La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022, conosciuta anche come COP27, è stata la XXVII Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e si è tenuta a Sharm el-Sheikh, sotto la presidenza dell'Egitto, dal 6 al 20 novembre 2022, ma la chiusura era prevista per il 18 novembre.
La conferenza incorpora la 27ª Conferenza delle Parti dell'UNFCCC (COP27), la 17ª Conferenza delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP17) e la 4ª Conferenza delle Parti dell'Accordo di Parigi (CMA4).
Contesto In base alla prassi della rotazione tra i gruppi regionali delle Nazioni Unite, l'organizzazione della Conferenza del 2022 spettava all'Africa (la volta precedente è stata nel 2016 a Marrakech), ma l'unico paese africano a candidarsi è stato l'Egitto, come comunicato nell'ottobre del 2021 da John Kerry, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il clima.
In un rapporto pubblicato nell'ottobre del 2021, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) considera l'Africa il continente più vulnerabile a causa del cambiamento climatico. Più di 100 milioni di africani saranno minacciati dal riscaldamento globale entro il 2030. Per questo molti Stati africani, le organizzazioni non governative e gli analisti sperano che lo svolgimento di questa conferenza in un Paese africano possa migliorare la visibilità delle esigenze prioritarie della società civile e degli Stati africani, in particolare le compensazioni ai paesi in via di sviluppo per le conseguenze del riscaldamento globale.
Dopo la COP26 Situazione mondiale Dopo l'approvazione del Patto per il clima di Glasgow, il percorso verso la successiva COP27 era previsto sotto il segno dell'attuazione, ma nessuno aveva previsto che a partire dal 24 febbraio 2022, con l'invasione russa in Ucraina, la situazione geopolitica mondiale sarebbe stata completamente stravolta.
Le immediate sanzioni decise dai paesi occidentali e la sospensione delle forniture di gas da parte di Gazprom a partire dal mese di luglio, hanno portato i paesi europei, e l'Italia in particolare, a cercare fornitori alternativi (Repubblica Democratica del Congo, Angola, Mozambico, Algeria) e navi rigassificatrici, nonché la riapertura delle centrali a carbone, quindi in contrasto con l'impegno alla riduzione delle fonti fossili. Ma è stata anche l'occasione per incrementare l'installazione delle fonti rinnovabili.
La situazione internazionale si è ulteriormente complicata il 2 agosto 2022 con la visita a Taiwan di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, in seguito della quale la Cina ha sospeso i colloqui con gli Stati Uniti sul cambiamento climatico. Nell'agosto 2022 le autorità russe hanno deciso di bruciare il gas naturale nella stazione di compressione di Portovaya, al confine con la Finlandia, scaricando in atmosfera grandi volumi di anidride carbonica.
Il 24 settembre 2022 i sismologi danesi e svedesi hanno segnalato due forti esplosioni in mare nei pressi dell'isola danese di Bornholm. Nei giorni successivi è stato riscontrato che i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 erano stati sabotati e che le falle erano quattro, provocando il rilascio in atmosfera da 7,5 a 14 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Il 2022 è stato caratterizzato da forme climatiche estreme come siccità, alluvioni, carestie e scioglimento dei ghiacciai. L'Osservatorio globale sulla siccità (Global Drought Observatory, GDO) ha certificato che la siccità che ha colpito l'Europa è stata la peggiore dal 1540, il 47% della quale era in condizioni di attenzione e il 17% in condizioni di allerta, con conseguenze sulla resa delle coltivazioni (per aridità o per eccessiva salinità: nel delta del fiume Po il cuneo salino è risalito di 40 km), sulla navigabilità dei fiumi (compreso il Po), sulla produzione dell'energia idroelettrica, sul raffreddamento delle centrali termoelettriche. Secondo il sito Carbon Brief nel 2022 la siccità ha causato almeno morti in Uganda e colpito almeno 8 milioni di persone in Etiopia, circa 3,6 milioni di capi di bestiame sono morti in Kenya ed Etiopia, milioni di sfollati interni e profughi in Somalia ed Etiopia, oltre a un elevato numero di bambini malnutriti.
Per contro il nostro pianeta è stato colpito da alluvioni devastanti: i monsoni che hanno colpito il Pakistan in agosto, secondo il rapporto dell'Autorità nazionale per la gestione dei disastri (NDMA), ha avuto morti, feriti, case danneggiate, capi di bestiame morti e 4,2 milioni di sfollati; in ottobre la Nigeria ha avuto 600 morti, 1,3 milioni di sfollati e case distrutte.
In Italia, il 3 luglio 2022 si è staccato un grosso seracco a Punta Rocca, nel ghiacciaio della Marmolada, travolgendo gruppi di escursionisti e provocando 11 vittime e 8 feriti; il 15 settembre 2022 un temporale autorigenerante (V-shaped) ha investito le vallate del Misa e del Nevola, nelle Marche, provocando 12 vittime e una donna dispersa, centinaia di sfollati e danni stimati per 2 miliardi di Euro. Inoltre, in Europa occidentale, il mese di ottobre 2022 è stato il «più caldo in assoluto, caratterizzato da oltre 2 ºC in più rispetto alla media degli ultimi 30 anni, a seguito della stagione estiva più calda mai registrata», come ha dichiarato Samantha Burgess, vicedirettore del Copernicus Climate Change Service, servizio di monitoraggio del cambiamento climatico nell'ambito del Programma Copernicus.
Nell'ottobre 2022 l'Osservatorio di Mauna Loa, isola di Hawaii, ha rilevato un valore di CO2 pari a 415,78 ppm (parti per milione) in atmosfera; nel marzo 1958, data del primo monitoraggio, il valore era di 315,7 ppm. L'amministratore del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), Rick Spinrad, ha rilevato che «i livelli attuali di CO2 sono paragonabili all'Optimum climatico del Pliocene, 4,1-4,5 milioni di anni fa, quando il livello del mare era più alto tra 5 e 25 metri rispetto ad oggi e grandi foreste occupavano l'odierna tundra».
L'11 ottobre 2022, l'Organizzazione meteorologica mondiale ha presentato il rapporto State of Climate Services: Energy nel quale viene provato che il cambiamento climatico sta mettendo a rischio la produzione di energia in tutto il mondo. Nel 2020, l'87% dell’elettricità globale generata da impianti termici, nucleari e idroelettrici è dipesa dalle disponibilità idriche; il 33% delle centrali termiche che dipendono dalla disponibilità di acqua dolce per il raffreddamento si trova in aree ad alto stress idrico; attualmente la quota a rischio è il 15% ma crescerà sino al 25% entro il 2040. L'11% della capacità idroelettrica mondiale è localizzata in aree ad alto stress idrico, circa il 26% delle dighe idroelettriche esistenti e il 23% di quelle previste si trovano all'interno di bacini fluviali che presentano un rischio di scarsità d'acqua da medio a molto elevato. Secondo il rapporto, la fornitura di energia da fonti rinnovabili deve raddoppiare entro il 2030 se vogliamo raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. La transizione verso le energie rinnovabili aiuterà ad alleviare il crescente stress idrico globale perché la quantità di acqua utilizzata per generare elettricità dalle rinnovabili è molto inferiore rispetto a quella delle centrali da combustibili fossili o nucleari.
Il 27 ottobre 2022 il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) ha presentato lEmissions Gap Report 2022 dal titolo The Closing Window (La finestra sta per chiudersi), secondo il quale: Le politiche attualmente in vigore indicano un aumento della temperatura di 2,8 °C entro la fine del secolo. L'attuazione degli attuali impegni per i Contributi determinati a livello nazionale porterà un aumento della temperatura, entro la fine del secolo, di 2,4 °C per gli impegni condizionali e 2,6 °C per gli impegni incondizionati. Per contenere l'aumento della temperatura entro il 2030 di 1,5 °C si dovrànno ridurre le emissioni di gas serra del 45%, del 30% per contenere l'aumento di 2 °C. Profonda trasformazione dei settori dell'approvvigionamento elettrico, dell'industria, dei trasporti, dell'edilizia, dei sistemi alimentari e finanziari. Nel presentarlo, Inger Andersen, direttrice esecutiva dell'UNEP, ha affermato: «Questo rapporto ci dice in freddi termini scientifici ciò che la natura ci ha già detto nel corso dell'anno tramite inondazioni mortali, tempeste e incendi violenti: dobbiamo smettere di riempire la nostra atmosfera di gas serra e farlo velocemente.»
Il 3 novembre 2022, UNESCO e Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) hanno presentato il rapporto World Heritage Glaciers: Sentinels of climate change, nel quale viene analizzata la situazione dei ghiacciai presenti in 50 siti Patrimonio dell'umanità su una superficie di circa , quasi il 10% dell'area ghiacciata del pianeta. I ghiacciai dei siti UNESCO hanno perso massa negli ultimi 20 anni al ritmo di 58 miliardi di tonnellate all'anno, pari al consumo idrico annuale di Francia e Spagna insieme, contribuendo all'innalzamento del livello dei mari. Il rapporto segnala che un terzo dei ghiacciai dei siti UNESCO scomparirà entro il 2050, tra i quali i ghiacciai delle Dolomiti, mentre i rimanenti due terzi potranno essere salvati con la drastica riduzione delle emissioni di CO2.
Sempre in merito all'innalzamento delle temperature e alle scarse nevicate: le prime gare di Coppa del Mondo di sci alpino 2022/23 sono state annullate (Zermatt/Cervinia, 29-30 ottobre e 5-6 novembre).
Impegni non mantenuti Secondo un rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), pubblicato il 29 luglio 2022, non è stato mantenuto l'impegno a versare 100 miliardi di dollari a partire dal 2020 ai paesi in via di sviluppo. L'OCSE ha certificato che nel 2020 sono stati versati 83,3 miliardi di dollari e che l'impegno sarà raggiunto dall'anno 2023.
Alla COP26 di Glasgow i paesi firmatari dell'Accordo di Parigi si erano impegnati a rivedere e aggiornare i propri Contributi determinati a livello nazionale (NDC) entro il 23 settembre 2022; l'UNFCCC ha certificato che solo 24 paesi dei 193 firmatari hanno mantenuto l'impegno.
Nell'aprile 2021, prima della Cop26 di Glasgow, 550 società finanziarie hanno costituito la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ), con l'obiettivo di dimezzare le proprie emissioni nette di CO2 entro il 2030 e di azzerarle entro il 2050, sia quelle frutto delle proprie attività che quelle causate dalle attività finanziate, documentando ogni anno i risultati raggiunti. Senonché i giornalisti di The Guardian, con un articolo pubblicato il 15 giugno 2022, hanno documentato che le società finanziarie potranno fare nuovi investimenti in combustibili fossili sino a metà 2023, e oltre il 2023 per gli investimenti in essere.
Diritti umani in Egitto In una dichiarazione del 23 maggio 2022, Amnesty International denuncia che la conferenza si svolgerà in un contesto di persistente repressione, da parte delle autorità egiziane, della libertà di espressione, associazione e riunione, di mancanza di misure per combattere la discriminazione e la violenza sessuale e di genere subita da donne, ragazze e comunità LGBT. Amnesty International raccomanda che gli Stati parti dell'UNFCCC, il segretariato dell'UNFCCC, gli organismi internazionali e le organizzazioni non governative che parteciperanno alla conferenza esercitino pressioni sulle autorità egiziane, in privato e in pubblico, per porre fine alla repressione del dissenso e dei movimenti per i diritti umani.
Il 25 maggio 2022, una comunicazione congiunta di tre relatori speciali delle Nazioni Unite, inviata al governo egiziano, segnalava che l'avvocato Youssef Mansour, già impegnato con la rete araba per l'informazione sui diritti umani, era stato arrestato e scomparso per due giorni.