Dati storici e culto Cherémone era vescovo di Nilopoli e subì la persecuzione all'epoca dell'imperatore Decio (249-251). Annick Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), École Française de Rome, Roma, 1996, pp. 21, 291 e 780. Di lui parla san Dionisio, patriarca di Alessandria (248-264), in una lettera scritta a Fabio, vescovo di Antiochia (ca. 253-256). Per fuggire la persecuzione e la morte, Cherémone scappò assieme alla moglie sulle montagne, e non fu visto mai più; non si conosce null'altro di questo vescovo.
Il suo nome fu inserito al 22 dicembre da Adone di Vienne nel suo martirologio, e da qui passò nel Martirologio Romano, che lo ricorda assieme ad altri martiri anonimi, di cui parla san Dionisio, che subirono la persecuzione nello stesso periodo di Cherémone:Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 960.
Note
Bibliografia Giovanni Lucchesi, Cheremone, vescovo di Nilopoli, in «Bibliotheca Sanctorum», vol. III, coll. 1187-1188 Hippolyte Delehaye, Les martyrs d'Egypte, «Analecta Bollandiana» XL (1922), pp. 15-16
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