È stata definita "la fotografa del Bauhaus", per aver documentato tra il 1924 e il 1928 l'architettura degli edifici (esterni ed interni) delle sedi di Weimar e Dessau, gli oggetti di design realizzati nei laboratori della scuola e i loro maestri e produttori, interpretati attraverso l'estetica della Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività), una corrente dell'avanguardia fotografica tedesca.

Durante la sua lunga carriera, durata circa sette decenni, oltre all'attività svolta durante il periodo Bauhaus e proseguita dopo la fuga dalla Germania nazista come fotografa di architettura e ritrattista, si occupò di giornalismo, storia e critica dell'arte, tecnologia riproduttiva basata sulla stampa, biblioteconomia.. Scrisse numerosi testi, in parte pubblicati e in parte inediti, comprese decine di recensioni di libri e mostre.

Biografia

Lucy Schulz nacque il 17 maggio 1894, durante gli ultimi anni dell'impero austro-ungarico, in una famiglia ebrea non praticante, nel quartiere Karlín di Praga, un'enclave di lingua tedesca. Dai diari scritti durante la sua adolescenza (1907-1915), rivelatori della sua inclinazione artistica, si apprende che tenne corrispondenza in lingua inglese con amici di penna negli Stati Uniti e che fra le sue letture vi furono Thomas Mann e Leo Tolstoj.

Una ricevuta allegata alle pagine dell'anno 1914 attesta che durante la prima guerra mondiale, l'allora ventenne Schulz fece una donazione di cinque corone "alle famiglie della guerra austriaca", probabilmente guadagnate lavorando presso lo studio legale del padre.

Dopo essersi diplomata come insegnante di tedesco e inglese nel 1912, studiò filosofia, filologia e storia dell'arte all'Università tedesca di Praga.

Trasferimento in Germania Nel 1914 si trasferì in Germania, dove trovò lavoro come critica teatrale in un giornale di Wiesbaden. Nel febbraio 1915, nelle pagine del suo diario registrò il suo interesse per la fotografia.

Nel 1917 si stabilì a Lipsia, dove lavorò per l'editore Kurt Wulff alla Hyperion Verlag. Nel 1918 il suo impiego presso l'editore BG Teubner fu per lei decisivo, ponendola in contatto con gli attivisti del Freideutsche Jugend, un'unione di studenti fondata in ottobre 1913, fra i cui membri vi erano Paul Vogler e Friedrich Vorwerk..

Prima della fine del 1918, Lucia Schulz soggiornò per alcuni mesi con Vorwerk a Barkenhoff, residenza dell'artista Heinrich Vogeler, vicino a Brema, trasformata da questi in una comune agricola sperimentale e divenuta la sede della colonia di artisti di Worpswede e centro dell'ala sinistra della Freideutsche Jugend.. Moholy durante la sua permanenza a Barkendorff si formò alle idee anarco-comuniste, socialiste religiose e ai principi filosofici anti antropocentrici e neovitalisti professati da Vogeler e da altri membri della comune.. Nel giugno 1919 contribuì con Vogeler ed Ernst Fuhrmann (1886-1956), teorico anarchico del biocentrismo, al numero unico di Neubau (Nuova costruzione), il periodico di Barkenhoff, e scrisse saggi politicamente impegnati per diverse riviste tedesche sotto lo pseudonimo di Ulrich Steffen, fra cui l'articolo Der Kommunismus, wie er ist, wie er sein soll und wie er gesehen wird (trad.: Il comunismo, così com'è, come dovrebbe essere e come si vede) pubblicato sul primo numero di Kampfruf, un mensile dedicato alla propaganda comunista..

Vogeler, che dopo il suo ritorno dalla grande guerra si era unito al Partito Comunista di Germania e aveva partecipato alla breve esperienza della Repubblica Sovietica di Brema, nelle sue memorie ricordò come "l'attuale moglie (e fotografa molto brava) del pittore astratto Moholy-Nagy”, con l'amica comunista Klara Moller, avesse svolto attività di intelligence fornendo informazioni agli operai combattenti e avesse assistito i feriti durante la repressione del Soviet il 4 febbraio 1919..

Nell'ottobre 1919 Lucia Schulz pubblicò il testo filosofico Symbole nella rivista Freideutsche Jugend, nel quale sostenne "un monismo antireligioso e haeckeliano in armonia con il misticismo della natura di Vogeler.".

Da dicembre 1919 alla fine di marzo 1920, grazie ai contatti maturati all'interno del movimento giovanile tedesco, Moholy trovò impiego ad Amburgo presso la Freideutscher Jugendverlag (Casa editrice della Libera Gioventù Tedesca) di Adolf Saal, luogo di incontro di intellettuali socialmente impegnati, dove probabilmente fece conoscenza, tramite Paul Vogler, della sorella di questi, Elisabeth Vogler, pedagoga e danzatrice, e di Marie Buchhold, che avrebbero fondato nel 1923 la comune e scuola femminile di Schwarzerden.

1920-1928

Matrimonio Nell'aprile 1920 Lucia Shultz, attraverso la cerchia di amicizie di Friedrich Vorwerk conobbe László Moholy-Nagy (1895-1946), un giovane artista emigrato dall'Ungheria, con cui condivise l'impegno pacifista, l'estetica espressionista e l'attivismo nella sinistra radicale.

Alla fine del 1920, mentre Lucia Shultz si stava dedicando con maggiore impegno alla fotografia e la sua reputazione di fotografa era in ascesa, la coppia entrò in contatto con i circoli artistici radicali di Berlino, avvicinandosi alle posizioni di Raoul Hausmann, Hannah Hoch, El Lissitzky, Adolf Behne, critici nei confronti dell'espressionismo..

Schulz e Moholy-Nagy si sposarono il 21 gennaio 1921. Nei primi anni di matrimonio la coppia si sostenne economicamente grazie ai proventi del lavoro di redattrice di Lucia presso alcuni editori, fra cui il berlinese Ernst Rowohlt.

Condivisione delle utopie sociali

Da metà luglio a metà settembre del 1922, i Moholy soggiornarono in una fattoria a Weyhers e visitarono Loheland (Loheland Schule für Körperbildung, Landbau und Handwerk)., la scuola femminile sperimentale d'arte e di "intellettualismo utopico", situata vicino a Fulda, ai piedi dei monti Rhön, fondata nel 1912 da una coppia di amiche, Hedwig von Rohden (1890-1987) e Louise Langgaard, allo scopo di formare una "nuova generazione di donne" attraverso un'educazione olistica ispirata all'antroposofia di Rudolf Steiner, che teneva uniti arte, ginnastica e danza, lavoro manuale, apprendimento..

In quell'occasione i Moholy, per stessa ammissione di László Moholy-Nagy in uno dei suoi scritti, avrebbero tratto ispirazione dal lavoro di una "Loheländerin", probabilmente Bertha Günther,Nei suoi scritti, tuttavia, László non avrebbe fatto alcuna menzione di Bertha Günther, così come sarebbe stata in seguito omessa da molti studi del fotografo ungherese - fra cui il famoso Malerei, Photografie, Film (1925) - la collaborazione prestata dalla moglie. per lo sviluppo della tecnica del fotogramma, ossia per la produzione di immagini create senza l'ausilio della macchina fotografica, posizionando gli oggetti su un foglio di carta sensibile all'esposizione della luce. Tra il 1920 e il 1922 Bertha Günther avrebbe infatti realizzato un'opera di fotogrammi con composizioni di fiori, foglie ed erbe, e dopo la loro visita a Loheland i Moholy avrebbero cominciato a lavorare sui fotogrammi e a riflettere sulle loro implicazioni dal punto di vista della teoria della visione.Nel 1922, dopo il soggiorno estivo a Rhön, László Moholy-Nagy pubblicò nella rivista olandese De Stijl, fondata da Theo Van Doesburg e Piet Mondrian, l'articolo Production-Reproduction, scritto in collaborazione con la moglie, ma di cui omise il contributo. In esso distinse l'arte come "attività creativa" al servizio del progresso e dell'espressione umana, dall'arte "riproduttiva", limitata alla reiterazione di relazioni già esistenti e al consolidamento di vecchie abitudini. Alla prima - caratterizzata ad esempio dalla sperimentazione di nuove tecnologie, ad esempio in campo ottico (fotografia) e acustico, in grado di tenere in allenamento gli apparati funzionali umani - era attribuita la capacità di realizzare "relazioni nuove, ancora sconosciute.” Cfr.: ;

Le esperienze di radicalismo sociale maturate da Lucia Moholy nella comune di Barkenhoff tra il 1918-1919, la frequentazione della scuola di Loheland in cui venivano sperimentati nuovi modelli pedagogici e di vita collettiva e, a partire dal 1923, quella della comune femminile di Schwarzerden (trad.: Terra nera), fondata dalla poetessa Marie Buchhold e dalla pedagoga Elisabeth Vogler - visitata e fotografata numerose volte da Moholy tra il 1922 e il 1930 - sono stati descritti dalla studiosa Sandra Neugärtner come una delle forme dell' "attivismo comunista" della giovane berlinese. e indicati da Jordan Troeller come esempio di un "comunalismo femminile consapevole dell'ambiente tra le due guerre in Germania".

L'influenza di questo ambiente e della cerchia di amicizie in cui si formò Lucia Moholy si sarebbe estesa anche allo stile di vita e alle convinzioni del marito, László Moholy-Nagy. Negli anni precedenti alla carriera tedesca pre-Bauhaus e durante il suo stesso incarico presso questa scuola, prima a Weimar e poi a Dessau, l'artista ungherese avrebbe messo in pratica le idee pedagogiche e filosofiche apprese nel contesto della Freideutsche Jugend e delle utopie sociali rappresentate dalle comuni associate, Barkenhoff e Loheland, a cui Lucia lo aveva introdotto., 335 Il pensiero utopico sarebbe rimasto "al centro delle loro visioni e concetti"..

Gli anni del Bauhaus (1923-1928)

Nel 1923 László Moholy-Nagy ricevette l'incarico di insegnare al Bauhaus di Weimar da Walter Gropius, fondatore della scuola, dopo che questi, l'inverno precedente, aveva visitato una sua mostra alla galleria Der Sturm di Herwarth Walden a Berlino, che includeva i suoi primi fotogrammi.. A Weimar l'artista ungherese condivise con Josef Albers il posto del pittore svizzero Johannes Itten, "Meister" del corso preparatorio alla formazione artistica e ai principi del design, necessario per individuare le competenze e le attitudini degli studenti iscritti al fine di indirizzarli in uno dei laboratori della scuola. Moholy-Nagy sostituì Itten anche nella direzione del laboratorio di lavorazione dei metalli, affidato temporaneamente, prima del suo arrivo, a Paul Klee e Oskar Schlemmer, e detenne questo incarico fino al 1928.

Lucia Moholy, già in possesso di una quasi decennale esperienza professionale nella tecnologia di stampa, al momento del suo arrivo a Weimar approfondì le sue conoscenze nello studio fotografico Bauhaus di Otto Eckner.Nella prima fase di vita del Bauhaus la fotografia non venne accettata come genere artistico indipendente. Solo nel 1929 venne realizzato un laboratorio specifico per la fotografia. Cfr.: . Nel 1924 e 1925, frequentò i corsi di fotografia di riproduzione presso l'Accademia di arti grafiche e del libro di Lipsia (Akademie für Graphische Künste und Buchgewerbe), specializzandosi in fotografia e nei processi in camera oscura. Al termine dei corsi, applicò quanto appreso e la sua esperienza editoriale al servizio della scuola, fornendo le sue foto - Ilse Gropius aggiungeva i testi - per il lavoro di pubbliche relazioni, per i materiali di marketing e per i cataloghi di vendita della scuola.

Anche se non ricopri ufficialmente alcun incarico di insegnamento, grazie alla sua esperienza e alla sua conoscenza del mezzo, Lucia Moholy fu probabilmente la prima istruttrice di fotografia della scuola, dal 1925 punto di riferimento per gli studenti e gli appassionati di questa tecnica.

Nel 1925 il libro Malerei, Photografie, Film (1925; Pittura, Fotografia, Film) venne pubblicato solo con il nome di László Moholy-Nagy, anche se lei aveva contribuito a tutta la sperimentazione. Questa mancanza di riconoscimento riguardò anche altri studi e pubblicazioni, divenute famose esclusivamente come opera del marito.

Nel 1926, con il trasferimento della scuola a Dessau, la coppia si stabilì nel nuovo campus, in una delle residenze dei maestri (Meisterhäuser). In questo periodo Lucia Moholy divenne amica intima di Florence Henri, che le fece da modella per i suoi ritratti ravvicinati e astratti.