La flora e la fauna del Niger sono piuttosto varie. Le aree protette coprono una superficie complessiva di circa 8,5 milioni di ettari, pari al 6,6% dell'area totale del paese, una cifra che dovrebbe raggiungere alla fine l'obiettivo dell'11% fissato dalla IUCN grazie alla creazione di ulteriori riserve. La gazzella dama (Nanger dama) è diventata il simbolo nazionale. Con il nome hausa meyna o ménas, la gazzella dama compare sullo stemma della nazionale di calcio del Niger, i cui giocatori vengono chiamati popolarmente Ménas.
Ci sono 138 specie di mammiferi in Niger, di cui 4 in pericolo critico, 3 in pericolo, 9 vulnerabili e 7 prossime alla minaccia. Una di esse sopravvive ormai unicamente in cattività. BirdLife International ha segnalato la presenza di 507 specie di uccelli, di cui 31 più o meno minacciate e una introdotta; è possibile che altre specie non siano ancora state localizzate, nonostante la scarsa copertura vegetale.
La conservazione della natura è assicurata da leggi e regolamenti emanati dal governo del Niger, che ha imposto un divieto di caccia permanente in modo da garantire la sopravvivenza di specie come leoni, ippopotami e giraffe. L'arrivo delle cicogne di Abdim (Ciconia abdimii) preannuncia l'imminente stagione dei monsoni, avvisando i contadini di preparare la terra per le future operazioni agricole.
Lo Iullemeden, una falda acquifera che garantisce una grande quantità di risorse idriche, alimenta il Niger e gli stati limitrofi di Mali e Nigeria ed è oggetto di un attento monitoraggio; questi paesi stanno tentando congiuntamente di fermare il suo sfruttamento eccessivo, che sta causando non solo l'abbassamento del livello delle acque sotterranee, ma anche la scomparsa del lago Ciad e la diminuzione della portata del fiume Niger, da cui dipende in gran parte la fauna selvatica del paese.
Disposizioni legali
Le leggi coloniali francesi costituirono la base dell'attuale legislazione ambientale. La caccia venne ufficialmente vietata nel 1974. Negli anni dopo l'indipendenza, per la conservazione della natura sono state emanate leggi sotto forma di atti e regolamenti ed è stato istituito un gran numero di riserve naturali e parchi nazionali.
Atteggiamenti della popolazione nei confronti dell'ambiente Sebbene nel paese non manchino leggi e atti per il corretto sfruttamento delle acque, delle foreste e degli alberi che si trovano su terreni coltivati, della flora e della fauna, il problema principale è stabilire un adeguato meccanismo per la loro attuazione. Tra la popolazione persiste l'idea generale che il mondo naturale non sia di alcuna utilità.
Tuttavia, alcune popolazioni locali di certe regioni hanno sentito il bisogno di preservare determinate specie di uccelli e foreste sacre per i posteri. Sulle montagne dell'Aïr vicino a Tchirzorone, un marabutto locale (un leader religioso) impedisce l'abbattimento degli alberi e l'uccisione degli animali. Anche le piante vengono preservate per le loro proprietà medicinali. In alcune zone l'arrivo delle cicogne di Abdim (Ciconia abdimii) preannuncia l'imminente stagione dei monsoni, avvisando i contadini di preparare la terra per le future operazioni agricole.
Il paese dipende strettamente dalle istituzioni internazionali e dalle ONG per quanto riguarda la conservazione della natura, dato che le finanze dello stato sono inadeguate per far fronte alle spese.
Geografia
Paese senza sbocco sul mare della regione subsahariana, il Niger ha una topografia caratterizzata da dune di sabbia, deserti e alture, distribuiti su tre ampie fasce: la zona desertica settentrionale, la zona semiarida centrale e la fertile zona sud-occidentale. Condivide i confini internazionali con sette paesi, Nigeria, Ciad, Algeria, Mali, Burkina Faso, Benin e Libia: la fauna può così passare liberamente da un paese all'altro, rendendo così necessaria la creazione di parchi nazionali e riserve gestite dalla cooperazione congiunta di più paesi.
Il Niger è un paese relativamente pianeggiante, con un'altitudine media compresa tra 200 e 500 metri. I bassopiani sono costituiti prevalentemente da sedimenti terziari disposti in strati orizzontali. Altopiani creati da depositi di sedimenti sono sovrapposti a formazioni di laterite non soggette ad erosione. I depositi di sabbia sono una caratteristica comune nelle zone più basse. Le zone montuose sono costituite dalle pittoresche montagne dell'Aïr nella parte centro-settentrionale, culminanti con il monte Greboun ( m), dall'altopiano del Djado nel nord-est, con un'altitudine variabile tra 800 e , e dal massiccio di Termit, che forma la parte centro-orientale del paese, dall'altitudine massima di 710 m.
In tutte queste zone collinari le precipitazioni sono più abbondanti rispetto a quelle dei bassopiani che le circondano. Questa condizione determina anche la vegetazione delle zone collinari, dove sono state segnalate perfino specie mediterranee e afromontane. Oltre al fiume Niger, l'altra fonte di acqua superficiale perenne è il fiume Komadougou Yobé. Nella regione meridionale del paese, dove le precipitazioni sono adeguate e il terreno è fertile e boscoso, viene praticata l'aridocoltura.
Le acque che drenano da queste catene montuose confluiscono tutte nel fiume Niger, l'unico fiume perenne del paese, che scorre nel sud-ovest. La sua acqua è di importanza cruciale per la sopravvivenza della fauna selvatica. Un'altra importante fonte di acqua superficiale è il lago Ciad, uno specchio d'acqua effimero che si riempie solo durante la stagione delle piogge e si riduce ad un insieme di pozzanghere durante la stagione secca (da gennaio a maggio). Nel corso degli anni la sua estensione si è inoltre ridotta sempre più.
Non meno importanti sono le acque sotterranee della ricca falda acquifera nota come «Iullemeden», che si estende fin nei limitrofi paesi di Mali e Nigeria ed è in una fase di sovrasfruttamento. I tre paesi hanno messo in atto una serie di leggi per impedire un prelievo eccessivo che eviti l'abbassamento della falda freatica, che potrebbe avere ripercussioni anche sulla portata del fiume Niger. Un'altra fonte di acqua nelle regioni desertiche del paese sono le oasi.
Clima Il clima del Niger, che determina la distribuzione della flora e della fauna, è subtropicale a nord e tropicale a sud e i dati della stazione meteorologica di Niamey sono indicativi per l'intero paese. I periodi di siccità sono abbastanza comuni, in quanto la stagione delle piogge monsoniche è breve e la sua distribuzione all'interno delle tre regioni geografiche è variabile.
Sebbene il paese riceva una quantità media di precipitazioni annue di 600 millimetri (da maggio a settembre), esse cadono in maniera torrenziale – anche 50 millimetri al giorno – nell'arco di un periodo molto breve e questo fa sì che la quantità di acqua caduta dreni rapidamente per flusso superficiale senza arricchire la falda acquifera sottostante. Questa condizione, unita alle alte temperature, provoca siccità che possono influire per molti anni sulla vegetazione.
La distribuzione spaziale delle precipitazioni varia da regione a regione. Nel nord del paese, nella regione sahariana (che copre più o meno il 50% della superficie del Niger) cadono appena 100 millimetri o meno di pioggia all'anno; le praterie del Sahel, nel sud, ricevono 150-350 millimetri di pioggia durante i mesi monsonici di giugno-agosto, e nella regione saheliana meridionale la piovosità annuale varia tra 350 e 600 millimetri durante i mesi monsonici di giugno-settembre.
Le temperature medie oscillano tra un massimo di 50 e un minimo di 30 °C. Temperature più miti si registrano durante i tre mesi di dicembre, gennaio e febbraio. A queste condizioni così estreme si deve la scarsa varietà floristica del paese: anche nella fascia di savana le erbe sono piuttosto rade. L'escursione termica annuale nel nord-est e nel sud-ovest è rispettivamente di 16 e di 9 °C.
Parchi nazionali e riserve
Le aree protette del Niger coprono una superficie pari a circa il 7,7% del paese. Sei delle riserve rientrano a pieno nei criteri categorizzati dalla IUCN. Le aree protette del paese sono: la riserva naturale dell'Aïr e del Ténéré ( ettari), che comprende il santuario dell'Addax ( ettari), la riserva faunistica di Tamou ( ettari), la riserva faunistica di Gadabédji ( ettari), la riserva del Tadrès, la riserva di Tamou, la riserva faunistica di Dosso ( ettari), il Dallol Bosso, l'area umida di Kokorou, la riserva naturale del massiccio di Termit e il parco nazionale W ( ettari).
Oltre a queste vi sono 79 riserve forestali che coprono ettari e 51 aree di ripristino e protezione del territorio di ettari che si estendono in tutte e tre le regioni geografiche; queste sono amministrate dalla Direction de l'Environnement del Ministero dell'idraulica e dell'ambiente (MHE). È stata proposta inoltre l'istituzione di alcune riserve di pesca per preservare le risorse acquatiche. Quattro zone umide sono state incluse nella Convenzione di Ramsar sulle zone umide.
Il parco nazionale W
Il parco nazionale W, che si estende su un'area di ettari, si trova 125 chilometri a sud di Niamey, la capitale del Niger, nell'angolo sud-occidentale del paese. Questo parco transfrontaliero si chiama così perché sorge su un'ansa del fiume Niger che in questo punto si snoda a formare la figura della lettera «W». Trattandosi di un parco transfrontaliero, la sua gestione è sotto il controllo di Benin, Burkina Faso e Niger. Esso ospita quattro dei cosiddetti «cinque grandi dell'Africa» – l'elefante, il leone, il bufalo cafro e il leopardo. All'interno del parco, l'habitat della savana copre una superficie di km².
Il parco presenta una ricca avifauna, ben 450 specie segnalate, «una delle più alte del mondo» Tra le specie più comuni da avvistare vi sono ippopotami, sciacalli e molti tipi di scimmie, serpenti e rettili. È un sito patrimonio dell'umanità e anche riserva della biosfera. Nel parco vive l'ultima popolazione rimasta di giraffa dell'Africa occidentale (Giraffa camelopardalis peralta).
La riserva dell'Aïr e del Ténéré La riserva dell'Aïr e del Ténéré è un'area di km² (l'Aïr è un massiccio montuoso e il Ténéré un'area desertica) che è stata designata patrimonio dell'umanità già nel 1991, sebbene figuri tra quelli in pericolo dal 1998. Comprende la metà orientale delle montagne dell'Aïr e quella occidentale del deserto del Ténéré. È la seconda riserva naturale più grande dell'Africa e la quarta più grande del mondo.
La riserva è ricca di flora e fauna. La popolazione di struzzi qui presente è in diminuzione, ma l'associazione Sahara Conservation ha messo in atto appositi programmi di conservazione per favorirne il recupero. Essa racchiude la riserva naturale integrale del santuario dell'Addax, creata nel 1988 e nucleo centrale dell'area protetta, istituita specificatamente per proteggere l'addax (Addax nasomaculatus). È anche stata identificata da BirdLife International come Important Bird Area.
La riserva del massiccio di Termit
La superficie della riserva del massiccio di Termit è stata ulteriormente ampliata nel 2012. Oggi, con un'area di km², è la più grande riserva singola dell'Africa. Nel 1998 è stata dichiarata area destinata alla conservazione delle antilopi del Sahara, in quanto presenta una combinazione di habitat deserti e montani che si estendono sia attraverso la fascia sahariana che quella saheliana del paese. L'intera area del massiccio di Termit e del deserto di Tin-Toumma è considerata un hotspot di biodiversità. Ospita una fauna propria delle zone aride comprendente specie come l'addax, la gazzella dorcade, il ghepardo, la capra berbera, la iena striata, l'otarda nubiana e quella araba e la testuggine sulcata. In essa ha trovato rifugio anche la gazzella dama, una specie in pericolo critico.
Flora e fauna