I Litfiba sono un gruppo musicale rock italiano formatosi a Firenze nell'autunno del 1980.
Considerata una delle band più importanti della storia della musica italiana, nella loro quarantennale carriera hanno venduto dieci milioni di dischi. Figure chiave della formazione, sin dalle origini e per periodi alterni, sono Ghigo Renzulli, Piero Pelù, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi.
Il sound del primo periodo, durante tutti gli anni ottanta, è una personale interpretazione della new wave, capace di coniugare il fascino etnico dei suoni mediterranei con la spigolosità delle atmosfere dark britanniche. Negli anni novanta i Litfiba si propongono prima con un sound rock latino per poi avvicinarsi al pop rock, riscuotendo ampio successo commerciale.
Alla fine degli anni novanta Pelù lascia il gruppo per intraprendere una carriera solista, al contempo Renzulli prosegue con il marchio Litfiba con nuovi membri. Nel 2010 avviene la reunion tra i due, che occasionalmente si riuniranno anche con gli altri fondatori della band. Nel 2022 il gruppo ufficializza il ritiro dalle scene, per poi annunciare, nell'autunno 2025, la ripresa dell’attività artistica con il nucleo storico della formazione al completo.
Origine del nome
Il nome della band nasce dall'ipotetico indirizzo telex della sala prove utilizzata dalla band sin dagli esordi, situata a Firenze in via de' Bardi al numero civico 32, nelle cantine dello storico palazzo Canigiani:
"L"= sigla fissa di chiamata del sistema Iricon; "IT"= Italia; "FI"= Firenze; "BA"= Bardi
Storia La formazione classica (1980-1989) Gli esordi Il nucleo originario del gruppo, in quel momento ancora senza nome, è formato da cinque elementi: Federico Renzulli detto "Ghigo" alla chitarra e alla voce (ex Cafè Caracas nei quali militava al basso Raf), Sandro Dotta alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere e Francesco Calamai alla batteria, questi ultimi tutti provenienti dai Destroyers. Fra le prima fondamenta della band c'è l'equivoco "galeotto" della telefonata che Gianni Maroccolo fa a Federico Renzulli pensando sia suo l'annuncio di ricerca di elementi per una band che ha visto in giro per Firenze. In realtà quell'annuncio era di Federico Fiumani dei Diaframma, ma la collaborazione fra i due comunque va in porto e si allarga ad Aiazzi, Calamai e Dotta. I giovani musicisti hanno come punto di ritrovo una vecchia cantina in Via de' Bardi che Ghigo aveva affittato e trasformato in una sala prove dove provavano anche altre band fiorentine. Già dopo poche settimane di prove Dotta abbandona il gruppo, che successivamente si attiva per reperire anche un cantante di ruolo. Aiazzi indica ai compagni un giovane Piero Pelù (proveniente dai Mugnions) come possibile candidato: ribattezzato "Pierotten", il cantante entra ufficialmente nella band in qualità di vocalist nell'autunno '80 dopo un breve provino.
Il gruppo è influenzato fortemente dal punk, dal post punk e dalla nascente darkwave, generi molto in voga in quel periodo nel panorama musicale europeo, e di cui Firenze fu una piccola capitale italiana grazie a band come i Diaframma e i Neon. L'esordio dal vivo avviene il 6 dicembre 1980 con un concerto alla Rokkoteca Brighton, un'appendice della casa del popolo di Settignano, vicino a Firenze.
Dopo un'altra manciata di concerti a Firenze e dintorni, la band chiede aiuto a Bruno Casini, giovane operatore culturale fiorentino, al quale viene affidata la gestione dell'ufficio stampa e l'organizzazione dei concerti. Casini diventa così il primo manager dei Litfiba e, grazie alla sua vicinanza all'Arci regionale e alle sue conoscenze nell'ambiente culturale fiorentino, aiuta la band a strutturarsi ed inserirsi nella scena musicale locale.
Nel 1982 la band incide il primo EP contenente cinque pezzi intitolato Litfiba e, nello stesso periodo, vince la semifinale toscana della seconda edizione del Festival rock italiano "Il Rock mette i denti". Nei giorni 4,5 e 6 giugno si svolgono le finali al Palasport di Bologna, dove, tra i ventiquattro gruppi in gara i Litfiba si classificano primi, davanti ai Denovo. Proprio durante la serata finale arrivano le prime copie dell'EP, pubblicato dalla Materiali Sonori in tiratura di 1050 copie e distribuito da Contempo. Grazie alla vittoria di Bologna la band si guadagna la possibilità di pubblicare un 45 giri con la Fonit Cetra e comincia a fare concerti in giro per l'Italia.
Sul finire dell'82 il gruppo inizia a collaborare con la G.A.S. (Global Art System), uno studio di registrazione strutturato come un centro di produzione musicale, fondato e gestito da Massimo Altomare e Checco Loy. Qui conoscono il giovane produttore Alberto Pirelli e hanno la possibilità di fare esperienza in studio, facendo provini, imparando a utilizzare i synth e a capire le tecniche di registrazione. Alla G.A.S. vengono fatte le registrazioni per il singolo Luna/La preda, pubblicato nel giugno 1983, ed iniziano a lavorare alla realizzazione del loro primo album.
Nel frattempo Calamai, a causa di una tendinite a un braccio, è costretto a lasciare il posto alla batteria a Renzo Franchi (già nei Cafè Caracas con Ghigo), che resterà nella band solo pochi mesi, a sua volta sostituito nell'autunno '83 da Ringo De Palma (ex Mugnions come Pelù). Nello stesso anno pubblicano Eneide di Krypton, colonna sonora dell'omonimo spettacolo della compagnia teatrale Krypton, che debutta in scena al Cinema Variety di Firenze il 17 marzo e partecipano, con il brano inedito Transea, alla compilation Body Section, curata dal mensile Rockerilla e alla compilation Italia Wiva complication1, della Suono Record. A dicembre la band si esibisce per la prima volta all'estero, con un mini-tour in Francia dove ha modo di suonare al festival Trans Musicales di Rennes facendosi notare dalla critica francese.
Nel 1984 vede la luce l'EP Yassassin, efficace risposta all'ondata di musica elettronica imperante che, oltre alla title track cover di un brano di David Bowie (in due versioni differenti), contiene anche la ballata Elettrica danza. Il brano nacque in occasione di "Let's Bowie", una serata in onore del Duca Bianco tenuta il 18 maggio alla discoteca Altro Mondo di Rimini, nella quale la band presenta la propria versione del brano che Contempo decide di pubblicare. In quel periodo collabora stabilmente alle tastiere il polistrumentista Adriano Primadei.
Nonostante gli ottimi riscontri ottenuti, il tanto agognato album di debutto fatica a vedere la luce. La G.A.S. non riesce a garantire alla band la pubblicazione del disco e così, dopo una fase di impasse, la band decide di affidarsi ad Alberto Pirelli che, terminata la sua collaborazione con lo studio, ha appena fondato la propria etichetta: la I.R.A. Records. I Litfiba partecipano, insieme ai Diaframma, i Moda e gli Underground Life, alla prima pubblicazione della I.R.A. una compilation dal titolo Catalogue Issue con due brani inediti, Versante est ed Onda araba. Proprio da questa raccolta, prodotta da Pirelli, nasce lo slogan "La nuova musica italiana cantata in italiano", che andrà a identificare una sorta di movimento musicale cui appartenevano band di ispirazione new wave che si impegnavano a conciliare la lingua italiana con le nuove tendenze che arrivavano da oltremanica. Nello stesso anno viene stampato anche il Live in Berlin: un bootleg su musicassetta, autorizzato dalla band, che in questo primo periodo comincia a farsi conoscere ed apprezzare anche fuori dall'Italia.
Trilogia del potere
Nel marzo 1985 i Litfiba pubblicano finalmente il primo LP, Desaparecido, lavoro che li propone al grande pubblico e sintesi della produzione del primo periodo con l'aggiunta di alcuni nuovi brani tra cui il singolo Eroi nel vento, per il quale viene anche registrato il videoclip. Il suono del disco unisce le influenze new wave con un gusto per la melodia tipicamente mediterranea e i temi portanti dei testi sono il rifiuto della violenza e l'antimilitarismo.
Desaparecido è seguito sempre nel 1985 dall'EP Amsterdam, in collaborazione con i Diaframma e nel 1986 da un altro EP, Transea. Alla fine dello stesso anno esce il secondo album, il più ambizioso: 17 re, registrato in tre mesi e da molti ritenuto il capolavoro della band. Si spazia dal dark, al rock, al punk, tutto condito con testi visionari e suggestioni folk.
Dal tour successivo è tratto il live 12-5-87 (aprite i vostri occhi), il primo disco dal vivo, registrato al Tenax di Firenze.
Nel 1988 vede la luce l'album Litfiba 3, capitolo conclusivo della Trilogia del potere, un ideale 'concept' ispirato dal rifiuto di ogni forma di totalitarismo del quale fanno parte anche Desaparecido e 17 re. Meno sognante dei precedenti, ma ugualmente suggestivo, è l'ultimo lavoro ove prevalgono le influenze dark e wave che continueranno comunque ad affiorare timidamente nel sound della band.
Rinunciando a forme di promozione classiche, come quella televisiva, i Litfiba riescono a raggiungere livelli di popolarità impensabili per un gruppo rock italiano, guadagnandosi un contratto con una major: la CGD, sussidiaria del gruppo Warner, la quale acquisisce nel proprio catalogo i dischi pubblicati in precedenza dall'IRA e permette loro di realizzare il secondo album dal vivo Pirata (che presenta alcuni rifinimenti delle tracce in studio). Pubblicato nel 1989, l'album diventa Disco d'oro e consacra la band definitivamente al grande pubblico e inoltre segna il loro definitivo passaggio dalla new wave al rock.
Nello stesso periodo, le divergenze artistiche tra i componenti della band e decisionali tra il manager Alberto Pirelli e Gianni Maroccolo inducono quest'ultimo a lasciare il gruppo, seguito a ruota da Antonio Aiazzi. Dopo poco anche De Palma sarà costretto a lasciare momentaneamente la band per problemi di salute dovuti alla sua dipendenza da droghe pesanti. Il batterista non riuscirà più a tornare a suonare con i Litfiba, in quanto scomparirà tragicamente per overdose da eroina il primo giugno del 1990Pelù, P., Cotto, M. (2014) Identikit di un ribelle cap. 58.
Il binomio artistico Pelù-Renzulli (1990-1999) In seguito a questa prima scissione la band diventa de facto un duo. Ghigo e Piero rimangono i soli titolari del nome Litfiba e con loro rimane Antonio Aiazzi, ma fondamentalmente soltanto in qualità di collaboratore; a completare la nuova formazione si uniscono Roberto Terzani al basso, Daniele Trambusti alla batteria e Candelo Cabezas alle percussioni. Dal tour che ne segue, il Pirata tour '90, la band trae una VHS dal vivo omonima. La band partecipa inoltre alla compilation Union con il brano Il tempo di morire (cover di Lucio Battisti).
Tetralogia degli elementi
Pelù e Renzulli si mettono quindi a lavorare al nuovo disco che esce nel novembre del 1990, El diablo. Questo nuovo album (che poi diverrà il primo elemento del progetto Tetralogia celebrando idealmente l'elemento fuoco) segna una evoluzione stilistica della band, i cui arrangiamenti seguono un percorso musicale spiccatamente rock. Con questo disco i Litfiba si aprono ad un maggiore consenso di pubblico, non solo italiano, riscuotendo ampio successo. La title track è tuttora uno degli inni rock per antonomasia, Il volo è dedicata alla tragica scomparsa del batterista Ringo De Palma e Proibito è diventato un inno all'antiproibizionismo. Dal tour che ne seguirà (e che vede come secondo chitarrista Federico Poggipollini per una formazione dal vivo che conta addirittura sette elementi), verrà tratta una VHS (poi ristampata in DVD nel 2002) intitolata El diablo Tour