Il circo è una costruzione mobile itinerante formata da un tendone e da un'arena smontabile, viaggiante, in cui si svolgono spettacoli di acrobati, equilibristi, pagliacci ed animali ammaestrati.
Gli spettacoli del circo hanno luogo sotto tendoni, in appositi edifici (circhi stabili), così come all'aperto o in sale teatrali regolari.
Le esibizioni rispondono a categorie di base (peraltro flessibili e combinabili) quali numeri aerei, acrobazia ed equilibrismo al suolo, giocoleria, comicità eccentrica e arte del clown, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni di rischio.
Nella sua forma tradizionale novecentesca, il circo, definito nella lingua italiana anche circo equestre, si distingue per la caratteristica di comunità itinerante e per l'appartenenza dinastica dei propri componenti. Alla fine del Novecento, con la definizione di nuovo circo si è legittimato il proliferare di numerose compagnie e spettacoli di provenienza e stile estranei a tali tradizioni, di cui la più celebre mondialmente è il canadese Cirque du Soleil.
Etimologia La parola circo applicata allo spettacolo circense di età moderna ha origine per la prima volta nel 1782 a Londra nella denominazione del Royal Circus, edificio circense e teatrale fondato dal drammaturgo e impresario Charles Dibdin assieme al cavallerizzo Charles Hughes Chapter 3. Il termine, mutuato dagli anfiteatri ovali della Roma antica, diventa in seguito di uso universale, anche in relazione allo spazio scenico che contraddistingue il circo classico: una pista rotonda di circa 13 metri, creata per permettere un'esibizione armonica dei cavalli che ne costituiscono il fondamento.
Storia del circo
Nell'antica Roma il circo era un luogo adibito a corse di cavalli, spettacoli equestri, ricostruzione di battaglie, esibizioni di animali ammaestrati, spettacoli di giocolieri e acrobati. Il circo romano era costituito da due rettilinei paralleli separati nel mezzo da una balaustra e raccordati da due curve a 180 gradi. Gli spettatori di alto rango sedevano nelle postazioni più basse.
Nei secoli successivi alla caduta dell'Impero romano, compagnie di artisti girovaghi viaggiavano per l'Europa proponendo spettacoli ed esibizioni varie, spesso consistenti in giochi di abilità, semplici rappresentazioni comiche o tragiche o esibizioni di animali ammaestrati. Gli artisti più ingegnosi erano in grado di costruire nuovi mezzi di trasporto, o modificare quelli esistenti, in modo che potessero convertirsi, al momento dello spettacolo, in veri e propri palcoscenici viaggianti; dell'esistenza di questi mezzi pittoreschi sono presenti numerose narrazioni nella letteratura dei secoli passatiCfr. per esempio Victor Hugo, L'uomo che ride, Garzanti, 1976 (prima edizione francese pubblicata nel 1869).
Nel XV secolo giunsero in Europa, provenienti probabilmente dal territorio dell'attuale Pakistan, i Sinti, etnia di origine gitana che aveva fatto dello spettacolo viaggiante e da strada la loro principale attività. Spesso le compagnie di etnia Sinti usavano portarsi dietro, per attirare il pubblico, un orso o una scimmia ammaestrati, e per secoli l'immagine dello zingaro girovago era tradizionalmente associata a questi animali, oltre che ai cavalli.
Nel Settecento, e più precisamente nel 1768, l'ufficiale di cavalleria britannico Philip Astley ideò per la prima volta un'esibizione circense in senso moderno, ovvero uno spettacolo in cui, in una pista circolare con platea (inizialmente all'aperto e in seguito al chiuso), venivano mostrati in successione numeri con cavalli ammaestrati, giochi di abilità vari e intermezzi comici con l'impiego del clownThe Oxford English Dictionary lists the 1791 book The History of the Royal Circus about Philip Astley's troupe as the first written use of the word to describe the modern circus.. Astley è considerato da alcuni storici l'inventore del circo nel senso moderno, dando luogo ad un edificio appositamente realizzato, lAstley's Amphitheatre, più volte ricostruito. In Italia si distinse ai primi dell'Ottocento la famiglia Caroli, il cui capostipite fu Pietro, nato a Faenza nel 1802; la dinastia Caroli per due secoli ha allietato il pubblico sulle piste da circo. Inoltre è da ricordare la famiglia Chiarini, che diede origine a varie generazioni di artisti che calcarono con successo le scene europee, soprattutto francesi e tedesche, dal Cinquecento all'Ottocento. Da ricordare il cavallerizzo Fernando dal cui circo nacque il Circo Medrano, uno dei più importanti e popolari del Novecento.
Nuovo Circo Negli anni successivi al secondo dopoguerra, al panorama circense basato sulla trasmissione familiare si sono aggiunte scuole e compagnie di provenienza non tradizionale. Il primo esempio storico è quello dell'organizzazione sovietica, che nell'ex Urss struttura la formazione circense e un approccio estetico di tipo teatrale alla costruzione degli spettacoli. In occidente tale modello è ereditato dal Cirque du Soleil. Dagli anni '90, il nuovo circo, circo contemporaneo o nouveau cirque, si afferma soprattutto in Francia con una nuova caratteristica: a differenza del sistema sovietico o del Cirque du Soleil, gli spettacoli abbandonano la sequenza di singoli "numeri" compiuti a favore di creazioni in cui le discipline e le tecniche si fondono completamente.
Icone del circo italiano Simbolo del circo italiano è stata Moira Orfei (1931-2015) che nel 1960 aprì l'omonimo circo, in cui fu addestratrice di elefanti e di colombe. Sposata con l'imprenditore e artista Walter Nones, la sua eredità circense prosegue con il figlio Stefano Orfei Nones (n.1966). Altrettanto celebre la cugina Liana Orfei e il fratello Nando Orfei.
L'altro grande circense e domatore italiano fu Darix Togni. Il suo circo fu pionieristico, specie per la vocazione al viaggio: già nel 1949 il circo fu portato in Egitto, ospite del re Fārūq I d'Egitto. I figli di Darix, Livio, Corrado e Davio, sono invece i creatori del circo italiano che ha svolto più tournée all'estero, il Florilegio di Darix Togni, che oltre ad essersi esibito in tutta Europa ha toccato nell'arco degli ultimi 30 anni oltre 60 paesi differenti nel mondo, fra cui Iran, Libano, Siria, Qatar, Ghana, Costa D'Avorio. Il Florilegio è stato ed è ritenuto il circo più imitato e copiato d'Europa, sia nelle strutture che nello spettacolo.
Il grande vecchio del circo italiano è stato Egidio Palmiri, (Vado Ligure, 28 luglio 1923 - Verona 20 gennaio 2020), artista e poi imprenditore proveniente da una famosa famiglia circense. Palmiri è stato Presidente dell'Ente Nazionale Circhi per ben 53 anni, finché, il 24 febbraio 2011, ha ceduto la carica operativa ad Antonio Buccioni (suo braccio destro per i precedenti 19 anni) per assumere il titolo di presidente onorario. In quanto presidente dell'Enc è stato presidente onorario della giuria del Festival internazionale del circo città di Latina e membro stabile della giuria di molte altre rassegne sul territorio nazionale ed europeo.
Un'importante figura attuale del circo italiano è Flavio Togni, vincitore di un clown d'oro al Festival del Circo di Montecarlo, titolare dell'American Circus, in cui si esibisce con i propri numeri di elefanti, felini e cavalli.
L'artista circense italiano più celebre nel mondo, per vastità delle tournée effettuate, è il clown David Larible.
Circo di regia in Italia Con la definizione “circo di regia” si intende un approccio allo spettacolo circense che coinvolga un team strutturato di persone che ne delineano la regia e la drammaturgia “con tecniche e metodologie propriamente teatrali, cercando di conferirvi uno stile unitario”Citato in F. Cappa e P. Gelli “Dizionario dello Spettacolo del 900”, Baldi&Castoldi Editore, 1988.. In Italia questo approccio registico al mondo della pista si tradusse probabilmente in una prima sperimentazione nell’anno 1973 con il Circo delle Mille e una Notte di Liana Orfei, Nando Orfei e Rinaldo Orfei. Spettacolo ispirato all'omonima raccolta di fiabe orientali, si caratterizzava per la scelta innovativa di servirsi della figura di un vero e proprio regista/coreografo, con la creazione di un fil rouge che legasse logicamente lo spettacolo. La regia venne affidata a Gino Landi e la creazione dei costumi a Danilo Donati; nonostante la cura dettagliata degli allestimenti e la creazione di atmosfere orientaleggianti, si era ancora nell’idea di successione di numeri circensi. Circa dieci anni dopo, nel 1984, è attribuito al regista veronese Antonio Giarola “il merito di aver diffuso per primo in Italia la mentalità europea del circo di regia”.con lo spettacolo Clown’s Circus: il circo, una festa, da lui ideato e diretto. Prendendo esempio da esperienze estere già avviate, come quelle del Cirque à l’ancienne di Silvia Monfort e Alexis Gruss in Francia e il Zirkus Roncalli di Bernhard Paul in Germania, il Clown’s Circus nacque con l’intento di portare sulla pista logiche più prettamente teatrali, attraverso la costruzione di una performance che andasse a ripensare dal punto di vista formale e contenutistico tutta l’esperienza circense, che all’epoca stagnava in una situazione di arresto innovativo, portando il pubblico a diventare protagonista della scena grazie a strategie registiche e tecnologie di ultima generazione. Il Clown’s Circus puntava alla creazione di un’atmosfera di festa totale. Il concetto si sviluppò per la regia dello stesso Giarola al circo Darix Togni nel 1986: esperienza che gettò le fondamenta dello spettacolo Florilegio degli stessi Togni (1990), nato con la collaborazione di Raffaele De Ritis: registi italiani che in seguito hanno firmato varie produzioni internazionali. Il Florilegio ebbe enorme successo italiano ed europeo, tanto da ricevere l’autorizzazione ad allestire il suo tendone all’interno dell’Arena di Verona nel 1991. Questi tre spettacoli si sono posti a fondamento di un circo di regia italiano, il quale si è poi andato sviluppando grazie alla nascita del Circo Contemporaneo o nouveau cirque, che si discosta dal circo di stampo classico e con animali: tant’è vero che ancora oggi nel circo di tradizione, l’impiego di specialisti in campo di regia circense/teatrale non viene sentito come strettamente necessario, nonostante queste innovazioni nate e sperimentate tra gli anni ’80 e ’90.
Discipline circensi I mestieri del circo sono molteplici e di difficile elencazione. Si dividono principalmente in: acrobazia, equilibrismo, giocoleria, discipline aeree, acrobazia equestre, addestramento di animali, clowns. Esse nel tempo hanno subito modifiche e declinazioni interdisciplinari.
Arte clownesca
Appartengono a questa categoria i pagliacci, i clown, i mimi circensi e tutta quella serie di figure o maschere teatrali che svolgono un numero comico caratterizzato dalle esasperazioni eccentriche dell'artista, in questo caso vero e proprio attore, che si serve di paradossi e situazioni estreme per suscitare l'ilarità.
Nel tempo l'importante figura del clown è diventata l'emblema del circo stesso, ma non si deve pensare che un numero di clownerie sia solo prettamente comico: in vena con la tradizione circense che contrappone solitamente un clown serio (il cosiddetto Bianco) a uno estremamente pasticcione (detto Augusto), si è sviluppata la tradizione del clown triste, che prevede il paradossale accostamento tra un comportamento dimesso e quasi serio dell'attore in circostanze però divertenti e la reazione compassionevole dello spettatore che, avvicinandosi al dolore altrui ma trovandolo proiettato sull'altro da sé trova lo spunto comico per ridere. Una figura che potremmo avvicinare al clown triste potrebbe essere la maschera interpretata da Buster Keaton nei suoi film.
Giocoleria