Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera è un corpo tecnico della marina militare italiana, con compiti di polizia marittima in merito alla sicurezza della navigazione, di tutela dell'ambiente marittimo ed altre competenze previste dalla legge.

Venne creato col regio decreto 20 luglio 1865, n. 2438. Al 2019 disponeva di un organico di circa 11.000 unità, tra ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa.

Storia Negli Stati italiani preunitari Le repubbliche marinare lasciarono in eredità le loro solide istituzioni marittime e il corpus legislativo del mare agli stati preunitari della penisola italiana, che li adottarono adeguandone gli ordinamenti alle loro esigenze temporali.

Gli antichi stati preunitari italiani disponevano ognuno di un proprio ordinamento: ad esempio, la Real Marina del Regno delle Due Sicilie, composta nei porti principali del Regno dal capitano di porto e dal controllore dei dazi, alle dipendenze del ministro della Marina; il capitano del porto di Livorno era il responsabile dei porti e della Marina mercantile del Granducato di Toscana, mentre nel Regno sardo piemontese vi erano due distinti corpi istituzionali, i consoli e i vice-consoli, ai quali era devoluta l'amministrazione della Marina mercantile e i capitani e gli ufficiali di porto, appartenenti al Corpo dello stato maggiore dei porti, ai quali era affidato il comando dei porti, la polizia e i servizi tecnico-nautici.

L'unità d'Italia e la creazione Dopo la proclamazione del Regno d'Italia allo scopo di unificare degli ordinamenti portuali previgenti nel neonato Stato d'Italia, venne emanato il regio decreto 20 luglio 1865, n. 2438 che creò un nuovo ordinamento statuale e una nuova istituzione per la disciplina dei porti e delle attività marittime. Lo stesso decreto istituì il nuovo Corpo delle Capitanerie di Porto che sostituì e soppresse i consoli di marina e il corpo dello stato maggiore dei porti.

Il Corpo delle capitanerie di porto era all'epoca un corpo civile inquadrato militarmente e formato da capitani di porto di 1ª, 2ª e 3ª classe, ufficiali di porto 1ª, 2ª e 3ª classe e applicati di porto. Le giurisdizioni marittime erano costituite da compartimenti e circondari marittimi; i primi erano affidati al comando dei capitani, mentre i secondi erano di competenza degli ufficiali di porto. Al Corpo, erede delle precedenti istituzioni sabaude, fu dato carico di molteplici attività, dalla regolamentazione delle attività marittime, a funzioni meno mercantili come gli arruolamenti militari marittimi. Successivamente, con , venne creato lIspettorato generale del corpo delle capitanerie di porto, con competenza su tutti gli organi periferici.

L'inizio del XX secolo ed il primo impiego operativo

Il Corpo fu impiegato in vari teatri bellici, come ad esempio nella guerra italo-turca, e nelle varie fasi delle guerre coloniali italiane. Con lo scoppio della prima guerra mondiale partecipò al servizio di mobilitazione del personale militare, alla difesa delle coste, all'impiego e alla requisizione del naviglio mercantile per uso bellico, all'azione di polizia militare e soprattutto l'organizzazione e il funzionamento dell'attività portuale, indispensabile per assicurare l'approvvigionamento degli eserciti operanti. Con Decreto luogotenenziale del 3 febbraio 1918 il Ministro della Marina affidò definitivamente alle capitanerie di porto i servizi che interessavano la difesa militare e perciò tutti gli appartenenti al Corpo furono militarizzati per la durata della guerra in corso, con proroga di un semestre oltre la firma dei trattati di pace. Il Corpo fu definitivamente inquadrato militarmente nel mese di novembre del 1919Regio decreto n. 2349 del 27 novembre 1919. e infine entrò a far parte dei corpi della Regia Marina nel settembre del 1923.Regio decreto n. 2068 del 10 settembre 1923. Con il successivo Regio Decreto 3235 del 1923, vennero istituite le Direzioni marittime, alle quali fu demandato un certo numero di competenze, in precedenza riservate al Ministero. Nel contempo nacquero le capitanerie coloniali, nei territori entrati a far parte del Regno d'Italia.

Con il regio decreto legge 11 novembre 1938 n. 1902 l'ispettorato generale veniva soppresso e in sua vece istituito il Comando generale delle capitanerie di porto, retto da un ammiraglio di squadra, ridisegnandone organici e organizzazione.

La seconda guerra mondiale e la guerra civile in Italia

Nel corso della seconda guerra mondiale estese la competenza anche nei territori via via occupati (Francia, Jugoslavia, Grecia, Tunisia), con la creazione di nuovi uffici di porto. Con la perdita dei territori in Africa e in Dodecanneso, il personale delle Capitanerie non rimpatriato, divenne prigioniero di guerra.

Durante la guerra civile in Italia e la divisione del territorio tra la Repubblica sociale italiana ed il Regno del Sud, a seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943, mentre nel Regno vigeva il preesistente ordinamento, con il comando generale a Taranto, nel nord Italia vennero istituiti presso il trasferito Ministero delle Comunicazioni, la Direzione generale della marina mercantile e il Comando generale delle capitanerie di porto, con sede a Verona e successivamente a Milano.

Queste due istituzioni, sorte in situazioni molto emergenziali, furono di grande utilità nella tutela del naviglio nazionale, dei porti e nella salvaguardia delle istituzioni marittime in genere.

Il secondo dopoguerra La ricostruzione interessò tutti i porti della penisola e delle isole, totalmente distrutti, sia strutturalmente sia negli arredi, senza tralasciare il naviglio, completamente distrutto e la rinascita vide protagonisti anche gli uomini del Corpo, attivi anche nei settori economici, oltre che nel ruolo che compete loro di gestione dei porti e dell'amministrazione tecnico giuridica della navigazione marittima. Il "Comando generale delle capitanerie di porto", nel 1948, lasciò il posto a un ricostruito "Ispettorato generale delle capitanerie di porto", al cui Comando fu preposto l'Ufficiale Ispettore più anziano di grado in servizio permanente effettivo, appartenente ai ruoli del Corpo, e in questo contesto il Corpo fu posto alle dipendenze dell'allora Ministero della marina mercantile. Nel 1968 fu demandata direttamente al Corpo la gestione dei mezzi navali destinati ai compiti istituzionali. La nascita della componente aerea del Corpo avvenne nel 1988 quando furono acquisiti i primi quattro velivoli della linea Piaggio P166.

La Guardia costiera Con il Decreto interministeriale dell'8 giugno 1989 fu istituita la "Guardia Costiera", quale articolazione operativa delle Capitanerie di porto, costituita dalle proprie componenti operative aeronavali.

Dal 1996 con una serie di accorpamenti gli uffici delle capitanerie di porto passarono al Ministero dei trasporti e della navigazione, nato dalla soppressione del Ministero della marina mercantile. Con la riforma Bassanini del governo D'Alema I di cui al d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300, entrata in vigore nel 2001 col governo Berlusconi II, il "Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera", è stato inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conservando l'appartenenza alla Marina Militare ed il collegamento con il Ministero della difesa per le funzioni di ordine militare, assicurate in regime di concorso.

Organizzazione e struttura

Al suo vertice vi è il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera che ha sede a Roma (nel quartiere EUR) presso il palazzo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. La carica è ricoperta da un ammiraglio ispettore capo mentre un ammiraglio ispettore ricopre la carica di vice comandante generale del corpo.

Ai sensi del Codice della navigazione, le articolazioni territoriali del Corpo sono le Direzioni marittime, le Capitanerie di porto (denominazione degli uffici dei Compartimenti marittimiAi sensi dell'articolo 2 del D.P.R. 328 del 1952 "Regolamento attuativo del Codice della Navigazione (parte marittima)"), gli Uffici circondariali marittimi, gli Uffici locali marittimi, nonché le Delegazioni di spiaggia.

Assetto territoriale L'organizzazione a livello territoriale è stata definita con il decreto interministeriale dell'8 giugno 1989.[Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 giugno 1989, n. 14. Essa è attualmente ripartita in: 1 MARICOGECAP - Comando generale, con funzioni di centro nazionale di soccorso in mare (IMRCC) 15 DIREZIOMARE - direzioni marittime, cui fanno capo altrettanti centri secondari di soccorso (MRSC) 55 COMPAMARE - compartimenti marittimi-capitanerie di porto 51 CIRCOMARE - uffici circondariali marittimi 128 LOCAMARE - uffici locali marittimi 61 DELEMARE - delegazioni di spiaggia

È inoltre presente nei porti italiani per il tramite degli uffici della capitaneria di porto.

Reparti specifici Reparti con competenze dedicate Reparto ambientale marino, di supporto al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Reparto pesca marittima, di supporto al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Stazione Satellitare Italiana COSPAS SARSAT a Bari, in base all'accordo operativo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile Uffici di collocamento della gente di mare, in collegamento con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Reparti subacquei La Componente subacquea della Guardia Costiera è composta da 5 nuclei operatori subacquei ubicati in tutto il territorio nazionale: 1º NOS San Benedetto del Tronto; 2º NOS Napoli (Portici); 3º NOS Messina; 4º NOS Cagliari; 5º NOS Genova.

Reparti volo La Componente Aerea della Guardia Costiera dispone di quattro basi aeree: 1ª Sezione Volo Elicotteri - dislocata a Sarzana-Luni (SP), presso MARISTAELI Luni opera dal dicembre 1991 come 1º Nucleo Aereo Guardia Costiera. Ha in servizio quattro elicotteri AW 139 CP (Nemo). 2ª Sezione Volo Elicotteri - istituita il 1º luglio 2006 a Catania Fontanarossa, presso MARISTAELI Catania. Opera con sette elicotteri AW 139, due ATR-42 e un P180. 3ª Sezione Volo Elicotteri - opera dal gennaio 2016 nella sede di Pescara, dove sono schierati un ATR-42 e 2 elicotteri AW 139. 4ª Sezione Volo Elicotteri - opera dal 17 luglio 2018 nella sede dell'Aeroporto di Decimomannu con due elicotteri AW 139.

Competenze e funzioni

I principali compiti sono la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione, la tutela dell'ambiente marino, il monitoraggio del trasporto marittimo, il controllo sulla filiera della pesca marittima. Inoltre regola e vigila sugli usi civili dei porti marittimi, delle coste e del litorale, nonché del mare.

Ha dipendenza funzionale dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al quale si riconducono i suoi principali compiti istituzionali, e dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche. Ciò in sostituzione delle attribuzioni che, fino al 1994, erano riconducibili all'ambito di competenze del soppresso Ministero della marina mercantile. Concorre inoltre ad altre funzioni di competenza del Ministero dell'Interno, del Ministero per i beni e le attività culturali, nonché del Dipartimento della protezione civile.