La Dodge Charger I è un'autovettura mid-size costruita dalla casa automobilistica statunitense Dodge dal 1966 al 1978.

La Charger B-body La prima generazione, chiamata anche Dodge Charger B-body, era una muscle car prodotta dalla divisione Dodge del gruppo Chrysler tra il 1966 e il 1974. La vettura rimase nel listino fino al 1978 anche se, a partire dal 1975, come base venne utilizzata la Chrysler Cordoba. Tra i diversi modelli di questo marchio che hanno utilizzato il nome Charger la B-body è forse la più conosciuta. Il termine"B-Body" sta a significare che questa serie di Charger era basata sul pianale B della Chrysler.

La nascita della Charger

Nel 1964 la Pontiac GTO diede inizio all'era delle vetture muscle car. In seguito altri marchi dello stesso gruppo decisero di seguire questo esempio, realizzando vetture che seguissero questa nuova tendenza. La Buick realizzò la Gran Sport mentre la Oldsmobile presentò la 442. La Dodge aveva già nella sua gamma dei modelli in grado di competere con le prestazioni di queste nuove vetture come la Coronet. Questo modello era disponibile con motori decisamente potenti mentre di contro era caratterizzata da una estetica che veniva giudicata classica.

Tra le cause che portarono alla nascita della Charger c'erano anche le richieste dei concessionari della marca che lamentavano la mancanza di un modello che potesse competere con la Plymouth Barracuda. Per risolvere questa situazione Burt Bonwkamp, allora capo progettista della Dodge venne convocato da Lynn Townsend al fine di realizzare una vettura, tipo Mustang, che potesse soddisfare le richieste dei concessionari della Casa. L'idea era quella di realizzare un modello simile alla Barracuda ma che non entrasse in competizione diretta con questo modello.

Nacque così la Dodge Charger concept del 1966. Questa vettura venne presentata ai diversi saloni dell'automobile del 1965 in modo da suscitare e valutare l'interesse del mercato verso questa proposta. La vettura sarebbe entrata in produzione solo se fosse piaciuta. La risposta fu positiva e pertanto la nuova vettura passò alla fase successiva.

La prima Charger: 1966-1978 1966-1967

La nuova Charger si pose al vertice della gamma Dodge e venne presentata il primo gennaio del 1966 al Rose Bowl con lo slogan che la identificava come Leader of the Dodge Rebellion. L'estetica si doveva a Carl CAM Cameron e l'introduzione della Charger coincise anche con la presentazione della nuova versione stradale del motore Hemi da 426 ci (7.0 L). Con questa nuova vettura nella sua gamma e il nuovo Hemi anche la Dodge poteva acquisire una immagine di costruttore di vetture potenti. Questa prima Charger era basata sul pianale B della Chrysler.

Il modello 1966 era caratterizzato da una calandra realizzata in una forma che ricordava quella di un rasoio elettrico. I fari, del tipo a scomparsa, erano stati utilizzati l'ultima volta sulla DeSoto del 1942. Per la loro apertura e chiusura veniva utilizzato un sistema elettrico ed i fari ruotavano di 180 gradi. Quando erano chiusi la calandra sembrava realizzata in un blocco unico. Nella parte posteriore le luci coprivano l'intera larghezza della carrozzeria. All'interno di queste era stata inserita la scritta CHARGER.

Gli interni della Charger erano composti da quattro sedili singoli e da una console centrale che correva lungo tutto l'abitacolo. I sedili posteriori e il bracciolo centrale potevano essere ripiegati in avanti e il divisorio tra abitacolo e bagagliaio poteva essere abbassato permettendo così di realizzare un ampio vano di carico. Altre caratteristiche esclusive di questo modello della Charger erano i pannelli delle porte, le luci di cortesia e la strumentazione. Quest'ultima era particolarmente interessante in quanto per illuminare gli strumenti non furono utilizzate delle normali lampadine a bulbo ma venne impiegato un sistema ad elettroluminescenza. Gli strumenti a disposizione del guidatore erano quattro: contagiri, livello carburante, tachimetro e temperatura delle valvole.Le motorizzazioni disponibili erano costituite solo da motori V8 ed era possibile scegliere tra quattro diverse unità. Il motore di minore cilindrata era il 318 ci (5,2 L) con carburatore doppio corpo. Veniva poi il 361 ci (5,9 L). Questo propulsore derivava da quelli utilizzati sui veicoli commerciali sempre con carburatore a doppio corpo. Seguiva poi il 383 ci (6,3 L) con carburatore a quattro corpi mentre al vertice si poneva il nuovo Street Hemi da 426 ci (7,0 L). Il modello più venduto risultò essere quello con il motore da 383 che erogava 325 hp (242 kW). Il totale furono vendute 37.344 Charger, risultato che si può considerare un successo visto che l'introduzione della vettura avvenne a metà anno.

Nello stesso anno la Dodge fece partecipare la Dodge Charger fastback nel campionato NASCAR nella speranza di farne un modello vincente. Si scoprì però che ad alta velocità la parte posteriore tendeva a sollevarsi riducendo la tenuta di strada e rendendo la guida, a detta dei piloti, molto simile a quella sul ghiaccio. I progettisti della Dodge allora installarono una piccola appendice aerodinamica che rendesse più stabile la vettura alle velocità superiori ai 240 km/h (150 miglia orarie). Per rispettare le regole del campionato NASCAR per tutto il 1966 e il 1967 questo piccolo spoiler divenne disponibile, a richiesta, anche sulle vetture di produzione. L'introduzione di questa aletta rese la Charger la prima vettura statunitense di produzione ad essere dotata di spoiler. Con ai comandi David Pearson la Charger del team Cotten vinse 14 gare e alla fine si aggiudicò il campionato.

Il successo di vendita riscosso dal modello 1966 fece sì che il model year 1967 cambiasse di poco. La modifica più visibile, e che permette di distinguere il modello 1966 da quello successivo, era costituita dalla introduzione di nuovi indicatori di direzione sui parafanghi. Con il nuovo modello divenne disponibile anche il tetto in vinile. Gli interni della vettura furono rivisti eliminando la lunga console centrale, che secondo i clienti rendeva scomodo salire e scendere dai sedili posteriori, che venne sostituita da una analoga console ma dalle dimensioni più tradizionali. I sedili singoli rimasero di serie ma venne introdotto, tra i sedili anteriori, un bracciolo che abbassato permetteva di poter ospitare una terza persona. Tra i motori disponibili entrò a far parte della gamma il 440 ci (7,2 L) Magnum mentre venne eliminato il motore di 361 cubic inches che venne sostituito, come motore intermedio, dal 383 ci. Il nuovo motore era tarato per fornire 375 hp (280 kW) ed era alimentato con un carburatore a quattro corpi. Alla base della gamma delle motorizzazioni venne mantenuto il 318 LA nonostante fosse stato introdotto, nel 1966, il nuovo motore 'POLY' di analoga cilindrata. Come sempre al vertice si trovava il motore Street Hemi di 426 in³ che erogava 425 hp (316.9 kW).

Dal punto di vista commerciale le vendite, nonostante i successi sportivi ottenuti l'anno precedente, calarono della metà e nel 1967 saranno vendute 15.788 Charger. Questo risultato rese evidente alla Casa che era necessaria una rivisitazione del modello.

Sempre nel 1967 la vettura venne schierata anche nella serie Trans-Am dove si confrontava con la Ford Mustang e la nuova Chevrolet Camaro.

La Charger poteva montare diversi motori da 8 cilindri:

5.2L con doppio carburatore (motore di serie) 5.9L con doppio carburatore 6.3L con carburatore quadricorpo 335 HP 7.0L Hemi - 425 bhp (316.9 kW)

Il motore più richiesto era il 6.3L che sviluppava 335 HP.

Con il calo delle vendite del modello 1967 divenne evidente che era necessario sottoporre la Charger ad un restyling, peraltro effettuato anche su tutte le vetture B-body della Dodge. Venne deciso di separare i modelli Coronet e Charger in maniera più netta. Il restyling della Charger venne affidato a Richard Sias. Il designer propose un progetto basato su una forma a doppio diamante che si rifaceva alle forme dei velivoli che utilizzano la regola delle aree, meglio conosciuto come stile a bottiglia di Coca-Cola. Sul tetto venne inserita un arco volante con lo scopo di dare al lunotto posteriore un aspetto simile a quello della Pontiac GTO del 1966 - 1967. Venne mantenuta la calandra con i fari a scomparsa totale anche se il sistema elettrico venne sostituito da un più economico sistema a pressione utilizzato anche sulla Camaro RS. Le luci posteriori a tutta grandezza furono eliminate per essere sostituite da due luci posteriori di ispirazione Corvette. Alle portiere e al cofano venne aggiunta una doppia bordatura che ne mettesse in evidenza la nuova, aggressiva, linea.

Il cambiamento più evidente che avvenne negli interni fu costituito dalla scomparsa dei sedili anteriori singoli. Venne invece mantenuta la console del modello dell'anno precedente. Per quanto riguarda la strumentazione il tachimetro non fu una dotazione di serie ma disponibile solo a richiesta. Anche il sistema di illuminazione del quadro comandi ad elettroluminescenza lasciò il posto ad un sistema più convenzionale. I sedili posteriori erano ora fissi. Vennero eliminati i medaglioni posti sulla calandra e sul bagagliaio dove inoltre il rivestimento in tessuto venne sostituito da un rivestimento in vinile.

Per incrementare l'immagine Muscle della vettura e consolidare quella della Dodge come costruttore di vetture ad alte prestazioni venne presentato un nuovo allestimento: il Road/Track o più semplicemente R/T. Questo allestimento era disponibile solo sulle vetture che montavano i motori più potenti. Il motore di serie di queste vetture era il 440 Magnum con il 426 Hemi come optional.

Il 1968 vide anche l'introduzione del motore in linea a sei cilindri che andò a sostituire il 318 V8 come motore della versione base della vettura. Nello stesso anno la Chrysler Corporation lanciò una campagna promozionale nella quale figuravano dei modelli di auto del gruppo che riportavano, come logo, un'ape con un motore sulla schiena. Questo allestimento venne chiamato Slat Pack e fu adottato sulle versioni più spinte quali la Coronet R/T, la Dart GTS, la SuperBee e la Charger R/T. Su tutte queste vetture ricevettero una caratterizzazione grafica costituita dalle cosiddette strisce di bombo. Queste erano costituite da due grandi strisce che contornavano una terza, e più piccola, striscia centrale. Questa grafica divenne di serie sulle versioni R/T ed era disponibile in rosso, bianco o nero. Senza alcun costo aggiuntivo le strisce, se non gradite, potevano anche essere eliminate.

Con queste nuove novità e la nuova carrozzeria la popolarità della Charger aumentò e nel 1968 saranno 96.100 le vetture prodotte delle quali ben 17.000 nell'allestimento R/T.

Sul modello 1969 furono effettuati poche modifiche che si dovevano all'intervento di Harvey J. Winn. Esternamente venne montata una nuova calandra che presentava un montante centrale e furono adottate anche nuove luci posteriori longitudinali. Venne presentato un nuovo allestimento detto SE o Special Edition. Questo nuovo pacchetto era disponibile sia come allestimento singolo che insieme al precedente R/T. Le vetture con doppio allestimento erano identificate come R/T SE. Il nuovo allestimento comprendeva inserti in pelle sui sedili anteriori, modanature cromate, volante con corona in legno e inserti in legno sul cruscotto.