Biografia Eccardo I di Scheyern era figlio di Ottone I di Scheyern e Haziga di Dießen e fratello di Bernardo I di Scheyern, Ottone II di Scheyern e Arnoldo I di Scheyern.
Nel 1064 si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. Si unì a un seguito di nobili, tra cui l'arcivescovo Sigfrido di Magonza, i vescovi Guntero di Bamberga, Ottone di Riedenburg e Guglielmo I di Utrecht. Lungo il percorso, i pellegrini subirono numerosi attacchi. Probabilmente raggiunsero Gerusalemme grazie agli sforzi di Eccardo, almeno secondo la leggenda secondo cui mise sulla lancia i suoi grandi calzari (Bundschuh) con delle cinghie rosse e li usò come vessillo, riuscendo a radunare i pellegrini dispersi, ottenendo il soprannome di Conte con i Calzari (Graf mit dem Bundschuh). Fu uno dei pochi pellegrini a ritornare nel Sacro Romano Impero.
Dopo il suo ritorno, si dice che abbia commissionato la costruzione del villaggio di Ried, il cui stemma comunale presenta i Bundschuh.
Dopo la morte di suo padre, Eccardo I divenne Vogt di Frisinga e Weihenstephan intorno al 1074.
Quando nel 1096 fu indetta la prima crociata, Eccardo I e suo fratello Ottone II vi presero parte. Intorno al 1101 partì per la Terra Santa e, a differenza del fratello, non fece ritorno.
Famiglia e figli Eccardo I sposò Richgardis d'Istria-Carniola della stirpe di Weimar-Orlamünde, una figlia del margravio di Carniola Ulrico I e Sofia d'Ungheria. Il matrimonio generò tre figli:
Udalrico I di Scheyern; Ottone V di Scheyern; Eccardo II di Scheyern.
La sua vedova Richgardis si risposò suo fratello Ottone II di Scheyern († 1120) e con lui ebbe quattro figli.
Fu il Stammvater, tra glia altri, di Ludovico il Bavaro.
Note
Bibliografia Franz Tyroller: Genealogie des altbayerischen Adels im Hochmittelalter, in: Wilhelm Wegner: Genealogische Tafeln zu mitteleuropäischen Geschichte, Göttingen, 1962/1969 Grafiken Stammbaum der Grafen von Scheyern-Wittelsbach-Dachau-Valley aus Vorlesung Prof. Schmid: Bayern im Spätmittelalter WS 1996/97 Hans-Michael Körner (Hrsg.): Große Bayerische Biographische Enzyklopädie, Walter de Gruyter, 2005, S. 418
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