Si definisce antisistema (o con la locuzione inglese, anti-establishment) l'ideologia che rifiuta totalmente il sistema economico-politico e/o sociale vigente e si propone di rovesciare le fondamenta stesse dello status quo. Con lo stesso termine si indicano anche le persone o i movimenti politici che si rivedono in tale ideologia.
Il potere costituito vi si approccia lungo un range che va dall'inclusività alla tolleranza, fino all'azione penale, a seconda della metodologia che il partito antisistema presceglie per propugnare le sue idee.
Utilizzo del termine Il termine apparve nel 1717 quando i quattro fratelli Pâris di Grenoble tentarono di contrapporsi al sistema speculativo del finanziere John LawDizionario Littré, ad vocem, in un'iniziativa che, appoggiata a livello parlamentare anglo-inglese, terminò il 28 ottobre 1719.
Secondo lo storico Nicolas Lebourg, va ricondotta al termine anche la denuncia del "Systemzeit" da parte dei nazionalisti tedeschi degli anni '20, che presentava la Repubblica di Weimar tanto omogenea quanto malvagiaNicolas Lebourg, « Le Front national et la galaxie des extrêmes droites radicales », dans Sylvain Crépon, Alexandre Dézé, Nonna Mayer, Les Faux-semblants du Front national : sociologie d'un parti politique, Presses de Sciences Po, 2015, p. 121-122. Per questo autore, il concetto penetra negli ambienti neofascisti francesi a partire dal 1951 e, nel 1954, si rinviene nel Rassemblement national, che collegava una ventina di piccoli gruppi politici di estrema destra francese..
Per descrivere l'avvento della V Repubblica, nel 1960, Jean Maze diede a uno dei suoi libri il titolo "L'anti-système", mentre nel 1973 fu il partito comunista francese (PCF) ad usare il termine “antisistema” con un significato politicoÉtudes : revue fondée en 1856 par des Pères de la Compagnie de Jésus, 1 febbraio 1973, p. 183..
Infine, il termine fa ingresso nella politologia grazie a Giovanni Sartori nel 1976Tra i riconoscimenti della primazia scientifica dello scienziato della politica italiano, nel conio della relativa definizione, v. Roger Antoine, « Les partis anti-système dans la Roumanie post-communiste », Revue d'études comparatives Est-Ouest, vol. 31, no 2, 2000, p. 101-136.. Caratteristiche Benché l'espressione antisistema non abbia necessariamente una connotazione negativa, a volte i mezzi di comunicazione la utilizzano in senso peggiorativo per riferirsi a tutte quelle posizioni dissidenti o eversive rispetto al sistema imperante, fuori dal mainstream politico o sociale. Non è strano, pertanto che i mezzi di comunicazione semplifichino il suo significato, interpretando che esiste come movimento organizzato unico, di carattere violento e radicale. In questa maniera sotto il significato di antisistema si delinea in maniera inconsapevole l'attributo di violento, anche se non lo è necessariamente.
Il partito politico antisistema Il concetto classico di partito antisistema "è legato al magistrale Parties and Party Systems di Giovanni Sartori, che ne propone la seguente definizione: «un partito può essere definito antisistema ogniqualvolta mini la legittimità del regime al quale si oppone»"Mattia Zulianello, UN GOVERNO «ANTISISTEMA»?, Il Mulino, 12 giugno 2018..
Vocazione costituente
Il mutamento della forma di Stato o della forma di governo può rappresentare la ricaduta istituzionale di un partito o movimento antisistema. In una democrazia, questo rappresenta un elemento di forte stress della natura inclusiva dell'ordinamento costituzionale, perché il valore della partecipazione e della tolleranza devono bilanciarsi con quello della persecuzione penale dei delitti contro la personalità dello Stato: elemento dirimente in uno Stato di diritto - per bilanciare i due valori - è la natura violenta o meno dei mezzi prescelti dal partito antisistema per conseguire i suoi scopi.
Una specifica enunciazione dei metodi, che non pongono a rischio la sopravvivenza della democrazia, proviene da Karl Loewenstein: «un partito può condurre una campagna in favore di cambiamenti legislativi o delle stesse strutture costituzionali dello Stato a due condizioni: (1) i mezzi utilizzati a questo scopo devono essere, sotto tutti i punti di vista, legali e rispettosi del principio democratico; (2) i cambiamenti proposti devono essere compatibili con i principi democratici fondamentali»Karl Loewenstein, “Democrazia militante e diritti fondamentali”, in American Political Science Review 31/1937, pp. 417-433 e pp. 638-658..
Vi sono ordinamenti che sono più rigorosi nella valutazione dei criteri secondo cui reagire alla minaccia antisistema: li si definisce a "Democrazia militante" o a democrazia protetta (Streitbare Demokratie). Note
Voci correlate Antipolitica Populismo
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