Fossora è il decimo album in studio della cantautrice islandese Björk (l'undicesimo, contando anche l'omonimo album solista del 1977), pubblicato dalla One Little Independent Records il 30 settembre 2022.

L'album è stato registrato prevalentemente durante la pandemia di COVID-19 e ruota attorno ai temi dell'isolamento, della perdita e del lutto, in particolare per la morte della madre di Björk, Hildur Rúna Hauksdóttir, avvenuta nel 2018. Al momento della pubblicazione, Fossora ha debuttato all'11º posto della UK Albums Chart e al 100º della Billboard 200 statunitense. L'album ha inoltre ricevuto una candidatura come Miglior album di musica alternativa alla 65ª edizione dei Grammy Awards, segnando la nona candidatura consecutiva di Björk in questa categoria.

Descrizione Annunciando in esclusiva sul The Guardian l’uscita di Fossora nell’agosto 2022, Björk ha definito il disco un «album fungo», spiegando che il titolo è la forma femminile del termine latino fossŏr, "colui che scava". Un’immagine che racchiude perfettamente lo spirito dell’opera, profondamente radicata nella terra e nella materia.

L’album nasce infatti dall’esperienza dei lockdown durante la pandemia di COVID-19, un periodo in cui la cantante ha riscoperto il legame con la sua terra natale e con una quotidianità più essenziale: da un lato la vita «da villaggio», dall’altro i DJ set organizzati per gli amici in casa o in piccoli locali. Non a caso Björk ha descritto Fossora come un disco pensato per «chi si costruisce un club nel proprio soggiorno».

Si tratta anche di un momento di profonda trasformazione personale, segnato dalla morte della madre, Hildur Rúna Hauksdóttir, nel 2018, e dalla crescita della figlia Ísadóra. Per Björk è stato un ritorno «con i piedi per terra», una riflessione che, secondo il The Guardian, guarda «ai propri antenati, ai propri discendenti e alla terra di fuoco e ghiaccio che li unisce». La stessa testata ha descritto Fossora come un album organico e arioso, radicato nella terra più che nei sogni, attraversato da un senso di calore e di respiro.

Fossora rappresenta inoltre una risposta ai due lavori precedenti. Se Vulnicura raccontava lo «stato di emergenza» emotiva seguito alla separazione da Matthew Barney e Utopia immaginava un processo di ricostruzione, questo terzo capitolo segna il ritorno alla realtà, alle radici e alla dimensione concreta dell'esistenza. Anche sul piano sonoro questa impronta "terrosa" trova una traduzione evidente nell'ampio impiego di sei clarinetti, protagonisti di gran parte dell'album.

Sui propri canali social, Björk ha raccontato che ogni suo album nasce da una sensazione, alla quale cerca poi di dare forma attraverso il suono: «Questa volta la sensazione era quella di atterrare sulla terra e affondare i piedi nel suolo». Per Pitchfork, ha spiegato che Fossora è un «album islandese: spesso disinibito e instabile, ma anche immerso nelle tradizioni corali e folk del paese», descrivendo la metafora del fungo come «qualcosa che vive sottoterra [...] . Un album di radici d'alberi sarebbe piuttosto severo e stoico, ma i funghi sono psichedelici e spuntano ovunque».

Dal punto di vista musicale, Fossora è un album eclettico. Le sonorità gabber e techno di Atopos, Trölla-Gabba e della title track Fossora convivono con gli arrangiamenti orchestrali e corali di Ovule, Sorrowful Soil, Ancestress, Victimhood e Freefall. A queste si affiancano le suggestioni folk di Fagurt er í fjörðum e Her Mother's House, mentre Allow e Fungal City, con il loro impianto acustico e il ricco impiego di strumenti a fiato, richiamano più da vicino le atmosfere di Utopia. L'album si avvale inoltre della collaborazione del cantante statunitense serpentwithfeet, dei due figli di Björk – Sindri Eldon e Ísadóra Bjarkardóttir Barney –, di Kasimyn dei Gabber Modus Operandi e del sestetto di clarinetti bassi Murmuri.

I temi affrontati in Fossora sono molteplici, ma ruotano principalmente attorno all’amore, alla morte e alla maternità.

Il tema dell’amore attraversa i brani Atopos, Ovule, Victimhood, Allow, Fungal City e Freefall, assumendo di volta in volta prospettive diverse. Il titolo del primo singolo promozionale, Atopos, pubblicato il 6 settembre, richiama il termine greco ripreso da Roland Barthes in Frammenti di un discorso amoroso. Il concetto di "atopos" indica ciò che è irriducibile a una categoria e che sfugge a ogni definizione: l’amore nasce proprio dal riconoscimento dell’unicità dell’altro, dall’attrazione verso una persona amata in quanto essere singolare e insostituibile. Ovule, secondo singolo estratto, pubblicato il 14 settembre, si ispira invece alla psicologia junghiana e indaga le diverse dimensioni dell’amore: quella ideale, legata al desiderio e alla perfezione immaginata; quella reale, fatta della quotidianità e delle sue contraddizioni; e infine quella dell’ombra, la parte più nascosta e inconscia della relazione. L’amore viene così rappresentato come un fragile ovale di vetro, una struttura delicata che contiene e riflette anche gli aspetti più profondi e sommersi dell’esperienza affettiva. Ancora legato alla dimensione degli archetipi, e in particolare a quello del vittimismo, è Victimhood, brano che rappresenta il capitolo conclusivo della «saga del divorzio» iniziata nel 2015 con Vulnicura.

Il tema della morte e quello della maternità si intrecciano nei brani Sorrowful Soil e Ancestress, legati alla scomparsa della madre di Björk. I due brani formano idealmente un dittico: il primo nasce durante la malattia della madre, mentre il secondo viene composto dopo la sua morte. Sorrowful Soil, elaborato due anni prima della scomparsa di Hildur, è stato definito da Björk come un «tentativo di scrivere un elogio funebre». Anziché concentrarsi sul tradizionale elenco di informazioni biografiche (luogo di nascita, professione, matrimonio) la cantante ha scelto di celebrare gli aspetti biologici dell’esistenza: «per esempio il fatto che la maggior parte delle ragazze nasce con circa 400 ovuli e che, nel corso della vita, dà origine soltanto a due o tre “nidi”». Ancestress viene invece composta poco dopo il funerale di Hildur ed è descritta da Björk come una risposta più personale e femminile alla tradizione dell’elogio funebre. La cantante racconta di essersi ispirata al brano islandese Grafskrift, una composizione che presenta una visione più tradizionale e patriarcale della memoria di una persona scomparsa, attraverso una successione di dati oggettivi come date di nascita e morte, professioni e relazioni. In opposizione a questo modello, Ancestress, insieme a Sorrowful Soil, diventa «un tentativo di raccontare la storia biologica ed emotiva» di Hildur. Il video musicale di Ancestress, diretto da Andrew Thomas Huang, mette in scena un funerale all’aperto in una valle dove la madre di Björk era solita raccogliere erbe. La processione coinvolge numerosi musicisti e include anche il fratello della cantante, che porta realmente l’urna contenente le ceneri della madre.

Il tema della maternità ritorna anche in Her Mother’s House, brano dedicato sia alla maternità come esperienza universale sia, più specificamente, al rapporto tra Björk e la figlia Ísadóra, che partecipa alla canzone come voce ospite.

Una diversa declinazione del rapporto con la terra e con le radici emerge invece in Fagurt er í fjörðum, il brano che rappresenta il lato più vicino alla tradizione folk dell’album. Si tratta di una reinterpretazione di appena 44 secondi di una canzone popolare islandese del XVIII secolo composta da Látra-Björg, che celebra la bellezza e la fertilità dei paesaggi islandesi durante la stagione mite, contrapponendole alla durezza estrema dell’inverno, capace di portare sofferenza e morte agli esseri umani e agli animali.

Pubblicazione In seguito all'annuncio dell'album, pubblicato il 19 agosto 2022 sulle pagine del The Guardian, il 24 agosto Björk ha svelato il primo singolo Atopos, realizzato con la partecipazione di Kasimyn dei Gabber Modus Operandi, insieme alla relativa copertina. Il brano è stato pubblicato il 6 settembre, accompagnato da un videoclip diretto da Viðar Logi, dopo essere stato trasmesso in anteprima lo stesso giorno sulla BBC Radio 6 Music. Il 31 agosto, sulle proprie reti sociali, Björk rivela anche la copertina di Fossora, realizzata dallo stesso Logi. Il 14 settembre è seguito, a sorpresa, il secondo singolo Ovule, corredato da un video diretto da Nick Knight. Il terzo singolo, Ancestress, con la partecipazione del figlio di Björk, Sindri Eldon, è stato pubblicato il 22 settembre insieme al video musicale realizzato da Andrew Thomas Huang. Il 27 settembre è stata quindi la volta della title track Fossora (feat. Kasimyn), il cui video, diretto anch'esso da Viðar Logi, è stato poi pubblicato il 30 marzo dell'anno successivo.

L'album è stato pubblicato integralmente il 30 settembre 2022, disponibile – oltre che in versione digitale e streaming – nei formati CD digisleeve, CD deluxe con libro rilegato rigido, due diverse edizioni in musicassetta e sette varianti di vinile: nero, turchese, verde scuro, bordeaux, trasparente, lime e argento.

Successivamente sono stati diffusi anche i videoclip di due brani non estratti come singoli. Sorrowful Soil, diretto da Viðar Logi, è stato presentato in anteprima il 13 novembre 2022 durante il Metaverse Music Festival sulla piattaforma Decentraland, per poi essere pubblicato sul canale YouTube di Björk il 2 dicembre. In concomitanza è stata resa disponibile anche una versione ridotta del brano, composta esclusivamente dalle parti corali. Il 5 settembre 2023 è stato infine pubblicato il videoclip di Victimhood, basato sulle illustrazioni animate di Gabríela Fridriksdóttir. Nello stesso giorno è stata diffusa sul canale YouTube di Björk anche una conversazione tra l'artista islandese e la regista dedicata alla realizzazione del video.

Tra dicembre 2022 e gennaio 2023 sono stati pubblicati in versione digitale e streaming due remix dell’album: quello di Atopos (9 dicembre), realizzato dai Sideproject, e quello di Ovule (20 gennaio), curato da Sega Bodega e Shygirl. I remix vengono pubblicati anche in formato vinile nel novembre 2023; nello stesso mese è stato inoltre pubblicato il box set "Fossoræ", contenente, oltre a diversi materiali esclusivi, cinque brani "re-immaginati" tratti dall’album. Queste nuove versioni, presentate come reinterpretazioni dei brani originali, consistono di fatto in altrettanti remix: Ancestress (Violins Version), Ancestress (Bells Version), Sorrowful Soil (Choir Version), Fungal City (Violins Version) e Allow (Emilie Nicolas Version).

Accoglienza

Alla sua pubblicazione, Fossora è stato accolto con recensioni generalmente molto positive dalla critica specializzata. Sul sito aggregatore Metacritic, che assegna un punteggio normalizzato su 100 alle recensioni della stampa specializzata, l'album ha ottenuto una media di 85/100, basata su 22 recensioni. L'aggregatore AnyDecentMusic? gli ha invece assegnato un punteggio di 7,9/10, sulla base del consenso della critica.

Nella sua recensione per AllMusic, Heather Phares ha definito Fossora «un'opera di straordinaria forza espressiva», affermando che la caratteristica fusione di innovazione ed emotività di Björk «continua a essere fonte d'ispirazione come lo è stata nel corso della sua lunga carriera». David Weaver, scrivendo per Clash, ha sostenuto che con Fossora «Björk riafferma la propria individualità, riflettendo sul suo posto nel mondo come musicista cinquantaseienne e continuando, con sicurezza, a spingersi oltre i confini sonori, dal neoclassicismo al rumore industriale». Un giudizio analogo è stato espresso da Paul Bridgewater di The Line of Best Fit, secondo cui «Fossora è un album che colpisce con maggiore forza rispetto ai suoi lavori più recenti, pur senza risultare, nella sua essenza, un disco aggressivo».