La storia del Canton Appenzello Esterno va dalla formazione del cantone nel 8 novembre 1597 dalla divisione del Canton Appenzello fino ai giorni nostri.

Il cantone nella Vecchia Confederazione

Formazione del cantone

Dopo l'atto di separazione dell'8 novembre 1597, firmato grazie alla mediazione di inviati federali, le sei Rhoden esterne di Appenzello, e cioè Urnäsch, Herisau, Hundwil, Teufen, Trogen e Gais, si organizzarono in una nuova entità statale autonoma, confinante a nord con il principato abbaziale di San Gallo, a ovest con il Toggenburgo - anch'esso posto sotto la sovranità abbaziale - a sud con Appenzello Interno e a est con il baliaggio comune del Rheintal.. I confini con i territori abbaziali, già tracciati nel XV secolo, e quelli con il Rheintal divennero definitivi fra il 1598 e il 1666. Più complesso risultò invece fissare la frontiera con Appenzello Interno: la posizione giuridica dei due conventi femminili di Wonnenstein e Grimmenstein - entrambi in Appenzello Esterno - dei villaggi di Oberegg e Reute e dei cosiddetti "beni esentati", vale a dire terreni appartenenti a forestieri o a membri di una minoranza confessionale, fu infatti oggetto di lunghe discussioni. Nel Vorderland, nel Mittelland e a Stechlenegg (Hundwil), fino al 1851 e, rispettivamente, al 1870, la frontiera tra i due semicantoni fu stabilita sulla base dei confini delle proprietà fondiarie: i terreni appartenenti a cittadini riformati erano parte di Appenzello Esterno, quelli i cui proprietari erano cattolici facevano invece parte del territorio di Appenzello Interno. Nonostante queste eccezioni, il semicantone aveva un territorio compatto e una popolazione omogenea sul piano confessionale e sociale: ciò gli permise di conseguire rapidamente una solida identità politica e giuridica. Tra il 1598 e il 1599 il cantone impose agli abitanti cattolici di convertirsi o di lasciare il cantone, creando una crisi politica con il Canton Appenzello Interno conosciuta come affare Tanner.

L'amministrazione della giustizia riprese, in genere senza modifiche, le norme statutarie contenute nel Codice del 1585 (Silbernes Landbuch). Verso il 1600 venne redatto un Codice di Appenzello Esterno, il Landbuch, che fu oggetto di varie revisioni nel 1615, nel 1632 e nel 1747, ma la prassi giuridica rimase in sostanza vincolata alle antiche tradizioni. Oltre un terzo delle condanne a morte pronunciate tra il 1598 e il 1798 riguardava casi di stregoneria (22) o di sodomia (50). Istituzione centrale indiscussa era la Landsgemeinde. Attorno al 1600 gli altri organi politici, simili a quelli dell'altro semicantone, erano il doppio Consiglio o Nuovo e vecchio Consiglio, il Gran Consiglio o Gebotener Rat, il Piccolo Consiglio o Consiglio settimanale, il tribunale dei giurati e il tribunale di bassa giustizia (Gassengericht) che infliggeva ammende per infrazioni minori. La scelta del capoluogo si rivelò difficile, a causa delle rivalità esistenti tra le diverse Rhoden, comunità politiche la cui formazione risaliva al tardo Medioevo e pertanto orgogliose della propria autonomia: nessuna di esse poteva infatti rivendicare una preminenza sulle altre in base alle dimensioni o al peso economico. Grazie alla sua posizione centrale, questo ruolo toccò a Trogen, cui vennero assegnati, con la risoluzione del 22 novembre 1597, il palazzo del Consiglio e la sede delle esecuzioni capitali (ceppi e patibolo). Trogen perse gran parte delle sue funzioni di capitale solo nel 1876, quando la sede del governo e del parlamento venne trasferita a Herisau.

XVII e XVIII secolo

Il XVII e il XVIII secolo furono caratterizzati dalla formazione dei comuni. Tra il 1648 e il 1749 nel territorio delle grandi Rhoden si costituirono 20 comuni autonomi, detti parrocchie (Kirchhören), dotati di ampie competenze. Ogni singolo comune era retto da un Consiglio, alla cui guida si alternavano il primo e il secondo "capitano" o sindaco. Il numero dei Consiglieri era compreso tra sei e 24 e variava a seconda delle dimensioni e dell'importanza del comune. Questo organo, che esercitava il potere esecutivo e giudiziario, aveva un numero di membri compreso tra sei e 24 persone, che erano nel contempo membri delle autorità cantonali. In questo periodo i nuovi comuni del Vorderland (tranne Lutzenberg) si separarono dalle rispettive chiese madri nel Rheintal.

Nel 1647 l'animosità fra le Rhoden situate rispettivamente a destra e a sinistra della Sitter, inaspritasi con la scissione del cantone di Appenzello, portò all'istituzione di un "doppio regime" che si protrasse fino al 1858: ad eccezione del cancelliere e dell'usciere, le altre cinque cariche cantonali (Landamano, Vicelandamano, tesoriere, capitano e alfiere) furono occupate contemporaneamente da due titolari che si alternavano nell'esercizio delle loro funzioni e le due regioni del semicantone nominavano ognuna un Piccolo Consiglio di 10-20 membri. Il solco tra le due parti del semicantone si approfondì a partire dal 1714 in seguito alla pace di Rorschach, dagli esiti deludenti per Appenzello Esterno, e sfociò, negli anni 1730, in un grave dissidio di politica interna, il cosiddetto Landhandel. In questa circostanza, la fazione dei "moderati" (Linde), favorevole alla politica delle autorità e alla politica segreta, si oppose a quella dei "duri" (Harte), che rivendicava maggior democrazia e trasparenza: quest'ultima ebbe infine la meglio. Il grave conflitto portò all'allontanamento dal governo di alcune personalità, a un rafforzamento della posizione dell'Hinterland e ad azioni punitive contro gli sconfitti. Tuttavia, non venne modificato il carattere ambiguo del regime, oligarchico nonostante la presenza di alcuni elementi propri della democrazia.

Pur essendo eletti dal popolo, gli alti funzionari cantonali e i membri dei Consigli cantonali e comunali esercitavano infatti il potere in modo chiaramente autoritario. Le assemblee consiliari, i cui effettivi vennero ridotti nel XVII secolo, prendevano la maggior parte delle decisioni senza consultare l'elettorato. Il diritto di iniziativa rimase un diritto della Landsgemeinde, ma venne esercitato solo in pochi casi perché fu soggetto a una rigorosa regolamentazione. Gli stretti intrecci fra le autorità cantonali e quelle comunali condizionavano la vita politica: sia nei Piccoli Consigli sia nel Gran Consiglio dominavano i rappresentanti dei comuni, le assemblee comunali erano dirette da un alto funzionario cantonale, i sindaci costituivano i due terzi del Gran Consiglio e nella Landsgemeinde godevano di un posto riservato. Malgrado la preoccupazione costante di rappresentare adeguatamente ogni regione nonostante la posizione preponderante di Trogen e Herisau, per tutto l'ancien régime il potere politico nei comuni rimase nelle mani di poche famiglie: alcune di esse furono rappresentate nel Landrat da loro esponenti sull'arco di intere generazioni.

Competenze del cantone

Il bilancio cantonale, modesto vista l'esiguità dei compiti statali, si chiudeva generalmente in attivo: dal 1603 al 1687 il patrimonio statale si moltiplicò per 11, raggiungendo la somma di fiorini. Poiché il cantone non riscuoteva né dazi né imposte, le principali fonti di entrate erano costituite da ammende, pensioni, rendite di capitali e diritti di detrazione. I comuni, che disponevano di capitali ed entrate finanziarie proprie, acquisirono progressivamente importanza quali pubblici fornitori di servizi: provvedevano ai costi della scuola, della Chiesa e della pubblica assistenza, mentre allo Stato competevano la difesa del territorio, la costruzione dei ponti e le cure ospedaliere. Tra le voci di spesa statali, circa la metà era costituita da indennizzi di vario genere a funzionari e da spese specificatamente legate all'amministrazione.

Gli affari militari erano considerati compito statale, ma anche in questo ambito un ruolo importante era demandato ai comuni e all'iniziativa privata. In caso di pericolo, le autorità formavano un Consiglio di guerra, fissavano l'ordinamento militare, organizzavano posti di guardia e ispezioni, nominavano i quadri dell'attiva e dal 1656 scelsero due comandanti cantonali (Landmajore). Alle compagnie ordinarie dell'attiva e della riserva si affiancarono, nel XVIII secolo, diversi Corpi franchi privati.

Politica federale e estera

Nel quadro della Confederazione Appenzello Esterno agiva in stretto contatto con i cantoni riformati, in particolare con Zurigo. Appenzello, cantone periferico e dalla potenza trascurabile, ulteriormente indebolito dalla divisione in due semicantoni, aveva scarso influsso sulla politica federale: alla Dieta il suo voto contava solo nei rari casi in cui i due semicantoni, quasi sempre schierati su posizioni contrapposte, agivano invece in accordo. I delegati di Appenzello Esterno assunsero talvolta il ruolo di mediatori in caso di conflitto. Quale cantone sovrano partecipava al governo del baliaggio comune del Rheintal: tra il 1597 al 1798 ne designò per sei volte il balivo. In genere, Appenzello Esterno riuscì a risolvere i problemi di vicinato sorti con Appenzello Interno e con la città e il principato abbaziale di San Gallo per lo più autonomamente, stipulando trattati. Sul piano delle alleanze, Appenzello Esterno ebbe a lungo rapporti esclusivi con la Francia: solo dal 1690 i suoi abitanti furono autorizzati ad arruolarsi quali mercenari negli eserciti di altri Stati (Paesi Bassi, Prussia, Austria, Inghilterra, Regno di Sardegna).

Repubblica Elvetica e moderna Confederazione

Repubblica Elvetica

Tra il 1798 e il 1803, quando i due semicantoni di Appenzello furono riuniti nel cantone elvetico del Säntis, la politica interna fu dominata da disordini e interventi esterni.. Già nel 1797, il vivace dibattito interno aveva portato alla decisione di sottoporre a revisione il testo costituzionale. I principali promotori del nuovo orientamento furono lo stampatore di tele indiane Hans Konrad Bondt, filorivoluzionario, e il fabbricante cotoniero Johann Ulrich Wetter, di Herisau. La tradizionale divisione fra le due parti di Appenzello Esterno si manifestò nuovamente: nell'aprile del 1798 la Landsgemeinde a sinistra della Sitter si pronunciò per la Costituzione elvetica, mentre la Landsgemeinde a destra del fiume confermò la propria fedeltà alla vecchia forma istituzionale. Dopo la precipitosa fuga delle autorità conservatrici all'inizio di maggio, i comuni si diedero nuovi organi direttivi: tre amministrazioni distrettuali vennero create a Herisau (Hinterland), Teufen (Mittelland) e Wald (Vorderland). In un primo momento, sei dei 14 rappresentanti del Säntis al Gran Consiglio e al Senato Elvetico provenivano dal rivoluzionario Hinterland. Ben presto gli oneri militari del periodo 1799-1802 produssero un deterioramento del clima politico e delle condizioni di vita: nell'agosto del 1802 i fautori del vecchio ordinamento poterono dunque definitivamente riconquistare il potere.

Epoca della Rigenerazione

Gli anni dal 1802 al 1818, durante i quali fu in carica il Landamano Jacob Zellweger, furono segnati da un lato da tendenze restauratrici, dall'altro da insoliti tentativi di riforma: il ripristino del canton Appenzello con l'Atto di mediazione del 1803 segnò un ritorno al vecchio sistema politico e a condizioni di governo autoritarie. Tuttavia dal 1805 al 1810 si ebbero importanti riforme in campo scolastico, militare, stradale, monetario e sanitario. La "quasi Costituzione" del giugno 1814, varata nell'ambito del Patto federale ma non approvata dal popolo, rimase in vigore fino al 1834: la carta rifletteva in sostanza lo status quo, in quanto designava Trogen e Herisau come capoluoghi, ignorava del tutto il diritto di iniziativa e sottolineava l'autonomia dei comuni.