Il plebiscito costituzionale in Cile del 2022 si è tenuto il 4 settembre per approvare o respingere il progetto di nuova Costituzione predisposto dalla Convenzione costituzionale.

La consultazione si inserisce nel quadro del processo di riforma apertosi dopo le proteste del 2019-2020: il plebiscito nazionale del 2020 aveva visto prevalere l'opzione diretta a dotare il Paese di una nuova Costituzione, superando così la Carta del 1980, approvata durante il regime di Augusto Pinochet (sebbene più volte emendata); nel 2021 si erano tenute le elezioni della Convenzione costituzionale, incaricata di redigere la nuova Carta fondamentale; il 4 luglio 2022, dopo un anno esatto dall'inizio dei lavori, era stato ufficializzato il testo della bozza della nuova Costituzione (Propuesta de Constitución Política).

La nuova Carta, di 387 articoli divisi in otto capitoli, è stata definita da molti commentatori come una delle più avanzate dal punto di vista sociale: in particolare, l'art. 1 definisce il Paese come uno «Stato sociale e democratico di diritto», «plurinazionale, interculturale, regionale ed ecologico», organizzato alla stregua di «repubblica solidale» e di «democrazia inclusiva e paritaria» Proposta di nuova Costituzione , mentre l'art. 1 della Costituzione vigente richiama una concezione funzionalista dello Stato, designato dall'art. 4 come una «repubblica democratica».

La proposta di riforma è stata infine sottoposta al vaglio del corpo elettorale: a favore (Apruebo) si sono schierate le forze politiche della sinistra (Apruebo Dignidad e Partito Umanista), del centro-sinistra (Partito Socialista e Partito per la Democrazia) e del centro (Partito Radicale e Partito Democratico Cristiano); contro (Rechazo) i partiti di centro-destra, destra ed estrema destra (Rinnovamento Nazionale, Unione Democratica Indipendente, Partito della Gente e Partito Repubblicano).

La campagna a favore del No è stata caratterizzata da ampio uso di disinformazione e fake news atte a screditare il nuovo testo costituzionale.

L'esito referendario, cui ha partecipato l'85.81 % degli aventi diritto, ha visto il rigetto della proposta con il 61.86% dei voti. Nonostante i risultati, il presidente Gabriel Boric ha indicato che questo plebiscito non era la fine del processo costituente. L'anno successivo infatti si sono svolte le elezioni del Consiglio costituzionale cileno del 2023.

Risultati

Le due opzioni figuravano sulla scheda elettorale nelle forme di Apruebo ("approvo") e Rechazo ("respingo") rispetto alla proposta di nuova Costituzione.

Risultati per regione Regione/ripartizione App. % Res. % Arica e Parinacota 33,21 66,79 Tarapacá 31,75 68,25 Antofagasta 36,77 63,23 Atacama 40,43 59,57 Coquimbo 40,11 59,89 Valparaíso 42,35 57,65 Santiago 44,74 55,26 Libertador 34,48 65,52 Maule 28,40 71,60 Ñuble 25,74 74,26 Bío Bío 30,51 69,49 Araucanía 26,30 73,70 Los Ríos 32,80 67,20 Los Lagos 30,60 69,40 Aysén 35,89 64,11 Magellano e Antartide Cilena 40,08 59,92 Estero 63,35 36,65

Analisi dei risultati Uno studio condotto da Feedback Research dopo il referendum suggerisce che la maggioranza dei cileni approva alcune delle principali disposizioni del progetto di Costituzione (istruzione superiore gratuita, definizione dell'acqua come «bene inappropriabile», sistema pensionistico e previdenza sociale gratuiti). Tuttavia, il dibattito si è concentrato sui punti più controversi: il diritto all'aborto e, soprattutto, la creazione di uno Stato plurinazionale volto a riconoscere l'esistenza di più nazioni all'interno dello stesso Stato e a conferire diritti di autonomia alle «nazioni» indigene. I partiti politici dell'opposizione e i media hanno insistito sull'ipotesi che tali disposizioni avrebbero portato a una “balcanizzazione” del Cile, mentre gli stessi indigeni, già fortemente esposti alla povertà, temevano di essere ancora più emarginati.

Note

Voci correlate Costituzione cilena del 1980 Elezioni del Consiglio costituzionale cileno del 2023

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