Il Congresso dello Stamp Act (7 – 25 ottobre 1765), noto anche come Congresso Continentale del 1765, fu un incontro tenutosi a New York, nell'omonima provincia, fra i rappresentanti di alcune colonie britanniche del Nordamerica. Fu la prima riunione di rappresentanti eletti provenienti da numerose colonie americane per concordare una protesta comune contro l'imposizione fiscale britannica. Il Parlamento della Gran Bretagna aveva approvato lo Stamp Act, che imponeva l'uso di una carta speciale stampata (e tassata) per i documenti legali, le carte da gioco, i calendari, i giornali e virtualmente per tutti gli affari nelle colonie, con effetto dal 1º novembre 1765.

Il Congresso consisteva in delegati provenienti da nove delle diciotto colonie britanniche nel continente del Nordamerica. Tutte le delegazioni partecipanti provenivano dalle Tredici Colonie che infine formeranno gli Stati Uniti d'America. Sebbene il sentimento di partecipazione al Congresso in alcune delle altre colonie fosse forte, un numero di governatori reali prese dei provvedimenti per prevenire legislazioni coloniali dagli incontri per selezionare i delegati.

Il Congresso si riunì nell'edificio dove ora vi è la Federal Hall e fu tenuto in un tempo di diffuse proteste nelle colonie, alcune violente, contro la realizzazione dello Stamp Act. I delegati discussero e, uniti contro la legge, emisero una Dichiarazione dei Diritti e delle Lamentele nella quale essi sostenevano che il Parlamento non avesse il diritto d'imporre tasse perché esso non prevedeva alcuna rappresentanza delle colonie. Membri di sei delle nove delegazioni sottoscrissero petizioni indirizzate al Parlamento e a Re Giorgio III muovendo obiezioni alle disposizioni dell'Act.

La natura extralegale del Congresso causò allarme nella Gran Bretagna, ma ogni discussione di competenza del congresso fu superata dalle proteste economiche provenienti dai mercanti britannici, i cui affari con le colonie soffrivano delle conseguenze delle proteste e delle loro associate mancate importazioni di prodotti britannici. Le questioni economiche provocarono l'abrogazione, da parte del Parlamento britannico, dello Stamp Act, ma esso approvò nello stesso giorno la Legge Dichiaratoria, per esprimere la propria opinione sulle basi costituzionali create dai coloni; essa stabilì che il Parlamento poteva legiferare, imponendo l'obbligo di rispetto di tali leggi alle colonie americane "in qualsiasi caso".

Antefatti

Come conseguenza della Guerra franco-indiana, il Parlamento britannico cercò d'incrementare gli introiti dalle sue colonie d'oltremare, dove i costi della permanenza delle truppe erano divenuti significativi.Ritcheson, p. 16 Il Parlamento approvò dapprima la legge sullo zucchero e quella sulle valute nel 1764, specificatamente orientate a raccogliere denaro per la Corona con un regolamento più stretto sul commercio coloniale. Queste leggi avevano dato origine a proteste da parte dei legislatori coloniali, ma avevano girato intorno all'idea di una tassazione diretta strutturando i loro introiti come accise correlate ai commerci. Il Primo Ministro britannico George Grenville notò al momento dell'approvazione dello Sugar Act che un'imposta di bollo poteva anche essere necessaria, sollevando immediatamente preoccupazioni e proteste nelle colonie.Ritcheson, pp. 19–28

Con la Legge sul bollo del 1765, il Parlamento tentò per la prima volta di raccogliere denaro con un'imposizione diretta sulle colonie. La legge richiedeva che qualunque tipo di materiale stampato esibisse un bollo (acquistato presso un agente del governo) per mostrare che la tassa era stata pagata. L'uso di carta bollata era richiesto per giornali, libri, documenti del Tribunale, carte commerciali, atti patrimoniali sulla terra, almanacchi, dadi e carte da gioco. L'introito doveva aiutare a finanziare le attività dell'impero, compresi i costi di permanenza delle truppe nelle colonie, senza dover cercare introiti attraverso le assemblee coloniali stabilite, il che aveva una storia di fallimenti.Morgan and Morgan, pp. 96–97

Richiesta di Congresso

Nel giugno 1765, l'Assemblea del Massachusetts scrisse una lettera, che fu inviata ai legislatori delle "numerose Colonie su questo Continente", per "consultarsi insieme sulle presenti circostanze delle colonie."Weslager, p. 60 Nove colonie infine scelsero i delegati per la partecipazione congresso: Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland e Carolina del Sud.Morgan and Morgan, p. 108 Tutti i delegati selezionati erano membri degli enti legislativi coloniali.Weslager, p. 108

I metodi con i quali furono scelti i delegati risultarono in alcuni casi non ortodossi. Nel Delaware, allora noto come Three Lower Counties (Le tre basse contee) dei proprietari della Pennsilvanya, i membri dell'assemblea tenevano incontri informali in ciascuna delle tre contee, scegliendo in ogni caso gli stessi tre delegatiWeslager, pp. 94–95 A New York, l'assemblea era stata prorogata ed era stato giudicato improbabile che sarebbe stata convocata dal vicegovernatore Colden, considerata la lettera del Massachusetts. Il Comitato di corrispondenza dell'assemblea, consistente nei delegati di New York City, discusse la lettera e decise in quelle circostanze di assumersi l'autorità di rappresentare la colonia. L'assemblea del Jersey declinò cortesemente la richiesta d'invio di delegati prima dell'aggiornamento del tardo giugno, ma dopo il sentimento politico contro lo Stamp Act divenne più pronunciato, lo Speaker Robert Ogden convocò un'amplissima assemblea straordinaria (poiché solo il Governatore poteva convocarla ufficialmente in sessione) verso fine settembre, che scelse tre delegati. Il Governatore William Franklin fu sorpreso dal fatto ma non intraprese alcuna azione, a parte una protesta per l'incontro insolito.Weslager, pp. 76–78 L'assemblea del Maryland fu prorogata a causa dello scoppio di un'epidemia di vaiolo; l'assemblea fu infine convocata in sessione dal Governatore Horatio Sharpe per esaminare la lettera del Massachusetts il 23 settembre, e furono scelti i delegati.Weslager, pp. 72–73

Le colonie che non erano rappresentate al congresso, non inviarono delegati per varie ragioni. Alle assemblee della Virginia e della Georgia fu deliberatamente vietato dai loro governatori di partecipare al congresso.Weslager, pp. 71, 99 Il New Hampshire scelse di non inviare delegati a causa di un'incipiente crisi finanziaria nella colonia; con il tempo alcuni membri delle assemblee cercarono di riconsiderare quelle decisioni, le assemblee furono aggiornate e il Governatore dello New Hampshire, Benning Wentworth, si rifiutò di farlo entrare nella sessione.Weslager, p. 75 Il vicegovernatore del Carolina del Nord, William Tryon, aveva prorogato l'assemblea per altri motivi, e non vi erano apparentemente azioni intraprese per richiedere una speciale sessione, nonostante le proteste pubbliche e l'opposizione alla legge da parte dello speaker John Ashe.Weslager, pp. 83–84 La Nuova Scozia, che allora comprendeva l'odierna Isola del Principe Edoardo e il New Brunswick, declinò l'invito a inviare delegati nonostante il significativo legame economico con il Massachusetts, una forte presenza di espatriati del New England nella sua assemblea. Dominata da interessi finanziari collegati all'Inghilterra, l'assemblea non considerò neanche una risoluzione di protesta contro lo Stamp Act.Kerr, pp. 553–558 Il Quebec, il Newfoundland e l'Est e Ovest Florida non avevano assemblee coloniali e non furono invitate.Weslager, p. 61

Quando le voci sul congresso in corso giunsero a Londra, i Lords of Trade furono così sorpresi che scrissero al re che

Le comunicazioni erano così lente che quando il Parlamento ne fu informato, il Congresso sullo Stamp Act era già in sessione.Weslager, p. 121 I commissari del commercio fecero anche osservare

Prosecuzione

I delegati cominciarono ad arrivare a New York verso fine settembre, e un incontro preliminare fu tenuto da quattro delegazioni il 30 settembre; ciò che allora fu discusso non è noto. La prima sessione del Congresso ebbe luogo il 7 ottobre, nella City Hall di New York (oggi nota come Federal Hall). Fu eletto come presidente Timothy Ruggles, un delegato conservatore del Massachusetts, rifiutando per poco James Otis, che John Adams descrisse come l'anima del corpo. John Cotton, il vicesegretario del Tribunale Generale del Massachusetts, cui era stato chiesto dalla delegazione del Massachusetts di tenere una registrazione formale, fu scelto come segretario e responsabile delle registrazioni.Weslager, pp. 122–123 La scelta di Ruggles come delegato era stata elaborata dal Governatore del Massachusetts Sir Francis Bernard, 1º Baronetto nella speranza di limitare l'efficacia del congresso.Morgan and Morgan, p. 109 Il suo successo nell'essere eletto presidente fu almeno in parte dovuto alla percezione che Otis, un populista sobillatore, "avrebbe potuto conferire al loro incontro un cattivo contegno."Morgan and Morgan, p. 110

Le sessioni formali del Congresso sullo Stamp Act furono condotte a porte chiuse benché alcune delle loro attività possono essere state condotte in sessioni informali tenute in caffè e in altri locali nelle sere. Il vicegovernatore Colden, incapace a prevenire l'incontro, lo definì una convention illegale, annotando:

Era chiaro che i delegati erano di fatto leali alla Corona. Il delegato di New York Robert Livingston scrisse che il Congresso era stato creato per assicurare l'unità dell'Impero Britannico:

Poco si sa sui dibattiti nel congresso. Il giornale congressuale ufficiale, in un'apparentemente deliberata mossa, conteneva solo i meri dettagli delle decisioni ufficiali e nessuno dei partecipanti tenne diari privati. Come risultato, le relazioni sul congresso sono basate su scritture frammentarie da lettere e pubblicazioni contemporanee.Weslager, p. 126 In aggiunta all'operato di funzionari selezionatori, le prime sessioni esaminarono le credenziali di ognuna delle delegazioni; nonostante i metodi non ortodossi con i quali alcuni vennero scelti, nessun delegato fu respinto. Essi discussero anche sul come votare, concordando infine che ciascuna delegazione avrebbe avuto la possibilità di un solo voto valido.

I primi sostanziali dibattiti erano concentrati intorno ad argomenti sollevati dallo Stamp Act e dal precedente Sugar Act. I delegati impiegarono un significativo ammontare di tempo, discutendo sulle differenze tra la tassazione diretta ("interna") e la regolazione del commercio (o "tassazione esterna"Equivalente in sostanza alla nostra "imposizione indiretta". N.d.r.), e cercando giustificazioni formali all'idea che solo le assemblee coloniali avevano il diritto d'istituire tasse "interne".Weslager, pp. 126–127, 130–132 Molto presto nelle delibere, i delegati concordarono di produrre un'affermazione sui diritti che avrebbe costituito il fondamento per le richieste che il Congresso avrebbe sottoposto al Parlamento e al re. Secondo il delegato del Delaware Caesar Rodney, la redazione delle delibere era resa difficile dal desiderio di bilanciare i diritti dei coloni con le prerogative regali e i poteri attribuiti e riconosciuti come tali al Parlamento.Weslager, pp. 126–127