Le rivolte contadine del tardo periodo Ming (zh. ) furono una serie di rivolte contadine che interessarono le ultime decadi della dinastia Ming, dal 1628 al 1644, causate da disastri naturali nello Shaanxi, nello Shanxi e nel Henan. Allo stesso tempo, la rivolta di She-An e le successive invasioni degli Jurchen-Manciù costrinsero il governo Ming a tagliare i fondi per il servizio postale, provocando la disoccupazione di massa degli uomini nelle province colpite duramente dai disastri naturali. Incapace di far fronte a tre grandi crisi contemporaneamente, la dinastia Ming crollò nel 1644.
Contesto
Il terzo decennio del XVII secolo si aprì per l'impero cinese della dinastia Ming all'insegna dell'instabilità dei confini e delle province settentrionali. Anzitutto, nel 1618, gli Jurchen della Manciuria, sotto il khagan Nurhaci (r. 1618-1626), iniziarono il sistematico attacco della Cina. Nel 1621, i capi-tribù degli Yi del Sichuan e del Guizhou, She Chongming e An Bangyan, si rivoltarono all'oppressione fiscale dei Ming, imposta proprio per contenere la minaccia manciù, innescando una rivolta che sarebbe durata sino al 1629: c.d. "Rivolta di She-An".. Nel 1626, l'esplosione dell'Arsenale Imperiale a Pechino uccise circa persone, privò l'esercito imperiale di preziosissime risorse e diede un importante colpo alla già traballante autorità della dinastia. Entro il 1627, la guerra con gli Jurchen (che si presentavano come eredi dell'antica dinastia Jin, da cui il nome "dinastia Jin posteriore" seppur passarono poi alla storia come dinastia Qing) e con gli Yi avevano ormai prosciugato le casse dei Ming,Lo sforzo bellico richiesto per sedare la sola Rivolta di She-An costò ai Ming un totale di 35 milioni di tael d'argento e consumò 145 miliardi di chilogrammi di grano - . lasciando al fisco imperiale soltanto sette milioni di tael d'argento nel caveau di Taicang..
La Cina era inoltre afflitta, nelle decadi iniziali del Seicento, da disastri naturali (secondo alcuni storici dovuti alla piccola era glaciale) nelle province settentrionali dell'impero, fond. Shaanxi e Shanxi: es. nel '27 una diffusa siccità nello Shaanxi portò alla fame di massa poiché i raccolti fallirono e la gente si abbandonò al cannibalismo! I disastri naturali nello Shaanxi non erano insoliti ma negli ultimi 60 anni dei Ming furono particolarmente gravi e non ci fu un solo anno in cui lo Shaanxi non subì una qualche calamità: tempeste, terremotiA titolo di es.: il 24 gennaio 1556 uno dei più devastanti terremoti della storia colpì la provincia dello Shaanxi, nei pressi di Hua Shan (Weinan), provocando la morte di circa persone. e carestie. Poco più a sud, anche la provincia del Henan, limitrofa allo Shaanxi, soffriva la fame: si diceva che «i chicchi di riso vi diventassero preziosi come le perle.».
La stessa dinastia imperiale regnante attraversava una congiuntura drammatica. Scomparso il principe Zhu Cijiong nell'esplosione dell'Arsenale, l'imperatore Tianqi morì senza eredi diretti nel '27 ed il trono passò a suo fratello minore, Chongzhen (r. 1627-1644), che per prima cosa epurò il capo eunuco Wei Zhongxian, da lui sempre odiato ed in quel momento impegnato a complottare contro di lui, rimuovendo quello che di fatto era un fattore stabilizzante all'interno della corte Ming, avendo l'eunuco gestito la corte, e il paese, dalla morte del padre di Tianqi e Chongzen, Taichang... Le lotte intestine tra la "fazione Dinglin", in precedenza brutalmente perseguitata e repressa da Wei, e i suoi vari oppositori politici s'intensificarono ulteriormente e ciò, unitamente all'avventatezza di alcune decisioni di Chongzhen, accelerò ulteriormente il declino dei Ming. Tra le altre cose, Chongzhen era uso cambiare continuamente il suo Gran Segretario e quindi a privare il governo della concreta possibilità di fornire una risposta politica coerente alla crisi sistemica in corso: il solo regno di Chongzhen registrò la nomina di 50 grandi segretari nominati, cioè i 2/3 di tutti i detentori di tale carica in epoca Ming..
Chiamato a gestire la crisi finanziaria provocata dai conflitti in atto, Chongzhen risolse di tagliare i finanziamenti per il servizio postale Ming, provocando la disoccupazione di massa di un gran numero di uomini delle province centrali e settentrionali intorno alla regione del Fiume Giallo, cioè appunto Shaanxi, Shanxi ed Henan. Ciò a sua volta contribuì al generale deterioramento del controllo governativo dell'area favorendo il dilagarvi del banditismo che divenne endemico negli ultimi decenni dei Ming..
Le rivolte
Nella primavera del 1628, Wang Jiayin iniziò una rivolta nello Shaanxi con circa seguaci, uno dei quali era Zhang Xianzhong, che in futuro avrebbe spopolato il Sichuan. La ribellione non rappresentava una minaccia per l'esercito Ming ma a causa dell'aspro terreno montuoso del territorio, attraversato da est a ovest dalla catena dei monti Qin, l'esercito di pacificazione Ming di soldati non fu in grado di eradicare efficacemente i ribelli.
Un altro capo bandito, Gao Yingxiang, si ribellò e poco dopo si unì a Wang Jiayin.
All'inizio del 1629, il veterano leader anti-ribelle Yang He fu chiamato in servizio e nominato comandante supremo delle tre regioni di confine. He scoprì che la situazione erano ancora più terribile di quanto apparisse: gli stipendi per i soldati dello Shaanxi erano in arretrato di tre anni ed quegli stessi soldati che, disertando, gonfiavano le file dei ribelli. Yang non fu in grado di sopprimere i ribelli di Wang Jiayin che presero diverse fortezze isolate fino al 1630. La politica di amnistia di Yang per i contadini arresisi fu generalmente inefficace poiché, una volta rientrati nelle loro case, gli amnistiati si univano ad altre bande ribelli poco dopo. Nonostante le vittorie Ming in battaglia, le ribellioni contadine sarebbero rimaste un grosso problema sino alla fine della dinastia. Yang He fu accusato ed arrestato per inefficacia e sostituito da Hong Chengchou che in seguito avrebbe disertato in favore dei Qing. I suoi subordinati, in particolare i fratelli Cao Wenzhao e Cao Bianjiao, erano imprudenti. I soldati massacrarono sia ribelli sia civili per ottenere ricompense: es. un funzionario (poi retrocesso) presentò teste di donne, sostenendo che fossero banditi, pur di riscuotere la relativa taglia..
Si stima che nel 1631 ci fossero circa ribelli operanti in 36 gruppi distinti nelle province settentrionali dell'Impero..
Zhang Xianzhong Zhang Xianzhong era originario di Yan'an, nello Shaanxi. Si diceva che fosse forte, valoroso ma anche peloso e bramoso di uccidere. Nella sua biografia ufficiale si dice che «se passava un solo giorno e lui non uccideva qualcuno, allora era davvero infelice.» Quando la sua famiglia lo rinnegò per aver litigato ripetutamente con i suoi coetanei, si arruolò nell'esercito che lo condannò a morte per aver infranto la legge marziale. Un ufficiale di nome Chen Hongfan lo risparmiò perché impressionato dal suo valore. Zhang Xianzhong si unì alla ribellione e seguì Ma Shouying che lo nominò sottufficiale e lo chiamò la "Tigre Gialla". Alla fine, le difficoltà colpirono nell'inverno del 1631 e Zhang fu costretto ad arrendersi con Luo Rucai, la prima di diverse volte in cui lo avrebbe fatto per convenienza.
Li Zicheng Li Zicheng era il secondo figlio di Li Shouzhong e proveniva dalla Contea di Mizhi, nello Shaanxi. Mostrò un'attitudine per il tiro con l'arco a cavallo in tenera età ma fu costretto a diventare un pastore all'età di dieci anni a causa della povertà. Divenne orfano quando sua madre morì tre anni dopo. Si arruolò nell'esercito all'età di 16 anni ma in seguito se ne andò ed entrò nel servizio postale nel 1626. Ad un certo punto, divenne un fuorilegge per aver ucciso un uomo che aveva trovato a letto con sua moglie dopo essere tornato da un lungo viaggio di lavoro. Arrestato e imprigionato, fu liberato dal nipote Li Guo con cui fuggì. A Gansu, si arruolò nuovamente nell'esercito e divenne comandante d'una squadra di 50 uomini. Dopo aver preso parte alla soppressione del ribelle Gao Yingxiang, divenne a sua volta un ribelle a causa dell'accusa del furto di razioni..
Moltiplicarsi delle rivolte Nel 1633, i ribelli si erano ormai diffusi in Huguang, Sichuan e Shanxi. Chen Qiyu fu nominato comandante supremo di Shaanxi, Shanxi, Henan, Huguang e Sichuan. Cacciò Zhang Xianzhong e Luo Rucai dal Sichuan. I ribelli nel Henan furono spinti a ovest finché non furono imbottigliati nell'angolo sud-occidentale dell'area, nella gola di Chexiang. Le forti piogge li fiaccarono per 40 giorni e, dopo settimane di privazioni, ribelli, tra cui Li Zicheng, si arresero a Chen Qiyu. Furono riportati alle loro case sotto scorta ma quando 36 ribelli furono uccisi e le loro teste appese alle mura della città, scoppiò una nuova rivolta su vasta scala che vanificò il successo appena riportato dai Ming..
Li Zicheng, tornato al comando d'una grossa forza ribelle, assediò Longzhou ma ne fu scacciato da Zuo Guangxian. Nonostante l'incapacità dei ribelli di conquistare città ben difese, anche l'esercito Ming non fu in grado di sconfiggerli in modo decisivo, così i Ming iniziarono a costruire fortini di presidio per meglio controllare la campagna. Nel 1635 ebbe luogo a Rongyang, nel Henan centrale, un incontro tra i principali gruppi ribelli. Zhang Xianzhong e Gao Yingxiang furono incaricati di prendere lo Zhili meridionale, Luo Rucai di difendere il Fiume Giallo e Ma Shouying di guidare la divisione mobile. Zhang e Gao saccheggiarono la Contea di Fengyang, dimora ancestrale dell'imperatore Hongwu, fondatore della dinastia Ming, e luogo della sua tomba. Oltre funzionari Ming furono uccisi e strutture bruciate. Durante l'operazione, si verificò una disputa tra Li Zicheng e Zhang Xianzhong sull'opportunità o meno di uccidere gli eunuchi che portò allo scioglimento dell'alleanza ribelle. Separatisi, Li si spostò a ovest e Zhang a est.
Zhang Xianzhong non riuscì a prendere la città di Luzhou, pesantemente difesa con cannoni che inflissero pesanti perdite ai ribelli, uccidendone Li Zicheng continuò la rivolta per tutto il biennio 1635-1636 con modesto successo; tuttavia, un suo luogotenente disertò ai Ming portando con sé la donna di Li. Li perse Xianyang in favore dei Ming poco dopo. A nord, un forte esercito Ming di uomini entrò nel Henan sotto il comando diretto di Hong Chengchou ma non riuscì a sbaragliare i ribelli e subì persino una sconfitta. Lu Xiangsheng fu allora incaricato della pacificazione dei ribelli a Huguang. Nel frattempo i Ming subirono un grave smacco quando le forze ribelli circondarono Cao Wenzhao quando questi si allontanò eccessivamente dai suoi e s'imbatté nelle forze di cavalleria ribelle, risolvendo di uccidersi per evitare la cattura.
I ribelli erano diventati meglio organizzati e nel 1636 disponevano persino di cannoni pesanti. Gao Yingxiang si mosse verso Taozhou e schiacciò un esercito Ming mentre si recava a Nanchino. Gao fu poi sconfitto in una serie di battaglie contro Lu Xiangsheng ma riuscì a scappare. Lu non fu in grado di dare seguito alle sue vittorie e fu richiamato alla frontiera settentrionale per affrontare l'invasione manciù. Sun Chuanting fu nominato Gran Coordinatore dello Shaanxi. Sun catturò Gao Yingxiang quando invase lo Shaanxi e lo mandò a Pechino dove fu smembrato. I suoi seguaci si unirono ad altri leader ribelli come Li Zicheng e Lao Huihui.