano. Il 5 giugno 1896 nel foyer fu presentato il Kinematograph, una variante dell'invenzione dei fratelli Lumière che fu la prima proiezione pubblica tenutasi a Barcellona, qualche mese prima che gli stessi Lumière presentassero il loro cinematografo originale presso lo studio del fotografo Napoleon. Nel 1897, l'Ospedale tentò ancora di vendere il teatro all'Ajuntament per peseta ma non si giunse a un accordo.
La decadenza e la riconversione A partire dal 1905 agli spettacoli teatrali si alternarono proiezioni cinematografiche. Un nuovo incendio il 4 novembre 1915 segnò l'inizio della sparizione del teatro come sede di grandi eventi e nonostante la ricostruzione non fu possibile recuperare il prestigio anteriore. La capienza all'epoca era di spettatori. Nel 1918 venne finalmente venduto a un'impresa privata e nel 1919 riaprì come sala cinematografica, col nome Principal Palace, ospitando però ancora spettacoli teatrali e musicali. Nel 1924 e nel 1933 (il 17 settembre) si verificarono altri due incendi che finirono per alterarne del tutto la struttura.
Il 1º giugno 1934 il teatro riaprì con la rivista Las mujeres del zodíaco dando inizio a una nuova fase in cui alle proiezioni cinematografiche si alternavano spettacoli di varietà e di "basso genere", oltre a riviste, zarzuela e qualche opera in prosa. Nonostante il livello di programmazione generalmente basso, il teatro ospitò nel 1935 comunque la prima assoluta di Donna Rosita nubile di Federico García Lorca recitata dalla compagnia di Margarita Xirgu.
Nel 1939 il nome fu "ispanizzato" in "Principal Palacio" e il 24 aprile 1943 nello stabile fu aperta una nuova sala cinematografica, il "Cine Latino", di dimensioni più contenute (490 posti). Nel resto dell'edificio trovarono posto una sala di pelota, il Jai Alai e una di biliardo (Billares Monforte). In una delle sale di un piano superiore fu aperto un cabaret (il Cúpula Venus) mentre un altro piano ospitava una casa di appuntamenti.
Dopo alcune ristrutturazioni, il 10 settembre 1979 riaprì come cinema con due sale: la Pantalla 1 con 991 posti a sedere e la Pantalla 2 nella sala del ex-Cine Latino, con 400 posti. La sala grande chiuse nel 1986 e la seconda nel 1988 per lasciare il posto a una sala a luci rosse.
Durante gli anni novanta furono sporadicamente messe in scena lavori teatrali, concerti, recital e anche qualche opera (nel 1998-1999 furono rappresentate quattro opere in versione catalana). Per un certo periodo fu usato come sala di prove dall'orchestra e dal coro del Liceu e a gennaio 2006 cessò del tutto qualsiasi attività teatrale.
La riapertura del 2013 e la chiusura del 2017 A febbraio 2013 fu annunciata la ristrutturazione del locale e la sua riapertura, avvenuta il 6 ottobre dello stesso anno con l'attore Toni Albà come direttore artistico.